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Lorenzin: «In classe non ci saranno mai più di due bambini senza vaccino»

«In classe non ci saranno mai più di due bambini non vaccinati». È quanto spiegato dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin dopo l’approvazione del decreto che prevede dieci vaccini obbligatori per gli iscritti a scuola (provvedimento passato ieri al Senato che entro il 6 agosto dovrà essere approvato definitivamente alla Camera dei deputati).

 

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LORENZIN E IL DECRETO VACCINI: «L’IMPIANTO È RIMASTO SOLIDO»

In un’intervista rilasciata a Ettore Mautone per Il Mattino di Napoli Lorenzin si è mostrata fiduciosa rispetto all’obiettivo di colmare il gap di immunizzazione e preoccupata per le «informazioni false e pericolose» che circolano sul web. Entrando invece nel merito del testo che ha ricevuto il via libera a Palazzo Madama («importante», «a tutela di tutti i bambini, anche di quelli che non possono essere vaccinati») la ministra ha affermato:

«Il Parlamento è sovrano. Ma l’impianto della legge è rimasto solido. C’è stata lunga mediazione su posizioni diverse. Si è passati dalla deterrenza alla multa. Da zero a sei anni senza la vaccinazione scatta il divieto di accesso a scuola, dai sei ai sedici l’obbligatorietà è contrapposta alla multa e nelle classi non potranno esserci più di due bambini non vaccinati, uno solo se c’è un malato fragile. Una scelta che non inficia il decreto. Noi speriamo di non farne nemmeno una di sanzione».

Quali sono i vaccini più consigliati? Tre su quattro sono contro le meningiti.

«È prevista una chiamata proattiva da parte delle Asl e la possibilità di modulazione in base agli andamenti epidemici e alle percentuali di coperture. Si tratta di malattie molto gravi che quando si verificano fanno registrare la corsa alla profilassi».

Non teme il caos iscrizioni a scuola?

«C’è un anno di tempo permettersi in regola. Entro il 10 settembre 2017 presso i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, e dentro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionali basterà l’autocertificazione. Poi, con calma, entro il 10 marzo 2018 sarà possibile presentare la documentazione originale».

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)