Viterbo e l’aeroporto low-cost che però cost

11/05/2009 - Una speranza in questi tempi bui ci viene dall’ultima riunione del Cipe, che ha finalmente dato il via al fantasmagorico progetto che porterà oltre 20 milioni di turisti low cost da New York a Viterbo in poche ore. Le stesse

     
 

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Una speranza in questi tempi bui ci viene dall’ultima riunione del Cipe, che ha finalmente dato il via al fantasmagorico progetto che porterà oltre 20 milioni di turisti low cost da New York a Viterbo in poche ore. Le stesse che servono da Viterbo a Roma.

Il governo Berlusconi, anche in questi tempi di grave crisi e di difficoltà per le finanze dello Stato, non dimentica di investire per il futuro. Investire in quelle infrastrutture strategiche che fanno la differenza in termini di sviluppo, occupazione, benessere. Certo, i soldi non ci sono, neppure per finanziare la ricostruzione dell’Abruzzo. Eppure, nell’ultima riunione del Cipe, il governo ha lo stesso dato il via libera ai piani di investimento per un nuovo aeroporto. Un hub strategico destinato a cambiare il destino della nazione: l’aeroporto di Viterbo.

Il ministro Matteoli ha presentato la relazione illustrativa che prevede 812 milioni di euro di stanziamento di cui 550 milioni a carico dello Stato: 254 milioni per la realizzazione dell’aeroporto, 100 milioni per la ferrovia, 200 milioni per opere stradali e 258 milioni, per le opere connesse. Bravo, ministro! L’aeroporto di Viterbo sarà strategico per il futuro dell’Italia. Sarà lo scalo destinato a sostituire l’hub per il low cost di Roma, attualmente dislocato a Ciampino. La notizia è stata accolta con enorme soddisfazione in tutta Viterbo, in tutta la Tuscia e in tutta Italia, soprattutto in Abruzzo.

La scelta di Viterbo non poteva essere migliore: è una ridente cittadina ad appena 120 chilometri da Roma. Una distanza breve, e comunque facilmente colmabile grazie alla velocissima tratta ferroviaria che in meno di 2 ore collega la capitale della Tuscia alla capitale d’Italia. Sembra già di vedere i turisti di tutto il mondo nei loro check-in ascoltare trepidanti la fatidica frase “I passeggeri del intercontinentale New York – Viterbo sono pregati di presentarsi all’ingresso 127 per l’imbarco“.  E dopo un comodo viaggio di 5-6 ore, scendere nella ridente città della Tuscia e prepararsi ad appena altre 2 ore e mezzo di viaggio per essere a Roma città.

L’idea è fantastica: Dismettere Ciampino, poco distante da Roma e con un traffico turistico annuo di oltre 5 milioni di passeggeri all’anno, dove volano le principali compagnie low-cost del mondo, Ryan-air in testa, per costruire accanto dell’attuale aerodromo militare di Viterbo una nuova pista. Il Governo ha fatto la scelta coraggiosa senza dare credito alle malelingue. Quelli che dicono che nell’audizione dei rappresentanti della Regione Lazio alla Commissione Trasporti è emerso con chiarezza che il collegamento ferroviario con Roma si farà tra 220 anni. Perché l’importante è che si farà.

Il governo ha approvato questo progetto, anche se non è stato ancora sottoposto a Valutazione d’Impatto Ambientale, nonostante si tratti di una procedura obbligatoria per queste infrastrutture e nonostante le malelingue che dicono che l’aeroporto sorgerà proprio a ridosso di una zona di grande pregio archeologico, vomitando tonnellate di cemento per costruire un aeroporto “mordi e fuggi” di turisti diretti a Roma, con un terribile impatto ambientale e per ilo turismo dell’area. Il governo ha approvato questo progetto perché è avveniristico: sarà l’unica pista al mondo su cui si dovrà atterrare e decollare in curva, secondo i documenti elaborati in sede di Cabina di Regia che dicono che l’area presenta alcuni inconvenienti a causa dell’aerea non sufficientemente ampia, la presenza di ostacoli naturali, la vicinanza a concentrazioni urbane e ad una zona militare.

Il Governo è andato avanti nonostante le compagnie aeree low-cost hanno detto che se ci sarà il trasferimento da Ciampino a Viterbo saranno costrette ad andarsene perché è uno scalo non competitivo, mentre alcune malelingue di Giornalettisti hanno detto che questa scelta nasconda un (piccolo) favore alla CAI di Alitalia, che vedrebbe penalizzati i suoi concorrenti. Il governo non ha ascoltato le malelingue, ma l’autorevole e disinteressato parere dell’Assessore all’aeroporto del Comune di Viterbo,  Giovanni Bartoletti, che crede nel progetto, per il bene della Tuscia, di Viterbo e dell’Italia. Un uomo che da anni combatte una terribile battaglia con gli irriducibili nemici del progresso, che ne segnalano le difficoltà di realizzazione, il potenziale devastante impatto ambientale, la quasi impossibile sostenibilità economica. No, per fortuna il governo è andato avanti, non ha ascoltato le malelingue.

Ha ascoltato invece l’assessore Giovanni Bartoletti, che è spalleggiato dalla “gente”: tanti disinteressati cittadini, che hanno costituito un Comitato per l’aeroporto di Viterbo, di cui è presidente un avvocato, un certo Giovanni Bartoletti. Il comitato sostiene la battaglia per la realizzazione dell’aeroporto da quando il Comune di Viterbo nel 2005 con la delibera n. 743   ha assegnato la sub concessione di aree e manufatti per la “Realizzazione degli interventi infrastrutturali per il completamento dell’apertura al traffico civile dell’aeroporto militare di Viterbo” in favore della Mediterranea Skyward Aviation srl, “alleviando” così l’incombenza alla società pubblica Savit, costituita da Comune di Viterbo, Provincia, Camera di Commercio proprio per lo sviluppo, realizzazione e gestione agli usi civili dell’Aeroporto. Il governo non ha ascoltato quelle malelingue che dicevano che curiosamente nella compagine societaria della Mediterranea srl c’era anche un avvocato, un certo Giovanni Bartoletti.

Il disinteressato Assessore Giovanni Bartoletti, che ha così a cuore che l’aeroporto si faccia – o almeno che partano i lavori – che ha pure scritto al ministro [[Matteoli]], dicendosi molto preoccupato. E’ preoccupato perché teme che la scelta della società di gestione Aeroporti di Roma quale concessionaria del costituendo aeroporto di Viterbo è avvenuta con un’accordo di programma stipulato tra la Società di gestione e l’ENAC, senza passare per un bando europeo. Il disinteressato Bartoletti teme che le altre società di gestione europee estromesse dalla possibilità di partecipare ad un bando per l’assegnazione di un così strategico aeroporto si arrabbino, e ricorda al ministro che solo “il completo trasferimento di Ciampino a Viterbo potrebbe giustificare l’assegnazione diretta alla società Aeroporti di Roma, senza che le altre società di gestione possano obiettare alcunché”.

Le malelingue dicono che dietro la preoccupazione del disinteressato Assessore Bartoletti ci sia un’intervista al Sole 24 ore del 29 aprile scorso ai manager della società Aeroporti di Roma, nella quale si diceva che nelle strategie future di Aeroporti di Roma Ciampino non verrà chiuso, ma diventerà un city airport da 2 – 3 milioni di passeggeri annui. Nella stessa intervista si diceva che Aeroporti di Roma metterà in esercizio l’Aeroporto di Viterbo subito, anzi prestissimo, anzi presto: entro il 2020, mentre nel frattempo per decongestionare Ciampino che ha problemi di carico ambientale si sposteranno parte dei low-cost a Fiumicino. E da qui al 2020 saremo tutti morti, e le aree in sub concessione chissà come finiranno. Ma alle malelingue non bisogna dare ascolto: l’assessore Bartoletti vuole solo il bene di Viterbo, della Tuscia, dell’Italia, per un aeroporto “da milioni di passeggeri e centinaia di voli giornalieri” che sorvoleranno le teste dei tusci, in cambio di un pugno di dollari e di tre posti da inserviente.

Il governo non ha ascoltato le malelingue, e va avanti. Ora il più è fatto. Resterà solo costruire strade, autostrade, ferrovie, terminal, e già sembra di vedere migliaia di vagoni e di autobus che da Viterbo vanno e vengono verso Roma, ma anche verso Firenze, Perugia, Ancona, Rimini (e chi se ne importa se in quelle città c’è già l’aeroporto?), con intere scolaresche, squadre sportive, compagnie musicali e gruppi di amici che viaggiano, 20 milioni di turisti all’anno che gravitano attorno a Viterbo, in andata e in ritorno. Resta solo da trovare i soldi per costruire le strade, le ferrovie, i collegamenti, i terminal. Ma per quelli c’è sempre Tremonti-abracadabra. E resta da convincere le compagnie aree ad andare con entusiasmo a Viterbo anziché a Fiumicino o Ciampino o da qualche altra parte. Ma non si può distruggere i sogni con queste cattiverie di un’ennesima malalingua. Per spegnere i sogni basta svegliarsi. Prima che sia troppo tardi.

Buon tutto!

     
 

6 Commenti

  1. Lucia scrive:

    Si prospetta un’altro aeroporto fantasma…ce ne sono tanti in giro per l’Italia!
    Anche a Salerno ce n’è uno…ma non ho mai visto volare un aereo! :)

    Bell’articolo Comicomix, mi piace la tua ironia pungente, bravo!

  2. Lucia scrive:

    …e ironia della sorte, l’aeroporto si chiama: “Costa d’Amalfi”…eccome se costa!! :)

  3. xxx scrive:

    COGLIONE

  4. Comicomix scrive:

    @Lucia:
    Eh eh eh..Costa costa…E Grazie mille per i complimenti, sempre graditi.

    @xxx:
    Grazie anche a te.

    @tutti:
    :-)

  5. Enrico scrive:

    Chi è il coglione che ti ha dato del coglione?

  6. Maurizio scrive:

    Ma io dico,sarebbe molto più pratico l’aeroporto di Latina che,con mezz’ora di treno si è
    a Roma che andara a Viterbo,dove,per arrivare a Roma,è un’odissea.Ma,come sempre,in Italia,le cose più logiche,non vengono neanche prese in considerazione,altrimenti,come fanno i vari enti a mangiare?Vergogna

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