Esasperati dall’immigrazione, gli Stati Uniti hanno avuto un’idea geniale: sconsigliare i viaggi sfruttando un canale sinora inutilizzato. Quello musicale. E se lo scopre la Lega…
Non ditelo a Roberto Maroni. Per contrastare l’immigrazione illegale proveniente da sud, il governo degli Stati Uniti ha appuntato un’arma nuova e subdola: una compilation di canzoni pop messicane. Anzi una serie di compilation, con la nuova uscita prevista proprio questo mese; e per quanto decisamente bizzarra possa essere, pare che l’operazione funzioni pure. Di che si tratta, dunque? Le canzoni anti-immigrati, commissionate per l’occasione e fatte
circolare nelle radio centramericane (Messico, Repubblica Dominicana, Guatemala, El Salvador), raccontano storie deprimenti per non dire tragiche: con l’intento di scoraggiare il potenziale migrante dall’affrontare i rischi di un attraversamento clandestino del confine con gli Usa. E per la verità, il messaggio promozionale (o meglio anti-promozionale) contenuto in queste ballate non è affatto un segreto: inizialmente venivano anzi fatte passare solo per pochi secondi, come jingle musicale a corredo degli avvisi dissuasivi mandati in onda dal governo messicano; poi però è successo che gli ascoltatori tempestavano le radio di telefonate per chiedere di poterle ascoltare integralmente, e così il fenomeno ha assunto una diffusione notevole.
IDEA GENIALE - La più celebre di queste compilation è “Migra Corridos (People in the Desert)”. Cinque canzoni nel tipico e stucchevolissimo stile ranchero, che è una sorta di equivalente locale del liscio romagnolo; solo che in questo caso i testi assumono una connotazione neorealista, raccontando vicende che hanno a che vedere con gli aspetti più tragici della migrazione (e ovviamente, vanno tutte a finire malissimo). C’è l’operaio che muore soffocato nel container, la donna violentata dal contrabbandiere, il ragazzo che si sveglia e scopre il cadavere del cugino accanto a lui, insomma non ci si fa mancare nulla. Perché l’effetto dev’essere quanto più simile ad uno shock per l’ascoltatore ispanico (ed aspirante clandestino): il quale, intimorito, si convincerà che in fondo anche a casa non si sta poi così male. Tutta l’operazione è merito – o colpa – del Border Patrol, l’agenzia di law enforcement che fa parte del Dipartimento statunitense per la Sicurezza Nazionale: e si occupa appunto, in primo luogo, di vigilare sui confini territoriali. E di certo questo è il meno noto fra gli strumenti da loro utilizzati, anzi finora era stato tenuto nascosto per non
comprometterne l’efficacia: almeno fino a quando Jimmy Learned, presidente dell’agenzia pubblicitaria che da anni si occupa di questa strana campagna, non ha raccontato tutto ad Associated Press (la notizia è stata poi rilanciata dal Guardian).
FUNZIONERA’? - La vicenda è peraltro consolante per chi non si rassegna alla fine dei cd: eccone un caso di indubbio successo, al punto che ora si pensa ad altre compilation tematiche in stili musicali diversi (che mica ci sono solo i messicani, a passare il confine). Certo l’operazione ha dei costi non indifferenti,per i quali si è attinto ai fondi della Border Safety Initiative: con la sua quota stellare di 3,8 miliardi – miliardi?! – di dollari riservati appunto alla dissuasione migratoria, tra musica e annunci parlati, in radio e in televisione (Gianantonio Stella, dove sei?). Eppure i dati dimostrerebbero una certa efficacia, se è vero che negli ultimi tre anni i decessi nell’ambito di questi “viaggi della speranza” sono scesi da 492 a 390: un buon 20% in meno. Che poi questo metodo suoni abbastanza fantapolitico, non c’è dubbio. Ma dite un po’ voi se è più fantapolitico contrastare gli arrivi indesiderati a colpi di cd, o – come preferiamo fare dalle nostre parti – con la battaglia navale, o la brillante tassa sull’immigrato.
























Beh, e che novità è? Noi lo facciamo da anni, non a caso i cantanti italiani più famosi all’estero sono Laura Pausini, Tiziano Ferro e Paolo Meneguzzi. Tsé
non è per quello Loska, agli stranieri piacciono assai quelli che hai citato, è a noi italiani, a molti, che non sono graditi. Ma ti passo la battuta.
(roba da non crederci)
A me ricorda la storia di far ascoltare Mozart alle mucche per far produrre loro più latte…
Bisognerebbe capire se la fame che hanno i messicani è più o meno grande della fame che hanno gli africani.
Perchè non ho capito se quelli di Bergamo Alta hanno chiaro il concetto di questa parolina magica.
F A M E
L’idea solleticherà certo i dirigenti leghisti.
Si potrebbe anche pensare di organizzare un bel festival. Il festival di Sanscemo, e trasmetterlo via satellite in tutti i paesi africani.
propongo questo jingle:
“Ronda su ronda
in mare ritornerai
superscortato
in fondo sei solo un immigrato
Ronda su ronda
ti hanno cacciato ormai
se naufragio farai
non importa lo sai
bauscia non sarai maiiiii…”
etc etc..
C.
okkei è deciso, qualcuno avvisi Apicella orsù
Questa notizia mi fa venire in mente il progetto Mk Ultra.
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_MKULTRA