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Internidi Abramo Rincoln (Abr)
pubblicato il 17 aprile 2009 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Oggi andiamo veramente controcorrente: contro il referendum, la semplificazione della politica (?), il risparmio di migliaia di milioni di miliardi… Contro al vero, perenne perpetuarsi della politica, che più di casta si fa sempre più “mestiere” ben retribuito e sindacalizzato, con tanto di assunzioni e obbligo di reintegro in caso di licenziamento

Controcorrente è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione

Giovanni Guzzetta referendum 7c3bd Referendum? No, grazie Oggi … discutiamo ancora di riforma elettorale e modifica del bicameralismo, mentre siamo ostaggio di una classe politica sempre più vecchia, arroccata in un Parlamento che sembra un vivaio di partiti e partitini. Eppure gli stessi politici che da anni parlano di immobilismo hanno sistematicamente mancato l’obiettivo del cambiamento, come se la “corsa alle riforme” non fosse altro che una buona trappola elettorale: la classica promessa da marinaio che ha via via sfiduciato i cittadini e – mai come negli ultimi tempi – li ha allontanati dalla politica. Che il rinnovamento italiano sia perennemente in crisi non è certo una novità, e questo momento di generale disfattismo può essere superato in un solo modo: è ora di cambiare le regole del gioco, perché se la macchina non funziona è impossibile migliorare la politica (…).* 

E’ un estratto della presentazione sul sito referendumelettorale.org  del libro Italia ultima chiamata” di Giovanni Guzzetta, promotore del referendum della discordia e della mancata crisi di governo, con prefazione di Angelo Panebianco (come meglio sottolineare il gradimento dell’establishment liberal-socialista, quello che in Italia con un ossimoro chiamano “i poteri forti”?). E’ interessante partire da tale descrizione per capire di cosa in realtà tratti e quale sia l’obbiettivo di questo (o meglio questi: sono tre) quesiti referendari. Contro “una classe politica sempre più vecchia”, “arroccata”, contro “l’immobilismo”, le “promesse da marinaio”, la sfiducia, l’allontanamento della politica … Ma vieni! A leggere è proprio come li presentano i giornali: si tratta della soluzione perfetta a tutti i nostri mali atavici. Perdippiù avverrebbe nel giorno giusto, con altre elezioni concomitanti, così costerebbe niente: geniale, o meglio, con-geniale alla mentalità di un popolo che dopo duemila anni di sfighe crede ancora nei ditini puntati, nei capri espiatori, nelle scorciatoie al duro lavoro e alla presa di responsabilità individuale. Il sogno però è stato buttato all’aria da qualcuno, ovviamente quegli illetterati beceri leghisti sempre bastian contrario: vogliono spostare il referendum e non fargli raggiungere il quorum. Perché?

calderoli Referendum? No, grazieDI CHE PARLIAMO – Quando tutti sono allineati e coperti contro i pochi, qui gatta ci cova. E allora fa bene andare oltre le dichiarazioni di principio e tentare di capire cosa ci sta sotto, cosa vorrebbero far passare con l’avallo popolare. I tre quesiti si prefiggono l’obiettivo di modificare l’attuale legge elettorale, la n. 270 del 2005, la famosa “porcata” (Calderoli dixit, ricordano i ricatti posti dall’Udc al riguardo) che reintrodusse il proporzionale pur corretto da un robusto premio di maggioranza. Nel dettaglio il referendum andrebbe a toccare i meccanismi di attribuzione del premio di maggioranza: dalla coalizione il premio passerebbe alla LISTA (= Partito) più votato; inoltre si propone di cancellare le candidature multiple, al fine di evitare il fenomeno dei candidati -specchietti per le allodole, i “piezz’e nuanta” che si presentano in più distretti per attirare voti e poi scelgono dove ritirarsi, surrettiziamente mandando al Parlamento chi vogliono loro e non secondo il voto della gente. Mentre il secondo obiettivo (terzo quesito referendario proposto) concerne il “fair play” come lo può intendere un avvocaticchio pingue e calvo di Bagnara Calabra o Pizzigehttone e tenta di combattere l’eccesso di carisma di certi candidati, il primo (contenuto nei primi due quesiti) ha un effetto mica da poco: penalizza tutti tranne i due partiti leader delle coalizioni, portando inevitabilmente al bipartitismo.

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