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pubblicato il 21 aprile 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Non bastavano le ingerenze del Vaticano nelle nostre abitudini sessuali. Sentivamo forte il bisogno di ricevere indicazioni precise anche sulla gestione dell’ igiene personale.

“Provvisoriamente”, la rubrica di Luigi Castaldi su Vaticano e dintorni

 

 

L’etica ci dice ciò che è buono e la morale ci spiega perché sia doveroso. Quando sapone intimo L’ “etica dell’igiene”, ci manca solo questadunque il dottor Carlo Bellieni, membro della Pontificia Accademia Pro Vita, mi viene a fare un discorsetto per “mostrar[mi] come l’etica ci raggiunga anche nelle vicende più semplici di tutti i giorni“, e si intrattiene su quella che definisce “etica dell’igiene“, sento che il moralista cattolico mi insegue, dalla stanza da letto al bagno. Dopo avermi fatto la lezioncina sul corretto uso del mio cazzo, pretenderebbe pure di dettarmi norme sul come lavarlo, e quante volte, e se con sapone neutro o più aggressivo detergente. Non se ne può più: perfino lavarsi troppo spesso può far male – e questo lo sappiamo – ma non ci è dato di poterci far male in piena libertà, senza avere tra i coglioni un cattolico, per giunta con la laurea in medicina, che, accoppiando scienza ed etica, le faccia partorire morale.

Certamente l’introduzione nelle case dei Paesi occidentali di acqua corrente e servizi sanitari ha determinato una netta diminuzione di malattie infettive. [...] Bisogna tuttavia riflettere su dei fatti che sembrano essere il rovescio della medaglia del nuovo fenomeno: [...] l’eccesso di abluzioni porta ad un enorme consumo di acqua, in gran parte potabile, e ad un’immissione nelle acque reflue di sostanze tensioattive e talora non biodegradabili“, e poi c’è la perdita di “germi «buoni» che talora sono la premessa per la protezione contro quelli patogeni“, e poi ancora “la perdita dei ferormoni prodotti dalla pelle” (*).

Tutto vero, ma che c’entra l’etica? Fai presente queste cose a chi le ignorasse e poi quello decide per sé. Introdurre il principio etico nell’igiene personale significa stabilire un fine che non può essere che uguale per tutti, e al quale tutti dunque dovrebbero mirare, attraverso mezzi opportunamente calibrati: la medicina in questo modo non è d’aiuto per chi intenda rivolgersi ad essa, ma diventa una molestia armata di un dover essere, che finisce per imporre il bene, dapprima con la persuasione e poi con la norma igienica, che la bioetica del dottor Bellieni trasforma in norma morale se arriva a consigliarmi – per il mio bene – quante volte al giorno posso sciacquarmi il cazzo e – per il bene dell’ecosistema – con quale sapone. Non va bene, non possiamo arrivare a questo dopo aver fatto ugualmente con il sesso e la riproduzione, col nascere e col morire. È evidente che questo rompere il cazzo anche sul come e quando lavarselo debba avere un progetto più ampio. E infatti:

La propensione estrema per l’igiene [è] legata a cliché neanche indotti dal mercato, ma da una cultura omologante“.

Si vuole sostituire a una cultura omologante una morale omologante, KOSVENUS BIDET L’ “etica dell’igiene”, ci manca solo questaadducendo una ragione assai opinabile: questa morale sarebbe pre-culturale, perché rivelata. Francamente è troppo, soprattutto a sentirsela propinare da un medico cattolico, che dovrebbe ben sapere quanto il cristianesimo sia stato ostile per lunghi secoli anche a quelle cure del corpo che oggi lo stesso dottor Bellieni non fa fatica a definire normali, anzi doverose. Se una morale considerava peccaminoso più di un bagno al mese in certe radiose stagioni dell’umanità come il Medioevo, ed oggi mi concede come non peccaminosa una doccia ogni volta che il dottor Bellieni consente, dev’essere una morale assai poco pre-culturale.

Si considera sporcizia un minimo di forfora, l’acne giovanile fisiologica, il comune sudore, i cosiddetti «peli superflui»“,

scrive il dottor Bellieni. E qui comprendiamo a quale mondo “eticamente igienico” intenda guidarci. A supporto cita Gilbert K. Chesterton:

Certe volte credo che i criminali abbiano inventato l’igiene. O forse i riformatori dell’igiene hanno inventato il crimine“.

Con la puzza del sudore e la forfora, tutti più buoni e virtuosi.

(*) Suggerirei all’illustre collega di usare il termine feromone al posto di ferormone, in uso ma improprio per le molecole cui fa riferimento.

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