Economia

È salita l’inflazione. Ah sì?

5 agosto 2008

L’aumento dei prezzi continua a flagellare l’economia e i consumi, malgrado l’effetto sostituzione. Una parte del quale, dopo il recente fallimento delle trattative al wto, è stata di fatto preclusa

E anche questo mese l’inflazione cresce. Per qualche dettaglio si può leggere la nota di Repubblica.it di cui, tanto per iniziare, sottolineerei un paio di cose: il dato complessivo del 4,1% comprende un 13% per il pane e un 25% per la pasta, con gli alimentari ancora tra i capitoli più colpiti; nel settore dell’energia la componente “regolamentata” fa segnare un 3,3% su base mensile, mentre quella “non regolamentata” sale dell’1,3%; sempre parla di mercati “regolamentati”, i tabacchi hanno registrato un aumento congiunturale del 2,6% e annuo del 5,4%. Mi sa che noi poveri lavoratori ci eravamo accorti di questi rincari già da soli, visto che i consumi continuano a calare su tutta la gamma, e questo non può dipendere dalla scarsità di lavoro (disoccupazione al 6,5%, dati Economist), bensì proprio dal rialzo dei tassi a sostanziale parità di stipendio (d’altra parte se il PIL cresce quasi zero con cosa finanziamo i più alti stipendi?).

LE MANI IN TASCA - Riprendendo il dato sull’energia “regolamentata” e sugli statalmente monopolizzati tabacchi, sarebbe facile dire “da liberista” che è la prova della dannosità della mano pubblica, troppo facile. Però si può dire altro perché, a meno che anche il tabacco non stia andando “in bolla”, mi viene il sospetto che zitto zitto il governo stia infilando qualche balzellino sui prezzi “di sua competenza” per finanziare alcune delle ultime concessioni a qualche lamentosa lobby (senza far nomi). D’altra parte, se si concedono sgravi e rimborsi a qualcuno senza poter alzare le imposte più evidenti, qualcosa andrà pur fatto (magari il più “socializzato” possibile, così si nota meno). Oppure il dato si spiega con il fatto che ci vuol più grano & benzina per produrre un sigaro che per un cellulare (prezzi già del 18%)? Oppure i cinesi, avendo finito il grano, stanno divorando tabacco?

RISPONDERE AI RICARI - L’ultima (fantasiosa) ipotesi richiama il recente pezzo di Pietro, che ci ha dato un veloce e limpido esempio di cosa sia “l’effetto sostituzione” Alzandosi il costo dei carburanti, si cerca di acquistarne meno, spostando la domanda su beni e servizi alternativi o compatibili con un minor uso di benzina. Con i dovuti tempi, i rialzi dei prezzi vengono bilanciati con opportune riduzioni della domanda a favore delle alternative. Il tabacco non è esattamente commestibile, però fumarlo può alleviare il senso di fame, ad esempio, e quindi essere una risposta al caro-pane; lavorando meno di fantasia si può constatare che all’ultima rilevazione la domanda di prodotti di largo consumo è calata dello 0,7% come combinazione del calo nei prodotti di marca e dell’aumento nei prodotti private label (con marchio del supermercato che li vende), il che rappresenta appunto un “effetto sostituzione” verso prodotti più economici e certo di minor qualità causato dal generale rialzo dei prezzi. Insomma, c’eravamo già accordi di come si stavano mettendo le cose e stavamo già reagendo.

6 commenti a È salita l’inflazione. Ah sì?

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  2. Lkv

    Interessante e azzeccato il riferimento al Doha Round. Anche se era cosi’ modesto nella sua formulazione che anche in caso di accordo non sarebbero stati elevatissimi i vantaggi. E forse proprio per questo le altre lobby (quella degli industriali ad esempio) non avevano interesse a contrapporsi a quella dei produttori agricoli.

  3. Graziemister

    però c’erano anche altre cosette attorno al Doha che ci avrebbero fatto molto comodo come Italia, sul lato del “reddito”; ma puff!

  4. Lkv

    Eh, ma io sono incontentabile su dazi, sussidi e clausole di salvaguardia, non mi basta vengano ridotte :)
    La cosa triste e’ che l’accordo c’era per 18 dei 20 punti dell’odg. Che rabbia.

  5. accordo una sega
    è stata una truffa

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