Personaggi che sembrano fatti con stampini già usati, trame intricate quanto inconcludenti e prevedibili, una spruzzata di sano patriottismo che male non fa: è estate, e se resti a casa e non hai la tv a pagamento,tocca rimediare con serie televisive assolutamente perdibili. Come questa.
L’avevamo lasciata avvocato democratico saltuariamente in preda a disastri sentimentali e turbe mentali; la ritroviamo giornalista repubblicana, al solito impelagata in disastri sentimentali e turbe mentali incipienti, questa volta però aggravate all’inverosimile da una famiglia al collasso e, soprattutto, dalla brutta voglia di prendersi sul serio. Calista Flockhart, indimenticabile interprete di Ally Mc Beal (l’indimenticabile non è necessariamente una nota positiva) torna al successo con la serie
Brothers&Sisters, saga familiare strappalacrime, proposta da Raidue nel caldo estivo di questa estate neoberlusconiana.
NON MANCA NULLA - Dei tempi di Ally Mc Beal le sono rimaste le faccette da disseminare ad ogni ciack, solo che ora più che simpatiche smorfie sono attacchi di rictus: la Flockhart pare intendere la recitazione come una variante del tic nervoso: è tutto uno storticchiare la bocca, balbettare, sospirare e alzare gli occhi. Ne ha ben da dolersi, del resto, visto la sceneggiatura del drammone, che narra le sventure della famiglia Walker, in cui Calista/Kitty è colonna portante. Gli Walker sono in pratica un assemblaggio di tutto ciò che può fare America: padre imprenditore di successo, che muore improvvisamente all’inizio della serie, costringendo la figlia a un precipitoso ritorno a casa; madre combattiva e “liberal”, descritta come una rompipalle all’ennesima potenza, così impegnata a sostenere e difendere ogni causa possibile da non accorgersi per anni che il marito la cornificava con una bionda tardona, cui lascia cospicua eredità mettendo in crisi il resto della famiglia. I fratelli rappresentano un campionario variegato delle sventure del paese: la maggiore è una donna in carriera, ma controvoglia, come ben si adegua ad una neoconservatrice: vorrebbe stare a casa ad occuparsi dei figli, ma ahimè, deve tirare la carretta per evitare i caos che combinano i fratelli scemi; il più intelligente dei maschietti è invece avvocato, ma è gay, e passa il tempo a dolersi di non trovare il grande amore nonostante la sua tanto spiccata sensibilità femminile, forse germinata per reazione ai comportamenti della madre, che si muove come invece un bulldozer.
MA NON MI DIRE… - Ci leggete un pizzico di stereotipo? Ma no, è un ritratto commosso della società
americana, aperta e libera nell’accettare il “diverso”. Difatti il fratello gay, a casa, è accettatissimo, così accettato che gli fanno organizzare persino la festa a sorpresa per i sessant’anni di mamma: del resto, è gay, se non ha buon gusto per le feste alla moda lui, di chi ci si potrà mai fidare? Certo, qualche problema lo ha anche lui, dato che Kitty/Calista non solo è Repubblicana, ma diventa persino portavoce di un aspirante candidato alla Presidenza degli Stati Uniti, famoso per le sue dichiarazioni omofobe; quando glielo porta in casa, il fratello gay un po’ si adonta, ma il Senatore Repubblicano conquista subito mammà con posizioni praticamente democratiche, confessa di avere un fratello gay lui pure - deve essere una dotazione standard nelle famiglie televisive americane - e poi ha la faccia belloccia di Rob Lowe, quindi riesce immediatamente a portarsi a letto Kitty. In effetti, con queste credenziali, la strada per la Casa Bianca dovrebbe essere tutta in discesa.
ALLA GUERRA! - Ma ci potevamo lasciar perdere un po’ di retorica sull’11 settembre e l’America guardiana del mondo libero? No, per carità. Così l’altro fratello della bella Kitty è un reduce della guerra in Afganistan: è partito dietro consiglio della sorella, rimasta sconvolta per l’attacco alle Torri Gemelle, così sconvolta che, da brava Repubblicana che si rispetti, ha subito pensato di mandare al fronte qualcun altro (Ecché, ci sarebbe dovuta andare lei? Già tenere a posto la messa in piega a Manhattan è un lavoraccio!). Il ragazzo dall’esperienza è tornato distrutto, tanto che è divenuto tossicodipendente. Cosa per cui la sorella si commuove, lo spettatore pure, mamma piange disperata; ma quando l’esercito degli Stati Uniti lo richiama, per mandarlo in Iraq, tutta questa afflizione porta ad un beneamato niente: lui, porello, tenta di evitare il richiamo adducendo la scusa che si fa di tutto, ma l’esercito replica, con logica stringente, che quando era militare non si faceva, quindi l’Iraq e la disciplina militare saranno la sua salvezza. Calista/Kitty spreca una delle sue faccette, mamma piange per venti secondi, il saggio zio ammolla al nipotino una comprensiva pacchetta sulla spalla, e tutti aspettano che venga rimandato al fronte con silente partecipazione, in base al sano principio repubblicano che è meglio sparato morto nel deserto che perito per overdose nel giardino di casa, sennò poi i vicini lo vengono a sapere e non ti rivolgono più il saluto il giorno del Ringraziamento. I drammi secondari di questa bella congrega sono per ora un rumore di fondo, ma verranno certo sviluppati a dovere nel prosieguo: c’è, per esempio, una nipotina diabetica che promette bene, magari per una puntata in cui entra in coma e viene salvata in extremis dall’eutanasia proposta da liberal e radicali cattivi. Attendiamo con impazienza.


























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
Personaggi che sembrano fatti con stampini già usati, trame intricate quanto inconcludenti e prevedibili, una spruzzata di sano patriottismo che male non fa…
[...] 7 Agosto 2008 in Uncategorized | Tags: brothers and Sisters, Calista Flockhart, galatea, giornalettismo, raidue, serial, tv | È estate, fa caldo, e a voi non resta che una serata davanti la tv? Non vi preoccupate, la vostra Galatea si incarica di essere la vostra guida nel mare magno dei programmi televisivi. Non qui, però. Su Giornalettismo, dove da lunedì prossimo terrò una rubrica fissa. Per intanto, ecco una anticipazione: comincio con Brothers&Sisters… [...]
cosa ci consigli allora? perché sparare a zero su un telefilm che nel suo essere “drama” è invece molto buono mi fa pensare che tu abbia davvero un’autorevolezza in materia di show televisivi…o è solo voglia di riempire la pagina con acute critiche, anche se in realtà non troppo sentite?
Cosa consiglio lo scoprirai nelle prossime settimane. Ma, tanto per cominciare, Dirty Sexy Money: i produttori sono gli stessi, ma è proprio tutta un’altra cosa.
speriamo che sia molto dirty sexy e poco money
Dopo Lincoln, Ally Mc Beal. GOP rulez!
Ma dico io perchè non vi pulite la bocca prima di parlare e sputare sentenza con articoli che sono praticamente campati in aria (e portami via retorica si, visto che non avete voi altro da fare che criticare una serie tv di successo e una attrice di successo!).
Almeno una cosa giusta l’avete detta, che Calista è molto famosa! (al posto vostro darei un’occhiata in giro, prima di criticarla, visto che solo in ItItali si possono trovare articoli come i vostri).
Secondo luogo, se ci sono gli stereotipo in America ci saranno due volte in famiglie come le nostre dove chi è Gay viene anche picchiato a morte o condotto all’esasperazione per non dire disperazione psicologica. Almeno telefilm come questi ti danno la possibilità di riflettere (eh si, perchè non amiamo lamentarci mica dalla mattina alla sera per UNO dei telefilm che finalmente parlano liberamente di tutto).
Ma si sa, le migliori idee sono sempre quelle peggio criticate, quindi, non mi meraviglia che in una società come la nostra si scrivano ancora certi articoli. (contro lo stereotipo della famiglia americana poi, chissà come mai poi vi starà sulle balle scommetto!)
Per tua informazione Kitty non è l’elemento portante della famiglia. Forse non hai capito niente, e per questo ti invito a parlare in altra sede! (quando sarai degno di informarti su cosa parli)
Cosa centra che i vicini non ti rivolgono saluto se tuo figlio è drogato? Eh si, perchè è meglio essere gay omofobi e nascosti, drogati, che andare in guerra e morire per gli altri. Ma perchè non parlate o non vi tagliate la lingua prima di parlare?
Ci vediamo quando avrete un minimo di buon senso.
fa’ con comodo!
Mai letto un articolo così pieno di sterile disprezzamento per qualcosa. Mi sono fermato prima di leggere la parte sulla guerra, se la caratterizazione di Kevin è sembrata stereotipata alla signora Galatea non oso immaginare cosa possa pensare del personaggio di Justin. Mi fa tanto piacere vedere una serie fresca,viva, politicamente significativa e divertente come Brothers & sisters quanto mi viene il rigurgito a leggere superficialità del genere. Calista che non recita ma fa un campionario di tic nervosi, Sally che fa la pazza e Matthew rhys con il suo bel personaggio gay stereotipato.
Mi sa che abbiamo visto una serie diversa.
Saluti.
Che Calista sia insopportabile come Ally Mcbeal è opinabile.
Io per esempio l’adoro.
In B&S è ottima,grande interprete, anche il tf è molto bello.
Quoto il pensiero di Ouji.
Brothers&Sisters è una bellissima serie.
Quelli che tu reputi “stereotipi” sono invece dei temi importanti che il telefilm riesce ad affrontare alla perfezione senza mai cadere nel banale o nel ridicolo.
Quelli che tu reputi attori che sanno solo fare tic nervosi o piangere, sono invece attori di un cast di tutto rispetto, attori di grande talento e capacità.
Dirty Sexy Money è un bel telefilm. Ma non è superiore a Brothers&Sisters e inoltre non si possono mettere a paragone essendo due telefilm con tematiche, personaggi, e storie completamente diverse.
Due serie di qualità, due serie DIVERSE.
Evita commenti del genere che sono alquanto futili.
La qualità del prodotto è innegabile, tanto che sono diverse le persone che reputano il telefilm, uno dei più belli degli ultimi anni.
Forse non sei in grado di capirlo. Forse non hai la mente abbastanza aperta a certe cose.
I gay esistono, la guerra esiste, inutile pararsi gli occhi e non parlarne.
Brothers&Sisters lo fa, e per questo merita tutto il rispetto possibile.
non sono per niente d’accordo con l’autore di questo articolo spara a zero su un telefilm che invece è molto bello con una storia che è anche abbastanza realistica se non vivi nel mondo dei sogni è la storia di una famiglia tenuta in piedi dal padre che poi muore e si scoprono dei segreti cioè che aveva un’ amante e una figlia e ti assicuro che sono cose che succedono anche nella realtà! poi ogni personaggio ha a sua volta una storia Justin veterano del vietnam Kevin un avvocato che non riesce a trovare l’uomo della sua vita Tommy in litigio con la sorella Sarah per l’azienda di famiglia e cerca di avere dei figli con la moglie Kitty donna in carriera ma con problemi di cuore Sarah madre lavoratrice con i problemi di tutti i genitori che lavorano.
Io non ci vedo niente di così irreale!! ciao