Esteri

Se Papa Ratzinger cambiasse residenza?

9 maggio 2009

L’unica cosa che unisce Palestina e Israele è la scarsa gioia per la visita del pontefice in terra santa. Ecco perché. E una modesta proposta

Diciamolo pure: questo Papa non piace né agli israeliani né ai palestinesi. Il suo predecessore, innaffiava i fiori con Pinochet sul suo balconcino – tanto che qualcuno disse:“Ma chi è quello vestito di bianco vicino a quel brav’uomo con gli occhiali scuri?” – ma si guardava bene dal farsi nemici in mediorente. Si scusò per il silenzio della chiesa sulla Shoah e nel 2000 durante una visita ad Arafat disse:”Il popolo palestinese ha il diritto naturale ad avere una patria”. E almeno sapeva usare meglio l’italiano. Chi può dimenticare il meraviglioso “Convertitevi!” di Agrigento nel 1993?

UNITI PER UNA VOLTA - L’irritazione per il nuovo “uomo in bianco” potrebbe essere una delle poche cose su cui palestinesi e israeliani, due popoli travolti da un insolito destino, si trovano d’accordo. L’unico punto su cui sarebbero pronti a prendersi a pacche sulle spalle anziché a mitragliate. Per la visita di Ratzinger in Terra Santa le sirene dell’antiterrorismo o del gesto inconsulto risuonano nella notte e la paura sale. Sulla Stampa di ieri si legge:”Nulla, salvo la sua personale determinazione a farsi “pellegrino di pace”, sembrerebbe consigliare al Papa di recarsi in Terra Santa alla fine di questa settimana”.Andrea Tornie lli sul Giornale tuona:“Ora i talebani minacciano anche Benedetto XIV”.Insomma si è pronti per una visita calma e serena: in Giordania sono state addestrate due unità speciali che seguiranno come segugi la papamobile. Preoccupazione alla frontiera con l’Iraq dove potenziali terroristi potrebbero farsi saltare in aria infiltrandosi fra i pellegrini. In Israele Netanyahu ha reclutato 80mila poliziotti per evitare quello che accadde ai tempi della visita di Sarkozy. Tutto era blindato, tutto sotto controllo e un militare israeliano si tirò un colpo in fronte a dieci metri dal marito di Carla. Tra i palestinesi preoccupa la visita a Nazareth, dove l’imam non vuole porgere l’altra guancia.

DALL’ALTRO LATO – Intanto i fratelli musulmani consigliano caldamente di “rinunciare al viaggio” oppure “vai a benedire l’occupazione israeliana”. La lega degli Ulema della Palestina, vicina ad Hamas ha chiesto ufficialmente al Papa di rinunciare alle sue posizioni giudicate ostili verso l’Islam. In un suo comunicato mostra tutta la sua:”disapprovazione per la prossima visita di papa Benedetto XVI nei Territori palestinesi occupati e per l’intenzione di alcune personalità islamiche nella città occupata di Gerusalemme di incontrarlo“. Alcune radio vicine ai coloni israeliani salutano la visita dell‘”ex nazista” e del “crociato“. Certo il caso Williamson e il suo passato da “ragazzetto hitleriano” non aiutano. Poi c’è chi ci mette il carico da undici come l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Mordechay Lewy che afferma che è in atto una vera e propria “campagna ostile alla visita” farcita di provocazioni come le kefiah che due ragazzi di Betlemme hanno messo attorno al collo del Papa in una udienza in Vaticano.

5 commenti a Se Papa Ratzinger cambiasse residenza?

  1. gloria

    “Si, uno staff papale on the road che si sposta in tutti i Paesi cattolici. Abbandonerebbe Roma per un po’, dando in gestione S. Pietro al Comune. Si potrebbe usare (nel massimo rispetto per i luoghi sacri) come biblioteca, centro culturale, sala convegni, anche teatro, perché no?” sai che non è niente male come idea? :)

  2. Alessandro Bernardini

    L’idea on the road è fantastica…

  3. Teresa Maisano

    Scusate per sbaglio ho scritto il commento a nome dell’autore, alessandro bernardini, in realtà è mio.

    Teresa

  4. “dando in gestione S. Pietro al Comune.”

    Ma no, dai! :) Si sta parlando di una bellezza artistica e architettonica, qual’è il Vaticano; una bellezza, che attraverso la storia e il tempo è cresciuta!…trasformare in centro culturale e teatro una delle perle dell’arte??…l’arte è l’amore più grande dell’amore stesso! :)

  5. William_2009

    Accidenti, qui si supera perfino Porta Pia e la (rifiutata dal Papa) Legge delle Guarentigie. Io farei un’altra proposta: Gerusalemme venga incorporata allo Stato della Città del Vaticano, che come è noto è vincolato ad una neutralità internazionale completa! Certo che su internet si legge di tutto: questa proposta, sfacciatamente provocatoria e ridicolmente assurda, ricorda i famosi cavalli di Stalin a Piazza S. Pietro. Da Nerone a Napoleone, passando per barbari, lanzichenecchi e massoni vari, hanno cercato in tanti di far fuori il Papa. Lui è sempre lì, tutti gli altri sono stati sconfitti dalla Storia.

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