DIRITTO A VIVERE - Non esiste un tempo limite per le occupanti di via Lucio Sestio. Se si trova un impiego che permetta loro una sistemazione migliore, bene. Altrimenti si rimane nella casa e si continua a cercare. L’intento,
infatti, è quello di colmare il gap delle case-famiglia da cui, superato un certo periodo, è obbligatorio andarsene. Il ricambio aLucha y siesta, invece, avviene secondo il percorso individuale delle occupanti. Finora, nonostante la situazione d’illegalità, né il Municipio di competenza, né il Comune hanno lamentato l’esistenza della casa voluta da Action-A. L’unico problema è rappresentato dall’Atac che pare abbia messo in vendita lo stabile. “Quando ci sarà un acquirente, allora ci chiederanno di sloggiare“, osserva Adelaide, una delle responsabili. “Seppure alcune forze politiche appoggino la nostra causa non sono mancati tentativi di scoraggiamento. Poco dopo l’occupazione – ricorda Adelaide - ci hanno detto che questo posto era stato previsto per un asilo. Ma stiamo parlando di un progetto vecchio di dieci anni che, guarda caso, è saltato fuori dopo il nostro arrivo“. Le ragazze non hanno alcuna intenzione di alzare i tacchi, almeno fintanto che non saranno obbligate. Ormai Lucha y siesta è un punto di riferimento per molte donne e tanto basta. “Ma non c’è il rischio che qualcuna possa approfittare della situazione? Magari trovando un luogo così confortevole non si ha fretta di andare via…“, domando ad Adelaide, la quale risponde sicura: “Non credo si corra il rischio. Per quanto questo sia un ambiente accogliente, sono convinta che chiunque nutra l’interesse di migliorare. Certo, una volta trovato un tetto è normale che ci si appoggi alla nuova realtà. Ma credo anche che nessuno abbia intenzione di vivere nel contesto di un’occupazione se non se ne ha il bisogno“. Nel frattempo è iniziata l’assemblea di gestione. Sembra di stare a una riunione di condominio. Si parla di tutto. C’è anche chi propone di allestire una sorta di palestra in un locale ancora in disuso. Ma poi si parla anche di faccende più intime. Una donna, con fare gentile, mi dice che sono di troppo; ha ragione. Le occupanti devono parlare delle loro cose, è ora di andare. Giusto il tempo, per Daniela, di scattare le ultime foto.
(il servizio fotografico è a cura di Daniela Silvestri)











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grandissimo Fabio!!!
bravo anche Daniele!
BravA anche DanielA
oddio! vero!!! scusa Daniela!
Mi ha colpito molto il fatto che i figli maschi a 18 anni debbano cercarsi una loro strada: altro che le solite mamme italiane, siamo proprio su un altro pianeta.
mi piace molto la figura di Laura
Complimenti agli autori di articolo e foto. Avevo sentito parlare di Lucha y siesta da persone che conoscono bene l\’iniziativa e credo che l\’articolo ne abbia messo in luce gli aspetti umani e organizzativi più belli e importanti.
Sottolineerei anche la dedizione, il carattere e il grande coinvolgimento emotivo delle volontarie che lavorano nella casa e lottano insieme alle inquiline per un futuro migliore.
Speriamo davvero che Lucha y siesta possa essere un modello per altre esperienze di questo genere, a Roma e non solo.
Complimenti ancora
Michele
Complimenti agli autori di articolo e foto. Avevo sentito parlare di Lucha y siesta da persone che conoscono bene l’iniziativa e credo che l’articolo ne abbia messo in luce fedelmente gli aspetti umani e organizzativi più belli e importanti.
Sottolineerei anche la dedizione, il carattere e il grande coinvolgimento emotivo delle volontarie che lavorano nella casa e lottano insieme alle inquiline per un futuro migliore.
Speriamo davvero che Lucha y siesta possa essere un modello per altre esperienze di questo genere, a Roma e non solo.
Complimenti ancora
Michele
Davvero complimenti: Mi è sembrato di essere lì con voi, e assieme a queste donne.
Posso capire come si è sentito fabio, e in quella – magnifica – frase “Ma poi si parla anche di faccende più intime. Una donna, con fare gentile, mi dice che sono di troppo; ha ragione. Le occupanti devono parlare delle loro cose, è ora di andare” c’è tutto il senso di quello che ho provato leggendo. E guardando le foto: essere “a casa” ma sentirsi, in un certo senso “di troppo” (le sensazioni contrastanti sono le più “forti” e vere”).
Viva G.
Grazie Carlo… hai colto perfettamente il mio stato d’animo in quei momenti
Bravi!
Grazie a tutti per i complimenti e ancora complimenti a Fabio!:)
[...] di speranza (vedi su questo sito l’articolo di Fabio Germani sull’ iniziativa femminile di Lucha y siesta organizzata da Action-A). . DALLA MANIFESTAZIONE ALL’AZIONE – L’avviso di sgombero era [...]