Fiat uber alles. E a noi ?

06/05/2009 - Qui sta l’asso nella manica di Marchionne, lui può pagare in termini industriali e politici (garanzie di tenuta occupazionale, stabilimenti, il quartier generale e operazioni dell’intero gruppo con sede in Germania) ciò che gli altri possono dare solo in termini

     
 

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Qui sta l’asso nella manica di Marchionne, lui può pagare in termini industriali e politici (garanzie di tenuta occupazionale, stabilimenti, il quartier generale e operazioni dell’intero gruppo con sede in Germania) ciò che gli altri possono dare solo in termini monetari.

 - E’ BUONO PER CHRYSLER ? - La situazione è del tutto opposta, gli americani saranno una clamorosa zavorra per almeno cinque anni. Anzi l’azzardo in Germania nasce anche dalla necessità di per poter diluire in un gruppo più grande le enormi perdite in arrivo da Auburn Hills. I documenti ufficiali della bancarotta, volutamente negativi per ridurre i benefici dei creditori, parlano di una perdita di 4,7 miliardi nel 2009 e di un pareggio solo nel 2012, vale a dire altri tre anni di lacrime e sangue, che nei piani industriali dovrebbe essere compensato dall’aumento di auto Fiat attraverso i canali di distribuzione americani. È il punto più debole di tutta la strategia, con l’ulteriore incognita che la nuova produzione locale, più europea nelle dimensioni e nei consumi, riuscirà a convincere il consumatore a stelle e strisce dove Suv e Pick up rappresentano il 30% delle vendite. Gli interessi di salvatori e salvati sono particolarmente diversi: se tra un paio d’anni Chrysler tornasse in pareggio ma vendendo la metà delle auto di adesso (e con la metà dei lavoratori), per Fiat sarebbe un grande risultato (la sua quota di mercato in Nordamerica e vicina allo zero), ma a Washington sarebbero contenti dopo aver speso 5 miliardi di dollari?

 - E’ BUONO PER GLI AGNELLI ? - Una delle concessioni che ha ottenuto Marchionne l’anno scorso quando scelse di non andare ad Ubs è che la quota del 30% in mano alla famiglia non è più una soglia vincolante. L’ad chiarì: in caso di una grande alleanza l’azionista di controllo avrebbe dovuto accettare anche a costo di diluirsi. [[John Elkann]] ha accettato, in cambio della certezza di essere il presidente del futuro grande gruppo.

 - E’ BUONO PER I PICCOLI RISPARMIATORI ? -  Nota dolente, il titolo ha corso molto, incorporando già la promessa della “grande Fiat” tutta da mantenere. Anche i report più ottimisti non riescono ad andare oltre un prezzo intorno a 8 euro, cioè già ai massimi attuali. Sintetizzano bene gli analisti di Dresdner Kleinwort limitandosi a valutare la partecipazione di Chrysler senza ulteriori aggiunte (prezzo obiettivo confermato a 5,5 euro): “Comprendiamo la logica industriale che sta alla base dell’accordo, ma non vediamo alcun beneficio per Fiat nel breve termine“. Tutti i rialzi che si dovessero verificare sono dunque un mix di volatilità e speculazione. Da verificare l’ipotesi dello spin off dei soli business auto (senza i camion di Iveco e i trattori di Cnh) altra richiesta di Marchionne del 2008. Il piano studiato la primavera scorsa, quindi con valori tutti da rivedere, assegnava all’auto il 30-40% del Nav, cioè del valore totale del gruppo. Ricordo che dalle auto arrivano l’80% del fatturato, ma circa il 30% dell’utile. Le nuove azioni Fiat auto potrebbero essere un affare interessante se, come è probabile, Fiat quoterà la società attraverso una vera Ipo, senza regalare nuove azioni agli attuali soci. Ma per questo bisogna avere almeno il perfezionamento dell’affare con Chrysler.

     
 

3 Commenti

  1. marblestone scrive:

    Davvero un bel post, sintetico e chiaro, sui diversi punti della questione FIAT.
    Da qui si vede che non è una questione di orgoglio nazionale ma di sopravvivenza industriale.
    Continuo a vedere però che Marchionne tratta con i vari governi tranne quello italiano e questo non è sicuramente buono per gli operai

  2. Tess scrive:

    Concordo. Bel post. Però Marchionne è stato più che chiaro su Pomigliano. Se non è produttivo si chiude. E il Governo per ora non sa cosa fare, nicchia, organizza trattative improbabili e fa pagare alla collettività il costo dell’ operazione.
    Ma gli ammortizzatori sociali non sono eterni…

  3. F1News scrive:

    Bel pezzo davvero. Ben scritto. Un solo appunto da fare sulle tasse che gli italiani pagano per i stabilimenti fiat nel sud. Pensate che solo al sud diano i soldi? Poi, sentendomi direttamente coinvolto, posso aggiungere che al sud, in particolare in basilicata, i soldi sono arrivati eccome, solo che noi, forse, anzi, sicuramente, non
    graviamo sugli italiani visto che lo stato qui guadagna un sacco di quattrini con l’oro nero. Tornando all’articolo, da dipendente quale sono, non fiat, credo che tutte queste allenze alla fine potrebbero rappresentare una palla al piede……

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