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Quando Solomon, accusato di aver ucciso madre e sorella, parlava della sua famiglia | VIDEO

«Sono qua in Italia da 10 anni. Sono nato in Ghana. A 8 anni mi sono trasferito in Italia con la mia famiglia, ma mio padre abitava già qui. Quindi sono venuto con mia madre e mio fratello». «E dopo ho avuto anche una sorellina, che ora ha 8 anni. Vengono a vedermi, ogni tanto mio padre viene». Parlava così alcuni anni fa dei suo familiari l’ex calciatore Solomon Nyantakyi, oggi 21enne, fermato stamattina con l’accusa di aver ucciso a Parma la madre e la sorella. Era il febbraio 2014, aveva 17 anni. In un’intervista a Parma Channel, canale della sua squadra, raccontava della sua vita e delle sue aspettative. «Il calcio per me significa molto, non so fare di meglio. A scuola vado male», confessava il giovane atleta.

SOLOMON NYANTAKYI, IL RICORDO DELL’EX ALLENATORE: «ERA DEPRESSO»

Solomon Nyantakyi è stato individuato grazie alle immagini della videosorveglianza alla stazione di Parma. La Polfer ha riconosciuto il giovane nei filmati mentre saliva sul treno per Milano e ha poi subito trasmesso il fotogramma ai colleghi delle altre stazioni interessate dal tragitto del mezzo. Il ragazzo ha tolto la vita a Nfum Patience, 45 anni, e alla piccola Magdalene Nyantakyi, 11 anni, uccise verso le 21 di ieri nella loro casa, in via San Leonardo, con molte coltellate o con un altro oggetto contundente. Sul luogo del delitto sono state trovate macchie di sangue ovunque. Ad accorgersi del duplice omicidio è stato il terzo figlio della donna, Raymond Nyantakyi, 25 anni.

 

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Solomon Nyantakyi ha esordito nelle giovanili del Parma ed è stato anche chiamato in prima squadra. Poi ha cambiato più volte maglia, fino ad indossare quella dell’Imolese, dove la sua carriera si è interrotta. Nell’ambiente si parla di uno stop per motivi caratteriali e comportamentali. Cristiano Lucarelli, ex attaccante del Livorno e della nazionale, che ha allenato il ragazzo nelle giovanili del Parma oggi dice: «Sono senza parole: Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione». «In un anno, lo sentii parlare due volte. Sapevo dei suoi problemi, e l’ho chiamato in Lega Pro al Cuiopelli un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia».

Nell’intervista del 2014 di Parma Channel in cui Solomon parlava della famiglia altri membri dello staff tecnico del parma parlavano di lui come di un giovane «molto riservato», che «sembra timido», «bravo ragazzo». «Anche io – dice oggi il capitano del Parma Alessandro Lucarelli – avevo sentito parlare della sua depressione. Era molto tranquillo, un po’ chiuso, non legava con nessuno in particolare: qualcosa di singolare tra i suoi coetanei, specie i ragazzi africani molto estroversi. E ora questa cosa incredibile…».

(Foto: screenshot da video di Parma Channel)