Regaliamo un sorriso a Simone
08/05/2009 - Potrebbe recuperare ben il 90 per cento delle sue capacità motorie e, chissà, guarire forse. Perché ciò accada ha bisogno di noi. A volte le istituzioni non sentono. Non facciamo come loro. Ascoltiamo questa storia. Sono in tantissimi su Facebook
Potrebbe recuperare ben il 90 per cento delle sue capacità motorie e, chissà, guarire forse. Perché ciò accada ha bisogno di noi. A volte le istituzioni non sentono. Non facciamo come loro. Ascoltiamo questa storia.
Sono in tantissimi su Facebook ad essersi raccolti attorno alla sua vicenda Più di 16.000, al momento, gli utenti registrati al gruppo “Regaliamo un sorriso a Simone“. Anche fuori dal social network le iniziative a sostegno della sua causa sono tante. Ma ancora non bastano affatto. Quei maledetti 200.000 euro, necessari perché questo
bimbo possa iniziare a vivere la sua infanzia come tutti gli altri, sono un traguardo ancora lontano, come distante – troppo – è la Florida, la terra della salvezza. L’unica, accidenti! Nel nostro Paese, per lui come per altri nelle sue stesse condizioni, non ci sono troppe speranze. Il “birbante“, così lo chiamano a volte i suoi due giovanissimi genitori quando, sul blog del suo sito, ne raccontano le giornate, si chiama Simone Esposito ed ha due occhi dolcissimi. Solo diciannove mesi e già la vita gli si è svelata in una prova difficile da affrontare: combattere con una grave malattia: la PlV, la leucomalacia periventricolare.
GENITORI CORAGGIO – Mi spiega mamma Silvia, nella mail che le ho chiesto di inviarmi: “La PIV è’ una grave lesione cerebrale che comporta problemi neuromotori su tutti e quattro gli arti” Simone “non può gattonare, provare a fare i primi passi, stare seduto, afferrare tutto quello che si presenta davanti ai suoi teneri occhioni, etc…, insomma tutto quello che fanno i bimbi della sua età!” Se ne sono resi conto che il piccolo aveva già otto mesi, dopo un controllo dal pediatra per un semplice torcicollo. Aveva sempre il collo inclinato Simone, nato settimino, alla 31ª settimana di gestazione, il 12 Settembre del 2007 all’ospedale “Santa Croce” di Moncalieri, alla nascita pesava 1598 grammi ed era lungo 40.5 cm. Dopo i 28 giorni passati in ospedale prima di essere dimesso, “i
medici dissero che non aveva alcun tipo di problema.” Né compresero nulla nel corso delle successive regolari visite, mai fino a quel giorno in cui si affacciò lo spettro della PLV sul suo destino. “Iniziò allora il viaggio della speranza…” continua a raccontare la ragazza, nemmeno trentenne. Una diagnosi funesta dunque e poi un calvario di tentativi, per cercare di capire, per tentare delle soluzioni. “Dottori, pediatri, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, visite ed esami, gli diedero da seguire un piano di riabilitazione motoria di due volte a settimana. I mesi passavano ma i miglioramenti erano impalpabili e dopo l’ultimo consulto medico, lo sconforto era sempre più grande perché per loro il suo destino era segnato: l’obiettivo massimo che potevo raggiungere era stare seduto da solo.” Silvia e babbo Pierluigi non si sono mai fermati, hanno provato trattamenti omeopatici e riabilitazioni varie, ed hanno recuperato informazioni ovunque. Poi, d’un tratto, l’incontro con la speranza, il dott. Garrozzo, docente alla Sapienza di Roma, che, che grazie alla medicina cinese, è in grado di aiutare i bambini affetti da patologie neurologiche. Il medico le ha consigliato fiducioso una strada specifica che potrebbe restituire al suo bambino il 90% delle funzionalità. Una cura lunga, tanto tanto costosa
UN GIORNO SARA’ NORMALE- Simone potrebbe guarire quasi del tutto. Il 16 marzo ha già iniziato la prima parte di questa terapia speciale, che si divide in due parti: cicli di 6 mesi in Italia e 6 mesi in Florida. Ora si trova a Caserta con la mamma. E’ qui che dovrà tornare più volte, fino al raggiungimento
degli otto anni di età. In America tutto dipenderà da come il bimbo reagirà alla cura. Potrebbe bastargli un solo ciclo, oppure – purtroppo – molti di più. Il tutto costerà molto caro. Nel nostro Paese potrà essergli concesso gratuitamente solo il trattamento con l‘agopuntura. Il resto (Therasuit, massaggio cranio-sacrale, logopedia e respiratoria) è a pagamento. Serviranno 17.500 euro. “Annualmente il costo è molto elevato, in più bisogna aggiungere i costi di vitto, alloggio e spese generali” spiega Silvia. Tanto, tantissimo per una giovane coppia. Nulla, ahimè, in confronto a quanto servirà dopo. 200.000 euro per volare in Florida - dicevamo -almeno 200.000 euro per ciascuna delle volte che dovrà farlo. Il trattamento dell’ossigenoterapia in camera iperbarica costa tanto e lo fanno tutti lì, all’”Ocean Hyperbaric Neurologic” di Lauderdale by the Sea. Quelli che possono. C’è stato un incendio qualche giorno fa. Forse ne avrete sentito parlare. Intanto, a più di un mese dall’inizio dal ciclo di terapia, Simone sta rispondendo positivamente alle cure ed i medici sono convinti che possa farcela.
I PERC
HE’- Io forse mi sarei già persa d’animo, fossi stata nei panni di Silvia. Forse non avrei avuto il coraggio né di combattere né di chiedere aiuto e da brava stolta cattolica avrei accettato come una croce il triste destino. Forse non sarei stata capace di amare fino in fondo il mio bambino. Lei invece sì. E crede che con l’aiuto di tutti Simone possa farcela. Un giorno, così, suo figlio potrà gattonare come tutti gli altri, abbracciarla forte, giocare al pallone con il suo babbo, un giorno… E’ assurdo che Simone non possa essere curato in Italia. Non è l’unico bambino affetto da questa malattia, né l’unico al mondo, né l’unico bisognoso d’aiuto, ma ne ho voluto parlare per cercare di dargli una mano. Perché laddove non riescono le istituzioni forse può la gente. Perché queste storie devono venire alla luce, con tutto quello che indirettamente denunciano. Questi genitori coraggio devono meritare la nostra attenzione, il nostro rispetto, la nostra stima. Forza ragazzi! Di seguito trovate i dati che consentiranno a quelli di noi che possono di sostenere Simone, anche con poco. Altrimenti possiamo sempre tentare di farci venire in mente una buona idea, anche per gli altri, perché, purtroppo, nelle sue stesse o simili condizioni sono in tanti. Spero che qualcosa si smuova anche lassù, nelle coscienza della gente dei piani alti, quella che si trova a discutere e legiferare di ricerca e sanità.
PER DONAZIONI CON BONIFICO BANCARIO – (BANK TRASFER)
BANCA INTESA SAN PAOLO
CAUSALE: REGALIAMO UN SORRISO A SIMONE
INTESTATO A: ESPOSITO PIERLUIGI E/O MORANA SILVIA
CODICE IBAN: IT91 I 030 6931 0601 0000 0013 755
BIC SWIFT CODE: BCITITMM
PER INFORMAZIONI
TEL. 348-7334540 (MAMMA SILVIA) – 340-2949505 (PAPA’ PIERLUIGI)
E-MAIL: info@regaliamounsorrisoasimone.it
OPPURE VISITA IL SITO: www.regaliamounsorrisoasimone.it
Nota della Redazione: Prima di effettuare qualsiasi versamento, vi invitiamo a leggere anche questo.













qualcuno può postare il codice iban della somalia, per favore?
Grazie per averci informato. La forza che può donare l’amore non ha limiti, motivo per cui, Gloria, se fossi stata tu nei panni di Silvia, avresti reagito alla stessa maniera. Ne son sicuro.
sapere che un bambino così piccolo già si sottopone a cure così invasive e che una giovane coppia lotta con il sorriso mi riempie di forza.
Simone non è l’unico ad aver bisogno d’aiuto ma è in lui che che mi è capitato di imbattermi mentre navigavo.
Mi fa adirare , lo ribadisco, che non lo si possa curare in Italia e che anche quello che è possibile fare qui costi comunque tanto. Io non potrei permettermelo.
Non ho nulla contro la solidarietà e il desiderio di lottare per le cause che riteniamo giuste, anzi.
Mi dispiace per questo bambino.
Però starei attento:
http://paniscus.splinder.com/post/20453465/Il+fuoco+della+speranza
Un’altra opinione che mi piacerebbe condividere, una risposta a questo cmq bell’articolo.
grazie mille Shaduck. Spero che Silvia legga. In ogni caso le segnaleò io stessa il link anche se credo che abbia valutato anche questa possibilità. Ma non si sa mai. Grazie mille
MA SCUSATE, CON TUTTO IL RISPETTO DEI GENITORI DI SIMONE, SE LA CURA E’ ANDARE IN FLORIDA SOLO PER SOTTOPORSI AL METODO DI UNA SEMPLICE CAMERA IPERBARICA SENZA LA PRESENZA DI MEDICI SPECIALISTICI (COME DESCRITTO DALL’OTTIMO POST DI PANISCUS) TRA L’ALTRO ANCHE PERICOLOSE, PERCHE’ NON FARLA QUI IN ITALIA? mOLTI OSPEDALI NE SONO ATTREZZATI E VENGONO UTILIZZATI PER NUMEROSE CURE E NON CREDO CHE RICHIADANO 200,000 EURO. pENSO CHE QUI CI VOGLIA QUALCUNO CHE FACCIA SERIAMENTE UN CONTROLLO SU QUESTA FAMOSA CLINICA…
per chi dovesse capitare qui da link esterni.
Leggete questo pezzo
Regalare sorrisi, non illusioni – Il piccolo Simone e gli errori di G.
http://www.giornalettismo.com/archives/25958/regalare-sorrisi-non-illusioni/
Mi scuso per non aver approfondito io stessa.
In ogni caso! Forza Simone!