E’ in dirittura d’arrivo la riforma Brunetta per la pubblica amministrazione. Promette efficienza, efficacia, risparmi. Basta decidere chi sono i fannulloni e non dargli il premio di produttività. Giusto, ma se ne parla da anni. E se il testo è quello che circola, la sostanza non è molta
Il consiglio dei ministri ha appena approvato lo schema di decreto legislativo che attuerà la Legge delega n.15 del 2009, per l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l’ efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Ora il testo è all’esame di parti sociali e parlamento, prima del varo definitivo. Si preannunciano scontri e critiche, soprattutto da parte del sindacato. Ma ci sono forti perplessità, per ragioni nobili e meno nobili, anche dentro il governo, al di là dell’unanimità di facciata, tant’ è che il ministro Brunetta minaccia le dimissioni se prevarranno le “resistenze occulte” e il testo non verrà approvato definitivamente entro 60 giorni.
LA LEGGE DELEGA – Tutto parte, appunto, dalla legge delega in materia di riorganizzazione della Pa approvata qualche settimana fa dal parlamento. Il provvedimento in gran parte riafferma principi già contenuti nell’ordinamento italiano. In particolare prevede l’istituzione di un organismo centrale di valutazione con il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere l’esercizio indipendente della valutazione del personale e garantirne la trasparenza. Inoltre, fissa il principio che non ci saranno premi uguali per tutti, ma un sistema differenziato in base al merito. Si tratta di principi che è impossibile non condividere: non stupisce quindi la grande popolarità del ministro [[Brunetta]], protagonista anche della crociata “anti fannulloni” dell’anno scorso, quella sulle assenze per malattia. Stabilito che il principio è condivisibile da chiunque, bisogna però entrare nel merito, e capire se al di là degli annunci e alle dichiarazioni di principio ci sono anche fatti e provvedimenti coerenti ed efficaci.
LO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO – Annunci del genere infatti se ne sentono da almeno 16 anni, a partire da un altro famoso Decreto legislativo, il 29/93. E le proposte “innovative” di “organismi di valutazione o di Controllo strategico” sono vecchiotte. Un sistema integrato di valutazione nella PA veniva previsto già nel Dlgs 286/99, che prevedeva il Controllo di gestione, il Controllo del attuazione del programma e la valutazione del personale. Sono pure stati istituiti gli uffici nei ministeri e nelle regioni, supportati da esperti di chiara fama, con risultati non eccezionali, a parte qualche caso sporadico. Anche l’introduzione di un meccanismo che “forzi” le PA a scegliere tra i suoi dipendenti quelli più bravi non è nuovissimo. Quello di Brunetta in compenso è molto complesso, con una pluralità di premi (“bonus per le eccellenze”, “premio per l’innovazione”, oltre alle progressioni economiche orizzontali e verticali) e le “graduatorie” di merito, con distribuzione di un premio elevato per il 25% dei dipendenti più meritevoli, un premio medio al secondo 50%, niente all’ultimo 25%. Meccanismi e incentivi che più o meno già esistono: ma la loro applicazione, sia nei ministeri che negli enti locali, è stata sinora deludente, con un sostanziale distribuzione a pioggia indifferenziata a tutti i dipendenti.
CONTANO GLI EFFETTI – Il problema infatti, come direbbe Calderoli, ministro
del taglia-leggi, non è aggiungere normative a normative, ma applicare un sistema coerente ed efficace che aumenti l’efficienza (rapporto tra obiettivi e risultati) l’efficacia (rapporto tra obiettivi ed effetti) e l’economicità (rapporto tra costi e risultati) dell’azione pubblica. Carlo dell’Aringa su LaVoce.info, dice che “è difficile prevedere se un sistema di questo tipo funzionerà”. E che“rimangono punti oscuri. Soprattutto, non è chiaro se l’Autorità per la valutazione avrà le competenze e le risorse necessarie per svolgere una azione di monitoraggio e di controllo di portata così vasta“. Il testo fa infatti pensare ad una struttura elefantiaca di valutazione, che oltretutto si sovrappone ai non pochi uffici di controllo interno già esistenti in base al DLgs 286/99. Una sovrapposizione poco efficiente e molto costosa. Altre obiezioni significative – anche queste non nuove (erano già emerse negli altri tentativi di riforma) sono la garanzia di reale terzietà dei componenti del nucleo esterno di valutazione, la complessità degli strumenti di valutazione messi in campo, la distribuzione dei premi tra i componenti delle unità amministrative e tra le diverse unità amministrative.




però ci ha messo le faccine. Considera anche questo, eh?
Questo dimostra che la mafia non è solo quella con la coppola, e ne è ricca la pubblica amministrazione.
Ma in fondo lo sapevamo e continuiamo a sopportarlo
A quelli che dicono sempre no, dal ponte al nucleare e che da decenni bloccano l’Italia, la crescita e le riforme, non piace neppure la riforma della PA.
Come mai non sono sorpresa ?
boh. Però considera che di solito quelli che non si sorprendono mai sono degli infelici. Fai tu.
Caro Greg, hai scritto una bella frase in stile prelato in risposta ad una mia critica “politica”…ma non ho detto che non mi sorprendo mai, ho detto che stavolta non mi sorprendo…
@Gregorj:
Già, è vero. Quanto ancora mi devi insegnare…
@Giacomo:
Non ho sinceramente capito a cosa ti riferisci: alla Pa o a Brunetta?
@Mariasol:
Veramente, se ti fossi disturbata a leggere Giornalettismo (incluso quest’articolo) ti saresti accorta che qui si dicono molti sì. E molti no, quando le cose non ci convincono. E sempre argomentando NEL merito.
Gregorj ci ha fatto un apposito esame, prima di farci l’onore di collaborare a quest’avventura. Chiedigliene conferma. E tutto mi sembra, fuorchè un “prelato”. L’ecumenico del gruppo semmai sono io. ^_^
@tutti:
ma la notizia vera è che il culetto della Noemi è stato taroccato
Questa volta sono dalla parte del “” risentito sociale “” di Brunetta. Lasciate che ci provi, molto danno non può fare, sono sicuro che un po’ di “!”miglioramento “” ci sarà. Non giriamoci più intorno. Abbiamo una piaga che sanguina nell’amministrazione pubblica, non è un questione di “” vagabondi “” è una malattia che si contrae quando si frecuenta l’ambiente. Speriamo che nonostante ” brunetta ” si ottenga qualche risultato.
Come al solito ineccepibile…
Colgo solo l’occasione di suggerire che gli spunti proposti potrebbero essere ottenuti con delle certificazioni iso (serie)
:-0
@sbronzo di riace
Ma davvero? Accidenti, non ci sono più le lolite di una volta!
@rebyjaco:
“Abbiamo una piaga che sanguina nell’amministrazione pubblica” esatto
“Lasciate che Brunetta ci provi, molto danno non può fare”
Non ne sono sicuro: come ho cercato di spiegare, Brunetta ha puntato tutto sullo “spezzeremo le reni ai fannulloni” anzichè sul “rendiamo efficente la macchina pubblica”, facendo pensare che l’una cosa porti l’altra. Non è così. Il rischio è la Riforma della PA dei gattopardi (e dei servi).
@Ghisabrain:
Grazie. L’idea delle certificazioni ISO serie è buona!
@tutti:
Non ho ben capito il discorso del 25-50-25% per la distribuzione dei premi. Il rischio è una usuale mafia gerarchica sui posti di lavoro anche pubblici: perché dire che il quarto meno produttivo non prende un premio? Allora non è un premio alla capacità di lavorare, ma un premio alla capacità di lavorare più degli altri? Cioè, la PA deve ottenere dei guadagni di efficienza, e siamo d’accordo; ma mettiamo che si riesca a oggettivare i target, e mettiamo che TUTTI i dipendenti superino questi target, solo che qualcuno li supera diciamo del 20% e l’ultimo quarto dei dipendenti li supera di un 1%… perché quell’ultimo quarto deve venir penalizzato NONOSTANTE ABBIA RESO LA PA PIU’ EFFICIENTE NEI TERMINI CHE GLI ERANO STATI CHIESTI? Se altri hanno fatto meglio, be’ io direi certo più riconoscimenti per loro… ma ha senso “penalizzare” per principio una certa fetta dei dipendenti su un criterio “relativo” e non “assoluto”?
Carlo, ho capito male?
La classe politica non riesce a dare risposte importanti. Come se la cultura cambiasse solo col manganello e non con le leggi. Poi ci sorprendiamo e ci indignamo di certe uscite populiste a volte indecorose di qualche rappresentante del nostro governo. Siamo alla frutta. In quanto a lotta all’inefficienza e inefficacia credo che in questo momento sia meglio affidarsi alla Magistratura e alle sue inchieste piuttosto che a testi di legge che sono montagne di carta. I testi del 93 e del 99 già hanno fatto cilecca o quasi.
C’è ancora da far capire a molti dipendenti pubblici che si sta in ufficio per tutto l’orario di lavoro. (La recente inchiesta sull’assenteismo al comune di Portici è lì a ricordarlo). Poi in seguito si può cominciare a parlare di premi alla produttività.
@Leo:hai capito benissimo:e hai centrato con la solita lucidità uno dei punti più assurdi del “metodo Brunetta”. Pensa che cosa penserà il dipendente in un ufficio di fenomeni che si è fatto in 4 per l’ufficio, al pari di un altro, e si vede negato il premio. Mentre magari uno che è inserito in un ufficio di mediocri e ha fatto solo il suo dovere prende il premio. Bello, vero? E soprattutto: un vero premio all’aefficenza! Ciaoooo!
@veritas:
io sono più ottimista. Qualcosa si può fare. Certo non “tagliando con l’accetta”
Brunetta ha rotto le scatole……sembra che il male di questa società siano gli impiegati della P.A. Perchè nn viene a vedere in che condizioni lavoriamo? Perchè nn da uno sguardo ai nostri stipendi? Perchè da anni danno consulenze Esterne SUPER-Remunerate( inutili) anzichè valorizzare anche solo moralmente le efficienze e le figure professionali già esistenti all’interno della P.A.
21 Maggio 2009: Ai commenti aggiungo che in questi giorni l’on. ministro ha approntato con un D.L. un nuovo giro di vite nei riguardi dei lavoratori del pubblico impiego, considerando anche la possibilità di carcere fino a 5 anni, sè si dichiarano malati ma poi non lo sono (forse sono guariti), il mio punto di vista è questo: Questi rappresentanti di questa classe capitalista avanzata, non stanno facendo altro che distruggere la Pubblica Amministrazione nella figura di coloro che ci lavorano al fine di stornare il denaro a loro destinato, oltre che togliere le competenze ai vari comparti pubblici per assegnarle agli ex-enti parastatali che sono stati privatizzati e quindi sono S.p.A., e a società private. Il motivo? Ma non l’avete ancora capito?
Questi signori sono proprietari dei pacchetti azionari di queste società ed ex-enti, e quindi hanno tutto da guadagnare. Ed il caro Ministro non è altro che il braccio di questa nuova borghesia capitalista Italiana.
MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del silente contribuente.Vedere sentenza immediatamente esecutiva,(282 cpc),in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO.