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Economiadi Mauro Senzaterra (Mthrandir)
pubblicato il 28 aprile 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Facciamo finta che esista un rischio, anche marginale, di pandemia a causa di un virus di origine animale. E facciamo finta che qualcuno si ricordi di una notiziola che avevano notato solo alcuni addetti ai lavori. Poi, facciamo finta che le due cose caschino a fagiolo meglio del previsto. Stiamo facendo finta oppure no?mexico mexico city La febbre suina ha i suoi vantaggi

Come un fulmine a ciel sereno i media mondiali e nazionali sono stati invasi dallo scorso venerdì dalle notizie provenienti da Città del Messico. Un nuovo virus è salito alla ribalta. Le prime notizie parlavano di una sessantina di morti ed un numero imprecisato di persone contagiate. Nella sola giornata di domenica la situazione appariva già alquanto peggiorata: a Messico City sono morte per il contagio altre 18 persone, la città è paralizzata, sono state sospese le messe oltre a tutte le manifestazioni pubbliche incluse le partite del campionato di calcio e, da ieri, niente scuola per 34 milioni di studenti di tutti i livelli. Questa la situazione in Messico, con i morti saliti a 149, ma l’influenza si espande rapidamente. Prima negli Stati Uniti (40 casi), poi Canada (6 casi) e ora l’Europa con 3 casi confermati e una decina di sospetti.

 La febbre suina ha i suoi vantaggiPORCI CON LE ALI –  Ma chi è il responsabile di questo improvviso cataclisma? Pare che sia un virus del ceppo della febbre suina, e che sia stato capace non solo di infettare esseri umani – faccenda rara -, ma anche di mutare in modo da diventare contagioso per gli uomini senza passare per il contatto con gli animali. Un po’ come si disse della famosa aviaria (SARS) che a fare da attrice protagonista della pandemia ci prova da anni senza mai esserci riuscita.  Il Center of Disease Control and Prevention (CDC) ha classificato l’influenza di tipo A/H1N1 , così come ha fatto la World Health Organization che ha deciso di elevare il grado di allerta da 3 a 4. In poche parole, ancora un passo e saremo alla quinta fase, quella della diffusione su larghissima scala. Stavolta, al netto delle rassicurazioni che ci danno Paese “deinfluenzato“, dovremmo finalmente esserci.

ANTEFATTO – Fin qui è mera cronaca, cose che tutti abbiamo bene o male letto e sentito. Quello che ai media è “sfuggito“, invece, è qualche dettaglio che meriterebbe di essere citato. Ad esempio che, tanto per cambiare, le due organizzazioni di cui sopra non hannotamiflu 601 La febbre suina ha i suoi vantaggi perso l’occasione per raccomandare l’uso di “Oseltamivir” e di “Zanamivir“, il primo prodotto dalla Roche e il secondo dalla Glaxo SmithKleine, due aziende che già con la SARS ci avevano fatto un bel business riempiendo le cantine di tutti i Paesi del mondo di Tamiflu e di Relenza. In tempi di crisi, una coincidenza abbastanza fortunata. Tuttavia, non è la sola perché, all’ombra dei grandi gruppi farmaceutici, anche le aziende più piccole tirano di gomito per trovare il loro spazio. Tra queste, la Novavax che, dopo aver annunciato perdite per 36 milioni di dollari nel 2008, in appena due settimane si è trovata tra le mani una delle migliori opportunità che potesse immaginarsi. Il 14 aprile, infatti, ecco che la Reuters riprende un comunicato in cui si informa il mondo che l’azienda americana ha praticamente finito di studiare un vaccino innovativo contro l’influenza di tipo H5N1 (aviaria) e H1N1 (i nostri maialini). Lo studio è stato completato grazie al contributo di un gruppo di scienziati che appartengono, guarda caso, alla CDC. A questo proposito, le parole del Vice Presidente della Novavax devono aver commosso più di qualcuno: “The discovery that a VLP-based influenza vaccine candidate created through cell-based recombinant technology has the potential to protect against diverse strains of influenza has significant implications for both pre-pandemic and pandemic preparedness.  A broadly protective vaccine administered prior to and during the first wave of a pandemic could prevent widespread morbidity and mortality from a newly emerged pandemic influenza strain and allow time for the development of strain-specific vaccines.” Eh già, sia mai che si verifichi una pandemia…

2v84hhj La febbre suina ha i suoi vantaggiGUARIGIONI MIRACOLOSE - Lungi da noi la voglia di metterci al servizio di coloro che vedono untori dietro ogni porta pronti a spargere malattie mortali per inseguire il loro sporco interesse, non si può non osservare che dal giorno dell’annuncio dei casi di contagio in Messico (24 aprile) ad oggi, il titolo della Novavax ha guadagnato cifre esorbitanti. Il che, per un’azienda che non sta molto meglio degli influenzati, è un discreto segnale che la salute si stia rimettendo. Più o meno gli stessi segnali di pronta ripresa che segnagrowth La febbre suina ha i suoi vantaggino il percorso di ristabilimento della BioCryst Pharmaceuticals, anch’essa malata di perdite per 24,7 milioni di dollari nel 2008, ma coi titoli che hanno segnato performance simili a quelli di Novavax. Del resto, sebbene conclusa, la partnership con Roche pare abbia dato i frutti sperati.

NON SARA’ CHE… – Ognuno, ovviamente, è libero di farsi l’opinione che vuole. Una cosa, però, è certa: da anni si ripetono ossessivamente gli allarmi di contagi universali che sembrano sempre lì per sterminare il genere umano. E’ certamente possibile, o forse probabile, che prima o poi qualcosa del genere accadrà Tuttavia, con le medesime frequenze e con tempismi davvero azzeccati, c’è sempre qualcuno che ha la soluzione in mano e che è disposto a mettersi a disposizione per dare il suo contributo alla salvezza dell’umanità. E’ certamente lodevole tanta premura e, forse, è anche giusto premiare la costanza di chi profonde tanto impegno e tante risorse nella ricerca garantendo periodici rientri degli investimenti. Ovviamente, i casi citati sono solo coincidenze. Però ci sono e sono più di tre. E, come diceva Agatha Christie, son quelle che bastano a fare un indizio.

(ha collaborato Marco Giambelli)

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