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Spazio Sportdi Abramo Rincoln (Abr)
pubblicato il 29 aprile 2009 alle 13:30 dallo stesso autore - torna alla home

Nell’Emisfero Nord stanno per finire le stagioni regolari dei campionati e si inizia a percepire l’emozione playoff e le finali di Coppe Europee; anche in  quello Meridionale ci si approssima alla fine di regular season del torneo di apertura per club, il Super14. Il piu’ avanti di tutti, e non solo come scaletta temporale, e’ la Guinness Premiership inglese.

Piu’ avanza la primavera piu’ s’iniziano a tirare le somme della stagione del rugby: tutti i grandi campionati si avviano alla chiusura della stagione regolare e si scaldano i motori per i playoff. Anche al sud in cui si confrontano le 1181660452661 rugby Rugby, la fine delliniziomigliori selezioni sudafricane, australiane e neozelandesi – il “torneo di apertura” Super14, per parlare calciofilo alla argentina – siamo a tre giornate dalle semifinali con nove squadre in lizza per quattro posti. Campionato “strano” questo, da anno di transizione a meta’ del ciclo inter-Mondiali: s’e’ vista poca innovazione tecnica cui eravamo abituati negli anni precedenti, rimane solo il gioco a mille all’ora in un ambito livellato verso l’alto, ragion per cui frequenti sono gli avvicendamenti al vertice secondo gli episodi e il calendario. Dopo la crisi delle australiane Brumbies e Waratahs, guidano le neozelandesi Hurricanes di Wellington e Chiefs della Waikato County con le sudafricane Bulls di Pretoria e Sharks di Durban. I campioni in carica, i Crusaders di Christchurch del mitico Richie McCaw, navigano quest’anno a meta’ classifica, tra gli infortuni e un atteggiamento difensivista quasi “trapattoniano”.

TRA I FRANCHI - Tra i campionati top europei quello francese Top14 appare il piu’ “standardizzato“, quasi ingessato nonostante qualche sorpresuccia ogni tanto. A due giornate dal termine e’ gia’ tutto chiaro al vertice, andranno alle semifinali le solite quattro dell’anno scorso - Perpignan, Tolosa, Stade Francais e Clermont. Il rugby francese sta vivendo un momento particolare: la nazionale non convince, i club non sfondano piu’ nelle coppe Europee (Tolosa eliminato ai quarti come non capitava da un decennio, Bourgoin semifinalista nella minore Euro Challenge quasi per caso), il gioco non e’ piu’ “champagne“.  Sotto accusa e’ il focus imposto alle equipe transalpine dal campionato piu’ lungo d’Europa: drena risorse fisiche e mentali dalla Nazionale e soprattutto dalle competizioni europee, accusa Guy Noves allenatore del Tolosa. Inoltre la preponderanza di giocatori stranieri nelle rose (arrivati al 46% dei tesserati nei club del campionato) sta portando la federazione a prendere contromisure: a partire dal prossimo anno le squadre saranno richieste di schierare almeno 15 giocatori “francesi” (cioe’ giocanti in Francia da almeno 4 anni) e, regola molto piu’ stringente e interessante, almeno 5 prodotti delDan Carter 35437t Rugby, la fine delliniziovivaio.

GLI ITALO CELTI - Anche gli altri due campionati europei di vertice, forse in qualche misura “convergenti” tra una stagione – si vedra’ – il Super10 italiano e la Celtic-Magners League gallese-scozzese-irlandese, si appropinquano alla conclusione  – definitiva per i Celti privi di playoff – nel rispetto degli equilibri “classici”: solite Benetton, Viadana, Calvisano e Overmach in Italia, con qualche minima speranza ancora viva per Rovigo; vittoria gia’ praticamente assegnata nella Celtic League allo squadrone di Munster, che puo’ dedicarsi a preparare in tranquillita’ la semifinale di Heineken Cup per confermarsi al vertice d’Europa. Esattamente quello chesta facendo da tempo l’altro squadrone dell’anno, i Cardiff Blues: non hanno mai investito energie nel campionato e ora preparano anch’essi la semifinale Heineken avendo gia’ portato a casa la Edf-Energy Cup, il prestigioso e sentito trofeo anglo-gallese. Un campionato, la Celtic League, che sinora ha dato alle nazionali e ai team partecipanti esattamente quello che manca al Top14: un ambiente adatto allo sviluppo dei talenti nazionali e alla focalizzazione sugli obiettivi europei. Vedremo se sapra’ rimanere tale dopo l’estensione a due team-selezioni italiane: non tanto per l’abbassamento di livello, paventato da qualche scozzese che vorrebbe mantenere le (esigue) distanze dai nostri, ma per via  dell’estensione del numero di partite e quindi dei rischi.

NELLA TERRA DI ENG - In Inghilterra la Guinness Premiership, il campionato più equilibrato e più stressante dell’Emisfero Boreale, ha gia’ chiuso per primo la sua stagione regolare. Emergono nettamente primi dopo uno sprint finale i Leicester Tigers che annoverano l’italo argentino Martin Castrogiovanni; dietro le tre squadre che hanno contrassegnato la presente stagione, Harlequins e Irish più Bath. Due conferme rispetto all’anno scorso, Leicester e Bath, e due novità londinesi al posto dei Wasps campioni uscenti e Gloucester. Queste ultime rappresentano le delusioni dell’anno: i primi, una sorta di “Juventus” del rugby inglese pieni di nazionali stagionati e con la stellina Danny Cipriani in cabina di regia, hanno fallito via via tutti gli obiettivi (proprio come la Juve insomma) e nonostante un bel recupero finale non sono riusciti ad andare oltre il settimo posto che non garantisce la partecipazione alla Coppa Europea che conta l’anno prossimo. Quanto a Gloucester, apparentemente la squadra dei nostri Nieto e Bortolami sta facendo la fine dei Buffalo Bills di Jim Kelly e Thurmond Thomas dei primi anni ‘90, arrivata quattro volte al SuperBowl senza mai vincerlo: per due anni la squadra della città ai confini del Galles ha vinto la regular season senza mai riuscire alla fine mettere le mani sul titolo; quest’anno poi ha mirato anche alla Edf-Energy Cup ma è stata annichilita in finale da Cardiff e da quel momento nulla è più girato a dovere e Gloucester al solito prima in classifica, ha perso nel giro di pochi turni anche il posto nei playoff.

CLUB O NAZIONALE? - Le semifinaliste, Leicester a parte, sono tutte arrivate alla meta un po’ arrancando, avendo staccato le inseguitrici anche per demeriti di queste ultime, vedi il citato caso Gloucester. Ancora una volta si dimostra che nella selettiva e impegnativa Premiership nulla è mai garantito, la prima della classe che affronti sottogamba una delle ultime ci rimette regolarmente le penne: vedi proprio Gloucester sconfitta in casa dalla 813535499 rugby union guinness premiership final london wasps v leicester tigers Rugby, la fine delliniziopenultima Worcester all’ultima giornata. In uno sport di combattimento come il rugby, giocare 30-35 partite l’anno ad altissimo livello – senza contare la Nazionale e/o i Lions –  rappresenta un carico difficile da sopportare senza infortuni o up&down nella forma. Tant’è,  l’impatto dei troppi impegni di club sulle prestazioni della Nazionale e’ molto discusso da tempo in Inghilterra. Non per caso essa “arranca” da qualche anno a questa parte, mentre il suo livello assoluto si rivela nella sorpresa di molti guarda caso ai Mondiali, quando il movimento si “mobilita” in nome del superiore interesse mettendo per una volta in secondo piano le esigenze dei club. Visto dal versante club, la nazionale e’ un problema del tutto analogo e alcune societa’ cercano di attrezzarsi. Si arriva al paradosso di importanti squadre inglesi che addirittura pianificano “assunzioni/licenziamenti” in rosa tenendo in conto di NON aver a bordo troppi giocatori di interesse nazionale (uno di questi è ad esempio Bath, che ora pero’ si ritrova con il fuoriclasse sudafricano Butch James gravemente infortunato), preferendo nei ruoli cruciali campioni dalle isole del Pacifico o espatriati australiani, neozelandesi, sudafricani che per le regole vigenti laggiù non possono essere richiamati in nazionale. Eccezione e’ Leicester che ha scelto da tempo il “modello Tolosano”, quello che solo le due citta’ europee “tutte rugby” possono permettersi: avere non una ma due rose di titolari intercambiabili, in modo da minimizzare gli impatti degli infortuni. Quest’anno e’ andata sinora bene all’inglese, prima in campionato e in corsa nella Heineken Cup, e male come detto alla francese, ma basta una doppia scivolata finale e sara’ ancora delusione. L’anno scorso fu l’opposto, Leicester battuta in finale in campionato dai Wasps a Twickenham (di fronte a piu’ di 81.000 spettatori, finale di campionato piu’ seguita del Superbowl e seconda solo alle finali del footy australiano che raduna 101.000 spettatori), e sonfitta pure in finale Edf-Energy Cup dagli Ospreys gallesi, mentre Tolosa vinceva il Top14 ma veniva sconfitta da Munster in una tesissima finale di Heineken Cup.

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