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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 7 maggio 2009 alle 18:53 dallo stesso autore - torna alla home

Assolto perché il fatto non costituisce reato. Mirko Morini, blogger noto con il nome di fu Butirrometro, oggi Banality Fair, ha appena vinto la causa penale nei confronti di Gigi Moncalvo. Il “corpo del reato” (o meglio, del nulla che non costituisce reato) era questo  post nel quale Mirko prendeva in giro un po’ di persone: “Avviso agli amanti del DTT: Digitale terrestre e servizio pubblico con Maurizio Gasparri (ex-ministro, un autodefenestrato), Carlo Rognoni (ex-direttore di Panorama, consigliere di amministrazione RAI, lotto DS), Enzo Carra (ex ammanettato), Antonio Calabrò (ex direttore illustre del Sole 24 Ore, GIGI%20MONCALVO%20E%20VITTORIO%20FELTRI%20%20IMG 5557 Edizione straordinaria! Cè un giudice a Ferrara!gran conoscitore di potenti e potere) e Gigi Moncalvo (ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero)“. Di queste, a risentirsi fu proprio l’ex direttore della Padania ed ex conduttore Rai, il quale querelò all’epoca Morini, che lavora all’Università di Ferrare - il reato era “diffamazione aggravata” – e chiese anche un risarcimento civile, che è ancora pendente (si deciderà il 26 giugno). Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a 600 euro di multa; il giudice del tribunale di Ferrara è rimasto in camera di consiglio per ben un’ora e venti – tanto per una causa del genere – e poi ne è uscito con l’unico verdetto possibile: l’assoluzione. Moncalvo, al momento della lettura della sentenza, purtroppo non era presente, e non è quindi possibile sapere se ricorrerà in appello o meno. 

La sentenza doveva arrivare il 7 marzo, ma c’era stato un intoppo. Il giudice aveva infatti disposto una serie di indagini, per verificare quanto affermato dall’ex direttore della Padania, il quale durante un’udienza aveva dichiarato di aver querelato Morini perché “qualcuno gli aveva riferito” quanto scritto dal blogger. Quel qualcuno è probabilmente il suo amico fraterno che, come ha raccontato lui stesso a Luca Sofri in un’intervista uscita per Nova24, setaccia il web cercando il nome e cognome e poi segnala all’interessato chi parla male di lui, affinché lo possa portare in tribunale. Moncalvo nella stessa audizione ha anche detto che il tam tam creato da Morini in occasione della querela aveva generato offese verso la figlia e verso la dottoressa Migliori, il giudice che con un decreto penale di condanna aveva condannato Morini, il quale non si era nemmeno presentato in Tribunale all’epoca del primo avviso di indagini, convinto che sarebbe stato assolto. Ci sono voluti invece più di due anni e innumerevoli udienze per vedere riconosciuta la libertà di parola e di critica di un blogger. E speriamo che almeno questo serva come esempio e precedente. 

Nella sua memoria difensiva, l’avvocato difensore di Mirko, Alessandro Cavallari, aveva detto: “Utilizzando quel linguaggio satirico spesso adoperato nel proprio blog, di questi elementi l’imputato, come egli stesso ha spiegato nel corso del proprio esame, ha fatto un sunto, un collage ed ha “creato” l’espressione ‘idiota’ per definire Moncalvo riportandola nel post oggetto di imputazione, riferendosi alle persone che in Italia persone vengono estromesse dalla cosa pubblica (l’idiota in senso etimologico è colui che mena vita privata ed è estromesso dai pubblici uffici) indipendentedemente dai meriti, tanto che poi sono “riabilitate dai più”, cioè dalle maggioranze“. Come lo stesso Mirko aveva precisato in più occasioni. In ogni caso, le indagini disposte dal tribunale non sono state effettuate, ma il giudice ha ritenuto comunque di poter andare a sentenza. “Valuteremo se denunciare Gigi Moncalvo per quanto detto in quell’udienza – dice ancora Cavallari a Giornalettismo - intanto inutile dire che siamo soddisfattissimi. Il processo è stato molto lungo, ma alla fine ne è valsa la pena. Adesso aspettiamo di leggere le motivazioni“. Del caso di Butirrometro ci eravamo occupati un paio d’anni fa, raccontando il caso e chiedendo dal web un po’ di solidarietà; nell’occasione, parlarono del caso Luca Conti, Vittorio Zambardino e Massimo Mantellini. “Ho provveduto a girare i 592 €, che avevo raccolto come donazioni volontarie per aiutarmi a sostenere le spese legali, alla Croce Rossa Italiana per il terremoto d’Abruzzo – ci fa sapere oggi Mirko – Le spese legali finora da me sostenute sono di 2000 € per il processo penale e di 2836 € per il procedimento civile“. Tra 60 giorni arriveranno le motivazioni della sentenza. Intanto, forse il web può cominciare a tirare un sospiro di sollievo. 

(Nella foto, tratta da CortinaIncontra, Gigi Moncalvo con Vittorio Feltri; il file pdf della memoria difensiva può essere scaricato qui)

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