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Terremoto, nel decreto c’è qualcosa che non va. Forse troppo

27 aprile 2009

Dallo “spettacolare” consiglio dei ministri de L’Aquila è uscita la trovata del trasferimento della sede del G8. Un’idea che ha spiazzato tutti e soprattutto ha oscurato i contenuti del decreto legge che getta le basi per la ricostruzione. E qualcosa da dire c’è eccome

Il Consiglio dei ministri per la ricostruzione dell’Abruzzo è iniziato con un colpo di teatro: la decisione di spostare il G8 a L’Aquila. Idea di [[Guido Bertolaso]], sottosegretario alla protezione civile, uomo poco incline a spettacolarizzazione e passerelle. Però sembra una trovata in perfetto stile berlusconiano. I presunti “risparmi” di cui si parla sono opinabili, perché non si tiene conto delle spese già fatte per La Maddalena (su 400 milioni di euro stanziati 180 sarebbero già utilizzati: uno spreco?) e di quanto costerà l’organizzazione a L’Aquila, soprattutto per la gestione della sicurezza delle delegazioni, che sta facendo mugugnare più di un funzionario del Ministero dell’Interno.

IL DECRETO LEGGE – Ma se il G8 fosse utile per l’Abruzzo ovviamente siamo d’accordo. Per ora di certo è che in questo modo nessuno ha analizzato i contenuti del decreto legge, valutandone il merito, a partire dai (pochi) documenti disponibili e aiutandosi con la conferenza stampa, visto che il testo non è ancora disponibile, verrà  sottoposto alla promulgazione del Capo dello Stato in queste ore, e i tecnici della presidenza del consiglio stanno lavorando per limare gli ultimi dettagli delle coperture finanziarie. In sintesi sono previsti: il Piano C.a.s.e. (alloggi temporanei che poi diventeranno un campus universitario), gli indennizzi per la ricostruzione vera e propria, il ripristino di immobili pubblici. Delle cifre per ora non c’è traccia in alcun documento scritto, ma ne ha parlato Tremonti in conferenza stampa dichiarando di aver reso disponibili per la ricostruzione 8 miliardi di euro: 1,5 miliardi per l’emergenza e 6,5 per la ricostruzione vera e propria. E ha dato indicazioni sulle coperture finanziarie. 5 miliardi proverranno dal Fondo strategico a sostegno dell’economia reale e quindi delle imprese, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo infrastrutture e il Fondo per gli ammortizzatori sociali. 2 miliardi saranno ricavati da mutui autorizzati e non utilizzati dagli enti previdenziali e dalla Cassa Depositi e Prestiti. Ci saranno i fondi Ue, verrà tolta una parte del bonus famiglia. E parte degli 1,5 miliardi destinati all’emergenza sarà ricavata da una nuova lotteria istituita per l’occasione. Diciamolo subito: le perplessità sono molte e la materia è delicata (si tratta di ridare una casa a chi non l’ha più). Per capire se il contenuto del decreto legge illustrato da Berlusconi e Tremonti è adeguato bisogna partire dai dati disponibili, sia per l’emergenza che per la ricostruzione.

I DATI DELL’EMERGENZA - La popolazione attualmente assistita è di 63 mila persone, secondo Bertolaso, di cui 27.850 ospitate in 402 alberghi e 1.264 case private. Le altre sono sistemate nelle 5.576 tende distribuite in 165 aree di ricovero. Più i circa 12 mila soccorritori. Stimando un costo di 50 euro al giorno per persona, sono 3,75 milioni di euro al giorno, 112 milioni al mese. Anche nell’ipotesi (totalmente irrealistica, come vedremo) che nessuno torni alle proprie case fino alla fine di ottobre, la cifra che servirebbe è di circa 675 milioni di euro. La cifra reale sarà quindi nettamente inferiore. Per l’emergenza del terremoto dell’Umbria, che inizialmente riguardò circa 30 mila persone, secondo il rendiconto del Commissario delegato che si può vedere qui, tutti gli interventi di prima emergenza (urbanizzazione villaggi temporanei, contributi di “autonoma sistemazione”, interventi per la ripresa delle attività produttive, riduzione del dissesto idrogeologico, avvio della ricostruzione delle abitazioni meno danneggiate e delle opere pubbliche) costarono 131,85 milioni di euro. La cifra di 1,5 miliardi di euro è quindi totalmente sproporzionata, anche se contenesse già i 500-700 milioni di euro che [[Berlusconi]] stima necessari (e ci sarebbe da discutere, come vedremo più avanti) alla costruzione dei Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili (il piano C.a.s.e.). Certo, se – come avevamo detto qualche giorno fa – si procedesse velocemente ad una stima reale dei danni, si potrebbe essere più precisi.

LA STIMA DEI DANNI – Perché la stima dei danni alle abitazioni è iniziata da poco. Secondo Bertolaso, alla fine gli sfollati veri, cioè quelli che passata l’emergenza non potranno rientrare nella loro abitazione entro pochi mesi, saranno molti di meno. Quanti? All’inizio disse 20 mila. Le stime di Tremonti comunicate in conferenza stampa si basano invece sull’andamento della rilevazione dei danni. Al 24 aprile 2009 gli esiti delle rilevazioni, consultabili qui, mostrano che sono stati controllati 13.433 edifici, tra cui 11.733 abitazioni private e al momento il 54,9% delle strutture verificate risultano agibili, mentre solo il 20,7% è inagibile senza interventi consistenti. Quindi, il governo stima che ci saranno circa 13 mila senza tetto all’inizio dell’inverno, diciamo a fine ottobre 2009. Stavolta si tratta di una stima un po’ ottimistica, perché la valutazione dell’agibilità e del danno è iniziata dalle aree che risultano apparentemente meno danneggiate, come è scritto nell’ordinanza di Bertolaso, e “proseguirà gradualmente, ove la sequenza sismica in atto lo consenta, anche nelle aree in cui il danno è maggiore”. Ma prendendo per buone le stime di Tremonti, a maggior ragione, quindi, non torna la spropositata cifra di 1,5 miliardi di euro per l’emergenza. Sarebbe bello sapere cosa verrà finanziato con quelle somme.

IL PIANO PER LE CASE TEMPORANEE- Perché c’è qualcosa che, leggendo stime, e numeri, suona strano. I 13 mila senza tetto stimati dal Governo verranno sistemati in base al piano Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili ( C.a.s.e., qui il link). Nei comuni colpiti dal terremoto saranno costruiti nuove abitazioni e quartieri “durevoli” e tecnologicamente avanzati. Il governo dice che, al contrario delle altre volte, non si passerà dalle tende ai container e poi ai prefabbricati, ma direttamente a queste “C.a.s.e.”. Ognuno ha il suo punto di vista: ad occhio, sembra che in questo modo fino alla realizzazione di queste C.a.s.e. (6 mesi, secondo il Governo) la gente dovrà restare in tenda. E’ vero, è estate. Ma quando piove la differenza tra container e tenda si sente. E comunque (e qui tocchiamo un altro punto) forse bisognava sentire cosa ne pensavano gli abruzzesi.  Ma veniamo alle risorse: la stima di 500-700 milioni per 13 mila persone significa, supponendo che si debbano realizzare all’incirca 6 mila C.a.s.e. Ognuna costerebbe tra i 83 mila e i 116 mila euro. Basteranno? E se – come è molto probabile – quando avranno finito di quantificare le case davvero inagibili ci si accorgesse che gli sfollati sono i 20 mila di Bertolaso, e quindi servono molte più C.a.s.e. del previsto, ci saranno i soldi? E soprattutto, ci saranno le aree e gli spazi dove costruirle? Qualcuno ci ha VERAMENTE pensato? E ancora: quando – speriamo in tempi brevi – le case vere saranno ricostruite, che cosa se ne farà di queste “abitazioni”? Un campus universitario? E che impatto avrà l’economia de L’Aquila? Che ne pensano il sindaco de L’Aquila, il presidente della Regione, i cittadini abruzzesi? O non è importante?

15 commenti a Terremoto, nel decreto c’è qualcosa che non va. Forse troppo

  1. articolo perfetto. Uno dei più belli mai fatti da C., sempre in “malafede” quanto la matematica ;-)

  2. maria teresa

    C’è proprio da dire gulp!

    Carlo sei stato chiarissimo, grazie ;-)

  3. “Si dichiara candidamente che se i soldi non basteranno si aumenterà la lotta all’evasione fiscale (ma signor Ministro, perché non farlo COMUNQUE: c’è bisogno del terremoto?).”

    Giustissimo! :) infatti i “ricchissimi” dovrebbero comportarsi un pò come Robin Hood…togliere, anzi, tassare i beni di lusso per dare il ricavato ai poveri!

  4. paolo

    in tenda fino a fine ottobre? se l’intenzione fosse davvero questa prevedo problemi…
    Articolo chiarissimo, finalmente trovo risposte a molte perplessità che mi erano venute pensando al sisma umbro.

  5. Bel pezzo, Carlo. Concordo anche sull’invito finale, nella speranza che quella voce si alzi usando i numeri e la capoccia al posto dell’invettiva anti sempre e comunque o scadendo nelle lodi senza verifiche. Cioè, forse, augurandomi l’impossibile. :-)

  6. Ermanno

    150 mila euro per una casa distrutta sono una cifra ridicola! E cosa dire delle seconde case? L’Aquila è piena di seconde case, perchè gli Abruzzesi hanno sempre investito i loro risparmi nel “mattone”: è ben chiaro di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di decenni di sacrifici dei nostri padri, che abbiamo poi consolidato in altri decenni di sacrifici fatti da noi figli, con l’unico scopo di dare un futuro più solido ai nostri figli! Tutto questo chi ce lo ripaga? La ferita non è per L’Aquila e dintorni, la ferita è per l’Italia, ed è una vergogna che ora l’Italia lasci noi poveri sfollati a piangerci le nostre lacrime!

  7. Scusate ma (ogni tanto, molto di rado) lavoro.. ;-)

    @gragorj:
    Grazie, ho avuto un ottimo maestro. ^_^

    @mariateresa:
    Gulp e stra gulp! ^_^

    @Lucia:
    E’ uan delle cose ch mi ha lasciato più esterrefatto.

    @paolo:
    Anch’io ne prevedo. Ma leggendo il famoso piano C.a.s.e., che a molti è rimasto impresso per le belissime simulazioni al computer, questa è l’impressione.

    @Mthrandir:
    Vedi risposta a gregorj. L’impossibile ce lo aguriamo in due.

    @ermanno:
    Questo è quello che hanno detto. Anche a me, tra le tante cose dette da tremonti, è una cosa che mi ha fatto trasecolare. Soprattutto che NESSUNO abbia detto: ma non è un po’ pochino?

    @tutti:
    ^_^

  8. però mica mi convince che si debbano dare soldi per le seconde case

    se uno il suo risparmio l’avesse investito in bond argentini o azioni e poi avesse perso tutto mica poteva pretendere che a pagare fossero tutti gli italiani?

    ti sei costruito/comprato la seconda casa in maniera non antisismica e allora sono bigazzi tuoi

    passi per la prima casa ma la seconda…

    con la scusa della solidarietà alla fine si finisce per finanziare tutto anche il Cayenne

  9. gloria

    sì,è un ottimo articolo (anche l’altro suo di oggi non scherza però eh…)

  10. Ragazzi, il governo fa bene a fare allettanti promesse, tanto poi chi se le ricorda? ancora un po’ e le promesse di una celere e brillante ricostruzione saranno finite nel dimenticatoio… per l’ennesima volta…

    …”c’e’ la crisi”… “la congiuntura”… “non avevamo previsto che”… “nonostante tutto sono positivi i risultati raggiunti finora”… “molto meglio della precedente ricostruzione”

  11. @Sbronzo di riace:
    E’ una scelta. Io penso sia giusto, ovviamente con una gradualià nell’”aiuto” dipendente da molti criteri.

    @gloria:
    Grazie, due volte. ^_^

    @Donato:
    Ciao! Il problema è proprio questo: i pifferai incantatori vincono anche perchè c’è gente che si lascia incantare facilmente. E perchè chi avrebbe il compito di dire qualcosa al riguardo non brilla per loquacità.

    @tutti:
    :-) de nuevo!

  12. …Mmmmaaa…

    si danno i numeri per consolare…l’immediato.

    fra 2 – 3 anni valuteremo il realizzato….non vorrei fra dieci anni leggere dello scontento, che in questo strano paese….è ormai un concerto!!!!1

  13. Michele

    Complimenti per il pezzo, anche a me ha chiarito diversi aspetti della questione.
    La speranza, nonostante tutti i fondatissimi timori, è chiaramente quella che il governo mantenga le promesse e stia facendo le scelte giuste. Lasciare la gente in tenda fino a ottobre significa però condannare per mesi migliaia di persone, soprattutto gli anziani, a una vita quasi impossibile, da profughi. Ci vogliono provvedimenti “umani”, oltre che efficaci sotto il profilo economico e attuativo.
    Ma forse è chiedere troppo…

  14. @pierpaolobasso:
    Si danno i numeri…mentre il decreto legge non vede ancora la luce.. :-)

    @Michele:
    Ovviamente la speranza è che il governo stia facendo le scelte giuste e riesca a ridare in tempi ragionevoli una casa a chi l’ha perduta.
    Non è chiedere troppo: è essere cittadini.

    @tutti:
    :-D Buonanotte

  15. rebyjaco

    Voi siete a conoscienza di “”tutto”" e avete pure gli strumenti per farvi sentire, cosa pensate fare? Vi anticipo (rischiando poco) che il dopo terremoto sarà notevolmente migliore del dopo Irpinia. Penso che darà risposte concrete per la maggioranza della popolazione come MAI è accaduto prima (salvo per le regioni del nord che facevano da soli)in altri terremoti meridionali(l’Abruzzo non è il meridione) ma!. Mettiamoci l’animo in pace, ricostruiamo IL PARTITO della maggioranza del Paese, smettiamola d’inseguire le fantasie di Politici sorpassati dagli eventi, LORO hanno altre motivazioni che niente hanno a che vedere con le NOSTRE necessità. Voi potete “DARCI” una mano.

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