Assolto perché il fatto non costituisce reato. Mirko Morini, blogger noto con il nome di fu Butirrometro, oggi Banality Fair, ha appena vinto la causa penale nei confronti di Gigi Moncalvo. Il “corpo del reato” (o meglio, del nulla che non costituisce reato) era questo post nel quale Mirko prendeva in giro un po’ di persone: “Avviso agli amanti del DTT: Digitale terrestre e servizio pubblico con Maurizio Gasparri (ex-ministro, un autodefenestrato), Carlo Rognoni (ex-direttore di Panorama, consigliere di amministrazione RAI, lotto DS), Enzo Carra (ex ammanettato), Antonio Calabrò (ex direttore illustre del Sole 24 Ore,
gran conoscitore di potenti e potere) e Gigi Moncalvo (ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero)“. Di queste, a risentirsi fu proprio l’ex direttore della Padania ed ex conduttore Rai, il quale querelò all’epoca Morini, che lavora all’Università di Ferrare - il reato era “diffamazione aggravata” – e chiese anche un risarcimento civile, che è ancora pendente (si deciderà il 26 giugno). Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a 600 euro di multa; il giudice del tribunale di Ferrara è rimasto in camera di consiglio per ben un’ora e venti – tanto per una causa del genere – e poi ne è uscito con l’unico verdetto possibile: l’assoluzione. Moncalvo, al momento della lettura della sentenza, purtroppo non era presente, e non è quindi possibile sapere se ricorrerà in appello o meno.
La sentenza doveva arrivare il 7 marzo, ma c’era stato un intoppo. Il giudice aveva infatti disposto una serie di indagini, per verificare quanto affermato dall’ex direttore della Padania, il quale durante un’udienza aveva dichiarato di aver querelato Morini perché “qualcuno gli aveva riferito” quanto scritto dal blogger. Quel qualcuno è probabilmente il suo amico fraterno che, come ha raccontato lui stesso a Luca Sofri in un’intervista uscita per Nova24, setaccia il web cercando il nome e cognome e poi segnala all’interessato chi parla male di lui, affinché lo possa portare in tribunale. Moncalvo nella stessa audizione ha anche detto che il tam tam creato da Morini in occasione della querela aveva generato offese verso la figlia e verso la dottoressa Migliori, il giudice che con un decreto penale di condanna aveva condannato Morini, il quale non si era nemmeno presentato in Tribunale all’epoca del primo avviso di indagini, convinto che sarebbe stato assolto. Ci sono voluti invece più di due anni e innumerevoli udienze per vedere riconosciuta la libertà di parola e di critica di un blogger. E speriamo che almeno questo serva come esempio e precedente.
Nella sua memoria difensiva, l’avvocato difensore di Mirko, Alessandro Cavallari, aveva detto: “Utilizzando quel linguaggio satirico spesso adoperato nel proprio blog, di questi elementi l’imputato, come egli stesso ha spiegato nel corso del proprio esame, ha fatto un sunto, un collage ed ha “creato” l’espressione ‘idiota’ per definire Moncalvo riportandola nel post oggetto di imputazione, riferendosi alle persone che in Italia persone vengono estromesse dalla cosa pubblica (l’idiota in senso etimologico è colui che mena vita privata ed è estromesso dai pubblici uffici) indipendentedemente dai meriti, tanto che poi sono “riabilitate dai più”, cioè dalle maggioranze“. Come lo stesso Mirko aveva precisato in più occasioni. In ogni caso, le indagini disposte dal tribunale non sono state effettuate, ma il giudice ha ritenuto comunque di poter andare a sentenza. “Valuteremo se denunciare Gigi Moncalvo per quanto detto in quell’udienza – dice ancora Cavallari a Giornalettismo - intanto inutile dire che siamo soddisfattissimi. Il processo è stato molto lungo, ma alla fine ne è valsa la pena. Adesso aspettiamo di leggere le motivazioni“. Del caso di Butirrometro ci eravamo occupati un paio d’anni fa, raccontando il caso e chiedendo dal web un po’ di solidarietà; nell’occasione, parlarono del caso Luca Conti, Vittorio Zambardino e Massimo Mantellini. “Ho provveduto a girare i 592 €, che avevo raccolto come donazioni volontarie per aiutarmi a sostenere le spese legali, alla Croce Rossa Italiana per il terremoto d’Abruzzo – ci fa sapere oggi Mirko – Le spese legali finora da me sostenute sono di 2000 € per il processo penale e di 2836 € per il procedimento civile“. Tra 60 giorni arriveranno le motivazioni della sentenza. Intanto, forse il web può cominciare a tirare un sospiro di sollievo.
(Nella foto, tratta da CortinaIncontra, Gigi Moncalvo con Vittorio Feltri; il file pdf della memoria difensiva può essere scaricato qui)
























Quindi Moncalvo *****
(commento modificato. Scusa, Strababaus ma purtroppo serve molta moderazione in casi del genere, a tutela nostra ma anche tua)
Posso moderatamente rallegrarmi di tutto ciò?
Una bella giornata per la libertà di espressione, per i blogger, per l’informazione su internet, e grazie a G. che ha sempre seguito la vicenda con attenzione
La cosa triste è che il Moncalvo si presenta come candidato sindaco della mia città – Novi Ligure – con buone possibilità di vittoria, ahimé ! Non ci resta che sperare nella profezia dei Maja ?
In un Paese civile il Blog lo può tranquillamente parificare ad un bar, se vogliamo allargato oltre l’isolato, oltre il quartiere. Se vogliamo alla Nazione. Ma sempre bar rimane.
E’ un luogo dove si dicono le cose più assurde, imbecilli, folli …. ed anche colte.
D’altronde, anche dell’ineffabile berlusconi, si diceva che il successo deriva perché parla il linguaggio normale della gente al bar! Tutti sono in grado di comprendere tale linguaggio!
Dopo la bella dissertazione, però …. anch’io avrei desiderato gioire delle v….ne e delle m …..nni.
Al bar sarei più libero.
Renato
Bah, già il fatto che la sentenza sia stata attesa con trepidazione la dice lunga su come siamo ridotti.
Anche perchè, senza considerare i costi e gli sbattimenti vari a cui si va incontro, non è sempre detto che dall\’altra parte ti ritrovi un giudice come questo.
Secondo me la grande marcia verso il controllo del web procede sempre più spedita….
è lecito chiamare idiota o pruoccolo un personaggio pubblico ?
e giustificare la chiamata insultante per il fatto che il personaggio è pubblico e, quindi, sottoponibile ad un pubblico giudizio anche negativo ?
è oltrepassabile, ininfluente, nascondibile, occultabile, irrilevante la dignità dell’ uomo qundo questo decide o sitrova a divenir pubblico ?
è questo il prezzo che bisogna pagare per ottenere utili, vantaggi e guadagni derivanti dalla esposizione pubblica della propria persona ?
il pubblico ludibrio ed insulto non è esso stesso una firma antidemocratica per scoraggiare le iniziative del pubblico individuo e tarparne le ali della sua libertà di iniziativa, di azione e di giudizio ?
è prevalente il gesto fascista dellì insulto o la repressione dell’ insulto con il ricorso alla giustizia ?
chi menò la prima pietra ?
ps
la vittoria costata per ora 5000 euri è già una forma molto potente di dissuasione (vedi rettifica al primo commento)
juditio…..operare con juditio et cum grano salis
Beh, caro Numismatico, se iniziamo a censurare certi interventi allora mi sa che la satira ha veramente vita breve in Italia. Non vedo perchè a questo punto Gasparri non possa denunciare Marcorè perchè lo fa passare per un idiota oppure la Gelmini non possa rivalersi su Caterina Guzzanti che la fa autodefinire “un sifone con gli occhialetti da stronza”. E Luttazzi quando parla di Schifani come “una di quelle cose che scappano quando rovesci un sasso”? A questo punto rimarrebbe solamente la “satira” di Fiorello o di Panariello, quella per intenderci che al massimo osa dire di Berlusconi che ha i capelli rifatti.
Scuasate ma, leggendo velocemente il tutto, mi era sfuggito che la causa civile con richiesta di risarcimento è ancora pendente. Per cui direi c’è veramente poco da rallegrarsi.
La notizia e’ buona ma giusto per l’esito, ma il problema rimane, tutti possono querelare tutti gli altri se si sentono offesi.
Andrebbero aboliti tutti questi reati di “lesa maesta’”, sono obsoleti a prescindere dal web.
questa è offesa.
tu sei un giornalista dalla penna leggiadra…..questa è satira
non è la satira ad esserew punita, ma l’ insulto dei fessi incapaci di satira e che nascondono sotto la satira la loro volgarità
timoroso delle conseguenze, mi affretto a dire che butirrometro non è un fesso al contrario di come apparrebbe dalle mie dichiarazioni, nè era mia intenzione indurre il lettore in sospetto
vedete…..il risultato è lo stesso, ma il fesso rimane…..però è contento e non querela
cum grano salis
vs Artemisio ecc ecc
premesso che per commentare una sentenza si dovrebbe conoscere la motivazione direi che l\’esito dell\’assoluzione non era affatto scontato. Il problema della scriminante dell\’esercizio del diritto di critica in rapporto alla tutela dell\’onore è quanto di più aleatorio si possa immaginare. Tutto è completamente rimesso alla valutazione sostanzialemtne discrezionale del giudice che può trovare motivazioni giuricamente plausibili sia per una condanna che per una assoluzione. Considerate infatti che questo processo nasce da una opposizione a decreto penale di condanna e quindi vuol dire che già un pm e un gip avevano ritenuto sussistente la diffamazione.
Quindi oggi è andata così e domani chissà.
faccio notare che Morini non ha dato una definizione di Moncalvo gratuita ma l’ha inserita all’interno di un pezzo chiaramente ironico. Ripeto, a questo punto si potrebbe anche risentire Gasparri quando Marcorè lo fa passare per un decerebrato (in fondo che differenza c’è dal definire idiota una persona o farla apparire tale?).Se poi tu mi dici che è più facile censurare un blogger sfigato (colpirne uno per educarne cento) piuttosto che un personaggio affermato dello spettacolo, posso anche darti ragione, e forse in realtà questo è il vero scopo a cui mirano certe iniziative.
Buon weekend a tutti i giornalettisti
[...] si suol dire: dalla querela del giornalista al processo, la via crucis di Morini è terminata il 7 maggio, giorno della sua assoluzione da parte del tribunale di Ferrara. Una storia che non riguarda [...]