E’ uscito il decreto legge sul terremoto dell’Abruzzo. E la prima impressione si conferma. Anzi, forse le cose sono anche peggiori del previsto: costruzione delle abitazioni provvisorie fino al 2010, risorse per la ricostruzione spalmate fino al 2033
Avevamo scritto del decreto sul terremoto, esprimendo alcune perplessità. Che la lettura del testo, ora disponibile, contribuisce a rafforzare. Per l’Abruzzo martoriato ci sono alcune non gradevolissime novità Ci vorranno un po’ di giorni per un esame più approfondito, ma ad una prima occhiata emergono alcune considerazioni.
LA MODULAZIONE DEI FABBISOGNI FINANZIARI – Il decreto legge è in Gazzetta Ufficiale. Per la grande maggioranza degli interventi, ad eccezi
one del cosiddetto Piano C.a.s.e, esso è finanziato con la seguente modulazione finanziaria: 1.152,5 milioni di euro per l’anno 2009, 539,2 milioni di euro per l’anno 2010, 331,8 milioni di euro per l’anno 2011, 468,7 milioni di euro per l’anno 2012, 500 milioni di euro per il 2013 e il 2014, 394,8 milioni di euro per il 2015, a 239 milioni di euro per l’anno 2016, a 133,8 milioni di euro per l’anno 2017, a 115,6 milioni di euro per gli anni dal 2018 al 2029, a 81,8 milioni di euro per l’anno 2030, a 48 milioni di euro per l’anno 2031, a 14,2 milioni di euro per l’anno 2032 e a 2,9 milioni di euro a decorrere dall’anno 2033. Per il Piano C.a.s.e., invece, e’ autorizzata a parte una spesa di 400 milioni di euro per l’anno 2009 e 300 milioni di euro per l’anno 2010.
LA COPERTURA FINANZIARIA – La copertura finanziaria è assicurata in questo modo. 350 milioni di euro complessivi (anni 2010 e 2011) vengono dallo storno dei fondi di cui alla Legge n.126/2008, Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie: quello dell’esenzione ICI e della rinegoziazione dei mutui, per intenderci. Altri 300 milioni di euro per il 2009, dallo storno dei fondi per il cosiddetto bonus famiglie previsto dalla Legge n.2/09. Altri 380 milioni per il 2009, verranno dalle risorse (previste dallo stesso decreto) derivanti da un minor contributo alla spesa farmaceutica da parte dello stato, quindi da una riduzione del Fondo Sanitario nazionale. Fanno, in totale, 1.030 milioni di euro per il periodo 2009-2011 (precisamente, 680 milioni nel 2009, 150 nel 2010 e 200 milioni nel 2011. Molte risorse, come è scritto all’articolo 18 del decreto legge (quello sulla copertura finanziaria) verranno dall’ utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate dal presente decreto. Si tratta delle risorse delle risorse per i “giochi e lotterie”. In totale sono 4,764 miliardi di euro, spalmati dal 2009 al 2033. Le maggiori entrate – comunque non inferiori a 500 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2009 – deriveranno da una serie di disposizioni che vanno dall’indizione di nuove lotterie ed interventi sul lotto a quelli sui concessionari della rete telematica per la gestione degli apparecchi da gioco. Il resto dei soldi verrà dai fondi Fas, come si è detto qualche giorno fa, per una cifra variabile da 2 a 4 miliardi di euro secondo le disponibilità del periodo 2007-2013.
QUALCHE CONSIDERAZIONE - Stupisce il silenzio di queste prime ore dell’opposizione, delle autorità abruzzesi, dei media. D’accordo che il decreto legge va letto attentamente, essendo una specie di labirinto di rinvii, rimandi, deroghe e sovrapposizioni di norme, e qualche altra sorpresa può sempre venire fuori. D’accordo che potrà essere modificato in Parlamento. Ma alcune cose sono chiare fin da ora: i moduli abitativi (C.a.s.e) in cui far passare tutti gli sfollati
veri (a seconda di quanti saranno, cosa tutt’altro che semplice al momento da definire esattamente) non saranno pronte entro ottobre. Non si capirebbe altrimenti perché quasi metà della somma ad esse destinata è prevista nel 2010, altrimenti. Come verranno sistemati quest’inverno parte degli sfollati? Una seconda novità è che non c’è traccia della quantificazione del contributo che sarà dato agli abitanti per la ricostruzione: di quanto detto da Tremonti in conferenza stampa a proposito del contributo per la ricostruzione della propria casa (e confermato VERBALMENTE ieri sera da diversi esponenti del governo) nel decreto non c’è una riga. E non è un punto da poco, posto che – lo avevamo detto – 150 mila euro erano una cifra che non tornava con le stime di Tremonti sugli sfollati e sull’esperienza dei passati terremoti. Potrebbe persino essere un bene, così c’è un po’ di tempo per fare una stima più sensata. Ma dall’incertezza su come finanziare la ricostruzione entro qualche settimana si dovrà pur uscire. Una terza considerazione è che la gran parte delle risorse (4,7 miliardi di euro) arriverà dall’indizione di nuove lotterie (comunque ancora da implementare) e da provvedimenti anti evasione sul fronte dei giochi telematici. Risorse spalmate su un periodo di tempo (da oggi al 2033!) preoccupante. Si tratta quindi di soldi ancora “virtuali”. Più che un decreto terremoto, pare un decreto abracadabra.
Abruzzo, fatti sentire!























Loggionista
(sai i melomani che alla Scala o a Parma dal loggione fischiano i tenori …)
ciao, Abr
?
(chi ha capito il commento di abr alzi la spranga – pardon, la mano)
Ne capisco proprio poco (niente) di economia ma l’italiano lo leggo e capisco fluentemente e mi sembra, a leggerti, che ci sia ben poco da stare allegri… e zitti… O_O
Un saluto carissimo, Lisa
Presumo che abr intenda dire che è sempre comodo per chi può starsene comodamente alla finestra fischiare chi invece sta sul campo, soprattutto se probabilmente non si saprebbe stare personalmente sul campo.
Quanto alla spranga per abr, io sono un non violento. Tutt’al più posso girarmi dall’altra parte
@grano: non so se abr intenda quel che tu scrivi ma suppongo (per svariati motivi) che l’autore dell’articolo sappia di cosa sta scrivendo…
C’è una sostanziale differenza tra il tenore, che puoi anche scegliere di evitarne le esibizioni, e il primo dei servitori, che dovrebbe garantire il servizio e non spadroneggiare. Pur essendo anche io un non violento, una bella lapidazione a suon di uova e pomodori marci la vedrei volentieri per quel primo ministro.
(fonte Wikipedia:Il titolo di ministro (dal latino minister, ’servitore’)
Significa:
“Criticone che non se mai contento. Maddai, non fare il pignolo Comicomix, che tanto lo sai anche tu come vanno le cose nella nostra beneamata Italia: primo cuciamo in qualche modo un decreto legge arlecchinesco fatto di toppe e straccetti, poi in corso d’opera…. e non vorrai mica che proprio Berlusca faccia meglio degli altri?”
Comicomix ha interrogato il decreto, cosa che io, ad esempio, non sarei stata in grado di fare, ed ha separato-ripeto-separato- la sua analisi dalle sue considerazioni, senza cattive ironie, senza aria da saputello.
Aggiungo: alla prima lettura per pigrizia io son saltata subito alle considerazioni.
Tanto di cappello a lui che si è fermato a cercare di legger il decreto nel dettaglio
@abr e gregorj e grano
Il termine melomane può esprimere ammirazione, ma anche scherno. Infatti, può essere sinonimo di esperto o di intenditore di musica lirica. Ma può essere visto anche come pignolo all’eccesso, se non, addirittura, saccente, petulante, borioso, perfino intollerante, che gode non tanto della bravura del cantante ma del la sua “stecca” Per me vale la prima interpretazione, per il mio “carissimo nemico” abr non so. Comunque mi ritiene competente in materia. Quindi mi ha fatto, a suo modo un complimento, del che lo ringrazio!
@lisa:
Grazie mille per i complimenti. Sempre graditi e spero sempre meritati
@antoniods:
Io sono per la lotta a colpi di parole e idee. Non ci reisco proprio a lapidare qualcuno: Neppure i “primi servitori” antipatici. Grazie mille.
@Traduttore di abr
:
può essere una spiegazione. Io sono – chi mi conosce può testimoniarlo – assolutamente poco critico nei confronti anche di chi se lo merita, spesso. Sula considerazione che fai, osservo che Berlusconi ha detto a vari riprese “Non faremo come gli altri, faremo meglio”. Gli altri ci hanno messo più tempo a fare il decreto (per l’Umbria ci vollero circa due mesi) ma nel frattempo si erano trovate gran parte delle risorse. E gli altri fecero i container (tanto criticati) prima dei moduli abitativi. Un passaggio in meno, ha detto Berlusconi. Sì, se mi togli alla svelta dalle tende, dico io: altrimenti, meglio la “tradizione” i successo di Friuli, Umbria e Marche
Grazie mille per l’intervento, che gradisco sempre!
@gloria:
Forse ha ragione abr, sono un melomane!
l’ho interrogato e gli ho dato un brutto voto.
Non era difficile da leggere, comunque un po’ la materia la mastico per motivi “professionali”.
@tutti:
^_^
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