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“…e l’Italia è questa qua!”

15 aprile 2008

E’ finita la Seconda Repubblica, è cominciato l’Impero. Berlusconi vince, e con un margine importante anche al Senato, dove pure era descritto come in difficoltà non solo dagli exit poll ma anche dai sondaggi. Silvio si commuove per l’esito elettorale, dice sì al dialogo con l’opposizione (secondo copione?), incassa il riconoscimento della vittoria da parte del suo antagonista, e si appresta a formare il suo governo. Che, è vero, conterà sull’appoggio decisivo della Lega per avere la fiducia al Senato, ma la differenza con le altre affermazioni elettorali del centrodestra è che stavolta i suoi alleati non hanno preso al balzo l’annuncio della vittoria per spararle grosse. Vuole dire poco, ma non nulla. O meglio, vediamo quanto dura.

THE DAY AFTER TODAY - Ora per il Cavaliere comincia la fase che gli viene peggio: il governo. In una congiuntura economica sfavorevole, almeno nel breve-medio termine, e con la consapevolezza che le energie non sono più quelle di una volta. Ma avendo fatto tesoro degli errori commessi; e soprattutto, ben sapendo che questa è la sua ultima occasione. Si dice che i presidenti americani durante il primo mandato lavorino per la rielezione, durante il secondo per la Storia. Non sarà questo il caso, probabilmente. Ma di certo c’è che il mandato di Napolitano scade nel 2013, e il presidente della Repubblica può sciogliere le Camere anche negli ultimi sei mesi del suo mandato, se questi coincidono con gli ultimi sei mesi della legislatura. Veltroni prende 3 milioni di voti in meno del suo avversario. Perde bene, perché se si fosse presentato alle elezioni con la coalizione di Prodi, sarebbe finito sconfitto ed oggi sarebbe sotto processo. Così, è l’interlocutore unico della maggioranza. Certo, con una percentuale che gli faranno pagare, nel loft. Ad occhio, però, alternative non ce n’erano. Nella situazione data era difficile fare qualcosa di diverso.

I “PARTITINI” - Altre considerazioni sparse. L’Arcobaleno fallisce il quorum e per la prima volta da 60 anni nella sua storia chi ha portato il nome “comunista” non siederà in Parlamento. Chiunque guardi senza paraocchi alla storia di questo paese, ripensando a tutte le scelte decisive fatte dal partito che portava questo nome nei momenti decisivi, non potrà che rammaricarsene: il voto alla Costituzione repubblicana - compreso l’articolo sulla Chiesa cattolica - la responsabilità nazionale, la tardiva e ambigua ma importante autocritica sugli orrori del socialismo reale. Scelte effettuate andando contro il sentimento del proprio elettorato, e che sono costate in termini di consenso e credibilità. Scelte da forza responsabile. Ma chiunque guardi senza paraocchi al ridicolo carrozzone che oggi ha preso il suo posto, perlomeno dal punto di vista grammaticale, non può che essere contento di questo. Spariscono anche i socialisti, e a maggior ragione vale quanto detto sopra per gli altri. Boselli e soci pagano l’errore di non essere transitati nel PD per una mera questione di scarsa offerta in termini di seggi – la battaglia per la laicità era una scusa, visto che l’allegra combriccola si è sempre dipinta come l’erede del Psi, e il Psi ha governato per secoli insieme ai democristiani. La Destra pret-à-porter della Santanché non riesce nell’operazione di coniugare salotti con tanto di meravigliosi vasi ming e bordi di periferia. Ferrara, il solito successone. L’UdC condisce con toni trionfalistici una sconfitta pesante, ma non una disfatta. Il problema, per il dopo, è sapere cosa farà, visto che lo scenario politico gli consente scarsi margini di trattativa.

Come sarà l’Italia tra 5 anni? E’ altamente probabile che non sarà molto differente da quella di oggi.

63 commenti a “…e l’Italia è questa qua!”

  1. E invece sarà peggio: ogni Impero ha bisogno della legittimazione divina.

    Teocrazia Mild, nel lungo periodo.

  2. “Voglia di Biscione
    lo canteranno in coro
    i bambini del mondo
    Trullallà Biscione
    non ci mettiamo il solco
    e lui il seme fecondo”

    clarky

  3. cape, per quello c’è San Formigoni

  4. Alessandro D'Amato

    “…Baldo rettilone, scatenatissimo, sei birbantissimo amicone-e!”

    (“e un fiore azzurro spunta in culo alla Quercia!”)

  5. Innanzi tutto CIAO AMICI!
    Sono davvero contento di ritrovarvi!
    ecco le mie considerazioni:

    Io sono contento della vittoria di Berlusconi.
    Io non sono contento della dipartita di Bertinotti.
    Io sono contento che il comunismo oggi nel mio Paese non ha più Rappresentanza nel Parlamento.
    Io non sono contento che all’opposizione ci sia gente annacquata come Veltroni e Company
    Io sono contento che Berlusconi governi
    Io non sono contento che qualcuno dica che il governare a Berlusconi non venga bene perché storicamente è l’unico ad aver governato per una legislatura intera.
    Io sono contento che il PDL abbia vinto le elezioni
    Io non sono contento che chi ha perso le elezioni non sia in grado di fare autocritica come l’ha saputa fare l’Onorevole Fausto Bertinotti.

    p.s.
    Ciao Loska e ben ritrovata
    Gregori vorrei scriver qualche volta per voi anche se non sempre la peso come voi.

    Vi invito a visitare la mia ultima fatica l’indirizzo l’ho scritto ne form. Siete anche invitati non solo a visitare ma a partecipare.

    con affetto

    Diego Regina

  6. Ciao Diego!

    Io non sono tanto contenta che a governare ci sia bossi però :D

  7. stefano

    se oggi o ieri è cominciato l’Impero, allora obi wan weltroni guiderà la Resistance?
    si avvererà l’ultima profezia di Kossiga?

  8. Io non son tanto contento, punto.

  9. Pingback: Fabristol

  10. cordapazza

    Ah, io contentissima: pare che ci arrivi come ministro della pubblica (pubblica? boh) Istruzione il valido Formigoni, in alternativa a Buttiglione, ovvio. Roba da far rimpiangere la Moratti.

  11. Calvin

    Già che non ci sia il rischio di Formigoni alla Farnesina mi fa tirare un grosso sospiro di sollievo.

  12. Ma Formigoni avrà il nuovo ministero della dottrina cattolica. Tsk. Siete poco informati!

  13. Alessandro

    Mi sento un residuato. Una considerazione: più di 30 anni fa Licio Gelli & company mettevano su il cosiddetto “piano di rinascita democratica”. Non sto qui a fare lezioni su cosa diceva. Se qualcuno è curioso può andarselo a cercare. Se lo fa sia pronto però a stupirsi.
    Ciao Greg, Loska e compagnia bella

  14. PERLUSCO PERLUSCONE

    fedeli

    sarò il più grande uomo politico della storia italiana dopo Mussolini e d’Alema

    ormai i miei cazzi me li sono ampiamente curati

    e tranne Emilio Fede, a tutti ho dato la giusta collocazione…….

    non avendo più cose da sistemare e dopo aver risposto a tutti quelli che mi pregano e mi invocano, mi adoprerò per fare gli interessi della Nazione e del popolo italiano che tanto amo

    e che tanto mi ama

    Siano maledetti i comunisti……

  15. Gasparri alle telecomunicazioni ?
    Che ve pare ?
    Corda all’ Istruzione ci mettono Dell’ Utri. Sta già riscrivendo i libri di storia.
    Fuori Garibaldi, dentro Mangano

  16. cordapazza

    tess, ho già pronte fotocopie strategiche per salvarle dai falò e usarle in caso di bisogno, non mi avranno! E comunque il regalo più bello, oggi, sono state le facce deluse e incazzate dei miei allievi: è toccato a me, consolarli:-(

  17. Mario Adinolfi è il modello di riferimento che porto a voi ragazzi fuori dal mondo

    Andate sul blog di Mario Adinolfi (www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it) ed imparate a vivere, giovani ragazzi italiani fuori dal mondo, persi dietro ai vostri sogni ed alle vostre illusioni.

    Voi poveri sinistri state a piangere sulla sconfitta del centrosinistra, sulla sparizione della sinistra e di Bertinotti, sull’Italia che va a Berlusconi.

    Vi lamentate, volete cambiare paese..

    E invece Mario giustamente sul suo blog si sta facendo i suoi conti e pensa che se Veltroni e la Melandri scelgono di farsi eleggere in un’altra circroscrizione, lui, che è il secondo dei non eletti del Partito Democratico, va in parlamento.

    E SVORTA, come si dice a Roma..

    Fa il deputato, si fa una posizione, gode dei guadagni e delle prebende che spettano ad un parlamentare, e li usa per vivere meglio lui e per far vivere meglio la sua famiglia.

    Lui è il modello da seguire, figliuoli..

    Smettetela di perdervi dietro cazzate come un’ Italia diversa, un’Italia da cambiare.

    O, meglio ancora, fate come Mario e come gli avveduti politici che si presentano per farsi eleggere nel Partito Democratico.

    Parlate di queste cose, ma solo per acchiappare voti e farvi eleggere.

    Fate come Veltroni..

    Fingete di volere andare in Africa e di fare politica come una condanna, solo per fare il bene del Paese..

    Fate come Adinolfi..

    Autoproclamatevi leader e rappresentante dei bloggers, e simbolo dei sogni delle giovani generazioni..

    Usate sempre il Noi nei vostri posts e nei vostri discorsi.

    Tutto questo è indispensabile, in politica: fingere di interessarsi agli altri ed ai loro problemi per farvi i cazzi vostri.

    Seguite Mario..

    Il suo esempio vale più delle tante parole che io ho scritto nel post di oggi sul mio blog, che vi invito comuinque a leggere per rafforzare la vostra inclinazione ad occuparvi di voi stessi e della vostra vita.

  18. Patello

    Che articolo del cazzo.

  19. patello, a netto del fatto che “l’articolo del cazzo” spende tremila e più caratteri per esporre tesi e considerazioni, ti pregherei di esporre le tue in uno scritto che sia più pregnante, utile e politicamente degno di essere letto di “che articolo del cazz”. Voglio dire, adesso vado a scrivere “Che articolo del cazzo” sotto l’editoriale di Ezio Mauro, ma magari se argomentassi il fiato utilizzato servirebbe anche a qualcosa, non si può mai sapere.

  20. cordapazza

    a parte il fatto che gli articoli non solo sono usati benissimo e non a cazzo, ma c’è anche un punto e virgola (che il direttore non usa mai) commovente, di questi tempi:-)

  21. Viva il punto e virgola del Dir.
    Direi che possiamo ripartire da qui :-D

  22. cordapazza

    perché la punteggiatura “è” pensiero!XD

  23. Alessandro D'Amato

    Sono un Dir., devo essere contemporaneamente equilibrato e bartezzaghiano.

    E ora che l’ho fatto, possiamo tranquillamente dedicarci al piano d’invasione della Polonia.

  24. cordapazza

    direttò, a me è stata sempre sui coglioni la Repubblica di San Marino! Quasi quasi…

  25. Mi è arrivato un dispaccio che mi informa che Ricchiuti sta già per occupare il corridoio di Danzica piazzandoci Ferrara proprio in mezzo.

  26. cordapazza

    Danzica è a Nord, e l’Italia va a destra: meglio puntare alla Slovenia!

  27. Gateo

    Su Gregorj, ora smetti di rodere e guarda quanto in realta’ e’ fantastico questo risultato elettorale.
    L’incredibile asse Porcellum-Veltroni e’ riuscito a spazzare via in una volta sola tutta la roba inutile dal parlamento, e il suicidio di Casini forse ci dara’ il primo governo che se ne puo’ fregare del Vaticano.(ok, forse esagero…)

  28. gloriademo

    per me il dramma è che, secondo me,chi ha votato Bossi era davvero convinto…Ma come si fa? C’è, tra voi che leggetem qualche leghista che puo’ spiegarmi? Io non capisco

  29. nico

    bell’articolo

  30. Tu stavolta non capisci, Gloria, ma pensa che per un leghista invece non capire è prassi.

  31. Io dico che, se al posto di mettere le candide vesti di chi giudica il “valore” del voto altrui, faceste lo sforzo di scendere sulla terra, molto probabilmente certe scelte elettorali vi sarebbero più evidenti. Capisco che c’è un popolo buono e colto che vota giusto e un popolo cattivo e ignorante che vota sbagliato, ma mi chiederei se questa lettura non sia quella che ha spazzato via i retori che l’hanno declamata per un sessantennio. :-)

  32. stefano

    mthrandir, non te preoccupe: adesso torniamo a fare quel che ci riesce meglio a sinistra. l’opposizione.
    tanto ciarlare senza problemi di coerenza e rospi da ingoiare.
    questo sì, che è bello e stimolante.
    poi chissà, cominceremo a vedere complotti della CIA dietro l’esclusione dei comunisti dal parlamento…

    e cmq, l’apertura al dialogo sulle riforme fra veltroni e berlusconi suona come una minaccia… più che sulle leggi elettorali, su quelle che saranno le materie hard dell’economia e della società

  33. gloriademo

    Ciao Mth
    non so se ti riferisci anche al mio commento. In tal caso:non voglio giudicare il voto altrui ma comprendere il perchè di quelli dati alla lega
    Just…qualcosa capiranno, quello che non capisco io, ma cosa?

  34. Mthrandir, capisco bene il tuo punto di vista, è che dal mio punto di vista è inquietante che si siano regalati 60 deputati e 25 senatori a un partito neanche troppo velatamente razzista e secessionista.

    Sempre dal mio punto di vista, ritengo che gli elettori della lega ripongano le loro speranze nelle persone sbagliate, lasciandosi affascinare dalle soluzioni semplici, rudi e (in)efficaci.

  35. @ stefano: concordo, specie se ti riferisci alla sinistra-sinistra. Ma non sono preoccupato:-)
    @ gloria: ohhh yeah, tu e Just eravate i bersagli della mia provocazione. La spiegazione migliore l’ha data iersera Abr alla radio: la Lega parla alla pancia della gente in modo diretto e ne interpreta l’incazzatura. Chè è notevole, come dimostrano i numeri. Il punto è che ci si ostina a fare sofismi sulla proprietà di linguaggio pensando che quello sia il centro del problema. Ahimè, le cose non stan così:-P
    @ Just: la lettura razzista mi sembra un pochino schematica. A meno che tu non ci voglia includere l’amministrazione comunale di Padova, prima e unica ad aver costruito muri e recinti nei quali chiudere gli immigrati. O quella di Anzola dell’Emilia che organizzò la fiaccolata contro il mostro extracomunitario con la maglietta di Armani responsabile di uno stupro inventato ai danni di una piuttosto disinibita dodicenne. O forse sarebbe il caso di parlare di Sandalo (come ha fatto giustamente Abr) che vien da Prima Linea e oggi passa il tempo a dar fuoco alle moschee. Insomma, sul tema sarebbe bene distinguere chi abbaia da chi morde:-)

  36. Il pensiero dualistico figliuoli..
    Il pensiero dualistico è il votsro problema..
    Continuate a giudicare il mondo reale avendo come modelo il vostro mondo ideale..
    Ma il mondo reale non ne sa niente del vostro mondo ideale..
    E va semplicemente avanti per conto suo..
    Senza conosderare il fatto, semplice ma indiscutibile, che avendo ognuno di voi un mondo ideale da realizzare quello reale non potrebbe in ogni caso accontentare tutti.

  37. gloriademo

    ho pensato anch’ io quello che hai sottolineato te Mth,mentre camminavo: la lega parla alla pancia della gente e probabilmente il programma elettorale è una risposta alle loro incazz. Forse i leghisti possono dirsi davvero rappresentati in toto e beati loro(io non riesco a sentirmi rappresentata quasi mai)…Quello che non riesco a capire è il loro punto di vista e soprattutto non immaginavo fosse così diffuso. Io ho dialogato con un convinto leghista solo una volta nella mia vita. Ogni tanto mi capita di riconoscere le loro prospettive in commenti sparsi in rete, nei video etc ma nessuno mi ha mai detto: io voto lega.
    Oggi mi pongo la questione. Inizierò ad ascoltare quello che li anima con un filino più di attenzione e meno pregiudio. C’ è qualcosa che mi spaventa

  38. Io però continuo a ritenere che dare il voto sia una questione di responsabilità che dovrebbe andare oltre gli uomori delle proprie pance. Certo non pretendo che l’elettore medio si metta a studiare economia, ma rendersi conto che il voto influenza i destini di una nazione (e non solo del proprio orticello), forse aiuterebbe a darlo con una consapevolezza maggiore

  39. Ma dai Loskuccia a zio..
    Ancora co ste fisime da intellettuale de sinistra sconnessa ?
    Ma nun te basta ancora ?
    Dovresti scende sulla Terra.
    E invece più mazzate piji dalla realtà e più evadi..
    Nun continua a svolazza sempre più lontana dalla terra come un aquilone sfuggito di mano ad un bambino.
    Metti i tuoi dolcissimi piedini sul pianeta che ti accoglie e ti nutre.

  40. La testa..
    La panza..
    Ancora questo residuo di visioni dualistiche?ù
    Quant’è volgare pensare alla panza..
    Noi invece siamo raffinati cultori dell’anima..
    Il vile corpo e l’anima..
    Il corpo uno è..
    Se la panza nun è piena la testa funziona male..

  41. Il corpo è uno..
    Dopo un bel piatto de bucatini all’amatriciana, al caldo nelle mie stanze, produco i miei pensieri più elevati..

  42. pippo

    ora si ricomincia

  43. no zio, non è un residuato bellico da sinistroide con velleità da Ente Superiore. Pensare al proprio orticello ci ha ridotti come oggi siamo (cioè sull’orlo del zompo da primo a terzo mondo per direttissima), quindi per me rimane una questione di comodo in ogni caso.

  44. Loska, il voto è responsabilità individuale e scelta autonoma del singolo. Chi pensi che si va in cabina elettorale con stampato in testa il bene comune (quale sarebbe, di grazia?) ha in mente un modello diverso dalla democrazia:-)

  45. cordapazza

    E dove sta scritto? Nel momento in cui esercito in piena responsabilità individuale il mio diritto di voto senza rinchiudermi nella mutilazione egoistica del “facciamoci i cazzi nostri”, ma affidandomi ad una visione generale della realtà, dei suoi problemi e del modo di risolverli; a dei, absit iniuria verbo, valori; a dei programmi che riguardano, appunto, non solo il mio orticello ma una visione più generale, sto pensando sì al bene comune, ed è proprio questo uno dei risvolti più affascinanti della democrazia.

  46. Calvin

    Non sono un grosso esperto di political economics ma credo il teorema di Arrow-Debreu dica diversamente.

  47. mauro, il concetto di maturità di un elettorato non l’ho inventato io, inoltre “il bene comune” significa il bene individuale laddove una nazione in evidente difficoltà come la nostra, grazie ad un voto “di pancia” rischia di peggiorare – a mio avviso, per carità – la propria situazione. Non è che bisogna avere i paraocchi nè in un senso nè in un altro. Io parlo di voto “per il bene comune” perchè è la base per stare meglio come singoli. Il voto egoistico e poco ponderato (attenzione: non dico che il voto ponderato sia per forza veltroni, dico che un voto dato perchè sono padano e difendo la padania è infantile e non da elettore maturo e facente parte di una nazione unita) è causa di molti dei nostri problemi.

    Altrimenti, scusami, ma le minoranze che per questioni numeriche non possono essere forza elettorale dominante dovrebbero tutti annassene a fanculo? Siamo nazione solo quando bisogna intascare i contributi statali?

  48. Corrini

    Il modello della democrazia non prevede necessariamente che si vada in cabina elettorale per tutelare i propri interessi, nè esclude che si vada in cabina elettorale per tutelare il bene comune. La scelta degli interessi più che un problema di sistema politico è una questione personale, chi ha a cuore determinati temi vota secondo quei principi, chi alla parola redistribuzione rabbrividisce vota forza italia.

    Sulla lega, premettendo grandissimo rispetto per gli elettori della lega, di forza italia, ecc.. vorrei capire cosa c’entra l’ex componente di prima linea (terrorista) che bruciava moschee, col fatto che ad ogni comizio della lega ci sono incitazioni alla violenza, istigazioni a “fare pulizia” da soli con ronde e raid punitivi. Che però non sono solo parole, visti gli innumerevoli atti di terrorismo, come dar fuoco a campi nomadi e rom (per qualcuno sono erano fiaccolate). [guardatevi, per piacere, il docufilm Bruciare il tricolore, di Lazzaro].
    Le motivazioni dei leader sono assolutamente giustificabili: come possiamo permettere a questi “islamici di merda” di cambiare le parole dei canti di natale, o di eliminare il presepe? Giusto.
    Ieri in radio ho sentito dire da qualcuno che questi sono atti folkloristici: se negli anni 70, alle prime rappresaglie delle BR, (macchine di dirigenti bruciate) qualcuno diceva che erano atti folkloristici veniva giustamente considerato moralmente responsabile di quel terrorismo, oggi invece va bene..dare fuoco a dei campi rom, rischiando di uccidere delle persone (sì, anche loro sono persone) sono atti folkloristici.
    Chi ha scelto di votare la lega, avrà i suoi buoni motivi, però minimizzare degli atteggiamenti xenofobi, prendere sotto gamba una cultura di base paleonazista mi sembra che non faccia bene a nessuno.

  49. Calvin

    Visto il titolo del post volevo segnalare che lunedì sono a Torino a vedere il concerto degli Elii, rosicate.

  50. Per votare a favore dell’interesse generale (concetto che parltro non visualizzo, come quello di dio) bisognerebbe prima sapere:

    1) Che cos’è è sto interesse generale ?

    2) Quali sono gli strumenti per raggiungerlo?

    3) Qual è la parte politica che sa qual è l’interesse generale e conosce gli strumenti per realizzarlo

    4) Qual è la parte politica che, sapendo qual è l’interesse generale e consocendo gli strumenti per realizzarlo, vuole effettivamente realizzarlo.

    Cominciamo dal primo punto.

  51. Che cos’è l’interesse generale?

  52. secondo me (premessa necessaria) l’interesse generale è quel modus che, una volta ottenuto, permette a chiunque lavori di poter godere economicamente dei frutti del proprio lavoro in maniera dignitosa a prescindere dal lato del po in cui si trovi. Il bene comune, politicamente parlando, è un’idea che prevede una base di benestare nazionale (cioè conti economici, servizi, etc) a posto, che possano supportare la crescita individuale del cittadino, qualsiasi cittadino, a prescindere dalla sua nascita, estrazione, famiglia, etc. Agire per l’interesse generale significa quindi – ripeto, è una mia opinione – agire affinchè lo Stato possa diventare una base solida che aiuti il cittadino anche come singolo, anche individualmente. Sic et simpliciter.

  53. Partire dai bisogni fondamentali degli esseri umani; quelli legati alla salute fisica.
    Facciamo un esempio pratico.
    Questa società tende a prolungare l’età media.
    E’ sicuro che questo sia un modo per coltivare l’interesse generale.
    O forse era meglio quando l’età media era più bassa e non avevamo persone di settanta, ottanta, novant’anni che stanno vent’anni senza fare niente e tolgono posti ai giovani.
    Inceppando il ciclo della vita.
    Ma come si fa a dire ai vecchi che devono morire a sessant’anni perchè devono alsciare il posto ai giovani?
    D’altronde come si fa a dire ai giovani che devono aspettare oltre i trent’anni per sposarsi e farsi una famiglia?
    QUAL E’ IN QUESTO CASO L’INTERESSE GENERALE ?
    Già da questo piccolo esempio è difficile dare una risposta.
    Mettete in capo tutte le variabili della vita e vedete come questo concetto di INTERESSE GENERALE, che sembra così semplice ed intuittivo, sia invece difficilissimo da costruire.

  54. gloriademo

    Esistono delle regole scritte e non scritte di convivenza sociale, di rispetto umano, mi pare.
    In Italia però, non so bene come sia fuori di qui, vige sottobanco una omertosa ed altrettando condivisa norma del facemoseidrittieifattaccinostri. Spesso e volentieri chi agisce nello spirito puro dell’ ideale comune del benessere e, soprattutto, del rispetto, viene silenziosamente deriso dalla massa che sa come si vive davvero.Questa nicchia(?)di eletti ,disposti a passare per folli e per fessi, pur di rispettare quelle norme, il che poi significa dopotutto rispettare se stessi, state tranquilli, è ben felice di sottomettere i propri bisogni personali più prossimi nell’ interesse comunque, perchè non c’è tragedia o povertà che possa intaccare la loro consapevolezza e la loro serenità di essere così.

    Quello che è triste è l’ incapacità dei media, blog compresi, di dare luce a questa nicchia e di portarla ogni giorno sulle prime pagine, nella pubblicità etc
    Il male fa sempre audience, il pettegolezzo pure, le brave persone si preferisce non ascoltarle, perchè forse danno fastidio a chi ha smesso di ascoltarsi per uniformarsi

  55. gloriademo

    quello che voglio dire è che forse l’ interesse comune andrebbe cercato nel rispetto delle reciproche diversità, nel coraggio, nell’ ascolto e nella libera espressione argomentata.

  56. Corrini

    il bene comune, o interesse comune, secondo me deve prescindere da una impostazione meramente ideologica, o morale di “bene”, questo non significa che la nostra impostazione ideologica e culturale non debba avere un ruolo nell’identificare un nostro concetto personale di bene comune. La discussione sull’utilitarismo di Bentham la lascerei stare, visto che noi abbiamo un nostro “recinto”, una nostra “casa comune” come la chiamava La Pira, e cioè la costituzione. Nella costituzione ci sono dei principi fondamentali: l’art.2 che tutela e garntisce i diritti inviolabili dell’uomo, l’art. 3 che tutela il principio di eguaglianza:
    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”.
    e via dicendo..il diritto alla salute, la libertà di professare liberamente la propria religione (art. 8 Cost. ” Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”), il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie itnernazionali, la libertà di ognuno di noi di formare un partito (art. 49 Cost. “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.”).
    Quindi, a prescindere dalla nostra idea soggettiva di bene comune, dovremmo necessariamente agire all’interno di questi e altri principi. E poi chiederci chi li rispetta, chi si avvicina di più, chi li calpesta, chi li ignora.

  57. gloriademo

    se solo la politica sapesse dare voce al quotidiano far bene di una piccola nicchia …( che è piccola solo perchè pare quasi essere una cosa cattiva essere persone buone)
    La bontà dovrebbe essere di interesse comune

  58. Letto tutto e mi scuso se evito di dare risposte “ad personam”. Mi limito a qualche considerazione generale. Io sono un libertarian e credo che il bene comune massimo sia la sommatoria di tutti i singoli “bene” individuali. In questi termini, non è definibile a priori indipercui non è eleggibile nè può farsi programma elettorale, se non in una dichiarazione di principio che pone la libertà dell’individuo (economica, morale, religiosa, ecc., ecc.) a capo di ogni cosa. Sistema decisamente tendente all’anarchico che, in teoria, prevede poco meno di 47 milioni di partiti. Questo spiega perchè on riuscirò mai a votare valido senza nausee. Allora, la “politica” si riduce da sè ad amministrazione light della cassa comune sostenuta dal minor versamento possibile in cambio del minimo servizio indispensabile reso nel misura più efficiente possibile. Ora, se questo è il “mio” bene comune, è evidente che non c’è spazio di compromesso con quello di Corrini o di Loska i quali, mi pare, stabiliscano che esso preveda criteri generali la cui validità debba essere estesa a tutti. In che senso, se esistesse un folle con un tale indeterminato programma alle elezioni, votandolo tradirei detta generalità di bene? E’ un gioco dell’oca che dimostra che, quando si ciancia di collettivo, è inevitabile presupporre una limitazione della libertà individuale. La quale può essere più o meno vincolante, ma sempre limitazione è e viene da un’impostazione ideologica che somiglia a un atto di fede.
    Ciò valga per i vincoli posti dalla “destra” e per quelli posti dalla “sinistra”.
    Sulla Lega e sul suo atteggiamento razzista. Faccio solo una considerazione assai banale. Il signor Veltroni, per citare un caso eclatante, ha fatto il diavolo a quattro per criminalizzare i ROM dopo l’omicidio della Reggiani. Senza citare fucili, senza portare i maiali sui terreni dedicati alla costruzione di moschee, ma spingendo il governo al giro di vite legislativo immediato, ivi incluse le paventate espulsioni facili. Il sindaco di Firenze, sui lavavetri, ha emanato un’ordinanza che avrebbe fatto invidia al sindaco di Treviso. Però il razzista è il prosindaco di Treviso perchè dice “finocchi”. Io ci penserei :-)

  59. Mauro, io ho detto una cosa diversa. Io non voglio far materializzare l’incubo di tutti i liberali (ovvero lo stato che ne limiti le sacre libertà individuali) anzi.Dico soltanto che la libertà individuale dovrebbe porsi su basi comuni. Dove per comuni intendo fruibili da tutti con la stessa qualità, poichè – per me – in questo modo si migliorerebbe peraltro la meritocrazia come discriminante fra le posizioni sociali (il che trovo sia giusto, alla fin fine). Quello che intendo io per bene comune è che quando uno va a votare non deve pensare “voto questo perchè così io guadagno a schifio e degli altri chisseneincula” pechè questo è un voto irresponsabile che aumentando la zavorra su una parte dell’Italia aumenta la zavorra su tutta l’Italia (non per niente tema di campagna elettorale era la crescita del sud, perchè il nord da solo non può supportare le velleità di grande potenza economica europea dell’italia. Ma anche solo di crescita, mi verrebbe da dire).
    Così io penso che un voto respnsabile è un voto dato pensando che “il bene di tutti” equivale ad una base su cui aumentare il proprio bene.

    Questione lega: chi ciancia è chi predica che il voto alla Lega è un voto alla territorialità (e un voto responsabile proprio per questo) quando poi il sindaco che citi, che avrà detto finocchi mentre gli altri “facevano”, ha però anche – per esempio – proposto di far togliere le panchine per evitare che gli immigrati ci si sedessero (Vabbeh, uno la civiltà non se la può inventare). Azioni simili denotano non solo uno scarso senso umano (evidentemente non è importante in queste questioni e ne prendo atto) ma una gestione politica infantile, dissennata, che guarda alla pancia che tanto vi piace senza pensare ai reali problemi gestionali di un paese che mentre i rutti leghisti trionfano si avvia mestamente alla deriva più completa. Weber docet.
    (IMHO, ovviamente)

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  62. enzo

    vorrei sapere una cosa ma tutti gli italiani prima criticano berlusconi, ma poi nella cabina elettorale lo votano tutti……

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