Musicopoli. Le note truccate della musica classica
07/05/2009 - Trucchetti invisibili, denunce edulcorate, bravi eliminati, protetti premiati. Non stiamo parlando di Sanremo, e neppure di un reality show in cerca di nuovi talenti canori, ma dell’ambiente serio e austero della musica classica. Dove se ne “sentono” delle belle Un
Trucchetti invisibili, denunce edulcorate, bravi eliminati, protetti premiati. Non stiamo parlando di Sanremo, e neppure di un reality show in cerca di nuovi talenti canori, ma dell’ambiente serio e austero della musica classica. Dove se ne “sentono” delle belle
Un pauroso scenario di corruzione diffusa: dove i meriti musicali sono prevaricati da nepotismi, relazioni sessuali e agenti segreti. Uno se lo immaginerebbe magari nei sottoscala di X-Factor, in omaggio allo stereotipo un po’ morboso dello star system musical-televisivo; e invece è il
ciarpame senza pudore che si trova nei concorsi di musica classica, quel bel mondo che in genere piace immaginare come una torre d’avorio popolata da gentiluomini un po’ bizzarri ma tutto sommato innocui: e dove invece, se tutti i candidati sono uguali, il contesto fa a volte sì che alcuni siano più uguali degli altri.
LA DENUNCIA “SEMICENSURATA” – A pensarci bene, le competizioni di questo tipo sono per loro natura a rischio: proprio perché la musica, e specie la musica classica, è un campo dove fare confronti di bravura in base a giudizi “oggettivi” è (superato un certo livello) praticamente impossibile; e dunque c’è spazio per un margine di arbitrarietà totale che resta tutto nelle mani dei giurati e della loro buona fede. Ciò lo rende terreno fertilissimo per ogni tipo di maneggi, che infatti vanno avanti indisturbati da decenni: e solo adesso la cosa sta in parte venendo alla luce, in particolare dopo la denuncia di Jessica Duchen pubblicata dall’Independent il 21 aprile nell’articolo The murky music prize. Ma è sempre una denuncia a metà, dove si dice il peccato e non i peccatori: ed è stata la stessa Duchen sul suo blog a recriminare contro l’Independent per avere pesantemente editato il suo pezzo (plausibilmente sotto la pressione degli avvocati, attenti ad evitare grane legali).
TRUCCHETTI INVISIBILI - Ad esser precisi tutta la polemica è nata da un gruppo su facebook, “10,000 Musicians Against Corruption in Music Competitions“. Il cui fondatore, Ben Johnson, spiega così la tecnica più spesso usata per pilotare i risultati in modo indolore: in pratica quelli “troppo bravi” vengono eliminati subito, al primo turno, quando non c’è nessun pubblico ad ascoltarli e dunque ad accorgersene. Vengono mandati avanti, invece, i mediocri e i protetti (fra cui allievi, figli, amanti, amichetti vari di taluni giurati): e a quel punto, la differenza di tecnica e di gusto è sufficientemente ridotta per far prevalere chi si vuole. Come si capisce è assai difficile, in questo sistema, cogliere qualcuno con la pistola fumante in mano: sono trucchetti invisibili dal di fuori, anche se non per questo il loro effetto è meno catastrofico per la credibilità dei risultati e per la carriera dei meritevoli (è come se, nella presenza di giurati non onesti, la gara si svolgesse su di un piano inclinato).
CONTRO LA CORRUZIONE – Al fianco della protesta, poi, i 10,000 Musicisti Contro la Corruzione propongono alcune regole moralizzatrici alle quali ogni concorso musicale dovrebbe attenersi: prima di tutto rendere pubb
lica ogni fase della manifestazione, con la giuria sistemata dietro uno schermo in modo da esaminare i concorrenti alla cieca; registrare tutte le performance, rendendole anch’esse accessibili al pubblico; e imporre il voto “secco” ad ogni giurato, senza quelle successive “discussioni” in cui è possibile influenzare il giudizio degli altri (facendo propaganda pro o contro qualcuno). E sempre online circola una petizione che chiede alla World Federation Of International Music Competitions di rendere d’ora in avanti pubblici tutti i voti dei giurati.
LA MUSICA NON CAMBIA - Ma per adesso, le storie che emergono sono tragicomiche. La stessa Duchen racconta di avere assistito ad un concorso, anni fa, nel quale il giurato russo aveva fama di essere un potente ufficiale del KGB: che spinse il proprio allievo fino a farlo arrivare tra i premiati (fra l’altro, all’epoca, il successo internazionale degli artisti sovietici era un fatto politicamente assai rilevante). E nulla lascia intendere che da allora sia cambiato qualcosa, KGB a parte. Un pianista racconta che, avendo fiutato la trappola ad uno di questi concorsi, ha suonato “come un maiale“ nel girone eliminatorio: e grazie a questo ha passato il turno, mentre i più bravi sono stati mandati a casa. Solo a quel punto ha iniziato a suonare sul serio, mettendo così in crisi il ballottino (e comunque, pur piazzandosi bene, non è riuscito a vincere). Meno bene è andata in un’altra occasione ad un gruppo di pianisti che, sentendosi penalizzati, hanno scritto una lettera di protesta ad un importante quotidiano russo: nessuno di loro ha più passato il primo turno di un concorso. E questo spiega anche perché, nell’ambiente, quelli che “cantano” preferiscono quasi sempre restare anonimi.













è così triste che si speculi su ogni cosa ma, purtroppo, la corruzione non ha confini…
Ha ragione gloria, la corruzione si annida in ogni luogo ed è spesso subdola, come nei casi descritti da Massimo.
La musica non cambia, ma non molliamo la guardia. Magari un giorno cambierà. Non solo nella musica classica.
Gran pezzo.
C.
“in pratica quelli “troppo bravi” vengono eliminati subito, al primo turno, quando non c’è nessun pubblico ad ascoltarli e dunque ad accorgersene. Vengono mandati avanti, invece, i mediocri e i protetti”
…e il talento?…non conta? è l’unica carta vincente, e senza, non si va da nessuna parte!
qiando ho finito il diploma (da privatista, quindi abbastanza grande) avrei dovuto fare “tirocinio” (perche’ in italia NON ESISTONO possibilita’ di suonare in orchestre se non passando per le “istituzioni”) e almeno 3 lezioni con il “boss” nazionale del mio strumento, altrimenti (ipse dixit) “se non vedono sul tuo curriculum che hai preso almeno 2/3 lezioni da **** **** non ti prendono manco in considerazione” …
e tu dimmi in 2/3 lezioni il tizio che c***o poteva mai “trasmettermi” !! unica cosa, aveva delle tariffe all’ora spaventose !! insomma una mazzetta ….
ma andatevene aff*** tutti quanti !! pure qui ?? ho lasciato, e ho fatto dell’altra mia passione un lavoro … ma almeno ho lasciato “pulita” la musica !
un saluto