I Pirati, la rivoluzione della Germania delusa
di Andrea Mollica - 12/04/2012 - Il boom del nuovo partito rappresenta il miglior alleato per l'austerità di Angela Merkel
Il Partito dei Pirati si profila come il fenomeno politico dell’anno in Germania. Il 2012 sembrava dover essere la tomba della coalizione conservatrice che governa il paese dal 2009, ma grazie all’esplosione del nuovo partito di protesta l’opposizione rosso-verde ha visto erodere la gran parte del vantaggio conquistato nei mesi dell’eurocrisi. Un dato che avvantaggia la Cancelliera Angela Merkel, sempre più salda nella sua leadership austera.
LO SBARCO DEI PIRATI –La Germania sta vivendo una fase economica positiva, alla luce soprattutto delle difficoltà dei fratelli europei. Un export fortissimo, favorito anche dalle difficoltà della moneta unica e il conseguente basso valore, dati di disoccupazione tra i migliori della storia recente, la locomotiva d’Europa vive un periodo più che discreto, anche se quest’anno la congiuntura dovrebbe determinare una forte contrazione della crescita del Pil registrata negli ultimi anni. Ciononostante il governo liberal conservatore insediatosi a Berlino dopo le federali del 2009 ha vissuto una drammatica crisi di consenso. La FDP, dopo aver registrato il miglior risultato elettorale della storia, con un elevatissimo 15%, è precipitata a valori da prefisso telefonico dopo che non è riuscita a mantenere le promesse elettorali, riduzione delle tasse in primis. La Cdu di Angela Merkel non ha subito un simile crollo, scaricando così ancora un’altra volta sul partner di governo l’impopolarità di alcune scelte dell’esecutivo, ma ha registrato numerosi passi falsi nel superanno elettorale andato in cartellone alcuni mesi orsono. Oltre ad essere arretrata in ogni consultazione regionale, la Cdu aveva perso anche la storica roccaforte del conservatorismo tedesco, il Baden-Württemberg, Bundesland governato quasi sempre dalla destra dalla II guerra mondiale fino al 2011. Proprio la conquista di Stoccarda fu il punto più alto dell’ascesa dei Verdi, il partito che più aveva approfittato dell’opposizione al governo Merkel e alla sua svolta nuclearista, poi rinnegata. Dall’autunno però il vento è cambiato in Germania. La Cancelliera ha sfruttato l’eurocrisi per profilare in modo più convincente la sua leadership, mentre la protesta che premia l’opposizione si è spostata dal tradizionale campo progressista, facendo esplodere una formazione attiva da pochi anni, il Partito dei Pirati. Dopo il buon risultato del 2009, quando presero il 2% alle consultazioni per il rinnovo del Bundestag, sfiorando la doppia cifra nell’elettorato più giovane, il Partito dei Pirati è riuscito ad entrare a settembre 2001 in un parlamento regionale per la prima volta nella storia, e dopo il trionfo di Berlino la sua ascesa sembra inarrestabile. Il boom demoscopico e mediatico dei Pirati rischia di trasformare gli equilibri del sistema politico tedesco, danneggiando soprattutto il campo progressista dove i due partiti dal profilo governativo, Spd e Verdi, vedono ancora una volta ridurre i loro consensi a causa di un nuovo partito di protesta arrivato dopo la relativa implosione della Linke.
PROTESTA CONTRO IL SISTEMA – I Pirati stanno vivendo così il loro secondo momento di gloria, dopo l’enorme curiosità suscitata dal loro brillantissimo risultato berlinese. Se la capitale tedesca, progressista e giovane, era il milieu ideale per la loro affermazione, il nuovo boom è coinciso con l’affermazione nel piccolo Bundesland del Saarland, dove sono entrati per la seconda volta in un parlamento regionale, stupendo nella patria di una delle figure di riferimento della sinistra tedesca, Oskar Lafontaine. L’ex leader della Spd, e poi fondatore della Linke, è da moltissimi anni il punto di riferimento di questo Bundesland che si trova sul confine francese. La sua ricandidatura come ministro presidente, coincisa in un momento di stanchezza della sinistra radicale teutonica, è stata accolta con molta disaffezione dall’elettorato, che si è così rivolto alla seducente carica anti sistema dei Pirati. Il partito, che ha come temi principali la revisione della proprietà intellettuale e la libertà della rete, e punta tutto sulla trasparenza assoluta e la democratizzazione dei processi decisionali delle formazioni politiche, è così schizzato ad un elevato 7%, trainato dai consensi in libera uscita dalla Linke e anche da Verdi e liberali, usciti malconci dalla prova di governo al fianco della Cdu, ma riuscendo come nessun altro a mobilitare nuovi elettori. Soprattutto nelle fasce d’elettorato più giovane, quella tra i 18 e i 24 anni, i Pirati si sono affermati come il secondo partito in assoluto, al fianco dei conservatori di Angela Merkel con un brillantissimo 22%. I consensi del nuovo partito decrescono all’aumentare dell’età, tanto che in Saarland solo il 2% degli elettori over 60 li ha scelti. Un andamento demografico che ha riproposto le dinamiche di consenso già osservate nelle regionali di Berlino, anche se allora la maggior parte dei voti erano stati conquistati nel campo progressista. In Saarland è avvenuto un fenomeno che si era già registrato nelle indagini demoscopiche nazionali, ovvero la capacità dei Pirati di intercettare anche consensi moderati provenienti dai delusi del campo borghese al governo.
IL POTERE DELLA DELUSIONE – Il segreto della giovane formazione politica, presentatisi per la prima volta alle urne sei anni fa proprio a Berlino sulla scia del movimento nato in Svezia, è stata dunque la capacità di allargare i suoi consensi rispetto alla nicchia d’elettorato interessato ai temi della rete. Uno studio di una fondazione vicina alla Cdu, Hanss-Steidel-Stiftung, evidenzia il costante progresso dei Pirati nelle regionali svoltesi dopo le federali del 2009. A livello amministrativo il partito era già riuscito a mantenere quella piccola fetta d’elettorato, 2% circa, interessata ad un’agenda digitale. La crescita dei Pirati è stata poi determinata dall’inquietudine delle fasce più colte e giovani del voto, poco religiose e progressiste dal punto di vista valoriale. Un fenomeno che dunque danneggia più i partiti d’opinione che quelli radicati nella tradizione e nella società tedesca. Anche per questo che il boom dei Pirati è coinciso con il calo della Sinistra e dei Verdi, ormai ritornati ai buoni livelli delle federali 2009, ma lontanissimi dall’epoca nella quale sembravano poter addirittura esprimere un credibile candidato alla Cancelleria, come già era successo in Baden-Württemberg. Secondo l’indagine demoscopica realizzata per la TV pubblica tedesca ARD dall’istituto Infratest-Dimap, la nuova formazione politica beneficia in primis dei consensi di chi ha smesso di votare, che costituisce circa un terzo dell’elettorato potenziale. Una percentuale maggiore arriva dal campo progressista, mentre il partito meno danneggiato dal boom dei Pirati è la CDU di Angela Merkel, che perde circa la metà dei consensi verso la nuova formazione rispetto alla sua diretta rivale della SPD. I dati di Infratest-Dimap potrebbero anche sottostimare queste dinamiche di consenso, visto che nelle più recenti rilevazioni si assiste ad una crescita dei Pirati ed una contemporanea contrazione dei rosso-verdi, il cui vantaggio demoscopico è stato quasi completamente eroso. Secondo il presidente dell’istituto Forsa, che ha rilevato la nuova formazione ad un clamoroso 13%, un dato che li proietta al terzo posto del panorama politico tedesco, i Pirati rappresentano una sorta di nuovo centro. A differenza dei Verdi non hanno un elettorato omogeneo, e riescono a recuperare consensi da ogni ceto sociale, anche se il supporto maggiore arriva da un elettorato giovane, istruito e di tendenze liberali.
RISCHI FUTURI – Nel sondaggio di ARD si nota come la metà circa dell’elettorato dei Pirati indica l’insoddisfazione verso gli altri partiti come motivo principale della propria scelta di voto.Un quarto invece sottolinea il carattere di freschezza e novità della formazione, mentre solo il 14% degli attuali consensi dipende dai temi simbolo del partito, ovvero la difesa della libertà della rete. Anche per questo i Pirati sono al momento la formazione politica scelta con minor convinzione per quello che propone, e che beneficia del bonus dell’opposizione a tutti i partiti attualmente rappresentati al Bundestag. Se il 60% circa di chi vota Cdu o Spd sceglie per convinzione quel partito, i Pirati ottengono in questo segmento di elettorato solo il 22%, e il 72% di chi li sceglie arriva per la delusione nei confronti di chi siede al Parlamento di Berlino. Una fragilità che viene rimarcata dal fatto che i due terzi del campione crede che i Pirati siano un fenomeno temporaneo, che scomparirà rapidamente così come era venuto, come già capitato ai tempi del boom della Lista Schilly, oppure che si affievolirà, come già successo con la protesta a toni forti della Linke. Inoltre, il boom mediatico dei Pirati è stato favorito da consultazioni regionali dove la competizione era relativamente contenuta, come a Berlino, dove la riconferma di Wovereit era scontata, o in Saarland, dove la Grosse Koalition tra Spd e Cdu era praticamente certa prima dell’apertura delle urne. Nelle prossime regionali di maggio, in Schleswig-Holstein e soprattutto in Nordreno-Vestfalia, il più grande Bundesland tedesco, la lotta per la presidenza è più incerta, e i sondaggi sembrano riflettere questo calo d’attenzione verso i Pirati, che si trovano al 5%, la soglia minima per entrare nel parlamento regionale.
POLEMICHE INTERNE – Al momento il partito della rete viene votato praticamente a prescindere dai propri contenuti, e il suo consenso è determinato dalle debolezze altrui. I Pirati stanno però scontando un periodo di notevoli difficoltà interne, legate anche all’improvviso, ed incredibile, successo degli ultimi mesi. Prima c’è stato il caso di un ex militante neonazista che fa parte del movimento in Meclemburgo-Pomerania, la cui espulsione è stata prima tentata e poi è fallita, seguita poi da un’altra tentata cacciata dal partito di un esponente berlinese che aveva provato a ricattare i suoi compagni minacciando di pubblicare i loro dati riservati. I casi di cronaca sono stati accompagnati da altre polemiche interne che evidenziano come il processo di costruzione del movimento sia ancora in corso. La giovanile dei Pirati ha evidenziato il sessismo presente nel partito, nel quale le donne sono completamente marginali. Una lettera aperta ispirata alla massima trasparenza che il movimento propone ma che è stata maldigerita dai vertici interni. La sezione del Nordreno-Vestfalia ha proposto di introdurre una ricompensa per gli incarichi apicali del partito, finora svolti a titolo gratuito, mentre sullo sfondo si affilano le armi per la lotta per la leadership dei Pirati. L’attuale presidente è Sebastian Nerz, giovane e piuttosto moderato, visto che proviene dalla Cdu e rifiuta il reddito minimo di cittadinanza che è stato uno dei temi chiave della campagna elettorale di Berlino. Proprio la sezione della capitale ha lanciato una vera e propria battaglia, ovviamente online, contro il presidente, che ha risposto in pubblico con toni di sfida. Nerz, eletto nel 2011, si ripresenterà al congresso di aprile, ma già ci sono più candidati contro di lui. Berlino, che ha dato i natali al partito e ne ha costituito il luogo di massima visibilità, è intenzionata a disarcionare l’attuale leader, una lotta che potrebbe anche determinare una frattura ideologica tra l’anima più progressista del movimento contrapposta quella più liberale.
MERKEL VINCE ANCORA – Il processo di consolidamento dei Pirati appare dunque tortuoso, e la conferma dei loro attuali valori demoscopici è assolutamente incerta, anche alla luce di un calendario elettorale che non dovrebbe favorirli. Il condizionale rimane comunque obbligatorio nella valutazione di questo fenomeno elettorale che sta stravolgendo il sistema politico del più importante paese europeo. Al momento la vera beneficiaria del boom dei Pirati è Angela Merkel. La Cancelliera, in minoranza demoscopica dall’inizio del suo secondo mandato, vive proprio in queste settimane il suo momento più positivo dalle federali del 2009. La Cdu si è risollevata dai suoi valori più negativi dell’autunno 2011, quando sembrava imminente il sorpasso della SPD. La socialdemocrazia si è però fermata sulla soglia del 30%, e come i Verdi è arretrata significativamente da quando i Pirati hanno messo il turbo. Le elezioni di Berlino, che si sono concluse con la formazione di una Grosse Koalition a guida progressista, sembrano essere state il momento di svolta sia per la Merkel che per i suoi curiosi ed involontari alleati. Un’altra regionale potrebbe però ancora una volta capovolgere gli umori mutevoli dell’inquieto elettorato tedesco. Tra un mese andrà il voto il più importante Bundesland tedesco, il Nordreno-Vestfalia, un’elezione nella quale si esprimeranno una decina di milioni di elettori. La grande favorita in tutti i sondaggi è la presidente uscente Hannelore Kraft, la cui coalizione rosso-verde dovrebbe conquistare quella maggioranza assoluta che fu mancata per pochissimo nelle regionali di due anni fa. La lunga serie di sconfitti per la coalizione borghese iniziò proprio sulle sponde renane, e un eventuale trionfo del campo progressista nelle “piccole elezioni nazionali”, il soprannome delle regionali della NRW, potrebbe ancora una volta rappresentare un punto di svolta nella politica tedesca.












Stronzate!!!!W i pirati,w i notav,w i ravers, w la rivoluzione occupy tutto!!
Caro giornalettismo sei il servo dei servi dei servi!!!
Ora non pubblicate questo commento,ma la reltà non cambia fate pena!
Si potrebbe anche risponderti, se invece che denigrare un pezzo basandoti sulle tue convinzioni ideologiche, tu proponessi qualche rilievo su presunti errori. Spero che i link presenti nell’articolo ti possano aiutare.
Giusto perchè il commento evitava termini come “Grillo” e “MoVimento 5 Stelle”.