Si chiamava Augusto Paroli. Ma non è che alla Rivoluzione ci credesse granché. Mai iscritto al Partito Comunista – anche perché non avrebbe mai saputo dove firmare, visto che oltre la terza elementare non era andato – però a lui quell’aria non gli era mai piaciuta. A lui e a tutta la famiglia, visto che tra padre, madre e 9 fratelli nessuno aveva la tessera, anche se il pezzo di carta ti risparmiava un sacco di file tristi tra gente affamata. Se glielo avessero chiesto, non avrebbe mai saputo dire perché quei tizi in camicia nera non gli stessero simpatici. Una questione di pelle, probabilmente. Lui viveva diversamente: andava volentieri all’osteria, la domenica sempre allo stadio – a vedere sia la Roma che la Lazio, perché era uno sportivo, lui – e gli altri giorni lavorava. Se c’era da lavorare, ovvio. Solo che a quei tempi era difficile anche quello. Perché dovevi avere la tessera, e se non era la tessera erano le amicizie, e se non erano le amicizie era qualcosa d’altro che è brutto confessare persino a 60 anni di distanza. E poi la giornata mica era detto che te la pagavano tutta. Il capomastro poteva pure far finta che
non aveva spicci. Tanto, con chi ti potevi lamentare? Alle guardie non gliene importava nulla, e poi, se denunciavi un padroncino, quello passava parola. E chi ti dava più lavoro? I sindacati, dite? Ci vuole la tes-se-ra! Quante volte ve lo devo ripetere che ci vuole la tessera?
Io penso che sia per questo che Augusto Paroli alla fine sia entrato in quella che all’epoca non si chiamava ancora ‘Resistenza‘. “Mi devo fare la tessera? Bene, mi faccio quella di chi dico io“, deve aver pensato. Che poi, la vogliamo davvero chiamare Resistenza? Fino a quando non sono arrivati i ‘40 inoltrati, più che altro erano bande organizzate di ragazzini troppo cresciuti. Che beccavano il gerarca di zona mentre tornava a casa, gli mettevano un sacco di yuta in capoccia perché non potesse vedere né arrivare al pugnale, e lo riempivano di tortorate. A me l’hanno spiegato anni dopo che cos’è un tortore. Un tortore è un randello nodoso, di quelli che si usano per tendere le funi. Pesante abbastanza da lasciare il segno, se te le dànno di taglio o in testa. E pensare che lui, rosso, si era anche tinto i capelli per precauzione. Si chiamavano persino per soprannome, quei guasconi. Poi il gioco ha cominciato a farsi serio. Si parlava di cominciare ad ammassare armi,
rubare l’esplosivo dai cantieri – facile per chi era abituato a rubare dal fornaio… – mettendoselo in quelle tasche capienti e mezze strappate che i muratori usavano per andare a lavorare, prima di trovare quell’impiego alla Manifattura Tabacchi. E riunioni notturne dietro quel monticello alla valle dell’Inferno – la chiamavano così perché era piena di ciminiere dove fabbricavano i mattoni, e il cielo era sempre neroneronero - e tante belle chiacchiere su come sarebbe stato quel dopo che nemmeno immaginavano. Dicono le cronache che “nel mese di dicembre, la formazione di Bandiera Rossa, particolarmente attiva sul piano militare si è resa protagonista di un’iniziativa ‘clamorosa’ nella città: ha diffuso volantini che informano la cittadinanza dei delitti commessi dalla banda Bardi/Pollastrini da poco sciolta dalle autorità tedesche“. Capirai, tanto clamore per qualche volantino. Scritto in un italiano che nemmeno oso immaginarlo.Ma per far venire bene una storia ci vuole anche un Giuda, no? Uno che gli abitava vicino, alla Valle, e con il quale era cresciuto insieme. Era dicembre. Davanti al cinema Principe, ha aspettato che passassero due guardie per chiamarlo ad alta voce “Augusto! Augusto Paroli!“. Lo sventurato rispose, è proprio il caso di dirlo. E quell’infame, che con la polizia ci si doveva essere messo d’accordo da chissà quanto, glielo ha indicato senza nemmeno dire “E’ lui! Prendetelo!” come nei film neorealisti. Non ce n’era bisogno.
Si chiamava Augusto Paroli di Riziero, nato a Roma il 13 giugno 1913; il capo d’imputazione era: “attività antitedesca Feldgericht“. L’hanno fucilato a Forte Bravetta il 2 febbraio del
1944. La sorella, quando un mese dopo si è andata a riprendere la salma, ha notato che non aveva più unghie. Né quelle delle mani e né quelle dei piedi. E che una caviglia era girata in modo assolutamente innaturale. L’ha riconosciuto dal cappotto che aveva addosso il giorno che è uscito di casa per l’ultima volta. Ma il soldatino che stava di guardia le ha detto che a quelli che lo interrogavano non ha dato la soddisfazione di tirare fuori non dico un nome, ma nemmeno un lamento. Forse non è vero, però. Non penso che sia umano riuscire a resistere alle torture. Non lo so, io non ci riuscirei. Si chiamava Augusto Paroli. Era lo zio di mia madre. Lui è uno dei tanti che il 25 aprile non l’ha mai festeggiato.
***
Originariamente pubblicato qui il 24 aprile 2007, data che entrò nei libri di storia poiché in quella occasione si incontrarono per la prima volta, l’uno a cavallo di un bianco destriero, l’altro domando uno stallone bardato di rosso, i due ideatori dell’attuale giornalettismo.com. Si facevano chiamare Gregorj Vakulinciuk e Mthrandir, e come potete notare non si trattò esattamente di un colpo di fulmine.

























Festeggiamo gli anniversari anche noi, come i fidanzatini di 15 anni. Che sia quello che intendono quando dicono che la memoria debba uniore? Mah. Non ti bacio perchè non mi sento ancora del tutto pronto
E su, datevelo ’sto bacio che lo sappiamo che morite dalla voglia tutti e due, e poi vi voglio vedere!
‘mmazza quante cose cambiano in due anni
Pure il resto dei commenti è mica da ridere…
il nostro 25 aprile lo abbiamo festeggiato tra il 17 ed il 30 settembre con le 4 giornate di Napoli
non eravamo nè partigiani, nè fascisti, nè filo-americani
eravamo soltanto Napoletani e difendemmo noi stessi, le nostre famiglie e ciè che restava della città
e furono tutti a partecipare, anche passivamente, resistendo alla volontà congiunta fascista e tedesca
da allora nulla è cambiato, nessun 25 aprile ci ha toccato ed il dwsiderio di cambiare aumenta
juppes
Ma poi l’odore di muffa se n’e’ andato?
sono spariti i commenti su quelle merde che siamo stati e siamo
? non l’ho capita, Juppes
poesia
uè, oggi non sparisce nessun commento!
ah, l’amour!:-) grandi!
poesia pura, dal riecheggiamento ungarettiano del titolo a quello che gregorj ci ha messo di suo, senza alcuna retorica, come scrissi all’epoca!
amarcord: io invece la prima volta che ho incrociato il mitraglia è stato durante un succosissimo incontro-scontro su ok notizie, che mi gustai ocn piacere: do you rememeber, mauro?
incontro-scontro con loska!
Mauro ti vogliamo bbene, hai tutta la nostra solidarietà.
volevo dire che per noi del Sud, ancora una volta la storia è stata diversa
le 4 giornate di napoli risalgono al settembre 1943
roma fu liberata quasi un anno dopo
il nord ancora un anno dopo
per il Sud il 25 aprile ha un significato sanzionatorio di una realtà che già conoscevamo ed assaporavamo
per cui ha un valore limitato
quello che per noi contava era ricostruire e dimenticare, dimenticare per non impazzire, per continuare a vivere in modo apparentemente civile
per non dover riprendere il fucile contro noi stessi, i nostri parenti, i nostri amici che ci avevano tradito e che ora si spacciavano per vittime di un regime che invece adorarono ed acclamarono
a Napoli, la mia città, che amo nonostante tutto, a cui con orgoglio appartengo, ci ribellammo perchè non potevamo fare diversamente
senza ideologie o pretattiche militari, ma semplicemente per difendere quel poco che consentiva di considerarci esseri umani e non bestie
non riuscimmo a placare la rabbia
quella stessa rabbia che dal 25 aprile del 1943, dopo 4 giorni di sfogo, continua a montare in attesa di una nuova rivolta
viva noi !
@ Corda: a quale dei trecentomila ti riferisci?
@ Juppes: questo è uno degli spunti più interessanti in assoluto, specie quando si ciancia della memoria che unisce. Di fatto, la liberazione durò due anni e qualcosa e non per tutta la penisola volle dire la stessa cosa. Quello che continua a colpirmi e che nessuno, tranne pochi “esaltati”, sventola le bandiere americane, quelle inglesi, quelle canadesi, australiane, polacche, indiane, perfino russe o israeliane (la brigata ebraica contava 5.000 volontari). Nessuno che si ricordi della Folgore, della Legnano o della Friuli… tutte unità che combatterono – e bene – a fianco degli angloamericani. In Italia sono crepati oltre 340 mila soldati alleati. Questo è l’unico elemento comune: creparono sulla linea Gotica e sulla Gustav, indifferentemente al sud, al centro e al nord. Vabbè, lasciamo stare.
In quei commenti ci siamo tutti. Anch’io, in modo classico, assente ma c’è qualcuno che mi nomina.
Lancio una proposta. Ripubblicare ogni anno in occasione del 25 Aprile questo post.
Lo avevo già letto, e come Ale sa bene questo pezzo per me è molto molto “speciale. E credo che lo fu anche per lui, se ricordo bene anche quella fu la prima volta che ci “incrociammo” non solo da visitatori reciproci dei nostri blog
Non ricordavo, devo ammetterlo, invece, l’incrocio Gregorj-Mthrandir. Un motivo in più per apprezzare questo post.
Grazie a tutti quelli che hanno combattuto per quello che ci hanno regalato (e non sempre sappiamo apprezzare)
C.
@mauro, al primo, penso fosse storicamente il primo!
la storia è realtà, non congettura
quelli che creparono come soldati lo fecero non certo per noi Italiani
ma per vincere una guerra in ubbidienza agli ordini dei loro comandanti
come uomo del Sud io non capisco la grande euforia del 25 aprile così come non mi ritengo particolarmente grato verso i soldati liberatori
e non odio particolarmente nemmeno i tedeschi…
come i liberatori, anche loro eseguivano ordini imposti dai loro politici e generali
posso sicuramente però amare o odiare gli stessi Italiani responsabili della mia situazione di benessere o malessere
loro non dovevano fare gli interessi di paesi stranieri
ed ancora una volta la storia del più forte tenta di coinvolgerci tutti in una medesima frittatona senza tenerconto delle differenze esistenti, obbligandoci a reagire ed esprimere gli stessi pensieri,,,,per adesione passiva,,,,,come pecore,,,,,,senza autocritica….
la storia semplifica per renderci tutti uguali per evitare differenziazioni scomode
sottoporsi e chinare il capo avanti alla storia che ci viene imposta è però una ennesima forma di servilismo cui vogliono costringere le popolazioni del Sud
io voglio riprendermi la mia storia,,,,quale veramente essa fu
ma non per piangerci sopra, non per recriminare privilegi o ricchezze rubate
io come uomo del Sud voglio recuperare il mio orgoglio maltrattato, la mia ricchezza di tradizione ,,,,,
e con queste cose voglio recuperare col sacrificio il perduto
viva Noi
Secondo me la Liberazione è una via di mezzo tra il cinismo di Malaparte e il senso di fastidio pirandelliano della camicia troppo stretta.
…è davvero un bell’articolo Ale, di quelli che solo tu sei in grado di scrivere tanto da lasciare il segno. congratulazioni
uh, c’ero anch’io. Già ero parte della cordata.
Pardòn volevo dire della famigghia
Complimenti Ale,è uno dei tuoi articoli più belli, soprattutto perchè l’hai scritto con il cuore ed è arrivato ai nostri:è importante non dimenticare…chi la storia l’ha davvero fatta, lasciandoci anche la pelle, una moglie e tre figli ed Ale tu sei riuscito a rendere visibile una “storia umana” altrimenti invisibile.Grazie a te, ad Augusto Paroli ed a chi, come lui, ci dà l’esempio e la forza di “resistere” ,nel nostro piccolo, tutti i giorni.
…Questa storia, come tante altre storie di semplici eroi, di cui collettivamente si riferisce come resistenza, rimane nella memoria della storia singola di chi ne è familiare; essendo che le ricorrenze celebrative, ne sono ormai divenute un rito, un’usanza di festa, una giornata in cui parlarne, per mostrare e mostrarsi.
Perché domani si continua, come ieri, a rinnovare nella pratica, il ritorno a quel triste passato dittatoriale…..e pare che nessun ostacolo resistenziale, sia a fermarne il cammino del ritorno della follia.
Pier il basso delira, con termini come dittatura proseguente. Io parlerei di dittatura di fascisti-rossi come Prodi, di cui ci siamo liberati, di quelli si veramente. Di quella finta libertà sicuro.
CIAO
Adesso un quiz.
Ma dopo l’8 settembre dove sono finite le camicie nere indossate dall’esercito patrio( vedi il caso emiliano-romagnolo di Izzo dopo El-Alamein ), che oggi Giorgione apologeticamente esalta?
Bruciate, conservate o ingorgate nei recessi della cattiva memoria di cui parla il tanto vituperato Pansa delle mie parti Patrie?
Buon 25 aprile. E se va bene a me va bene a tutti. Vero Maurì?
nessuno si chiede perche per liberare Roma ci volle un anno e Milano un altro anno?
politica maledetta politica!
gli angloamericani constatando il vasto consenso popolare dei partigiani e temendo la presa del potere della sinistra prese tempo per concordare il passaggio dei poteri con gli allora prefetti e questori fascisti dandogli poteri provvisori decretando cosi fin da allora un paese dalla sovranità limitata!
quanti morti sono costati questi giochi di potere dal ‘43 al ‘45 ?
morti che ancora gridano VERGOGNA!
a proposito dimenticavo
grazie ale, bellissimo articolo…
e non rispondete ai fascistoidi: la storia li ha già condannati
Ho trascorso ,come tanti del resto , innumerevoli feste della liberazione.
Nel tempo questa festa era diventata una cosa di routine ed a parte pochi momenti di commozione verso i diretti protagonisti poi il tempo scorreva come per una festa di primavera .
Ora no.
Ora è diverso, anzi è già un po’ di tempo che risale in tanti , non molti purtroppo, l’esigenza di testimoniare anche formalmente e solennemente la voglia di resistere .
Non ho intenzione di inseguire le polemiche dovute alle recenti strumentalizzazioni del populista e della sua accolita di novelli democratici che vorrebbero saltare in extremis , per poi normalizzarlo, sul carro del 25 aprile per annacquare tutto.
Se ne stiano a casa loro e continuino la passerella elettorale sui corpi .
Dico questo perché il 25 APRILE non e’ la festa di tutti.
Bando alle tristezze dei miserabili e provo a scrivere i miei appunti sul 25 aprile.
Il mio 25 aprile me lo ricordo
…con le parole di Pier Paolo Pisolini nella celeberrima arringa contro i potenti stragisti del tempo nell’articolo intitolato Cos’è questo golpe? Io so… sul Corriere della Sera, 14 novembre 1974 .
Il poeta li’ fece domande retoriche tutt’ora rimaste tali nonostante che chi voglia capire ci sia perfettamente riuscito e sappia bene come è andata , cos’e’ stata la strategia della tensione , chi abbia guadagnato definitivamente il potere su quei corpi straziati dalle loro bombe nelle piazze e nei treni , gli effetti deleteri nel medio e nel lungo periodo e specialmente chi sono e perché oggi sono al potere gli odierni beneficiari
….ed ancora lo ricordo con la faccia e le sembianze di Paride Batini – morto ieri – nobile cavallo ed operaio integerrimo, vissuto e morto senza una lira , nonostante una incredibile inchiesta che vorrebbe negarlo , sempre a testa alta con l’enorme dignità ed orgoglio delle persone oneste.
E’ stato lo storico capo dei portuali di Genova, apprezzato da tutti per la sua combattività ed onestà di intenti e di vita.
…certo anche con le parole determinate del Presidente della Repubblica che stanco delle continue incursioni populiste ed anticostituzionali del premier, per una volta anticipa tutti e fà una bella lezione a fascisti e revisionisti: la lotta partigiana non si diffama e “piaccia o no i partigiani hanno avuto un ruolo determinante per la liberazione e per l’odierna democrazia”.
…con la voce del sindaco di Parigi Delanoe giustamente scandalizzato dai festeggiamenti con croci uncinate e saluti romani dell’entourage del sindaco di Roma, Alemanno : non pensava piu’ nel 2009 al centro dell’Europa di dover vedere e sentire tali schifezze
…coi volti sconosciuti e disperati delle migliaia di persone che perdono il lavoro a 50 anni e che cercano di gestire il tutto con dignità, ma anche di quelle decine che non ce la fanno e si suicidano, come delle centinaia che muoiono nel cantieri ( oggi il primo morto nei nuovi cantieri della ricostruzione in Abruzzo ) grazie alla tolleranza mille dei governi verso i palazzinari ed i subappalti col massimo ribasso
…..con la fisionomia della bicicletta , si’ proprio la bicicletta , meraviglioso strumento di spasso ecologico e di democrazia ed , in altri tempi, di sovversione . Dalla repressione di Bava Beccaris ( * ) contro i nascenti operai socialisti di fine secolo scorso, alla nascita dei ciclisti rossi della Imola anarchica , all’associazionismo sportivo e poi resistente dei seicento formidabili giorni della Resistenza , quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni.
…con le parole tremendamente attuali di Pietro Calamandrei uno dei Padri della Patria “La Costituzione è un testamento, un testamento di 100mila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
..ed infine con la immagine rimastami dentro dei miei amici e colleghi che non ci sono piu’ e che hanno lottato in questa vita per la giustizia senza mai abusare del potere che le leggi ed il popolo han loro attribuito come funzione e non come abuso.
Onore anche a loro e buon 25 aprile a tutti
_______________________________________
( * )Questi parte è ripresa da : La bicicletta nella Resistenza (Edizioni Arterigere, 12 euro). Autori: Franco Giannantoni e Ibio Paolucci
Da ”La Stampa” di Torino, pubblicato il 5 settembre 2008 ( pezzo di Alfio Caruso ). Rintracciabile sul web anche nel sito del Centro di Documentazione sul Periodo della Repubblica Sociale Italiana.
L’8 settembre 1943 il tenente colonnello Giuseppe Izzo sta ultimando a Bari il lungo periodo di convalescenza. E’ uno dei pochi sopravvissuti della divisione paracadutisti Folgore, che a el Alamein ha scritto la pagina più gloriosa della sgangherata guerra italiana. Izzo ha guidato il V battaglione del 186°. Gli avevano affidato il settore nevralgico di Nagb Rala, l’ultimo avamposto prima della leggendaria depressione di el Qattara, dove il deserto assume i contorni della fine del mondo. Al mattino del 23 ottobre Izzo aveva scoperto in un modo assai singolare che il tratto nei pressi della depressione non era stato minato: vi si aggiravano infatti alcuni cammelli e il tenente Gola era stato ben felice di poterne abbattere uno. Spezzatino garantito per l’intero presidio dopo tre mesi senza carne a meno di voler considerare tali i moscerini che si mescolavano alla sabbia e alla pasta. Izzo, però, aveva raggelato la tavolata: quei ruminanti a spasso dinanzi alle postazioni non erano turisti sperduti, ma esche britanniche per studiare il terreno. Lo spezzatino era andato di traverso a molti, soprattutto a Gola, incaricato di predisporre le mine. Alle dieci della sera il furibondo bombardamento aveva annunciato l’inizio dell’offensiva.
Il battaglione di Izzo, malridotto da tre mesi di combattimenti, aveva dovuto fronteggiare la brigata francese rinforzata da un reggimento carri. L’attacco si era sviluppato proprio nella zona non minata. Al grido «Avanti Savoia» Izzo aveva condotto fuori dalle buche 98 parà con baionette e bombe a mano protetti soltanto dai mortai di Gola, che per dirigere meglio il tiro stava in piedi malgrado diverse ferite. Alle 7 del mattino gli uomini e i carri del generale Koenig avevano ripiegato. La resistenza del V aveva salvato il fronte meridionale dell’Afrika Korp. Dei 98 parà ne erano sopravvissuti 34; i mortaisti, che esaurite le granate si erano anch’essi slanciati all’assalto, erano meno di 10. Izzo giaceva pressochè dissanguato da una profonda ferita alla gamba con minaccia di cancrena. Sulla barella accanto alla sua avevano steso Gola agonizzante per un ampio squarcio al ventre. Dopo un anno di cure e di ospedali Izzo ha chiesto di essere reintegrato nella Nembo, la divisione di paracadutisti approntata in sostituzione della Folgore. Giunge, invece, l’armistizio. Izzo domanda subito di essere spedito in prima linea. Come tanti dei pochi sopravvissuti della Folgore non ha dubbi da quale parte schierarsi, benchè da ufficiale effettivo abbia svolto la carriera sotto il regime e partecipato pure alla spedizione fascista nella guerra civile spagnola. Ma i 39 mesi di guerra gli hanno fatto intendere il sanguinario bluff di Mussolini: alla pari di molti italiani della «generazione sfortunata», Izzo intuisce che per cambiare pagina bisogna sfidare il passato. Fino a primavera svolge compiti di collegamento con l’VIII armata, poi il generale Morigi lo nomina capo di stato maggiore della Nembo. Ma Izzo ribolle: vuole un comando operativo. E’ tra i protagonisti dell’offensiva estiva nel ‘44 fino al fondamentale sfondamento di Filottrano: la Nembo si offre di sloggiare la guarnigione tedesca per evitare che l’aviazione britannica rada al suolo il paese con i diecimila abitanti stipati nelle cantine. Nei libri inglesi figura seconda soltanto a Cassino fra le battaglie sanguinose della campagna d’Italia. Nella primavera del ‘45 parte l’attacco conclusivo degli Alleati. Il nostro esercito ha riunito i parà della Nembo e gli incursori del San Marco nel gruppo di combattimento Folgore. Izzo guida il II battaglione. Il 19 aprile bisogna espugnare lo sbarramento di Case Grizzano per aprirsi la strada verso Bologna. Izzo conduce i suoi all’arma bianca: il 4° reggimento paracadutista e’ sfrattato, ma non domo. Per cinque volte i tedeschi si rifanno sotto, il battaglione però tiene, malgrado l’inferiorita’ numerica. Una raffica di mitra fa saltare la mano a Izzo, che non abbandona la posizione. Al calar delle tenebre un solo edificio rimane in possesso del nemico. Nella notte ci si ammazza tra grugniti e fiochi lamenti lavorando anche di pugnale. Il 4° abbandona Case Grizzano e Casalecchio de’ Conti. Il giorno dopo i fanti dell’87° Friuli entrano a Bologna. Il maresciallo Alexander, comandante in capo delle forze alleate, riempie di elogi nel bollettino ufficiale i mangiaspaghetti. Lo stato maggiore statunitense attribuisce a Izzo, UNICO ITALIANO a riceverla, la Distinguished Service Cross. In seguito arriverà anche la medaglia d’oro.
Il Capo dello Stato oggi ha ricordato che noi, abbiamo combattuto al fianco degli alleati liberatori, che dire noi siamo l’unico popolo che durante la 2a guerra mondiale ha combatttto a fianco di tutti, prima a fianco dei tedeschi, poi a fianco degli alleati.
Siamo un popolo ambivalente, buono per tutte le stagioni, alleati dei tedeschi, poi alleati degli angloamericani, se nel caso nel 1944 la guerra avesse di nuovo arriso ai tedeschi in seguito alla messa in campo delle famose armi miracolose di Hitler, avremmo fatto il tris: TEDESCHI, ALLEATI, E POI ANCORA TEDESCHI.
Non siamo il paese di arlecchino servo di due padroni?!
ahahahahah
Buffoni e pagliacci nel 1943. sono passati quasi 70 anni ma siamo sempre quel paese di buffoni e pagliacci tali e quali come allora, la pagliacciata del 25 aprile e’ la nostra festa migliore.
Se puo’ parlarne Violante dei ”ragazzi” che stettero dalle parte sbagliata posso parlarne anch’io con spirito azionista, senza dovermi sentire tacciato di fascistoide.Oppure Mhtndir e Gregory o i cavalli bianchi o gli stalloni sellati di rosso o Margherita Granbassi rispetto alla soria di suo nonno.
Con spirito di concordia nazionale ti posto anche la didascalia del print che divenne articolo sul giornale torinese ( e quanti più ”piccoli” e ”ignoti” come lui ). Ho postato dal Centro di Documentazione sulla Repubblica Sociale Italiana perchè il copia incolla dal print della ”Stampa” non è permesso, ma il testo del pezzo è lo stesso. Ecco il print:
Il colonnello Izzo un ”eroe nero” per l’8 settembre. Alfio Caruso, Il colonnello Izzo un ”eroe nero” per l’8 settembre. Con Franco in Spagna ferito a El-Alamein dopo l’armistizio scelse la Resistenza. L’unico italiano insignito con la Service Cross, in ”La Stampa”, 5 settembre 2008, pag.32.
Ciao
Se puo’ parlarne Violante dei ”ragazzi” che stettero dalle parte sbagliata posso parlarne anch’io con spirito azionista, senza dovermi sentire tacciato di fascistoide.Oppure Mhtndir e Gregory o i cavalli bianchi o gli stalloni sellati di rosso o Margherita Granbassi rispetto alla storia di suo nonno.
Con spirito di concordia nazionale ti posto anche la didascalia del print che divenne articolo sul giornale torinese ( e quanti più ”piccoli” e ”ignoti” come lui ). Ho postato dal Centro di Documentazione sulla Repubblica Sociale Italiana perchè il copia incolla dal print della ”Stampa” non è permesso, ma il testo del pezzo è lo stesso. Ecco il print:
Il colonnello Izzo un ”eroe nero” per l’8 settembre. Alfio Caruso, Il colonnello Izzo un ”eroe nero” per l’8 settembre. Con Franco in Spagna ferito a El-Alamein dopo l’armistizio scelse la Resistenza. L’unico italiano insignito con la Service Cross, in ”La Stampa”, 5 settembre 2008, pag.32.
Ciao
Armistizio è mancanza di uno Stato regolante. Le forze militari non hanno un comando generale(settembre 43-aprile 45 ). La Resistenza nacque da una parte da una costola spezzata ma non piegata dell’ Esercoito Italiano, dall’altra dalle istanze dei cittadini che in forma paramilitare scelsero di allearsi agli angloamericani. Badoglio recise il vincolo con la Wehrmacht. I Tedeschi scelsero di ritirarsi facendo guerra agli angloamericani. Per noi in quel momento l’alleato tedesco si trasformò in invasore renitente alla resa agli anglo-americani, quindi nemico. Gli Inglesi e gli Americani confluirono a liberare la penisola con gli italiani regolari ( Esercito ) e irregolari al loro fianco ( partigiani ). Altra cosa fu la Guerra Civile che si propagò in autonomia su basi sociopolitiche.
Armistizio è mancanza di uno Stato regolante. Le forze militari non hanno un comando generale(settembre 43-aprile 45 ). La Resistenza nacque da una parte da una costola piegata ma non spezzata dell’ Esercito Italiano, dall’altra dalle istanze dei cittadini che in forma paramilitare scelsero di allearsi agli angloamericani. Badoglio recise il vincolo con la Wehrmacht. I Tedeschi scelsero di ritirarsi facendo guerra agli angloamericani. Per noi in quel momento l’alleato tedesco si trasformò in invasore renitente alla resa agli anglo-americani, quindi nemico. Gli Inglesi e gli Americani confluirono a liberare la penisola con gli italiani regolari ( Esercito ) e irregolari al loro fianco ( partigiani ). Altra cosa fu la Guerra Civile che si propagò in autonomia su basi sociopolitiche.
Io non so se e’ vero quello che dici, so che la resistenza nacque ben prima del 1943, non so di preciso chi l’ha inventata, fose il fisico “Pacinotti”, ai tempi di “Volta” esisteva solo la pila, di sicuro ancora oggi in tutte la case troviamo la resistenza, o nei ferri da stiro o nei forni elettrici.
Per quanto riguarda gli angloamericani so che per risalire l’Italia ci impiegarono la bellezza di 2 anni, sebbene avessero una superiorita in uomini e mezzi di 10 contro 1,( dando un’esemplare prova di inettitudine,ed inefficienza tipica dell’esercio americano che poi abbiamo apprezzato in Corea, Vietnam ed oggi in Iraq/Afganistan) cio’ nonostante i tedeschi non mancarono di rompere loro i denti in varie occasioni (come a Cassino).
Per fortuna che i Russi nell’Aprile del 1945 arrivarono a Berlino (sebbene con perdite spaventose) costringendo Hitler al suicidio, non fosse stato per questo gli angloamericani-cagasotto ed i ferri da stiro al loro seguito, per lo meno qui in nord Italia saremmo qui ancora ad aspettarli.
Il resto che racconti sono le solite cagate-ufficiali che fanno ridere anche i bambini dell’asilo.
Ciao.
mi verrebbe da dire il solito ” giu’ le mani dalla resistenza ” ma non indulgo in questo piuttosto vi espongo perché il 25 aprile appartiene ad una minoranza di italiani.
Ed anche perché ci tiriamo dietro sempre questa fama spesso meritata di buoni per tutte le stagioni e di “franza e spagna purche’ se magna” che già ci caratterizzava nel ‘600.
IL PROBLEMA E’LA CIALTRONERIA della classe cd. media in realtà piccolo borghese e reazionaria.
Gli italiani sono stati tali in poche rare occasioni che in genere hanno unito la classe intelletuale borghese in senso classico ed intellettuale ( quella delle professioni ,diremmo oggi, in Italia una rarità )con le classi meno abbienti e piu’ povere e , successivamente , la classe operaia.
Per il resto del tempo della loro storia sono stati italioti.
Difatti chi é mancata SEMPRE al’appello é stata é la classe di mezzo, difficilmente definibile .
Direi quel coacervo piccolo borghese che descrive dati e fatti , attento alla propria roba , ad evadere , a farsi i cazzi propri cercando scorciatoie e compromessi e percio’ stesso delegando al duce o al cavaliere.
Gli esempi storici di episodi di consapevolezza della identità nazionale o comunque dell’interesse collettivo sono pochissimi anche se fulgidi: una parte del risorgimento , le lotte operai -studenti per il progresso economico politico e per i diritti in vari momenti della storia , la resistenza antifascista.
Altro non c’e’ .
Il resto é un continuo alternarsi di questo coacervo come blocco antiprogresso implicito od esplicito:
delle volte come maggioranza silenziosa indifferente ed ostile ai movimenti di cambiamento in atto assume le forme di una PALUDE che blocca tutto.
Subito dopo ed in REAZIONE a questi movimenti da PALUDE diventa una VALANGA nera e meschina come i propri interessi personali , una maggioranza stavolta chiassosa protagonista di lunghe e negative deleghe in bianco ( mussolini , qualcosa di Craxi, Berlusconi )necessarie per fermare i ” comunisti” MA IN REALTA’ per svolger indisturbata i propri affari, in gran parte illeciti.
Purtroppo abbiamo la sfortuna di vivere uno di questi periodi.
La mancanza di una seria classe borghese produttiva e protagonista consapevole e non reazionaria é una cartatteristica tutta italiana ed é uno dei problemi, forse il piu’ grande.
Non ho letto il tuo post dell’ora suddetta, quando ho postato quello mio delle 19,04. Comunque, servito.
@giovannino: Uno, la mia è Storia.
Due la tua è opinione, che chi ha la faccia del coniglio che esce dal cilindro, un tantino tipo ”devo ancora capire cosa mi accade intorno”, sovente esprime, commentando come: ”le solite cagate ufficiali che fanno ridere anche i bambini dell’asilo”.
Tre, le versioni ufficiali sovente per certi punti di vista sono Ufficiali ( il maiuscolo è voluto ) invece sono ufficiali cioè i fatti e basta. Perlomeno riguardo all’episodio del colonnello Izzo, di cui ho scritto nel post.Perlomeno.
Ricordo vieppiù che l’Europe si è liberata, dopo la disfatta inglese contro la Wehrmacht di Dunquerche con il D-day e la battaglia di Inghilterra (delle lacrime e sangue ). Successivamente per i bambini dell’asilo con lo ”Sbarco in Normandia” e con lo ”Sbarco di Anzio”.
Che non sono( bambini dell’asilo permettendo) gli sbarchi dei Broncoviz al teatro dei puffi del cabaret Voltaire.
E che non fosse stato per il volere di Roosvelt, a Yalta ci sarebbero andati solo lui e Churchill col dittatore georgiano detto ”acciaio” a casa a contare i 10.000.000 di morti del suo democratico regime, tanto amato dal Migliore. Quattro, gli americani perdono le battagli (tutte quelle da te elencate e le prossime) ma guarda caso vincono sempre e sottolineo sempre le guerre. E non solo per numero ( sarebbero come i Cinesi un po’sfigatini quindi direi in battaglie e guerre ma molto numerosi per contro)ma per mettere il loro culo dove i paraculi mettono a repentaglio le libertà altrui, ovunque e dappertutto nel mondo ieri e oggi e non solo in questa sfigata penisola di mangia gatti. Quinto, se non vincevano a Stalingrado, col generale inverno dalla loro, che lo infilò nel chiappone anche a Napoleone, Hitler era a Palazzo Chigi e anche dal Ratzi di Oltretevere e non a abbeverare i cavalli cosacchi, ma con una Berta su per il fondoschiena dei nostri attori, a far compagnia ai governi De Gasperi fino al tanto vituperato attuale Caimano-Esecutivo-P2-magnamagna ter, quater e quel che sarà, con tanto appoggio della narcosinistra.
Quindi ringrazia Alexander e baciagli i piedi anche domani. E non credere che questo voglia baciar i piedi a Ignazio La Russa, perchè i fascisti stanno sul culo a Washington almneno quanto a te e a me.
@cavallo pazzo: hai una concezione degli italiani alla Montanelli-Bocca che non condivido.
@giovannino: Uno, la mia è Storia.
Due la tua è opinione, che chi ha la faccia del coniglio che esce dal cilindro, un tantino tipo ”devo ancora capire cosa mi accade intorno”, sovente esprime, commentando come: ”le solite cagate ufficiali che fanno ridere anche i bambini dell’asilo”.
Tre, le versioni ufficiali sovente per certi punti di vista sono Ufficiali ( il maiuscolo è voluto ) invece sono ufficiali cioè i fatti e basta. Perlomeno riguardo all’episodio del colonnello Izzo, di cui ho scritto nel post.Perlomeno.
Ricordo vieppiù che l’Europa si è liberata, dopo la disfatta inglese contro la Wehrmacht di Dunquerque con il D-day e la battaglia di Inghilterra (delle lacrime e sangue ). Successivamente per i bambini dell’asilo con lo ”Sbarco in Normandia” e con lo ”Sbarco di Anzio”.
Che non sono( bambini dell’asilo permettendo) gli sbarchi dei Broncoviz al teatro dei puffi del cabaret Voltaire.
E che non fosse stato per il volere di Roosvelt, a Yalta ci sarebbero andati solo lui e Churchill col dittatore georgiano detto ”acciaio” a casa a contare i 10.000.000 di morti del suo democratico regime, tanto amato dal Migliore. Quattro, gli americani perdono le battaglie (tutte quelle da te elencate e le prossime) ma guarda caso vincono sempre e sottolineo sempre le guerre. E non solo per numero ( sarebbero come i Cinesi un po’sfigatini quindi direi in battaglie e guerre ma molto numerosi per contro)ma per mettere il loro culo dove i paraculi mettono a repentaglio le libertà altrui, ovunque e dappertutto nel mondo ieri e oggi e non solo in questa sfigata penisola di mangia gatti. Quinto, se non vincevano a Stalingrado, col generale inverno dalla loro, che lo infilò nel chiappone anche a Napoleone, Hitler era a Palazzo Chigi e anche dal Ratzi di Oltretevere e non a abbeverare i cavalli cosacchi, ma con una Berta su per il fondoschiena dei nostri attori, a far compagnia ai governi De Gasperi fino al tanto vituperato attuale Caimano-Esecutivo-P2-magnamagna ter, quater e quel che sarà, con tanto appoggio della narcosinistra.
Quindi ringrazia Alexander e baciagli i piedi anche domani. E non credere che questo voglia baciar i piedi a Ignazio La Russa, perchè i fascisti stanno sul culo a Washington almeno quanto a te e a me.
@cavallo pazzo: hai una concezione degli italiani alla Montanelli-Bocca che non condivido.
divertente questo personaggio da cabaret che si firma redmail.
Ci viene a raccontare barzellette che impara la sera guardando Dallas o Beatiful.
Ah la 2a guerra mondiale sarebbe stata decisa dalla “battaglia d’Inghilterra” cioe’ da qualche centinaio di aerei da caccia, ahahah od addirittura dal D-Day del 6/6/1944: a quella data con i Russi gia’ in Polonia, i tedeschi schieravano l’85% delle loro forze sul fronte orientale nel disperato tentativo di fermare l’Armata Rossa, dopo aver perso la bellezza di 3.000.000 di uomini e le divisioni più formidabili, nelle titaniche battaglie di Stalingrado settembre-1942-febbraio-1943 e di Kurks che fu la più grande battaglia campale della storia, luglio1943.
Quello Russo fu un fronte lungo 2.200 KM dove si affrontarono per 4 anni milioni di uomini dotati di armmenti immensi.
In Confronto Cassino e lo sbaro in Normandia non furono altro che banali scaramucce.
Ad attendere gli americani in Normandia i tedeschi non poterono far altro che schieare qualche migliaio di convalescenti del fronte Russo.
Nonostante questo nella mattinata del 6/6/1944 sulla spiaggia di Homhaa 6.000 GI furono massacrati nel giro di un’ora sotto il tiro incrociato delle MG42 tedesche.
Bella poi la barzelletta degli americani che vincono sempre, si nei film vincono sempre, ma mi faccia per favore il nome di una guerra contro una grande potenza che gli americani avrebbero vinto? Il Giappone del 1941 non era una grande potenza, era un paese sottosviluppato, arretrato e medievale, più o meno come l’italietta di Mussolini, nel campo dell’asse c’era una sola grande potenza: la GERMANIA ed e’ stata sconfitta dai Russi non certo da qualche migliaio di cagasotto americani, che come intravvedevano una divisa da SS od un Tigre se la davano a gambe.
Nel dopoguerra abbiamo visto un trbine di fulgide vittorie militari americane, come in Corea, Vietnam, ed adesso Iraq ed Afganitan.
Gli americani effettivamente quando si tratta di lanciare un po di bombe su dei civili disarmati, preferibilmente donne e bambini, da 12.000 metri sono anche efficenti, (sempre che il paese sottostante sia come minimo dal 3zo mondo in giu e senza difese aeree), quando poi scendono a terra cominciano ad insorgere i problemi, quando si trovano invece davanti un esercito minimamente organizzato tornano regolarmente a casa con le ossa rotte.
Anche la più scalcinata accademia militare del mondo insegna che non basta lanciare qualche tonnellata di bombe sulle citta nemiche, per vincere una guerra, le guerre alla fine si vincono o si perdono sul campo, a terra.
Durante i famosi bombardamenti alleati sulla Germania, gli anglo-americani hanno perso qualcosa come 15.000 bombardieri pesanti e la cosa non ha impedito ai tedeschi dal 1941 al 1944 di quintuplicare la produzione bellica, la guerra e’ finita quando le poderose armate sovietiche, seppur con perdite enormi sono arrivate a Berlino costringendo Hitler al suicidio e la Germania alla resa, ad affrontare gli americani sul Rendo in pratica non c’era nessuno.
In ogni caso stiano attenti gli ebreo-americani, perche se dovesse scoppiare la 3a guerra mondiale, non finisce come la 2a, noi saltiamo in aria, ma assieme a noi saltano in aria anche USA-Regno Unito-Israele, un Topol-M pluritestata, impiega 17 minuti dalla Siberia a radere al suolo tutto il nord-America.
Saddam le armi di distruzione di massa non le aveva, ma in Asia ci sono almeno un paio di cagnoni ( Russia e Cina) che le armi di distruzione di massa le hanno veramente e sono paurose.
In ogni caso se lei adesso si ritiene un uomo libero dal nazifascismo, si astenga dal fare della bambinesca e futile ironia, MA RINGRAZI IL SIG. STAIN, perche senza le armate di Stalin gli americani saremmo ancora qui ad aspettarli.
La saluto e le auguro una buona visione del quotidiano telefilm Holliwoodyano dove le racconteranno le solite favolette, che Lei assimila come oro colato, sulle vittorie americane, sullo sbarco sulla Luna, sulle Camere a Gas naziste ecc. ecc.
ahahah.
Miiii, è tornato il tizio che si fa le pippe con i filmati di missili russi, che bello!
ahahahahahahah, “gli americani le guerre le vincono sempre e sottolineo sempre” ahahahahah, cos’ha sniffato stamattina redmail? Borotalco o qualcosa d’altro, mi vengono in mente le immagini dell’aprile 1975 a Saigon, con gli elicotteri che facevano la spola dal tetto dell’ambasciata americana e la portaerei al largo, e man mano gli stessi elicotteri a forza di braccia buttati in mare per far posto agli altri che arrivavano, mentre i nordvietnamiti entravano nei sobborghi della citta.
Eppure per redmail gli americani hanno vinto la guerra ahahahahah, si effetivamente penso che poi Lei abbia visto Silvester Stallone al cinema dove fan vedere che gli americani vincono la guerra con Rambo.
ahahahahahah
La storia che redmail racconta e’ quella che lui poverino vede al cinema, ahahahahah
Sig. redmail, non ha mai pensato seriamente di mettersi in cura in qualche clinica per disintossicarsi dall’americanismo che l’affligge?
Un’altra chicca e’ quella della conferenza di Yalta senza Stalin, probabilmente anche questa l’ha vista in qualche Film di fantascienza, magari assieme alla bufala dello sbarco sulla Luna nel 1969, si, sarebbe stata una buona idea, cosi avremmo visto l’Armata Rossa non fermarsi a Berlino, ma continuare l’avanzata ad Ovest per vedere gli amercani ed i loro cagnolini inglesi ributtati a mare di nuovo a Dunquerche nel giro di una settimana, per poi non risbarcare mai più questa volta.
ahahahahahah.
Lei ha studiato Storia Contemporanea al Leonkavallo, con dottorato di ricerca alle Frattocchie.
E ravviso in lei, una tendenza al nazicomunismo antiamericano, anti mondo anglofono.
Tipico di certa sinistra, che brucia in piazza le bandiere di Israele insieme a qualche ragazzotto palestinese suo amico, conosciuto magari nel backstage di qualche puntata di ”Anno Zero” ( da samizdat Michelino-Vauro ah! ah! ah! ) invitati (lei e lui ) come ospiti.
Si legga De Felice, Pavone, Rusconi, Denis Mac Smith, Momsen.
Lasci ingiallire ancor più nel baulone in soffitta i vecchi numeri di Rinascita.
Mi dia retta, uno che mette Stalin tra i solutori dell’ultimo conflitto mondiale e l’Armata Rossa tra gli eserciti efficenti del mondo moderno, ha come minimo bisogno di lenti bifocali antistrabismo.
Rimanendo solo al luminoso esempio dell’invasione dell’Afghanistan. Per non dire ai successi che hanno ”ottenuto” come consulenti militar-spionistico-strategici( e fornitori di armi si fa per dire sono sempre i vecchi AK-47) dietro le quinte nel mondo (pre e post Guerra Fredda)di Siria, Iraq sciita, Iran, Hezbollah in Libano, Farc in Colombia ( il caso Betancourt ), Cuba che spiava con i binocoli i Portoghesi in Mozambico su consiglio di Castro e gli americani inquadravano l’aspirina del ”lider maximo” ( si fa per ridere è come il Migliore ovviamente)sul suo comodino nella camera da letto dell’Habana( per fare solo un piccolo elenco). Segue il ”Che” fatto uccidere per procura dai Boliviani dalla Cia, il sub(subnormale anche) comandante Marcos che con i consigli dell’ex Kgb ( e di Bertinotti ) se ne va in giro con pipa e cavallo.
Lei confonde la merda post-sovietica con il risotto americano. Web 2.0 (e successive versioni a obsolescenza programmata future) compreso.
Meravigliosa invenzione del Pentagono di cui lei si serve adesso come me e milioni di altri nel mondo ( i Russi erano fermi alle broadbands copiate dall’IBM come dire ai messaggini sms dei cellulari che la Bell americana usava per le comunicazioni tra gli addetti alla manutenzione dei telefoni negli anni settanta).
Con la differenza che Bill Gates non sa neanche chi sia la sinistra telematica italiana e il suo ruolo sullo scacchiere mondiale degli aggregatori socialnetwork come Giornalettismo ( ah! ah ! ah !).
E noi due invece entrambi ( non so lei!? anarco-trotsckista forse?) di sinistra, ma con ottiche diverse usiamo l’ invenzione americana per parlare della Russia attuale ”meglio” solo di quella di ieri, perchè si è accorta con un secolo di ritardo, che la democrazia fa crescere il margine di profitto anche di una vodckeria di San Pietroburgo, o dei magazzini Gum di Mosca( ah! ah ! ah !).
CSI, che non solo non ha un cervello che sia uno da esportare, se non in America appunto dove esiste il knowhow (qualora si trovasse il cervello e non ”lavato”), ma ha coltivato un’accolita di mafiosi, con a capo il Vladimiro Putin( che faceva le foto a Gorbaciov in viaggio in USA mescolandosi ai turisti), che la narco sinistra ha preferito regalare al ”Cavalier mi cosenta” per le sue scorribande a Pratica di Mare.
Abbia il senso del ridicolo.
L’Armata Rossa di ieri equivale all’esercito americano confederato della guerra di secessione ( a parte gli SS-20 di cui parla che sarebbero rasi al suolo da Washington appena mettono fuori il naso dal cilindro del coniglio delle loro rampe ). Oggi è una manica di mercenari sbandati che non sono riusciti neanche a domare la pigmea Georgia( e neanche Stalin Dukashvilijj anche lui georgiano tra l’altro ah! ah! ah! ), in un mese di guerriglia a corrente alternata.
Mi saluti i pirati Somali ultima creatura dell’ex Kgb e le frange periferiche di Al-Quaeda ultimi ‘’successoni militari”, degli eredi epigoni della Lubianka. Saluti e buona domenica!
Greg bel post sul serio! Non l’ho letto in originale, non leggevo ancora Giornalettismo.com già Giornalettismo Militante ma hai fatto bene a ripostarlo. Compresa la scarmuccia iniziale con template originale, tra te e Mthrandir. Se solo in Italia si facesse una ”terapia di gruppo” di memorie storiche incrociate di tutti noi e delle nostre storie famigliari, si farebbe migliore opera di riconciliazione nazionale, non solo per il 25 aprile. Grazie. CIAO
Ahahahahahah, più va avanti più il nostro esimio redbull spara cazzate da vero e proprio fuori di testa, si e’ vero apprendiamo una grande verita’ storica, i tedeschi hanno schierato 3.000.000 di uomini in Russia ed hanno perso la guerra perche si sono scontrati a Stalingrado contro l’esercito americano confederato al comando di John Wyne
ahahahahah
Sa Sig. redbull, io non so dove Lei abita, ma qui a Milano al Pigni abbiamo degli ottimi psichiatri, penso che Lei ne abbia bisogno, al Pigni c’e’ anche una sala di pronto intervento psichiatrico (l’unico in italia) se avessi il di Lei indirizzo email, potrei forse aiutarla, al Pigni forse possono fare qualcosa per curare le paranoie-isteriche. (senza offese, perche se Lei rileggesse il post che ha scritto fore si renderebbe conto che e’ stato partorito da una mente fortemente disturbata.
ahahahahahah
In fondo e’ bello ridere un po, anche se ridere alle spalle di una persona malata non e’ mai bello, Le avevo posto una domanda, ci faccia il nome di una grande potenza che nella loro bicentenaria storia gli americani hanno sconfitto.
Sa io sono in dubbio fra i Sioux e gli Apaches, Lei che dice? Ah Lei dice i Cheyenne?!
Forse ha ragione sa, intanto si metta a letto e si rilassi, nel contempo vorrei proporle un filmato storico proveniente direttamente dalla Luna, il vero filmato originale dello sbarco di Armstrong sulla Luna.
http://www.youtube.com/watch?v=cD3z66qR8zg&feature=related
Bisogna dire che in fatto di film, anche a carattere umoristico gli americani non hanno rivali, importante questo perche l’umorismo e un antidoto potentissimo contro le turbe mentali di cui divers persone sono afflitte a questo mondo.
ahahahahahahahahah
P.S. vorrei informarla che sembra che gli americani stiano per far sbarcare degli uomini anche su Marte, sa in fondo non e’ difficile, basta dare una mano di rosso al Set usato al tempo per la Luna.
ahahahahahahahah.
Non parlo a nome di Just perchè lui sa ben difendersi da solo. Ma Basaglia e la consorte Ongari li al Pigni hanno lavorato bene vedo. Sei libero e dimesso e questo è ok. Insomma, ok !? Così così. ”Capricorn One” è stata una delle più belle interpretazioni di Eliot Gould, insieme a ”Mash. E finita lì. Per il resto il lem scese e io credo alla versione Rai diretta egregiamente da Tito Stagno e dalla buon anima di Ruggero Orlando ( favoloso nel suo mezzo busto inclinato ). Ma tu sulla luna insieme a Gagarin e alla cagnetta Laika se ci andavi non stavi ancora qui a scoreggiare loffe inaudite di cretineria.
Per quel che riguarda i disturbi anche se ti puoi giovare ripeto un tantino abusivamente della legge 180, un controllino lo farei. Sai come dal dentista per togliere il tartaro. E poi chi prima Apollo o Soyuz ? Ai posteri l’inaudita sentenza. Ma tu torna sulla terra 40 gocce di Valium e tutto è rosa. Buona domenica!
Non parlo a nome di Just perchè lui sa ben difendersi da solo. Ma Basaglia e la consorte Ongari li al Pigni hanno lavorato bene vedo. Sei libero e dimesso e questo è ok. Insomma, ok !? Così così. ”Capricorn One” è stata una delle più belle interpretazioni di Eliot Gould, insieme a ”Mash”. E finita lì. Per il resto il lem scese e io credo alla versione Rai diretta egregiamente da Tito Stagno e dalla buon anima di Ruggero Orlando ( favoloso nel suo mezzo busto inclinato ). Ma tu sulla luna insieme a Gagarin e alla cagnetta Laika se ci andavi non stavi ancora qui a scoreggiare loffe inaudite di cretineria.
Per quel che riguarda i disturbi anche se ti puoi giovare ripeto un tantino abusivamente della legge 180, un controllino lo farei. Sai come dal dentista per togliere il tartaro. E poi chi prima Apollo o Soyuz ? Ai posteri l’inaudita sentenza. Ma tu torna sulla terra 40 gocce di Valium e tutto è rosa. Buona domenica!
Lei Sig. REDBALL, e sottolineo BALL, mi ricorda molto un personaggio di un vecchio film di Alberto Sordi.
Che Lei creda creda creda a tutte le BALL americane, l’abbiamo capito da un pezzo, inutile che stia a rimarcarlo.
Lei capisce l’inglese? allora guardi qui sotto, pensi che persino negi USA sono ben pochi che ormai credono alla bufala della Luna, Lei invece crede, crede, credeahahahahahahah
http://www.youtube.com/watch?v=wdMvQTNLaUE&feature=related
Guardi un po meno telefilm Holliwoodyani, ed anche ai di Lei figli stia attento non gliene faccia vedere troppi, altrimenti cresceranno come Lei, crederanno che ha Stalingrado c’era il settimo cavaleggeri del generale Custer.
ahahahahahahah
Vada a letto a dormire adesso e cerchi di riposare un po.
Buona serata.
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Kurks
Strano non mi sembra di vedere traccia del settimo cavalleggeri.
Si parla di una battaglia quella di Kurks con in campo fior di carri armati (a migliaia) come Panther, Tiger, T34, non proprio ferraglia come gli Sherman americani e migliaia di aerei E MILIONI DI UOMINI.
Proviamo ad immaginare se una volta sconfitta la Russia questi Migliaia di ottimi carri, migliaia di aerei, milioni di uomini, Hitler avesse potuto schierarli in Francia od in Italia contro gli americani, che risate ci saremmo fatti.
ahahahahahahahahahahah
Buona notte Sig. BALL.
GIOVANNINO SONO IO TROLLINO DILETTANTE! AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH MIIIIIIIIIIIIIIII …AHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH…..MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
sì, lo sapevamo: l’ha scritto Just più sopra, se non te ne sei accorto.
Me ne sono accorto dal primo post! CIAO
Me ne sono accorto dal primo post! CIAO
WW Stalin, WW Lenin, ww Mao ze Tung.
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH[...]HHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!![...]!!!!!!!!!!!!!!!!!!
tua sorella è | vip e professioni
Unità di misura
Spesso la gente usa parole di cui conosce il solo significato attuale,
senza indagare da cosa esse derivino, cioè senza apprezzare pienamente
1’etimologia della parola. Durante il riposo estivo, nel mio viaggio
spirituale in Tibet, sono riuscito a raccogliere informazioni interessanti
sulle unità di misura. In questa puntata parlerò dell’Ohm.
Ero a colloquio telepatico con il santone Enciresist quando venni a
conoscenza della lunga storia del termine tuttora usato nella misura
della resistenza. Durante un convegno-meditazione era uso partecipare
vocalmente agli argomenti trattati. In questo convegno si parlava della
corrente dei fiumi. Antepongo che non si trattava di un argomento molto
interessante, per cui, quando iniziò lo scroscio tipico dell’acqua
che scroscia, molti si misero a dormire con conseguente verso ZZZZZ.
La cosa non poteva certo rimanere inosservata, tanto che il santone
relatore si chiese quale tipo di corrente potesse avere verso ZZZZZ.
E fu allora che si scoprì il verso della corrente elettrica. La storia
non finisce qui comunque perché dopo di allora si parlò molto di corrente
e del suo verso fino a quando, durante il solito convegno, nel quale
echeggiava da ogni angolo ZZZZZZ, esplose un OHM OHM, cioè tipica esclamazione
di meditazione su caratteri generali e non particolari (si ottiene incrociando
le gambe e appoggiando le braccia sopra le ginocchia facendo il segno
di OK).
Era sempre lui! Come in ogni sistema sociale, anche sulle pendici dell’Himalaya
c’è sempre qualche contestatore. Quella volta non fu solo. A lui
si unirono molti altri come per ispirazione divina. E’ facilmente
intuibile che i convenuti si divisero in due gruppi, coloro che urlavano
ZZZZZ e i contestatori che insistevano con 1’OHM. Ai visitatori
esterni apparve uno spettacolo indescrivibile, tanto indescrivibile
che non lo posso descrivere, ma quello che più colpiva era il fatto
che le urla OHM impedivano quasi di ascoltare il verso della corrente.
Gli OHM quindi impedirono gli ZZZZZ. E cosa c’è che impedisce
alla corrente di passare se non la resistenza? Ecco che 1’OHM divenne
l’unità di misura.
Siete così fuori di testa da farmi quasi paura
tua sorella è va be lasciamo stare| vip e professioni di Just| vip= zero|professioni scassacazzi!
Unità di misura= cogli..one| u=guale in inglese un coglione.
Spesso la gente usa parole di cui conosce il solo significato attuale,
senza indagare da cosa esse derivino, cioè senza apprezzare pienamente
1’etimologia della parola. Durante il riposo estivo, nel mio viaggio
spirituale in Tibet, sono riuscito a raccogliere informazioni interessanti
sulle unità di misura. In questa puntata parlerò dell’Ohm.
Ero a colloquio telepatico con il santone Enciresist quando venni a
conoscenza della lunga storia del termine tuttora usato nella misura
della RESISTENZA. Durante un convegno-meditazione era uso partecipare
vocalmente agli argomenti trattati. In questo convegno si parlava della
corrente dei fiumi. Antepongo che non si trattava di un argomento molto
interessante, per cui, quando iniziò lo scroscio tipico dell’acqua
che scroscia, molti si misero a dormire con conseguente verso ZZZZZ.
La cosa non poteva certo rimanere inosservata, tanto che il santone
relatore si chiese quale tipo di corrente potesse avere verso ZZZZZ.
E fu allora che si scoprì il verso della corrente elettrica. La storia
non finisce qui comunque perché dopo di allora si parlò molto di corrente
e del suo verso fino a quando, durante il solito convegno, nel quale
echeggiava da ogni angolo ZZZZZZ, esplose un OHM OHM, cioè tipica esclamazione
di meditazione su caratteri generali e non particolari (si ottiene incrociando
le gambe e appoggiando le braccia sopra le ginocchia facendo il segno
di OK).
Era sempre lui! Come in ogni sistema sociale, anche sulle pendici dell’Himalaya
c’è sempre qualche CONTESATORE DI G.COM. Quella volta non fu solo. A lui
si unirono molti altri come per ispirazione divina. E’ facilmente
intuibile che i convenuti si divisero in due gruppi, coloro che urlavano
ZZZZZ e i contestatori che insistevano con 1’OHM. Ai visitatori
esterni apparve uno spettacolo indescrivibile, tanto indescrivibile
che non lo posso descrivere, ma quello che più colpiva era il fatto
che le urla OHM impedivano quasi di ascoltare il verso della corrente.
Gli OHM quindi impedirono gli ZZZZZ. E cosa c’è che impedisce
alla corrente di passare se non la RESISTENZA? Ecco che 1’OHM divenne
l’unità di misura.
Ho tolto l’avatar a leggervi mi sono rotta le ovaie!!!