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Codigoro: la sindaca Pd che manda controlli (e tasse) a chi ospita i migranti

Alice Zanardi, sindaca di Codigoro e componente dell’assemblea nazionale del Partito democratico, vuole vederci chiaro su chi ospita i migranti nel suo comune, nel basso ferrarese. In un avviso pubblico il Comune ha annunciato che, a partire da lunedì 7 agosto, «provvederà a inviare presso le abitazioni dei privati cittadini elencate come ospitanti profughi, personale di Ausl, polizia municipale, ufficio tecnico comunale per effettuare tutte le verifiche in materia di abitabilità (compreso il rispetto delle normative igienico-sanitarie)».

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CODIGORO, LA SINDACA PD E I MIGRANTI

«In seconda sede – aggiunge  il Comune – verrà allertata la guardia di finanza per i controlli fiscali relativi alla gestione degli immobili della parte ospitante. Stiamo valutando anche la possibilità di diversificare le tassazioni per i soggetti ospitanti».

Ma quale è il problema a Codigoro? Ne parla il Manifesto:

A prescindere dai dubbi di legittimità di un possibile aumento punitivo dei balzelli – o di un accertamento preventivo della Gdf – l’avviso pubblico arriva a pochi giorni dall’ultimo consiglio comunale dove la sindaca lanciava l’allarme invasione: «Ho detto in aula che noi abbiamo rispettato la quota di 2,5 migranti ogni mille abitanti, siamo a 10 per mille e questa cosa non mi sta più bene».

Sono 75 i richiedenti asilo al momento dislocati in strutture private a Codigoro, evidentemente troppi secondo la prima cittadina in rapporto ai suoi 12mila abitanti. Ecco allora l’ipotesi di diversificare le tassazioni. Nessun dubbio che la diversificazione sia immaginata al rialzo: «Al ribasso non avrebbe senso, sarebbe un incentivo», chiarisce la dem a scanso di equivoci.

Sempre a scanso di equivoci a Zanardi preme far sapere ai propri cittadini che dalla sua amministrazione «non c’è stata nessuna apertura. Non siamo noi che li facciamo arrivare. Sono i privati che mettono a disposizione le loro case all’Asp, l’agenzia di servizi alla persona del Comune di Ferrara, alle coop e al prefetto».

Zanardi chiude cercando di scavalcare a destra Fabio Bergamini, il collega leghista di Bondeno, alto ferrarese. Che a suo tempo aveva fatto rimuovere dall’albo pretorio l’avviso della prefettura per la ricerca di alloggi privati disponibili e aveva diffidato i propri cittadini da qualsivoglia deriva umanitaria («riterrò – ammonì – personalmente responsabile chi dovesse prendersi in casa finti profughi»).