Credete ai vostri occhi: la Juve non è affatto in crisi

Ranieri non è rigido ma sin troppo accomodante. Ha viaggiato, da Testaccio ha sollevato la sua parte di mondo e miserie in altre lingue. E’ un uomo che ha scelto di non capire tutto quel che succede nella casella imprevisti e nell’ora delle probabilità. E’ un uomo che non potendo esser perfetto ha scelto, almeno, l’eleganza al troppo talento. Mandarlo in crisi non è impossibile, semmai inutile. Quando diranno fuori i secondi, lui uscirà. Come un uomo. Con la borsa e senza scuse cioè vecchie storie. Da raccontare. Squadra scarsa ? No, affatto. Dal lato tecnico, superiore complessivamente anche all’Inter. Semmai imprevedibile. Capace di tutto, sia nel bene che nel male. Ribalda a Madrid, a Roma, perdente punti in casa con le piccole squadre. Se guardiamo i numeri, ne usciamo spiazzati. La difesa, la grande imputata, quella che fa ridere, quella che prende sempre i soliti goal in fotocopia (attaccata al centro non sale, sul secondo palo di testa non scala), è in realtà la quarta del campionato con 34 goal subiti, uno più del mitico Genoa. E sino al Chievo era la seconda. L’attacco, quello sconclusionato, secondo con 61 goal fatti, uno in più della mitica Inter. C’è poi un dato a dir poco allarmante. La metà dei goal è degli avanti di ruolo (12 amauri, 11 del piero, 8 iaquinta), l’altra metà è addirittura ascrivibile al resto della scarsissima rosa. Vecchi e nuovi non si posson vedere ? E chissenefrega. Con lo spogliatoio diviso si vince uguale. Il problema che ha tagliato le gambe alla Juve non è l’armonia ma la condizione. Non l’anima, ma il corpo. A prescindere dagli infortuni, default di sistema del calcio italiano, la tenuta atletica di questa stagione è andata a singhiozzo. Su, giù. Un po’ come le serie di vittorie consecutive e le crisette che si sono alternate. La Juve ha vinto ballando, ha vinto volando, ha vinto camminando. Quando sembrava pronto il serbatoio per il rush finale, è arrivata la sosta. E dopo la sosta, il Chievo. Ciò nonostante, strisciando, in riserva, languendo, anche a piedi contro il Genoa che andava in go kart era solo nei minuti finali che si perdeva di striscio. Oggi si ha un solo punto in meno della stagione passata, ma ad organico dimezzato e clima pe(n)sante. Per il voto finale sulla stagione, bisogna aspettare. “Un arrivo alla pari di tutt’e tre le formazioni vedrebbe prevalere l’Inter a meno che il Milan non perda il prossimo scontro casalingo contro la Juventus...”
E non disperare. Recuperato il fondo e l’ordine e la disciplina, siamo alla pari dell’Inter. E di tutto il Resto del mondo del calcio italiano.

Proprietà ? Le risate. Si sa da due anni che la Fiat da mamma è diventata matrigna. Che Marchionne due anni fa aveva pensato, e giustamente, di vendere l’asset che demoggizzato era oramai improduttivo, obsoleto e dannoso all’immagine. Poi c’è stato un rilancio. La Juve in serie B ha fatto una montagna di simpatia e la rottamazione della vecchia immagine di squadra cinica e sporca fruttato più degli incentivi agli sfasciacarrozze. Lo stadio di proprietà, finanziato e pronto per il 2011, è un segnale. Non si esce da un affare del genere. Non si esce investendo e quindi il padrone è quello, per il momento amabile sino a nuovo ordine e pantalone. E il padrone ha sempre ragione. Perché la ragione ce l’ha se non gliela comperi. Amen. La dirigenza poi è un falso problema. Si, le barza su Cobolli e Gigli, sull’interismo nel Cda. Massì, sono stato giovane anch’io. Anch’io quando ho visto Lapo ed Ellkann alla prima in casa della Juve in B, vestito da stracci insieme a un amico che era peggio di lui, ho pensato fosse il figlio di Moratti. Ai tempi di Moggi, per non parlare di Boniperti, per non parlare di Totò e Ninetto Davoli, avrebbero disinfestato la tribuna d’onore e rapato le donne. E la faccia di Blanc e la gna gna da brindellone bauscia del Presidente certo solo in qualche Inter club potresti trovarle. Ma prendersela con i dirigenti è operazione stantia. Questi sono impiegati, dei passa palla. Certo, van valutati. Ma da chi può in generale e da chi può fissare gli Juve-obiettivi. Non per fare piazza pulita delle vecchie illusioni. Ma non sono affatto convinto che il team Marchionne-Cordero-Ellkann abbia la voglia di aver tutto o niente. Non sono adolescenti, non sono belli e neanche i migliori, non sono brutti e neanche romantici. Questi qui son più da media ponderata, competizione tranquilla, costanza di rendimento su standard di media grandezza. Juventini, in sintesi: questi non sono sfaccendati tifosi da orologio al vento e battuta pronta ogni mercoledì. A questi due terzi posti e la zona Cempions basta e pure avanza. Certo, poi c’è la stampa ed il tifo da tenere conto. E allora forse cacci Ranieri, aziendalista e consapevole in un mare di giornali esaltati dal nuovo che forse avanza e un tifo che in mancanza di meglio leggi risultati vuole fare tardivo in piazza la rimozione degli ultimi anni, cacci il realizzatore comunque degli obiettivi comuni in nome della campagna abbonamenti. Ma è solo un gioco delle parti. E a me l’Aventino non piace, la nostalgia anche meno. I cori per Moggi mi stanno bene, per quello che costano. Sono un atto dovuto, magari meglio in privato e secondo coscienza. Ma il futuro è adesso e con questi omini, questi travet, questi Cobolli e Gigli perché se volevo vegliare a vita i morti avrei scelto il Torino o il Pd. Luciano lo sa e approverebbe. Farebbe altrettanto. Meglio. Farebbe anche peggio.
Come direbbe se proprio dovesse Sir Claude Ranieri, fare peggio è meglio di niente.

13 commenti a Credete ai vostri occhi: la Juve non è affatto in crisi

  1. Vichingo bianconero

    Ne riparliamo domenica

  2. La goeba

    e vogliamo parlare di Diego e Spalletti ?

  3. Rado il Figo

    Citato da Ricchiuti!?

    Posso arrossire?

  4. sì, ma non credere che basti.

  5. ricchiuti

    Spalletti l’ha suggerito il Corriere dello Sport di oggi quando ha parlato di 4-2-3-1 con Diego al centro dei 3 dietro Amauri. Fantascienza.
    Preferisco Ranieri.

  6. ricchiuti

    Bella la foto di Cannavro e bello lo scudo. Ma la più bella è quella di Ranieri preso così.
    Quando muoio, semmai muoio, ne voglio una uguale.

  7. La goeba

    comincia col farti la frangia :D

  8. ricchiuti

    Dovrei averceli brizzolati. La frangia vien bene solo così, alla Clooney di Er prima che passasse alla fila perché a furia di dirgli che era Gary Cooper ci ha creduto. E invece la grande novità di Clooney era la frangia, che valorizza gli occhi specie se grandi in generale. Nel suo caso avendo sopracciglia folte era un chiaro segnale sessuale, pelo su pelo. Con la fila ha distolto l’attenzione dagli occhi per gettarla sulla bocca, che non ha. Ora sembra un vecchio crooner che quando va in bagno non ci va per lavarsi le mani ma per tagliarsi il sopracciglione da vecchio.

  9. Non conosco un juventino contento di questa dirigenza, sempre pronta ad “accontentarsi”. Il DNA della Juve non si “accontenta mai”, è nato “per vincere”. Se per vincere occorre cacciare anche Ranieri, dimostratosi a più riprese non all’altezza del compito assegnatogli, che vada.

  10. Bravo Ricchiuti… ci hai messo na vita ma hai partorito un bel pezzo…

    La società scarica su Ranieri, com’è normale, ma credo abbia fatto il possibile. La Juve è fisica, quindi ad inizio campionato ha fatto valere quel gioco, con Sissoko in forma, Amauri, Chiellini, Melberg etc. Il calo è avvenuto dopo la metà stagione, dove se giochi solo di fisico ma con poca classe, la stanchezza si fa sentire, le gambe sono più rigide e le squadre che fan girar palla ti fanno soffrire.

  11. ricchiuti

    E’ un luogo comune quello degli juventini tutti contro la dirigenza che si accontenta. Si esprimono critiche ma non si è ciechi. Poi ci sono gli intransigenti, e i realisti. Ho constatato che gli intransigenti sono scivolati nel grottesco, che straparlano di calcio champagne, che razzolano tra le panche di provincia, che non vogliono il centrale della nazionale per motivi che fanno ridere.
    Ranieri non è perfetto ma bisogna aprire gli occhi perché a fare i nostalgici non si va da nessuna parte.
    Si, la Juve è stata anche fisicità poi venuta meno ma ha ancora un tasso tecnico invidiabile. Nell’Inter capolista solo Ibra, Balotelli e Figo hanno doti tecniche alla pari di Nedved, Del Piero, Camoranesi, Giovinco, lo stesso Tiago. Che non avrà le palle ma il palleggio si.
    Poi possiamo discutere sino a domani di Poulsen per il quale vale lo stesso discorso di Ranieri. Non è il massimo, non è un asino. Se l’alternativa fosse stata Emerson, chiaro che c’è un abisso. Ma è un normalissimo play basso come ce ne stanno a bizzeffe in serie A. Lo cambierei solo con De Rossi.

  12. La Juve tornerà ad essere grande quando tornerà ad applicare il metodo di lavoro che grande l\’ha resa in passato:sviluppare la migliore campagna acquisti possibile nei confronti degli arbitri

  13. ricchiuti

    Gli arbitri sono come i giornalisti. Non è impossibile comprarseli, è inutile.

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