Giustizia per Niccolò Ciatti - Morte agli assassini
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L’assurda storia della pagina Facebook che raccoglie soldi per mettere una taglia sugli assassini di Niccolò Ciatti

La vicenda di Niccolò Ciatti, il ragazzo di 22 anni ucciso a calci e pugni davanti a una discoteca a Lloret de Mar in Spagna, ha indignato profondamente l’opinione pubblica. Pare, però, che qualcuno abbia provato a cavalcare l’onda di questa stessa indignazione con intenti quantomeno poco chiari. Nei giorni scorsi è comparsa su Facebook una pagina dal titolo «Giustizia per Niccolò Ciatti – Morte agli assassini». Non un seguito esagerato (solo 400 like), ma lo scopo è apparso ambiguo sin dal post pubblicato in evidenza:

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GIUSTIZIA PER NICCOLÒ CIATTI – MORTE AGLI ASSASSINI: IL SUO SCOPO

L’intento della pagina sarebbe quello di raccogliere delle donazioni «a partire da un euro» per mettere una taglia sulle persone coinvolte nell’omicidio di Niccolò Ciatti. «È inaccettabile che due dei tre assassini – si legge – siano già a piede libero, è inaccettabile che un Cittadino Italiano venga ucciso barbaramente in quel modo mentre si trova in vacanza in un paese europeo e civilizzato come la Spagna». Il post, poi, si chiude con quello che sembra essere un vero e proprio grido di battaglia: «è arrivato il momento di farsi giustizia da soli in una Società incapace di proteggere e salvaguardare i diritti umani e incapace di impartire pene e punizioni severe a chi commette barbarie simili. Giustizia per Niccolò Ciatti. MORTE AGLI ASSASSINI DI NICCOLÒ CIATTI».

GIUSTIZIA PER NICCOLÒ CIATTI – MORTE AGLI ASSASSINI: LA DENUNCIA DELLA FAMIGLIA

Già nei commenti, qualcuno aveva chiesto se gli amministratori della pagina avessero l’autorizzazione della famiglia di Niccolò per effettuare questa raccolta fondi. La smentita, tuttavia, è arrivata attraverso gli organi di stampa. La famiglia ha segnalato la pagina e il padre ha reso noto di non aver mai autorizzato nessuno a raccogliere fondi per questa iniziativa. «Non devono essere fatte donazioni – ha detto -. Chi le avesse fatte me lo comunichi perché sono in contatto con la polizia postale per risalire alla persona».

Un atto di sciacallaggio in piena regola, insomma, che ha cercato di sfruttare la forte carica emotiva della vicenda, con un combinato di becero populismo e di giustizia fai-da-te che, solitamente, sui social fa molta presa. L’inganno, però, è stato smascherato: la famiglia Ciatti, invece, ha annunciato la sua vera iniziativa. Quella, cioè, di organizzare una raccolta firme da consegnare al ministro della Giustizia Andrea Orlando per chiedere verità e giustizia per Niccolò.