Il serial killer della Liguria

08/05/2009 - Le dici che la vuoi portare a casa tua, poco distante da quel luogo. Prendi una stradina secondaria e ti avvicini a una villa. Fai finta di armeggiare con un telecomando per aprire il cancello, ma lei si accorge che

     
 

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Le dici che la vuoi portare a casa tua, poco distante da quel luogo. Prendi una stradina secondaria e ti avvicini a una villa. Fai finta di armeggiare con un telecomando per aprire il cancello, ma lei si accorge che è solo una messa in scena. Prima che possa fare qualcosa accosti la macchina vicino a un albero, in maniera tale da impedirgli di aprire la portiera. Deve aver capito tutto, lo vedi da come ti guarda e glielo comunichi. Se così deve essere, ti dice, almeno prima divertiamoci un po’. Inizia a spogliarsi finché non rimane in short. Il tuo sesso è duro, la tua eccitazione è al massimo, le vene ti pulsano vicino le tempie, i muscoli sono contratti. Lei inizia a massaggiarti, ti bacia, e nel momento prima che tu venga tutto muta. Una macchina si avvicina. Dentro ci sono due metronotte, Candido Randò e Massimiliano Gualillo, stanno facendo il loro solito giro di perlustrazione. Lorena comincia a urlare. Loro si avvicinano e ti chiedono i documenti. Tu cerchi di tergiversare, ma loro insistono. Esci dalla macchina e gli spari. Lorena fugge, ma la colpisci alle gambe. Poi stai per finirla, ma la pistola è scarica. Torni in macchina per ricaricarla, lei tenta di fuggire, ma non c’è scampo per lei. Altri due colpi ed è tutto finito. Risali in macchina e vai via. Lei non è morta però. Ha lottato e ce la farà, gli altri due no. Questo lo saprai solo fra un paio di mesi. Ti immagino ora, mentre ti accendi la sigaretta, respiri a pieni polmoni: finalmente ti senti libero. Appagato, sazio. Sai che non durerà ma adesso sai anche come placare la fame. Hai capito dove mangiare.

Lo avevi intuito già prima in verità. Il 9, ad essere precisi, quando hai preso Stela Truya e l’hai portata lontano, sulla ferrovia. Un luogo così carico di significato per te. Tuo fratello, Michele, che prende suo figlio e si getta sotto il treno dopo che la moglie lo ha lasciato. Quella sera, dopo aver abbandonato il corpo di Stela ti sei sentito bene, molto meglio di prima. Ma ancora non eri certo di aver trovato il modo di placare la tua fame. Così hai riprovato ancora una volta con Ljudmyla Zuskova, che era davvero stupenda, un incanto. E sì che sei stato bene. Ma non come con Lorena, con lei è stato speciale. Con lei hai capito. Per questo ora che lasci Terry su quel piazzale non ti importa di essere catturato. Non te ne frega niente che un magistrato di Savona, Enrico Zucca, ha cominciato a mettere insieme il puzzle. A capire che dietro gli omicidi di queste prostitute deve celarsi la stessa identica mano. Al lavoro ci sono i Ris, che in unico laboratorio stanno analizzando tutti i reperti trovati nei luoghi dei delitti che hai commesso. Fra qualche giorno riusciranno anche a trovare la marca delle tue cartucce, le finlandesi Lapua Patria C358, praticamente sconosciute. Fa qualche giorno ritroveranno anche il tuo dna su tutte le scene del crimine. Ma avverrà solo fra qualche giorno. Ancora potrai fare molte cose. Come salire su un treno, la mattina del 29 marzo, sederti accanto a Elisabetta Zoppetti, un’infermiera di soli 32 anni, e attendere che vada in bagno. Aprire la porta con una chiave fatta da te e spararle in faccia, ma senza provare la stessa passione. Per farlo dovrai attendere ancora, arrivare al 14 aprile e caricare in macchina Mema Valbona : quella sera sì che sarai appagato. Hai sfidato pubblicamente le autorità. Dopo l’omicidio sul treno ti stanno cercando praticamente tutte le forze dell’ordine della Liguria. Manca poco al tuo arresto. Anche se ancora non lo sai, ma certamente lo immagini. Ancora c’è tempo però. Potrai salire di nuovo su un treno e freddare Maria Angela Rubino il 18aprile e un benzinaio, Giuseppe Mileto il 20.

Hai commesso troppi sbagli. O forse, molto più probabilmente, non ti è mai importato di lasciare segni di te. Anzi. In questo istante ti vedo, mentre esci dal medico con indosso una tuta. È il 5 maggio. Tu non sai cosa è successo in questi giorni. Che i carabinieri ti hanno seguito in ogni luogo, che hanno prelevato la tua macchina con un carro attrezzi, l’hanno portata nei loro laboratori, l’hanno setacciata palmo a palmo e poi l’hanno rimessa al suo posto. Che hanno preso una tazzina da un bar dove avevi appena bevuto un caffé. Hanno fatto tutto questo per confrontare le tracce lasciate da te sui luoghi dei crimini, dei tuoi omicidi. Non sai nemmeno che sono arrivati a te perché non hai mai voluto fare il passaggio di proprietà alla Mercedes, che le multe che prendevi per non aver pagato i pedaggi autostradali arrivavano al vecchio proprietario e questi si lamentava in giro. Niente sapevi e niente ti importava sapere.

Forse nemmeno ti rendevi conto che tu, Donato Bilancia, saresti stato poi ricordato come il “Serial killer della Liguria”, uno dei più feroci in Italia, con 17 omicidi compiuti. Adesso, ti vedo in una cella, non troppo piccola credo, e ti immagino ancora affamato. Sempre di più. Ma, spero, non potrai più placare questa fame.

     
 

6 Commenti

  1. Greek scrive:

    Adoro un sacco la tua rubrica.

  2. Tess scrive:

    bello bello il pezzo

  3. Lucia scrive:

    “Adesso, ti vedo in una cella, non troppo piccola credo, e ti immagino ancora affamato.”

    Con quest’ultima frase, mi hai riportato alla mente Hannibal Lecter del “il silenzio degli innocenti”: ecco, lo immagino cosi!

    Bellissimo articolo!

  4. gloria scrive:

    sì, bellissimo

  5. giannina scrive:

    sempre asciutto ma coinvolgente.. bel pezzo. davvero.

  6. Giovanni scrive:

    Sarebbe bello che qualcuno fosse capace a romanzare le vite normali, invece che gli assassini.

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