Cosa sta accadendo in Alitalia

13/04/2008 - In questa pagina vengono ospitati contenuti inviati alla mail di Giornalettismo, ma che non necessariamente rappresentano la nostra linea di pensiero sugli argomenti trattati di N.C. Per cercare di capire quel che sta accadendo oggi in Alitalia non si può

     
 

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In questa pagina vengono ospitati contenuti inviati alla mail di Giornalettismo, ma che non necessariamente rappresentano la nostra linea di pensiero sugli argomenti trattati

di N.C.

Per cercare di capire quel che sta accadendo oggi in Alitalia non si può prescindere dalla divisione avvenuta nel 2005 tra Alitalia Fly e Alitalia Servizi sancita dall’accordo del 2004 voluto e firmato da azienda, governo e sindacati…Come oggi, anche allora c’era la minaccia del fallimento, e lo smembramento dell’azienda avrebbe dovuto servire per il salvataggio dell’azienda, secondo i dettami del neo liberismo. Peccato che, nonostante ciò, Alitalia (la Fly) da quel momento ha inesorabilmente accelerato la discesa verso il baratro, cosa che non è accaduta alla Servizi.

Qualcuno (la C.U.B. Trasporti, sindacato di base) già allora sosteneva che questo piano era funzionale alla vendita ad Air France della sola Fly, “alleggerita” dei settori confluiti nella Servizi che Air France considerava “doppioni” dei settori che già aveva al suo interno (nello specifico amministrazione, informatica, call center, manutenzioni, tratte di lungo raggio, ecc) con profonde ripercussioni a livello occupazionale. Mentre gli altri sindacati invece miopemente firmavano l’accordo senza peraltro nemmeno aver avuto alcun mandato in tal proposito dai lavoratori.

Oggi questo sta accadendo: il governo italiano dopo non aver fatto assolutamente nulla per rilanciare l’azienda, nonostante le promesse in campagna elettorale, ha portato la vendita della sua compagnia di bandiera in una condizione in cui l’acquirente può imporre il “prendere o lasciare”. L’ha fatto imponendo un interlocutore privilegiato, eliminando lui stesso ogni possibile concorrenza che avrebbe potuto servire per non abbattere il prezzo (come qualunque ragionevole venditore farebbe…), e imponendo scadenze non necessarie, mettendo così i Francesi in una posizione di assoluto potere nella trattativa.
E così Air France, nonostante stia acquistando a bassissimo prezzo il trasporto aereo italiano, lo può fare anche decidendo quali settori del gruppo Alitalia prendere e quali lasciare…
E, badate bene, il costo del lavoro di un dipendente italiano è notevolmente più basso del collega francese e, inoltre, si parla di poche migliaia di lavoratori che, nel contesto della nuova holding, influirebbero in percentuale davvero irrisoria…….

E’ evidente che l’obiettivo di Air France non è il rilancio di Alitalia, ma renderla una compagnia a carattere regionale eliminando Malpensa a favore dell’hub di Parigi. Contestualmente è previsto il ridimensionamento della flotta Alitalia con la dismissione di aeromobili e tratte e, conseguentemente, molti lavoratori italiani in breve tempo diventerebbero esuberi. Nel frattempo i “poveri” lavoratori della Servizi verranno esternalizzati con cessioni ramo d’azienda in piccole società che dureranno il tempo necessario alle migrazioni di attività in Francia, e, una volta migrate, non avendo più attività lavorative, è facile immaginare la perdita del loro posto di lavoro, senza nemmeno gli ammortizzatori sociali attuali, quelli previsti oggi per Alitalia.

Cosa si può fare oggi per non veder fallita la nostra compagnia di bandiera e nello stesso tempo non mettere sulla strada migliaia di lavoratori? A prescindere dall’ipotesi Air France (…peraltro l’unica al momento che resiste alle boutade della campagna elettorale) si dovrebbe imporre l’integrità della ex-Compagnia di Bandiera, facendo tornare tutti i lavoratori dentro l’Alitalia. Inoltre lo Stato dovrebbe partecipare al rilancio dell’azienda ricapitalizzando in modo consistente per far ridecollare l’Alitalia. D’altra parte un tale investimento non dovrebbe essere considerato aiuto di stato, e, quindi, non dovrebbe incontrare nessun ostacolo da parte della comunità europea. In cambio, però, avremmo una compagnia ancora di bandiera risanata e un settore industriale strategico, come è il Trasporto Aereo italiano, non dilapidato.
Sembrerebbe un piano quasi impossibile, ma il problema reale non è tanto il rifiuto di Air France ad accettare questo piano, quanto la mancanza della volontà politica a prendersi carico di risanare l’azienda ancora di sua proprietà. Il governo che sta per uscire dalle urne avrà il coraggio e la dignità, che non ha avuto l’attuale, di non svendere così il traffico aereo di una nazione?

     
 

16 Commenti

  1. sx1mania scrive:

    sembra come se l’avessi scritto io quell’articolo condivido al 100%

    NO AD AIR FRANCE

    SI AL RISANAMENTO DI ALITALIA
    SI ALLO SFANCULAMENTO DELLA POLITICA DALL’AZIENDA
    SI ALLA RIDUZIONE DEI SINDACATI
    SI AD UNA COMPAGNIA DI BANDIERA
    SI AD UN FUTURO !!!!

    http://alitalia.forumcommunity.net/

  2. Alessandro D'Amato scrive:

    Signori, vi rinnovo l’offerta: vi va di fare un dibattito su Alitalia con noi in radio?

  3. forumalitalia scrive:

    Abbiamo inserito nel forum il vostro invito. E’ una bellissima idea anche se penso che sia di complicato perchè siamo sparpagliati tra napoli roma e milano.
    Eventualmente è possibile un collegamento in conferenza?

    Grazie per la proposta.

  4. loska scrive:

    Bisogna solo avere skype. Per maggiori informazioni scrivete alla mail giornalettismo@gmail.com

    vi aspettiamo!

  5. sx1mania scrive:

    molto volentieri, aggiungetemi su skype, io sono sx1mania grazie

  6. forumalitalia scrive:

    Siamo arrivati a 3-4 adesioni.
    Una persona di Napoli e 2 o 3 di Roma.
    Fateci sapere come sarebbe possibile effettuare il dibattito.
    Almeno il collega di napoli e due di Roma hanno skype.
    forumalitalia sono io.
    grazie.

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