Portate giù dalle scale le donne e i bambini. Con calma, ‘ché il piano d’evacuazione era già stato predisposto. Voi, pompieri, pronti con l’acqua. La Protezione Civile, dov’è quando serve? Municipale, mi raccomando: levatemi di mezzo tutte queste macchine, le vie debbono essere sgombre quando darò l’annuncio. Polizia e celerini, il vostro ruolo sarà fondamentale: quando si scatenerà il panico dovrete avere la mano ferma, per fermare i facinorosi e guidare la brava gente verso le già predisposte vie di fuga. D’accordo? Tutti ai vostri posti? Siete pronti? Siete caldi? Vado a dare l’annuncio. Mario Adinolfi si è candidato alla guida del Partito Democratico.
So che molti di voi non se lo aspettavano. E pensavano, non senza qualche ragione: ma che cazzo, si è autocandidato a qualsiasi fosse a tiro di autocandidatura per dieci anni. Stavolta no, dài. Stavolta no, a ’sto giro passa. Spiace deludervi. Come quei bambini un po’ zucconi che alle medie finivano sempre per ripetere l’anno, e vedere diplomarsi i loro primi compagni mentre sono ancora in prima, Adinolfi - da qui in poi per noi: “il Ripetente” (lo so che sembra il titolo di un film con Alvaro Vitali: anzi, me ne vanto) – beve l’amaro calice, e lo fa con la modestia che gli è propria: “Per dare una mano concreta alla massima mobilitazione in campagna elettorale, per non lasciare l’azione tutta in mano agli ex ds (le candidature annunciate sono quelle di Bersani, Finocchiaro e Marino), per rafforzare l’idea che il ricambio generazionale non arriva mai per via cooptativa (e quando arriva così è dannoso) ma attraverso uno schietto conflitto politico costruito su proposte alternative, per aver constatato che quanto dicevamo due anni fa era non solo sensato ma è stato poi saccheggiato come patrimonio di proposte da tutti, per far rivivere il programma 100.2.0, per mettere al centro del dibattito congressuale la democrazia diretta, le primarie e il protagonismo anche del singolo libero iscritto non assimilabile alle nomenklature dei capibastone, io mi candido alla segreteria nazionale del Partito democratico“. I più maliziosi tra di voi avranno notato che nell’annuncio è presente una gustosa serie di motivazioni, ma manca quella più da sboroni: “per vincere“. E in ciò possiamo dare atto al Ripetente di essere maturato. Ogni volta che faceva partire la gioiosa macchina da guerra dei blogs e dei giovani, condiva il tutto con slogan che spesso permettevano di intuire la poderosa culata a terra che stava per dare. L’uso delle precauzioni – a proposito: ma il Ripetente cosa ne pensa dell’uscita di Ratzinger sui preservativi? – poteva quindi far ben sperare stavolta sull’esito complessivo dell’operazione.
Tuttavia (e dico “tuttavia” come lo scrivevano sulla Pravda ai bei tempi: era un segnale che stavano per arrivare delle critiche a quello che si era detto sopra), anche stavolta le motivazioni sembrano quantomeno originali. Il Ripetente dice in primo luogo che se non si candida non riesce a fare bene la campagna elettorale per le Europee. Esagerato: sarà difficile crederci, ma a mio parere i vari Franceschini, Bersani, D’Alema e così via se ne sarebbero fatti una ragione, se a questa tornata Adinolfi se ne fosse stato zitto fino alle scadenze del voto, e magari anche oltre. Poi dice che è non vuole lasciare l’azione tutta in mano agli ex ds; ma allora non poteva appoggiare l’eventuale candidatura di qualcuno dello spessore politico leggermente superiore al suo – la Bindi, oppure Letta - per dare in maniera più credibile questa impressione? Poi, vabbeh, c’è il solito slogan del ricambio generazionale (perché dovrei preferire un politico giovane ma inetto ad uno anziano ma meno inetto, è una domanda la cui risposta Adinolfi non ha mai fornito), e quindi l’uscita piagnona sul suo programma elettorale saccheggiato. Per verificare la veridicità dell’affermazione basta controllare: vi accorgerete che il 99,9% di quanto proposto dal Ripetente è fatto di cose che lui aveva saccheggiato ad altri. E quando a piangere per il furto è un ladro, capirete: pietà l’è morta. Poi arriva la chicca: “Per mettere al centro del dibattito congressuale la democrazia diretta, le primarie e il protagonismo anche del singolo libero iscritto non assimilabile alle nomenklature dei capibastone” è una frase degna di nota. Basta infatti togliere la democrazia diretta e le primarie e collegare la frase per capire che stavolta Adinolfi si è tradito: “Per mettere al centro del dibattito congressuale il protagonismo anche del singolo iscritto”. Come in quei vecchi film gialli, nel finale l’assassino si è tradito.
Poi, le solite cose: “L’obiettivo di mobilitazione è oggi aggregare 1.500 iscritti al Pd entro la data del 21 luglio per sostenere la candidatura nazionale e cercare potenziali candidati a livello locale”, annuncia il Ripetente. Diciamo subito che trovare quegli iscritti non dovrebbe essere impossibile, visto il numero di persone che ha deciso di votarlo alle primarie di due anni fa: ben 5.924 voti su tre milioni e cinquecentocinquantaquattromila, per una percentuale dello 0,17%. Ora, pur rendendoci perfettamente conto che non tutti quelli che hanno votato alle primarie si sono iscritti al partito, di sicuro quelli che hanno votato Adinolfi saranno stati animati da viva passione politica – non sono andati a votare perché gliel’ha chiesto l’amico, insomma – e quindi poi avranno versato l’obolo per l’iscrizione al Pd. Perlomeno uno su quattro. Come no? Quindi, il primo obiettivo lo può dare per raggiunto, il Ripetente. E quindi partire per il confronto sui programmi, e stare pronto a spiegare l’importanza di avere un blog a gente come l’ex ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Alla Finocchiaro interesserà moltissimo conoscere quanto è importante e due punto zero avere un profilo su Facebook (anche se lei ce l’ha già), mentre il professor Marino accoglierà con stupore la spiegazione di Adinolfi sul perché è andato al Family Day, una manifestazione che vedeva la presenza dei teodem della Margherita e basta, insieme a tutto il centrodestra, e che opinioni ha sui temi della bioetica. Io, per me, ho già pronti popcorn e coca cola. Nel frattempo, chiudiamo autocitandoci (abbiamo preso da lui): anche negli Stati Uniti, quando ci sono le presidenziali, si presenta una ridda di candidati improbabili – dal cowboy che promette la detassazione del fieno per le mucche all’hippy che punta sull’aumento delle spese per i fiori da esposizione allo scopo di rendere più accoglienti i congressi per la Pace nel mondo. Solo che poi una naturale scrematura che somiglia alla selezione darwiniana lascia a battersi i candidati più forti, rimandando gli “originaloni” nell’anonimato da cui erano venuti. L’America: non a caso una democrazia molto più antica e saggia della nostra.
(vignetta di Mauro Biani)
























N’atra vota? :O
Adesso capisco cosa erano le scene di panico tipo “Gli Uccelli” di Hitchcock che notavo ieri…
Ma porello… ancora stai a menà l’Adinolfo? Guarda che ti denuncio per violenza su minori.
Pensa piuttosto che avrai uno che l’appoggerà subito andando in sezione del PD a votarlo col Foglio in mano (e spero tanto, ma tanto che incontri un vecchio metalmeccanico di Bagnoli, incazzato come una biscia perchè il Napoli ha perso e con casualmente un palanchino in tasca, di quelli belli siovetici, fatti di ghisa).
Ma veramente uno così poi è un campione di poker? Ma gioca in un pollaio?
Vabbè, a ’sto punto mi candido anch’io…
eh, no, caro mio. Mettiti in fila:
http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/post/1564901.html
Beh, se cercano un curatore fallimentare, l’Adinolfi lo terrei in considerazione
Il mio avatar è mooolto più pheeko
va detto che capisce le esigenze dei gggiovani in quanto giocatore di poker. Volendo potrebbero sempre giocarsela in un sit’n go di Hold’em, tanto ormai per quello che vale. Anzi, se i metodi di elezione dovessero essere questi mi candido anche io
RINGRAZIO Gregorj per l’ amabilità con cui sempre mi nomina…io vorebbe sape’ se Gioornalettismo me vurria spalleggia’ e fa’ da diffusore delle mie iniziative politiche
che tanto ciò bisogno !
tutto il resto sono chiacchiere
“io vorebbe sape’ se Gioornalettismo me vurria spalleggia’ e fa’ da diffusore delle mie iniziative politiche”
la risposta è la stessa dell’altra volta
già
perché la politica è un gioco d’azzardo ai giorni nostri?
Greg, certo che quest’articolo Adinolfi te l’ha proprio servito su un piatto d’argento!L’hai scritto tutto d’un fiato, un pò come il flusso di coscienza dell’ “Ulisse” di James Joyce. Aggiungerei ai pop corn ed alla coca cola anche una buona pizza margherita, rilassati sul divano a godersi lo show, meglio del tg4 di Emilio Fede!