Quando l’ambientalismo (o presunto tale) non si ferma davanti a niente diventa un movimento che cavalca anche l’ignoranza pur di ottenere - alla fine dei conti - una poltrona. L’incredibile cronaca di un’occasione persa “Quando ci sarà la centrale a Biomasse, tutto il verde di questa vallata non esisterà più”. E’ questo quello che pensavano in molti a Stigliano, Matera, quando otto anni fa la Gavazzi Green power aveva chiesto e
ottenuto i permessi per installare nell’entroterra del piccolo paese lucano una centrale che producesse energia elettrica a partire dalla combustione di biomassa. Contro la decisione dell’ amministrazione comunale di allora si alzò un coro di no, sostenuto da un più o meno organizzato fronte (uno dei tipici “Fronte del No” imperanti ormai in tutta Italia) che denunciava l’Armageddon ambientale prossimo venturo (insinuando come sempre in questi casi, connivenze varie ed eventuali su chiunque fosse di parere contrario). Un muro contro muro terminato nel classico “niente di fatto” all’italiana. Con sorpresa finale.
SO DI NON SAPERE - Una storia, quella della centrale a biomasse, che dura appunto da ben 8 anni e tre giunte comunali. Correva infatti l’anno 2000 quando forte dell’ok ricevuto dal comitato interministeriale (Ambiente, Industria, Sanità e Agricoltura) l’impresa energetica di Carlo Gavazzi si è presentata nel piccolo paese lucano chiedendo il via libera dal comune e la relativa licenza edilizia. Le contrattazioni prevedevano tutta una serie di punti che secondo l’allora sindaco erano di sicuro interesse per l’entroterra: a partire dalle royalties di “risarcimento ambientale” sull’energia prodotta (che sono arrivate al 7% fra Comune e Regione) fino all’accordo sulla costruzione di un impianto sportivo nella zona adiacente a quella industriale. E ancora, proprio per tutelare l’ambiente, l’installazione nei paesi vicini di rilevatori che indicassero la composizione dei fumi d’emissione e il sovvenzionamento di uno studio ambientale eseguito da un ente scelto dal Comune e non dall’impresa (l’Enea). La ricaduta economica prevedeva,
tralasciando l’indotto edilizio per la costruzione dell’impianto (affidata a ditte locali), 50 posti di lavoro interni all’impresa e l’utilizzo di 70 autocarri per il trasporto della biomassa, che sempre per gli accordi intrapresi con la Gavazzi sarebbe stata prodotta in loco, sfruttando i terreni non coltivabili altrimenti. Niente male per un paese di 5mila anime circa, che, se avesse sfruttato l’occasione all’epoca, si sarebbe certamente candidato a motore dell’economia locale. Anche perchè molte altre imprese, attratte dalla possibilità di ottenere teleriscaldamento a prezzi bassi grazie alle emissioni della centrale, si dicevano pronte ad investire in loco. E poi? E poi è arrivato il “lupo verde”.
THE DAY AFTER TOMORROW! - La stessa Enea, durante l’esposizione dello studio, aveva espresso alcune perplessità sull’approvvigionamento, a cui però proprio l’accordo Comune/azienda aveva dato una prima sommaria risposta. Ma questo non è bastato a fermare il fronte del No: un insieme organizzato di cittadini ha iniziato ad avanzare le ipotesi più fantasiose sulla centrale e su cosa sarebbe accaduto una volta impiantata. “Bruceranno spazzatura!”; “La legna non basterà , arriverà dall’Est e con lei animali che distruggeranno il nostro ecosistema” erano i leit motiv della campagna ambientalista, che molto si basava su una diffusa ignoranza delle materie in oggetto. Basti pensare che un ricercatore (?) del Cnr cercò di dimostrare quale fra biossido di carbonio e anidride carbonica fosse più velenoso, sorvolando sul fatto che sono entrambi Co2, semplicemente in due nomenclature chimiche differenti. La popolazione, però, si allarmò non poco e lo strillare del fronte, appoggiato da alcuni rappresentanti di Verdi e Rifondazione in giunta regionale, provocò la chiusura all’impianto tout court, e di conseguenza l’annullamento sia dei rischi eventuali che dei sicuri benefici. Una prova di egoismo, sembrerebbe, soprattutto a fronte del fatto che la gran parte dei rappresentanti del NO ha poi colto la palla al balzo per
candidarsi alle elezioni comunali successive e vincerle.
CONTI SOMMARI - La storia sembrerebbe concludersi così, con un niente di fatto che ha permesso ad un paese di perdere, economicamente parlando, sia gli introiti strutturali derivanti dalla costruzione della centrale (edilizia, idraulica, e simili), sia la possibilità di impiegare alcuni disoccupati. Intanto altrove le centrali nascevano e nascono, e sono sottoposte a severi controlli che ne seguono il lavoro costantemente. Mentre il bilancio per Stigliano si è chiuso così: niente energia verde, niente introiti del Cip6, niente clienti per le piccole imprese agroalimentari già presenti in loco… insomma niente di niente. Eppure, altrove, la storia continuava: la Gavazzi Green power, infatti, aveva già acquistato il terreno per la centrale e - onde evitare rilevanti perdite - decise di ricorrere al Tar. Che non solo le ha dato ragione, ma constatando il silenzio del governo regionale a distanza di anni dalla sentenza, ha nominato un Commissario (dalla direzione nazionale del Ministero dell’Ambiente) il quale sostituendosi ipso facto alla potestà regionale autorizzò la centrale a massimo voltaggio. E arriviamo ad oggi: la Gavazzi torna alla carica, prevedendo - permessi alla mano - di iniziare comunque i lavori entro maggio/giugno 2008. Dal Comune rimandano la palla alla Regione e anche questa volta i cittadini “faranno le barricate”, ma per permettere che la centrale venga costruita, perchè si sono resi conto che “si è chiesto cos’era la fame a quelli che erano sazi”. Mentre gli altri, la maggioranza ovviamente, per otto anni la fame l’ha patita alla faccia dell’aria buona (che non c’è) e del panorama per i turisti in agosto.

























Strano che poi gli elettori abbiano deciso di far scomparire dalla faccia del parlamento i verdi e gli altri ambientalistoidi vari…
Just mi hai tolto le parole di bocca…
A furia di costituire Fronti e comitati del NO pure gli elettori ne hanno costituito uno: contro Pecorario.
Si ma intanto si sono persi anche otto anni, e i mancati guadagni di tutti in generale chi li paga ?
Storia di una centrale mai nata. Forse @ Giornalettismo…
Quando l’ambientalismo (o presunto tale) non si ferma davanti a niente…
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
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Storia di una centrale mai nata. Forse @ Giornalettismo…
Quando l’ambientalismo (o presunto tale) non si ferma davanti a niente diventa un movimento che cavalca anche l’ignoranza pur di ottenere - alla fine dei conti - una poltrona. L’incredibile cronaca di un’occasione persa…
L’ambientalismo italiano da sempre e’ caratterizzato da una dirigenza di cialtroni, e da una “cultura” a meta’ tra l’ignoranza e il Giacobbo.
Lode eterna a Calderoli e Veltroni per aver fatto sparire questa voce inutile e dannosa.
Con la speranza che se proprio ci dovra’ essere un’altra reincarnazione dell’ambientalismo, si occupi per una volta della realta’.
qualora non lo aveste già saputo, volevo segnalarVi che ci toccherà risarcire di tasca nostra Europa 7 per la mancata assegnazione delle frequenze TV:
http://www.liberoweb.net/2008/.....-europa-7/
ciao
Non ci siamo, si fanno sempre i soliti errori. Ma se davvero la centrale di cui parli fosse veramente questa manna, perchè mai la popolazione non la voleva?
Possibile che non si capisca una cosa semplicissima. Che nessuna opera, per bella, pulita, all’avanguardia che sia non può essere fatta senza l’approvazione della popolazione? Ma credi veramente che bastano due o tre invasati per bloccare un’opera utile? E’ compito di chi ha interesse a costruirla convincere la popolazione dell’utilità dell’opera. Se oggi ci riesce, non mascherando dati ma rispondendo a tutte le perplessità la si faccia. Ma solo in questo caso. Purtroppo in Italia troppe opere inutili sono state costruite nel nome del progresso e si sono poi rivelate delle cantonate mostruose mangia-soldi pubblici.
Non conosco il caso specifico e l’articolo non mi aiuta a farmi un’idea della vicenda. Il concetto fondamentale in tali questioni si chiama EROEI, Loska avrebbe dovuto riportare le stime sull’EROEI della centrale. Se l’EROEI non è sufficientemente alto tutto il discorso cade e il Cip6 diventa solo una tassa per sostenere l’occupazione, la costruzione dell’impianto sportivo, etc. Faccio presente che non è necessario essere ignoranti per schierarsi contro la costruzione di un rigassificatore, di una centrale elettrica, etc. Si tratta di questioni complesse, l’analisi tra le differenti opzioni richiede la conoscenza non solo delle attuali tecnologie, della disponibilità delle risorse, delle necessità industriali e degli effetti ambientali, ma bisogna anche costruirsi modelli del “futuro” e quindi essere consapevoli che qualsiasi scelta comporta dei rischi.
Non so se opporsi a quella centrale sia un bene, una centrale a biomasse non è una brutta idea a priori. Se in loco c’è grande disponibilità di scarti agricoli potrebbe essere un buon modo per recuperare un po’ di energia. Se invece si intende coltivare appositamente per alimentare la centrale è in genere una cattiva idea. Bisogna fare misurazioni e un po’ di conti. Se l’investimento fosse a carico esclusivamente del privato ci si potrebbe occupare solo degli effetti ambientali e l’efficienza della filiera risorse-centrale sarebbe un problema solo del privato. Ma grazie alla disastrosa legge Cip6, l’efficienza della centrale è affar nostro, è affar nostro valutare le alternative e scegliere quella a efficienza maggiore. Abbiamo dunque tre domande da porci:
1. Chi sono i finanziatori effettivi della centrale?
2. Quale sarà l’EROEI della filiera risorse-centrale?
3. Quali alternative ci sarebbero e quali i relativi EROEI?
Vi siete presi il Molise, ora volete anche la Lucania? Continuiamo così, facciamoci del male!
Molise libero!
1. l’impresa di cui si parla nell’articolo
2. le stime erano state fatte, come è detto nell’articolo
3. nessuna, come è scritto nell’articolo
Lucania centravanti!
1. In realtà questa era una domanda soprattutto retorica. I finanziatori effettivi della centrale siamo noi. L’impresa otterrà senza particolari problemi finanziamenti dalle banche (sempre che non ci sia anche un contributo statale, questa era la parte non retorica della domanda) in quanto avranno garanzia di futuri profitti per via del Cip6: la centrale la costruiscono con il Cip6. Se non ci fossero state sovvenzioni statali sarebbero stati tutti molto più attenti agli studi sull’efficienza.
2. Scusa ma nell’articolo dici soltanto “La stessa Enea, durante l’esposizione dello studio, aveva espresso alcune perplessità sull’approvvigionamento, a cui però proprio l’accordo Comune/azienda aveva dato una prima sommaria risposta.”, che non mi fornisce alcuna informazione. Si accenna poi al fatto che la biomassa per la centrale verrebbe “prodotta in loco, sfruttando i terreni non coltivabili altrimenti”. Ma di quali piante stiamo parlando e quale sarà l’EROEI previsto non lo dici. Il fatto che intendano usare biomasse provenienti da terreni non coltivabili non mi sembra un buon segnale. Ma ripeto, sarebbe interessante vedere i dati, senza i dati si può dire tutto.
3. Non intendevo dire tra i progetti imprenditoriali concreti per quel particolare luogo. Intendevo tra le possibili alternative nel medio termine: non fare nulla, eolico, solare, gas, altri progetti a biomassa, etc.
1. Le banche, a quanto mi risulta, sono soggetti privati. I finanziamenti valgono per chiunque (che ne abbia diritto): una cosa è contestare il metodo - il Cip6 - una cosa è andare nel merito
2. A me sembra invece un ottimo segnale. Il dato cerco di fartelo avere: son passati anni e non so se ci riesco in breve (dovrei tornare nel paese, oppure fare una telefonata)
3. Diceva Keynes che “nel lungo termine saremo tutti morti”.
1. Le banche fanno da ponte per un affare sicuro, che sarebbe tale anche se la centrale fosse inefficiente. Il finanziamento di fatto è pubblico. Sì, contesto il metodo, che va a influire inevitabilmente sul merito, perché stimola la proliferazione di centrali a scarsa efficienza che poi noi ci troviamo sul groppone. Quindi se si costruisce una centrale che intenda sfruttare i finanziamenti Cip6 è bene essere scettici di default.
2. Credo sia un cattivo segnale perché la già bassa efficienza della fotosintesi in condizioni ottimali (terreni irrigati, concimati, etc.) sarà ancora inferiore in terreni di scarso valore. Avrei visto meglio un sistema alimentato a biogas integrato con una filiera del trattamento dei rifiuti organici domestici e agricoli, dai quali si potrebbero ottenere anche fertilizzanti.
3. Ma che senso ha buttarsi a pesce sulla prima occasione che ti capita senza avere a disposizione un’analisi comparata delle ragionevoli possibilità ? Magari a conti fatti questa era un’occasione da non perdere, ma per dirlo bisogna esporre i dati.
Proverò a chiedere a qualcuno del giro, se vengo a conoscenza di qualche informazione utile ti farò sapere.
1. Io non sono scettica di default, non mi piace criticare a priori
2. Abbiamo opinioni diverse.
3. Non era la prima, era l’unica.
ciao, scrivi pure alla mail del sito
I “verdi” sono semplicemente una gigantesca impresa di pittura istituita e impiegata dai rossi fino dai tempi antemurali berlinesi per dipingere di verde le loro esigenze di carattere ai vecchi tempi militare e attualmente politico ed economico(esiste in proposito una sterminata serie di prove a livello internazionale).
Attualmente opponendosi a qualsiasi progetto infrastrutturale o energetico, fanno si che gli stanziamenti che dovrebbero essere ad essi destinati possano essere deviati verso il mantenimento delle proprie strutture clientel/organizzative e imprenditoriali di partito.
1. Essere scettici di default non significa criticare a priori, ma essere esigenti, pretendere documentazione, studi, etc.
2. La questione si può risolvere consultando la letteratura in merito (che non conosco) o facendo misurazioni/calcoli, bisogna sapere di che piante stiamo parlando.
3. Non fare la sofistica, è così che il Molise è scomparso
condivido il ragionamento di Procellaria. siamo nel 2008 e in pochi si sono documentati su chi paga i CIP6 ( tutti nella bolletta enel ) e chi ci guadagna ( pochi ).
questa centrale non essendo stata ancora costruita può accedere ai finanziamenti di una legge del 2003.
ci sono studi che dicono quanti ettari di terreno devono essere coltivati a biomasse per alimentare tali centrali: sicuri che bastavano i terreni incolti?
tecnicamente con alcune modifiche ai motori queste centrali possono bruciare Combustibile da rifiuti.
non è chiaro, infine, da quanti MW elettrici fosse o sia tale centrale
Da qualche parte avevo letto che la centrale sarebbe stata alimentata con biomasse provenienti dalla Jugoslavia, in quanto non era possibile con quelle presenti in loco, di scarsa quantità .
A Pippo: ho capito poco quello che hai scritto. Vuoi dire che i verdi sono dei rossi camuffati?
A proposito delle infrastrutture che i verdi bloccherebbero ricordo solo la centrale termodinamica di Rubbia che sarà costruita in Puglia.
Non è che a qualche accalorato antiverde viene in mente che dietro la campagna contro Pecoraro possano esserci interessi di potentati economici colpiti dalle sue scelte (cip6, centrale termodinamica appunto, distributori ad idrogeno appena introdotti, ecc)? e che quindi più i no hanno dato fastidio i suoi sì?