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La gaffe di Di Maio sul deputato Boneschi: «Prende il vitalizio». Ma è morto un anno fa | VIDEO

Nuovo capitolo della battaglia del Movimento 5 Stelle contro i vitalizi ai parlamentari e nuova gaffe di Luigi Di Maio. Il vicepresidente della Camera, prima nel corso di una conferenza stampa alla Camera, poi nel corso di una sua diretta Facebook, ha elencato una lista di deputati e senatori che beneficiano del vitalizio. O che dovrebbero beneficiarne: Luca Boneschi, del Partito Radicale, è morto il 13 ottobre del 2016.

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La battaglia, sia chiaro, non cambia nella sostanza. Il Movimento 5 Stelle ha fatto della lotta ai vitalizi e alle pensioni dei parlamentari una sua bandiera, anche in parte condivisibile. Il numero dei politici che possono beneficiare di questo trattamento privilegiato, infatti, è molto elevato (Di Maio sostiene che ci siano 2600 ex parlamentari nella sua lista). Ma quando si fa una denuncia, bisogna evitare di fare scivoloni.

GAFFE DI MAIO IN CONFERENZA STAMPA ALLA CAMERA

Di Maio, invece, è scivolato su Luca Boneschi. Esponente del Partito Radicale, è noto alle cronache politiche per essere stato il deputato rimasto in carica per meno tempo. Proclamato eletto il 12 maggio 1982 in sostituzione del dimissionario Marcello Crivellini, Boneschi ha presentato le proprie dimissioni dall’incarico il giorno successivo.

Boneschi era stato un legale molto stimato, difensore – tra gli altri – di Camilla Cederna e della famiglia di Giorgiana Masi. Secondo i numeri raccolti da Luigi Di Maio, avrebbe percepito una indennità pari a 3108 euro al mese. Tuttavia, il vitalizio, allo stato attuale delle cose, non può essere erogato a causa della morte dell’ex deputato.

Non sono mancate le critiche per la gaffe di Di Maio. In particolare, un duro attacco è stato sferrato dal giornalista Pietro Salvatori che su Facebook ha scritto: «Di Maio definisce sprezzantemente ‘un tal Boneschi’, l’avvocato di Giorgiana Masi. Lo accusa di percepire truffaldinamente il vitalizio dopo essere stato deputato per un giorno. Ignorando che è morto l’anno scorso e che si dimise al primo giorno di legislatura, dopo essere stato eletto nelle liste dei Radicali, per combattere da uomo libero la sua battaglia senza lo scudo dell’immunità».