Un de iure, insomma. Lo Stato di Israele usurperebbe la Terra Santa facendo coincidere la sua capitale con la Gerusalemme che è capitale del “Vero Israele“. I piani sono tenuti separati, così l’ambiguità trova soddisfazione, e la sempre reclamata pretesa sui luoghi santi tradizionalmente affidati ai cristiani (tradizione datata dalle crociate) rimane estensivamente intesa. Sicché il gesuita Samir Khalil Samir, che oggi è il più ascoltato consigliere vaticano per il Medioriente, può tranquillamente dire, nel preparare il viaggio di Benedetto XVI, che “il problema [israelo-palestinese] risale alla creazione dello stato d’Israele e alla spartizione della Palestina nel 1948, decisa dalle grandi potenze senza tener conto delle popolazioni presenti in Terra Santa. È questa la causa reale di tutte le guerre che ne sono seguite. Per porre rimedio a una grave ingiustizia commessa in Europa contro un terzo della popolazione ebrea mondiale, la stessa Europa, appoggiata dalle altre nazioni più potenti, ha deciso e ha commesso una nuova ingiustizia contro la popolazione palestinese, innocente rispetto al martirio degli ebrei“.
- UN PO’ DI PRESENTE - Il virgolettato che chiude il precedente paragrafo è
tratto dalla newsletter di Sandro Magister del 6.5.2009. Qui vi viene rammentato: “la benevolenza mostrata dal Vaticano nei confronti dell’arcinemico di Israele, l’Iran, durante e dopo la controversa conferenza di Ginevra sul razzismo”; “il silenzio delle autorità vaticane e dello stesso papa sulla proditoria impiccagione a Teheran della giovane iraniana Delara Dalabi“; che l’anno scorso “il presidente Ahmadinejad definì il Vaticano una forza positiva per la giustizia e la pace nel mondo“; e che “una sola volta, e in forma velata, il Vaticano ha stigmatizzato i ripetuti anatemi di Ahmadinejad contro l’esistenza di Israele [...] [nel] lontano 28 ottobre 2005: dopo di allora, silenzio“. Di vostro rammenterete che Ahmadinejad è quello che vorrebbe cancellare Israele dalle carte geografiche, ma quando dice “Israele” intende dire “Stato di Israele“, e questo non dà alcun fastidio al “Vero Israele“. Insomma, non tanto da evitare di scambiare cortesie con l’Iran che impicca gli omosessuali, giusto per fare un esempio. Anzi, può addirittura far mancare la firma del papa alla richiesta di censura ai paesi – fra i quali l’Iran – che considerano l’omosessualità un reato penale.
Sull’altro versante – quello che nel cosiddetto trialogo è il rapporto tra fratello maggiore e fratello minore – vediamo fino a che punto l’ambiguità del “Vero Israele” può fare la confusione dovuta perché un “papa pellegrino” possa presentarsi a Gerusalemme da “crociato disarmato”, visto che le crociate furono dette “pellegrinaggi armati” dai suoi venerabili predecessori: “Nell’Antico Testamento, Dio si era rivelato in modo parziale, in modo graduale, come tutti noi facciamo nei nostri rapporti personali. Ci volle tempo perché il popolo eletto approfondisse il suo rapporto con Dio. L’Alleanza con Israele fu come un periodo di corteggiamento, un lungo fidanzamento. Venne quindi il momento definitivo, il momento del matrimonio, la realizzazione di una nuova ed eterna alleanza. In quel momento Maria, davanti al Signore, rappresentava tutta l’umanità. Nel messaggio dell’angelo, era Dio ad avanzare una proposta di matrimonio con l’umanità. E a nome nostro, Maria disse di sì” (Benedetto XVI, 20.7.2008). Insomma, si può capire perché siano necessari oltre 40.000 uomini per garantire la sicurezza di Sua Santità in Terra Santa: a saper mettere insieme un po’ di presente e un po’ di passato, non mancano ebrei, non mancano musulmani. Solo la nostra ingenuità può farci credere che Benedetto XVI sia andato in Terra Santa per devozione.



AZZ, abd nuio imccamm les omoxxexualle che song sporcaccion
ma komunkue song minoritè entre la majoritè (e quinni ‘e putemo pija a carcinkul)
ma azz, vuie, abd el grandissm fetendoni ve pijate the lux of pija’ a carcinkul le femmene, che pur song la majoritè e quinn, ve duvete sta accuort, non carantento loro la stabilità della rection matrimmonnielle e nun ce pagat facilmente manque les alimenti
azz isc abd el selim salammallek e pientete
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