Non si ferma il fiume di sangue mediorientale: dall’arresto ingiustificato alla mutilazione con armi da fuoco (passando per la tortura), una breve “panoramica” dell’ennesima ferita a Gaza
Un rapporto pubblicato il 20 aprile da Human Rights Watch (d’ora in poi Hrw) afferma che Hamas sarebbe responsabile di attacchi e violenze contro gli oppositori politici nella Striscia di Gaza. Gli attacchi avrebbero portato alla morte di 32 palestinesi e al ferimento di decine di persone durante e dopo “Piombo fuso”. Il titolo del rapporto è assolutamente inequivocabile: “Sotto la copertura della guerra: la violenza politica di Hamas a Gaza”. I palestinesi di Gaza oltre che a vedersi arrivare dal cielo una pioggia di piombo fuso e non,
secondo la denuncia di Hrw, sarebbero anche vittime di un modello “politico” alimentato a suon di torture, arresti indiscriminati, esecuzioni sommarie commessi da presunti membri del movimento islamico che governa Gaza dopo la presa del potere nell’estate del 2007. Joe Stork, vice direttore di Human Rights Watch per la divisione Medio Oriente e Nord Africa, afferma che “Durante l’attacco di Israele a Gaza, Hamas ha agito con violenza contro i suoi oppositori politici e quelli considerati collaboratori con le forze israeliane“.
QUESTIONE DI HOBBIES… - Si sarebbe diffusa nella Striscia la “pratica” di mutilare le persone sparando loro alle gambe. Secondo la Commissione Indipendente per i Diritti Umani (ICHR), il difensore civico dei diritti umani dell’Autorità palestinese (vicina a Fatah), uomini mascherati e armati avrebbero colpito almeno 49 persone nelle gambe tra il 28 e il 31 gennaio 2008. Alcune delle vittime intervistate non hanno dubbi sui colpevoli. Nello stesso periodo, uomini non identificati avrebbero spezzato gambe e braccia a 73 uomini. Non sono tardate le reazioni da parte di Hamas. Il portavoce a Gaza Fawzi Barhoum afferma che il rapporto “Non è bilanciato e neppure trasparente“. Barhoum aggiunge inoltre che Hrw “Non ha capito quale era la ragione reale dietro il caos di quei giorni (Piombo fuso, ndr) e non ha capito che il bombardamento israeliano delle installazioni di sicurezza e delle prigioni, dove erano detenuti molti criminali, ha creato una situazione di grande incertezza e precarietà“. Il portavoce afferma anche di aver incontrato il ricercatore di Hrw che ha redatto il rapporto sottolineando che questi “Sfortunatamente ha riportato solo alcune parole di tutte le mie spiegazioni ed ha riferito invece ampiamente le dichiarazioni di coloro che avevano affrontato alcuni inconvenienti”.
IN BUONA COMPAGNIA - Il rapporto di Hrw non risparmia i rivali di Hamas. In Cisgiordania Fatah avrebbe aumentato fortemente le misure repressive contro gli oppositori politici. Tra il 28 dicembre e il 28 febbraio 2009 sarebbero state registrate 31 denunce di tortura soprattutto a danno di sospetti sostenitori di Hamas. Un uomo sarebbe morto in carcere e due giornalisti di un’emittente pro-Hamas sarebbero detenuti arbitrariamente. Il rapporto sostiene che è difficile determinare se gli abusi documentati siano il risultato di una decisione politica da parte delle forze che governano in Cisgiordania e a Gaza, ma il testo (se letto integralmente) suggerisce che in base alla misura e alla frequenza di queste azioni è difficile non pensare ad un disegno politico. L’accusa principale fatta ad Hamas (soprattutto) è quella di non fare abbastanza per prevenire o reprimere questi abusi. Quando il 27 dicembre 2008 il premier israeliano Olmert decise di punire e distruggere Hamas, attraverso una guerra insensata e devastante, non capì o non volle capire che i suoi obiettivi non sarebbero mai stati raggiunti e che il comando politico del movimento islamico sarebbe rimasto intatto, tanto più che la sua leadership politica da anni non mette piede a Gaza e in Cisgiordania. La miope idea di eliminare Hamas con le armi ha ottenuto l’effetto contrario. Hamas è cresciuta in Cisgiordania e tra i palestinesi esiliati all’estero e se è vero che a Gaza ha perso un po’ di mordente (fondamentali saranno le future elezioni palestinesi se si faranno), è anche vero
che per i palestinesi la responsabilità della morte di 1350 persone è tutta israeliana. Fatah, dal canto suo, continua a perdere consensi e questo potrebbe portare ad una grossa crisi interna all‘Olp (in maggioranza formata dal partito di Abu Mazen) a meno che, in un’ottica d’unità nazionale, Hamas non entri nell’organizzazione per la prima volta dalla sua nascita. Ipotesi peregrina visto il fallimento delle recenti trattative del Cairo.“Piombo fuso” ha lasciato i palestinesi di Gaza in ginocchio e Israele, oggi guidata da un governo estremista, dovrà affrontare le responsabilità di non aver cercato una via alternativa alle armi. Gaza non è stata liberata da Hamas (liberazione decisa unilateralmente da Israele) e vive oggi più di ieri in un incubo fatto di violenza, privazioni e accerchiamento. Le repressione politica denunciata dal rapporto di Hrw, è l’architettura terribile di un sistema modellato sulla violenza come strumento di potere e sulla mancanza di dialogo come conseguenza dell’immobilismo e della responsabilità della comunità internazionale.
























Alla fine, caro Alesandro, il peccato originale è sempre di Israele. A prescindere, come diceva Totò. Tra l’altro, noto che quando riferisci dell’uso del fosforo bianco coniughi al presente mentre, se si parla di regolamenti di conti tra palestinesi, il condizionale si spreca.
Infine, non ti sarà sfuggito il ridicolo del capo d’accusa del rapporto: “L’accusa principale fatta ad Hamas (soprattutto) è quella di non fare abbastanza per prevenire o reprimere questi abusi”. Già. Peccato che Hamas di questi “abusi” sia con tutta evidenza la mandante.
Si. Il presente e il condizionale. Il presente degli israeliani e il condizionale dei palestinesi, proprio come la loro esistenza. Hai ragione. Chiedo scusa.
Siccome leggo “” troppo”" (e forse capisco poco), Devo riconoscere che c’è una tendenza a sottovalutare o sottostimare le atrocità dell’estremismo religioso ( tutto, non solo Hamas). Forse, come se questa ferocia, fosse giustificata dal fatto che rappresenta un sentimento “”spirituale e non materiale”". Niente di più falso, dietro queste formazioni assassine, ci sono interessi economici che hanno per scopo, l’arricchimento di INDIVIDUI e SOCIETA’, con assoluto disprezzo degli individui che dicono rappresentare. Questo è saputo da TUTTI, ma, in difesa dei propri interessi(stipendi e premi), si continua a volerci vendere fumo invece di arrosto. Non ha importanza! Anche il MIO è fumo, non serve a niente e scompare immediatamente.
Rebyjaco, sottoscrivo ogni parola.