L’Italia sta per dotarsi di un nuovo caccia. Nucleare. In principio fu il JSF: Joint Strike Fighter, ossia cacciabombardiere interforze. Il programma fu lanciato dagli Stati Uniti nel 1996, con lo scopo di mettere a punto un caccia multiruolo (con particolare vocazione all’attacco al suolo)
JSF era destinato a sostituire qualche migliaio di caccia e velivoli d’attacco dell’USAF (l’aviazione militare americana), dell’USNavy (la marina americana) e dell’USMC (i marines). Il programma fu subito aperto alla partecipazione internazionale: diverse nazioni decisero di aderirvi e di
contribuire allo sviluppo in previsione di adottare il nuovo caccia per le proprie forze militari. Tra queste, l’Italia. A distanza di 13 anni, il JSF si avvia oggi alla produzione di serie (anche in Italia) ed ha ricevuto la designazione militare definitiva: F-35 Lightning II. La galassia dei pacifisti e degli “alternativi” si è messa in moto di buona lena per alzare il proprio coro di proteste contro l’acquisizione del nuovo caccia da parte delle forze aeree italiane.
LE PROTESTE DEI PACIFISTI – Le parole d’ordine sono: “aereo con capacità nucleare”, “troppo costoso”, “strumento di morte”. “ll progetto Joint Strike Fighter viene considerato il più grande programma aeronautico internazionale di tutti i tempi. Prevede la costruzione di un nuovo modello di cacciabombardiere stealth supersonico multiruolo di 5a generazione con grande forza distruttiva e in grado di trasportare armi nucleari…” scrive il sito NoF35. “Il Joint Strike Fighter (Jsf) è un aereo da combattimento monomotore, monoposto, in grado di operare alla velocità del suono, ma con velocità di crociera subsonica. È ottimizzato per il ruolo aria terra (quindi per l’attacco) ed ha due stive interne per le bombe che possono essere anche di tipo nucleare” scrive Infoaut riportando da Il Manifesto. “…gli abitanti dell’entroterra novarese hanno già espresso il loro “no” all’uso dell’aeroporto per costruire una perfetta macchina di morte come l’F-35, in grado, se necessario, di trasportare anche testate nucleari…ognuno dei quali costerà da 150 a 250 milioni… La spesa complessiva, in ogni caso, oscillerà tra i 15 e i 30 miliardi di euro” sono le parole di Vittorio Strampelli su Aprile OnLine.“…questi aerei (quasi 100 milioni di Euro l’uno) non possono essere certo considerati da difesa, anzi. Sono addirittura predisposti per trasportare testate nucleari!” esclamano sul sito Lettera22.
LE CARATTERISTICHE DELL’ F-35 – Premesso che le spese militari hanno ordini di grandezza immensi e qualsiasi riflessione sull’opportunità di destinare alle armi risorse così ingenti, a livello mondiale, è certamente legittima ma non è argomento di discussione in questo articolo, cerchiamo di chiarire quali sono i fatti della questione F-35. Partiamo proprio dal velivolo, per capire di cosa stiamo parlando. L’ F-35 è un caccia a reazione, monomotore e monoposto. Pesa “a vuoto” circa 13 tonnellate ed è lungo poco più di 15 metri. Per pesi e dimensioni si colloca nella categoria dei caccia “medi”, come l’F-18 americano o il MIG-29 russo m
a al contrario degli altri è Stealth, ossia (quasi) invisibile ai radar. Proprio per mantenere il requisito della bassa osservabilità ai radar, l’F-35 dispone di due stive interne nel quale trasportare l’armamento, che gli altri caccia portano invece agganciato sotto le ali e sotto la fusoliera. La suite avionica rappresenta lo “stato dell’arte”, come è normale per un aereo nuovo. L’esigenza di ospitare le armi solo all’interno del velivolo (l’F-35 può agganciarle anche all’esterno ma perderebbe le proprietà Stealth) comporta una drastica riduzione del loro numero. L’armamento tipico di un F-35 è costituito da un cannone da 20 mm, due missili aria-aria e due bombe intelligenti, meno della metà di quanto trasportabile da altri modelli. Ciò nonostante si ritiene che le caratteristiche Stealth e l’avionica avanzata compensino questo svantaggio consentendo al velivolo di penetrare indenne attraverso le difese aeree nemiche, di colpire con precisione il proprio obiettivo e di lanciare i propri missili contro un caccia avversario prima ancora che quest’ultimo si renda conto della sua presenza. Queste prestazioni fanno dell’F-35 l‘unico caccia esistente “di quinta generazione” (la più recente) assieme all’F-22 (sempre americano e non disponibile per l’esportazione).























Tra l’altro mi pare molto meno costoso dell’EF-2000, che pure è un aereo diverso, che mi sembra stia sui 200-300 milioni di euro ad esemplare.
Comunque concordo che è un buon affare, a meno che non si ritenga di non aver bisogno di armi, che è un’altra questione.
Sarò nostalgico, ma avrei preso a saldo dall’armata rossa un po’ di Mig29 Fulcrum
EssEmme: rpobabilmente i MIG29 sono completamente incompatibili con gli standard NATO per quanto riguarda le specifiche dell’avionica, i sistemi di comunicazione, magari anche i sistemi di pilotaggio. E con questi chiari di luna, dipendere dalla Russia per la difesa è un azzardo, meglio a questo punto gli aerei cinesi, almeno la Cina è lontana.
Il mig29 è il kalashnikov dei cieli!
Il mig29 se lo ritrova la aeronautica tedesca, come eredità della DDR. Nelle esercitazioni congiunte con la USAF questi qui hanno sempre avuto la meglio sugli F-16.
Mi pare che abbiano sostituito buona parte della avionica per adattarla agli standard NATO, quindi eventualmente si poteva chiedere a loro
Il fatto è che 100 bombardieri ad alta tecnologia non ci servono, visto che solitamente si va a far saltare in aria pecorai afghani armati di fucile o forze aeree di nazioni che non hanno neanche i soldi per mettere in volo gli apparecchi allo scopo di addestrare decentemente i piloti (Serbia, Iraq, N.Korea next?).
Con i Tornado (che peraltro non avevamo nemmeno aggiornato alle ultime versioni) ci andavamo avanti per decenni, volendo esagerare. Il punto è che saremmo rimasti indietro rispetto alle altre potenze nella solita sconsiderata corsa agli armamenti, purtroppo è difficile decidere di fermarsi quando tutti gli altri continuano a correre.
Ottima spiegazione ed esposizione!
Evitiamo di fare cavolate mitilogiche come fecero i Canadesi con il programma EH101.
- Entrarono nel programma e pagarano i costi di sviluppo.
- Quando vinsero i laburisti uscirono dal programma (perchè non si potevano spendere tutti quei soldi per un nuovo elicottero) e pagarono quasi un miliardo di dollari di penali.
- Due anni dopo dovettero comunque rinnovare la flotta e si dovettero comprare proprio l’EH101.. a prezzo di mercato e senza compensazioni industriali…
Circa il MiG29 Fulcrum, ottimo adorabile aereo con un inviluppo di volo incomparabile per aerei della sua generazione, a parte dei brutti problemi di affidabilità dei motori… ma il punto è che il MiG29 è un caccia puro, mentre qui parliamo di un cacciabomardiere, specializzato per l’attacco in profondità. Insomma due mezzi totalmente diversi per fare cose diverse.
Saluti e complimenti
MiG 29 fan club, romanticamente aderisco: il punto d’arrivo insuperato dei fighter anni ‘80 tutti areodinamica; affidabile come un triplano Fokker, ma vuoi mettere?
Pare che il programma del bimotore da superiorita’ area e attacco f22 Raptor sara’ la prima vittima dei tagli dell’Amministrazione Obama.
Vero che in Afghanistan basterebbe uno Yak (l’aereo) o un Hercules versione cannoniera volante, ma chi lo sa da qui a vent’anni cosa succede?
E poi, guardare gli israeliani che se n’intendono: chi puo’ contare su un technology gap, se lo tenga stretto. Lo dice pure Prodi che solo con l’high tech si esce dalla crisi …
Con persone così esperte è impossibile competere, dico solamente che sono soldi buttati. NOI, ripeto, NOI, è meglio che ci difendano gli altri (ammesso che ce ne possa essere bisogno) il resto è tutta scena. E’ come dare una mitraglietta a un Vigile Urbano. Non sò se mi sono spiegato.
Non entro nel merito del pro-contro MIG-29 (così come del SU-27) perché il discorso sarebbe troppo lungo e contaminato da valutazioni soggettive. Preciso solo che è qualche anno ormai che la Luftwaffe non ha più in servizio i MIG-29 ereditati dall’ex Germania dell’Est.
[...] Come mai l’IDV è favorevole al finanziamento per la costruzione di 131 caccia militari. [...]
Mah, io sono contento di non aver mai sparato ad altro che alle paperelle di plastica al luna park
(e non solo del mio).
Bombe intelligenti, stealth, cannoni… la guerra fa fare soldi, anche a casa della gente comune la guerra piace. A distanza di 50 anni dal suo primo sbarco in Italia, quale ragazzino (e non solo ragazzino) non ha a casa almeno una versione di “Risiko!” ? E' intrinseco all'essere umano. Il fascino dell'arte militare. Io stesso mi diverto con i vari “Age of…” ed i simulatori di battaglia (aerea, terrestre, navale…).
Insomma la guerra è un bel business, che sia vera o virtuale. Posso solo rallegrarmi del fatto che almeno questa volta l'Italia non spenderà soldi e basta ma ne porterà a casa anche un po'. Con buona pace del mio spirito pacifista