Maledetta primavera

11/04/2009 - Bella stagione ma non per tutti. Ecco cosa accade – e cosa succederà – a Gaza, ormai completamente dimenticata dal mondo ma non da chi ogni giorno subisce gli effetti di una condizione ormai intollerabile Così come era finito l’anno

     
 

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Bella stagione ma non per tutti. Ecco cosa accade – e cosa succederà – a Gaza, ormai completamente dimenticata dal mondo ma non da chi ogni giorno subisce gli effetti di una condizione ormai intollerabile

Così come era finito l’anno scorso, sotto le macerie, con gli occhi sciroccati delle videocamere di tutto il mondo a cercare di raccontare il dramma di una guerra che ha lasciato un po’ tutti attoniti, così ci si ritrova oggi, incollati alle radio e alle tv, a sentire e vedere di altre macerie, di altra natura né purtroppo né per fortuna. Tutti a sentire e vedere quello che mai nessuno ha il diritto di provare.

DUE POPOLI, DUE STATI – Che primavera del cavolo! A volte ci si chiede se tutta questa informazione faccia bene alle coronarie. Si riesce a vedere tutto quasi in tempo reale, consumando l’orrore come fosse un succo di frutta inodore. Arriva Frattini che dice:”Che il processo di pace riparta da due Stati“, bene, grazie. Ci arriva fino a Beirut per incontrare il collega libanese Fawzi Salloukh per dirla ‘sta roba. Quest’ultimo, risponde pure chiedendo all’ItaliaDi fare pressioni su Israele per avviare negoziati che portino alla soluzione dei due Stati, per bloccare la costruzione negli insediamenti e affinché Gerusalemme sia la capitale di entrambi gli Stati” . Due popoli, Due stati, oggi, è una frase più inutile di “Liberté, Égalité, Fraternité“. Bellissima, per carità. E di teste ne sono ruzzolate nella vallata colma di sangue. Impossibile per tanti motivi, ma soprattutto per uno: le colonie. Il sistema degli insediamenti illegali in Cisgiordania impedisce una qualsiasi configurazione territoriale di un possibile Stato palestinese. O spariscono le colonie o sparisce lo Stato palestinese. Questo è quanto. Nessuna sfumatura.

DALL’ALTRO LATO DEL MURO – Sul fronte palestinese, archiviato ormai il governo di unità nazionale, si tenta la via del coordinamento fra i due governi de facto esistenti, quello di Ramallah e quello di Gaza. I palestinesi della Striscia si scrollano di dosso la polvere dei muri delle loro case e aspettano che qualcuno si prenda la briga di pensare alla gente che ogni giorno vive con un giorno in meno. L’interesse all’orrore di Gaza è scemato e ormai si riesce a guadagnare qualche trafiletto sui free press o sulle pagine estere dei quotidiani a patto che muoia qualcuno. Che primavera orrenda! Piena di macerie! Due Popoli, Due Stati si svuota di significato politico e pratico quando Road Map sembra sempre più il nome di un rally che parte da chissà dove e quando Netanyahu si accorda con gli ortodossi dello Shas, con Israel Beitenu, con i laburisti, con il “Focolare ebraico”, di ispirazione nazional-religiosa vicina ai coloni. Dove si metteranno questi Due Popoli e Due Stati nessuno lo sa, ma intanto si continua ad insistere su questa linea. Linea che se venisse suffragata da fatti concreti (ad esempio lo stop a tutti i lavori di ampliamento delle colonie e un piano di ritiro a tappe periodiche) allora avrebbe un senso, altrimenti è solo aria e nemmeno fritta. La cosa che è molto chiara è la sempre più esplicita posizione dominante dell’estremismo di carattere religioso nell’area. Spesso “estremismo” è legato alle realtà arabe della regione, mentre il post elezioni israeliano ci ha regalato un bel gruppetto di personaggi che in fondo, dati alla mano, esprimono la volontà del popolo israeliano: proseguire su una linea di scontro e di guerra con i palestinesi.

PREVISIONI DEL TEMPO - Altro punto focale è il ruolo del nuovo presidente degli Stati Uniti che, visto come il nuovo messia, si trova davanti ad un brutto pasticcio. Programmato per risolvere i problemi del mondo, lo troviamo a dire quasi meccanicamente di dare sostegno in Medio OrienteAi due Stati, israeliano e palestinese, fianco a fianco nella pace e nella sicurezza“. Due Popoli, Due Stati, quindi. Almeno esce fuori un po’ dalle righe affermando che “Gli Stati Uniti non sono, e non saranno mai, in guerra con l’Islam. Anzi consideriamo il mondo musulmano un partner cruciale nel respingere una ideologia estremista che tutte le persone di fede respingono“. In tanto la sinistra israeliana si polverizza dando scuola a quella italiana. Il segretario organizzativo del partito Cabel afferma: “Il nuovo governo sarà di destra. Netanyahu e Lieberman daranno gli ordini e Barak li eseguirà. Mi vengono i brividi“. A chi lo dici. Ma che bella primavera! Israele ha completato un nuovo test su un sistema missilistico chiamato Arrow che, secondo fonti della difesa, mira a difendere il Paese da un eventuale attacco iraniano. Teheran da par suo ha pronto in garage lo Shehab. Intanto in Cisgiordania si sono verificati scontri fra palestinesi ed esercito israeliano in seguito alla morte di un abitante di un villaggio a sud di Gerusalemme che protestava contro la demolizione della sua casa. Per tutta la prossima settimana tempo soleggiato e venti caldi provenienti dall’area del Maghreb. Ideali per scampagnate, coltura di pompelmi e datteri.

     
 

2 Commenti

  1. Alessandro Bernardini scrive:

    In realtà il titolo era CHE PRIMAVERA DI MERDA, penso che non si sarebbe scandalizzato nessuno. Non userei mai la frase “Che primavera del cavolo!” era sempre di merda. E ancora non ho scritto “Ma che bella primavera”, ma sempre di merda. Penso che le cose volgari siano altre e ne abbiamo esempi a iosa in questi giorni. Tanto più che abbiamo uan rubrica che si chiama mass merda.
    Ma che bella primavera!

  2. gloria scrive:

    “Il nuovo governo sarà di destra. Netanyahu e Lieberman daranno gli ordini e Barak li eseguirà. Mi vengono i brividi“.Effettivamente è una primavera di mmerda, anche per loro…

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