Della libertà negata, urlata, spacciata, fasulla. E mentre ci inondano di pericoli inesistenti, voci libere chiudono i battenti senza che nessuno osi dire A
Ma chi sono Lorsignori, coloro che si scandalizzano per il declassamento dell’Italia nella classifica sulla libertà di stampa stilata dal Freedom House Istitute? Nel paese che processa la cultura e incarcera gli organizzatori di fortunati premi letterari tocca ascoltare la predica da quegli stessi salotti che l’undici settembre 2001 brindarono sulle note di Punk Islam. L’arresto di Soria fa
tornare alla mente tempi assai bui, quelli dei libri bruciati in piazza e le idee mandate al confino: si fa pagare il successo, l’aver affamato la bestia, quello Stato sempre più ingordo, per celebrare la Vita in luogo della Morte. Chi descriverà i “Paesaggi dell’olio”? Per fortuna su Facebook qualcosa si sta muovendo.
L’IMPORTANTE E’ ALLARMARE - Allarme, allarme, allarme. La minaccia è costante. L’ultimo spauracchio è il riscaldamento globale. Chissà se Al Gore e altri plutocrati dalle grasse rendite di posizione avranno il coraggio di andare a cianciare delle loro bislacche supposizioni presso coloro che, questo inverno, si sono ritrovati sotto quattro metri di neve le loro macchine (sì, qualcuno ha ancora voglia di difendere la libertà del trasporto privato, alla faccia delle femminucce ecologiste che disdegnano persino la Formula1). Per fortuna chi non è ideologizzato si fida più di quel che vede in strada che dei proclami della scienza statalmente assistita. Forse i signori della scienza dovrebbero tenere in maggior considerazione il caro vecchio buon senso comune. Assai significativo di una certe tendenza del mondo dell’informazione è anche il silenzio sulla fine di Michael Crichton. Non tutta la verità ci è stata detta sulla morte del grande autore di Jurassic Park e E.R. ma anche lucido indagatore delle menzogne diffuse dalla grande stampa e dall’industria del salutismo senza se e senza ma. Ma state certi che la stampa polically correct e up to date (quella con la carta riciclata – potete scommetterci la testa) non produrrà grandi inchieste sulle fatwe emesse dal fondamentalismo ambientalista. Così come non si sono viste molte recensioni di Fumo negli occhi. Le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita di Filippo Facci, prezioso pamphlet edito da una piccola ma combattiva casa editrice i cui proprietari sono da tempo immemore vessati dalla cosiddetta “giustizia“.
MEMORIA A COMANDO – Resistere, resistere, resistere. Il motto è sempre quello. L’ultima emergenza si chiama razzismo, forse perché nei nostri stadi si vende più la perfida Coca-cola che le costose leccornie equo solidali (su terreni confiscati alla mafia o alla Spectre, of course). E’ la crisi d’identità di una sinistra capace di definirsi solo nella negazione dell’altro da sé (antirazzista,
antifascista, antitutto). Quindi grandi polemiche sui cori razzisti, ma silenzio assoluto sugli inni antirazzisti, come se l’unica ipotesi percorribile e legittimata ad esistere sia sempre la stessa. E le solite vecchie dicotomie che rallentano lo sviluppo continuano a prosperare. Peccato che le elezioni non si vincano politicizzando il gioco del pallone, né criticando l’operato del governo o facendo campagna elettorale. Non è esprimendo le proprie idee che si arricchisce la democrazia. Le elezioni si vincono dando il supporto necessario a chi ha saputo guidare l’Italia nei momenti difficili. Dispiace vedere la Resistenza (sempre con la R maiuscola – potete scommetterci la testa) usata strumentalmente in chiave antifascista, per divide insomma, quando potrebbe invece essere l’occasione per unire. Restano tuttavia i fatti e, dopo i terremoti, le case edificate in quel ventennio d’oro che ha visto la modernizzazione di un paese che aveva appena evitato la morsa sindacale. Piaccia o no a chi difende la propria rendita di posizione insultando la memoria dei defunti, ma è così.
UNA GRAVE PERDITA - Intanto il Bagaglino chiude i battenti, viene a mancare una voce sincera che tra una sana risata e uno scherzo pulito ha saputo parlare di cose serie e profonde, sensibilizzando il paese sul problema delle tasse come nessun altro. Forse sta pagando anche questo. Forse non vergognarsi della propria eterosessualità lo rende un programma d’altri tempi. Quel che è certo è che ora il pluralismo è più debole. Pochi stavolta protesteranno, meglio diffondere infami leggende metropolitane come quella del “Berlusconi pedofilo”. La democrazia istantanea è ancora un sogno.




Quando non si ha di che scrivere, in una rubrica settimanale, ci si trova spesso in difficoltà. Il problema è mettere in difficoltà lo sfortunato lettore con questa serie di proclami urlacchiati come viene, privi di ogni base scientifica o giocati con la superficialità retrò di un qualcosa che di pensiero – a mio modo di vedere – o di liberale (se non per avere libera facoltà di dire di tutto un po’ senza ragionare) non ha davvero nulla a che vedere.
Spiace, perchè spesso invece la rubrica colpisce nel segno, ‘istiga’ alla critica, al ragionamento. Alla prossima, dunque.
Ma, l’articolo partiva bene ma poi non arriva da nessuna parte.
Tipo gli allarmi della Freedom House sulla liberta’ di stampa, mi piacerebbe dimostrare che la colpa vera e’ dei giudici fantasiosi piu’ che dei duopoli, ma e’ un lavoraccio (e non trovo fonti,ops)
Vabbe’ immagino che i tuoi fossero, appunto, appunti.
Non ho capito se la sparata sul riscaldamento globale e` sarcastica o meno. I 4 metri di neve dovrebbero preoccupare di piu` e non di meno: se il riscaldamento e` globale, quello che succede localmente e` una maggiore imprevedibilita` del clima, stravolto a livello planetario…
per tutti e tre: Retropensieroliberale è un test d’intelligenza.
(ed “empirismo eretico” è una citazione da PPP)
“E’ la crisi d’identità di una sinistra capace di definirsi solo nella negazione dell’altro da sé (antirazzista, antifascista, antitutto).”
Ma siamo sicuri? la sinistra “italiana” è , a mio modo di vedere, non può definirsi come “negazione dell’altro”, anzi è di ampie vedute: la sinistra è, in prima linea ad esempio, nel voler legalizzare il matrimonio tra gay, oppure cerca di portare avanti da anni alcuni temi biotici, tipo la fecondazione artificiale…per non dimenticare la situazione che si è creata con il caso “Englaro”! Son semplici esempi per far comprendere che la crisi d’identità, e una certa negazione, è di destra!
E allora avrò fallito il test di intelligenza, questa settimana. Resta il fatto che, da qualsiasi punto di partenza o punto di arrivo celato ci si immagini di partire o arrivare con un test di intelligenza, questo qui è tra i meno riusciti.
Io sapevo che per sottoporre un test di intelligenza bisogna esserne provvisti. Magari mi sbaglio. Però se avessi ragione, è stato messo da parte – in questa occasione – questo presupposto.
EsseEmme, “empirismo eretico” = “provocazione”!
Credo, che l’autore del post…abbia scritto il contrario di quello che pensa!
@Gregorj: capivo di non capire, tu pero’ peggiori la situazione.
Mi vendico con: Do you take it…?
Chi a passato il mio pezzo appena finito e che tante fatiche m’era costato a questo pigliatore per il culo?
Per lo sdegno mi sono dimenticato l’”ha” coll’acca..
@ zamax
spero che almeno le acca le avessi messe al posto giusto, nel tuo pezzo…
tutti gli altri: ecco, Zamax ha colto nel segno, fessi!
X Lucia. La sinistra non ha perso nessuna identità:semplicemente ha SMESSO DI AVERE UNA VISIONE DI SOCIETA\’ ALTERNATIVA RISPETTO ALLA PRESENTE e , di conseguenza, non può che tentare di rubare il mestiere al blocco sociale dominante capitalistico-clerico fascistoide che domina il paese.L\’originale risulta ,per ora,migliore del succedaneo
Ma dai? Ma guarda, da quando leggo “rpl” ho sempre sempre pensato che dicesse sul serio. Porca trota, come sono ingenuo. Me tapino. Me tafano.
Ok. Se vuoi tolgo anche io la mascherina di pulcinella, leggera come il segreto suo omonimo (visto che dobbiamo essere didascalici qui, che la ggente non capisce).
La rubrica è bella quando argomenta. A fare l’urlacchio sgarbato e sgarbiano son bravi tutti. Provocare bene razzolando male non si può. Stavolta il gioco non è riuscito. Per le ragioni che leggi sopra, al mio primo commento.
nun pazziate co’ nui che facimmo ‘e fessi pe’ nun i’ alla guerra
A me sembra una miscela malriuscita di poche affermazioni condivisibili e molte semplici stupidaggini.
In questo caso sono d’accordo con essemme, il pezzo è riuscito malaccio, privo di un filo logico e pieno di banali inesattezze,e se la maggior parte delle persone che hanno letto il pezzo ne hanno frainteso la molto ben nascosta ironia, applicando il rasoio di Occam la spiegazione più probabile è che era scritto male.