Potremmo essere felici

29/04/2009 - Dedicato a tutte le persone che sono spalle al muro e che sono felici “La mia squadra vincerà lo scudetto con una mia follia. Un mio goal di mano. Perché non mi lasciano in pace se sono matto, allora”. Cos’è

     
 

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Dedicato a tutte le persone che sono spalle al muro e che sono felici

“La mia squadra vincerà lo scudetto con una mia follia. Un mio goal di mano. getattachmentPerché non mi lasciano in pace se sono matto, allora”. Cos’è tutta questa felicità, non ci era più abituato. Adriano lo scalzo nella favela gioca con il suo miglior amico. Un aquilone. A casa c’è una donna che lo aspetta. Non gli domanderà molto. Non dove sia stato, chi abbia visto, ma ti sei visto quanto sei sformato, quanta birra abbia bevuto. No di certo. Adriano lo scalzo ora che gira a piedi e con la maglia di bucato non può temere nulla se si mostra. Eccetto la sua ombra al sole. Ma pure quella ormai sta zitta. S’è come chiusa in un silenzio rispettoso. Come fosse stata conquistata dagli spazi intorno a sé. A Milano per un’ombra non è facile. Ci sono più persone che giornate con il sole. Qui invece Don Macedo ha provveduto a tutto. Quando corre Adriano, tutti in casa senz’oscurare.

“Ha chiamato Mamma ?”. No, torna a giocare. Nella favela è permesso soltanto di essere felici insieme a lui. Macedo dice che l’uomo è debole ma cinico. Se l’animale porge il collo, il primo istinto è quello di addentarlo. Ma non siamo animali. E dunque il secondo istinto è quello di fermarsi. Non fosse altro che per rendere piacevole il numero tre. Quando dopo attenta riflessione addentiamo anche se non abbiamo fame. Perciò ha proibito ogni ragionamento quando c’è Adri nei paraggi. Il ragazzo avrà il suo posto al sole dei pezzenti. Così che non si dica che l’hanno ammazzato loro. Adriano si suiciderà e non importa. Tanto morire non è un problema per nessuno. Che però si sappia, la stampa, tutto il mondo impari. Da dove nasce e dove si trova il sole.

“Ha chiamato Mamma ?”. Quando telefona quell’uomo da Milano, c’è sempre il via vai nel villaggio. La gente smette di respirare. Cose strane. Facce che ai soldi darebbero del lei si rabbuiano al solo sentire quell’odore. Guardano tutti chi fa meglio finta per farsi coraggio. La gente semplice arriva a farsi il segno della croce. Gli spacciatori smettono. Gli intrippati pure. Chi ha già rubato, smette di correre. Il derubato invece ritorna indietro e si consola. Chi già soffriva, soffre il doppio. Chi tremava, fa ora un gran rumore. A casa di Macedo si attende solo che finisca. La conferenza stampa dell’addio al calcio di Adriano si è improvvisata lì. Al tavolo di quel soggiorno. C’erano tutti quei signori con i cartellini al petto e gli occhi da ladro. Volevano ciò che hanno avuto. Una resa. Adriano resta a giocare fuori dal gioco. Ha tutto quello che gli serve. Una depressione, un padre lontano, la sua birra e Fragolina. La donna che lo aspetta. Lui le ha fatto una dichiarazione.

“È vero che potrò tradirti ? vero che potrò mollare ? vero che potrò getattachment22abbandonarti senza conseguenze ? vero che per te non farò nulla e tu invece lascerai i tuoi figli, vero che non sarai gelosa ma sarai fedele, vero che se ti amerò mi amerò, che mi amerai e mi vorrai anche se t’avrò venduta a un altro o a un’altra, vero che non morirai, vero che morirai e non lo saprò mai, vero che se muori noi ci salveremo ? vero che starai sempre su di me anche quando starai contro di me o peggio sarò io ad essere contro di te e non te ne perdonerò una che sia una. Mai. E’ vero tutto questo ? se è vero tutto questo rimarrai ad aspettarmi tutti i giorni e ti prometto che quando sarò io al posto tuo lascerò la porta aperta. Così non sfondi niente e non ti fai male per buttarla giù”. Fragolina invece gli ha fatto, a lui e Macedo, una promessa. “Potrai correre. Io non corro e non so mai come, dove, si finisce quando si fa l’amore. Non guarderò mai fuori e così non lo saprò. Non saprò mai che ore sono. Non saprò mai che cosa mi avrai fatto”. E così ora stanno insieme. Quando Adri sta con lei. Ultimamente lo hanno visto alla favela con un’altra. Donna Caviale. La combinazione, ogni volta che Donna Caviale viene a giocare in favela cuciono una luna e tante stelle. Perché l’ombra di Adriano si addormenti e lui smetta di cercarla a perdifiato. L’altra notte Adri ha fatto un sogno. Tanto brutto che a Macedo è passata la voglia. Era Adriano, il centravanti dell’Inter e della nazionale brasiliana. Aveva ancora ventisette anni, tutta la vita avanti da centrare, Mamma non chiamava, e tutti si aspettavano qualcosa. Si era pure ritirato ma quelli, nel sogno, continuavano a sperare.

     
 

2 Commenti

  1. Tess scrive:

    Io non so come andrà con Fragolina, ma spero che Adriano sia finalmente felice. Una volta nella sua vita

  2. GREG scrive:

    ciao la porto come in honduras isola di roatan vado col caper greg

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