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Caos in piazza San Carlo a Torino, Chiara Appendino indagata per lesioni

La sindaca di Torino Chiara Appendino risulta indagata per lesioni nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria sugli incidenti del 3 giugno in piazza San Carlo. La prima cittadina viene ritenuta responsabile della totale assenza di misura di sicurezza che hanno contribuito al caos durante la visione da un maxi schermo della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Il bilancio del fuggi fuggi, cominciato forse dopo un falso allarme, è drammatico: 1.526 feriti e una vittima, la 38enne Erika Pioletti.

 

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LA SINDACA DI TORINO CHIARA APPENDINO INDAGATA PER LESIONI

Per ora Appendino non ha ricevuto un avviso di garanzia, ma il suo coinvolgimento sarà ufficiale quando verrà convocata per essere interrogata. Non si tratta dell’unica persona coinvolta. Hanno già ricevuto l’avviso Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, rispettivamente presidente e dirigente di Turismo Torino, l’ente del Comune incaricato dell’evento in piazza San Carlo. Le indagini aperte sono due. Spiega oggi Ottavia Giustetti su Repubblica:

Due inchieste sono aperte sulle scrivanie dei magistrati torinesi, Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo. Una per le lesioni guaribili in meno di 40 giorni — ed è da qui che comincia il “girone” degli indagati, sindaca compresa. E un’altra per le lesioni gravissime e l’omicidio colposo, dove sono già confluiti a stretto giro i responsabili dell’ente Turismo Torino difesi da Fulvio Gianaria e Anna Ronfani. I parenti dei cittadini che hanno subito danni gravi e irreversibili nella fuga folle dalla piazza, chiedono alla città di non essere dimenticati. Il loro dramma si aggiunge a quello dei famigliari di Erika Pioletti, la donna di 38 anni di Domodossola, morta il 15 giugno, dopo dodici giorni di coma.

Sono ancora poco chiare le cause del caos. Erika era rimasta intrappolata contro un portone mentre la folla scappava. Le decine di testimonianza raccolte dalla Digos non sono bastate per individuare la scintilla che ha innescato il panico. La fuga potrebbe essere partita dopo il tonfo di una transenna, o anche dal diffondersi nell’aria di uno spray urticante. L’obiettivo dell’inchiesta è quello di scoprire se l’evento sia stato gestito in modo corretto, tenendo in considerazione tutti gli aspetti dell’organizzazione: dalle vie di fuga ai controlli ai varchi e alla presenza di bottiglie in vetro.

Chiara Appendino risulta indagata per effetto delle querele dei feriti arrivate in questi giorni in procura. La sindaca ha fatto sapere di non aver ricevuto alcun avviso e di non essere stata convocata dai pm. Al momento degli scontri aveva tenuto per sé le deleghe alla sicurezza e agli eventi. Delle deleghe si è poi disfatta con il rimpasto di due settimane fa.

(Foto: ANSA / ALESSANDRO DI MARCO)