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No, la legge sui vaccini non c’entra col boom della produzione industriale (come titola Il Fatto)

Una delle principali accuse che venivano mosse dal popolo dei free-vax alla legge sui vaccini promossa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin era quello di essere tutta a favore delle case farmaceutiche. Senz’altro alcune relazioni vanno analizzate e approfondite: il caso Glaxo, ad esempio, portato alla luce anche dal giudice Ferdinando Imposimato in un suo ormai famoso intervento in piazza durante la discussione della legge in Parlamento, ha fatto scuola ed è stato oggetto di dibattito in aula. Ma l’affermazione – lo ha scritto il Fatto Quotidiano nell’edizione odierna – che la legge sui vaccini abbia trainato l’aumento della produzione industriale in Italia (+1,1% rispetto al trimestre precedente) merita senz’altro un approfondimento.

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PRODUZIONE INDUSTRIALE VACCINI, QUALE CORRELAZIONE?

Il dato su cui si fa leva è quel +18,5% messo a referto nel giugno 2017 dal settore dei prodotti farmaceutici di base e dei preparati farmaceutici rispetto al giugno 2016. Si tratta della voce di aumento, su base annua, più cospicua: infatti, il settore dell’auto è cresciuto del 13,6%, quello della fabbricazione di coke e di prodotti petroliferi raffinati del 12,1%. Ma questi numeri vanno presi con le pinze.

Innanzitutto, c’è da considerare l’effetto rimbalzo. Nel giugno 2016, infatti, la produzione industriale di preparati farmaceutici registrava un netto -7%. Poi, bisogna considerare che, nella voce in questione, non rientrano soltanto i vaccini, ma anche gli anticoncezionali, i farmaci omeopatici, le bende e i cerotti: parlare di una crescita di questo settore industriale, dunque, non significa parlare automaticamente di una crescita dei soli vaccini.

PRODUZIONE INDUSTRIALE VACCINI: FATTURATO SOPRATTUTTO PER EXPORT

E se è vero che da maggio (da quando cioè è stato approvato per la prima volta in consiglio dei ministri il decreto legge sui vaccini) la produzione nel settore è aumentata del 5,9%, la crescita del 6,3% rispetto al trimestre 2016, secondo il presidente di Farmindustria Massimo Scarcabozzi, «è quasi tutta dovuta all’export perché su 30 miliardi di fatturato, il 72% va all’estero». Senza contare che è tutto il comparto farmaceutico (e non soltanto quella parte presa in esame dai dati Istat) a registrare un aumento costante della sua produzione industriale. E che di questo comparto, come ha sottolineato il medico Roberto Burioni sulla sua pagina Facebook, i vaccini rappresentano una porzione assolutamente minoritaria. I soli farmaci contro l’epatite C, ad esempio, hanno venduto (dati 2015) per un totale di 1 miliardo e 721 milioni di euro, mentre tutti i vaccini hanno raggiunto la cifra di 317 milioni di euro.

Non c’è dubbio che la legge sui vaccini stimoli la produzione dei farmaci destinati a questo scopo, dunque. Ma affermare che sia una delle cause principali della crescita industriale italiana al giugno del 2017 non rende proprio l’idea. La crescita, invece, è trainata da quei settori che, nel tempo, hanno avuto un aumento costante e, soprattutto, continuo.