Coppe Europee nel weekend rugbystico

9 aprile 2009

Nell’affollatissimo calendario del rugby internazionale, finito il torneo delle Sei Nazioni non ci si ferma manco a Pasqua: ci sono le Coppe Europee giunte ai quarti di finale ad eliminazione diretta, la Heineiken Cup l’equivalente della Champions League e la Euro Challenge analoga alla Coppa Uefa calcistiche. Panorama un po’ come nel calcio dominato dalle anglosassoni quest’anno

Il rugby e’ uno sport moderno e realmente globale, col coraggio di rinnovarsi sin nei regolamenti (ad es. la moviola in campo: cfr qui) ma anche molto tradizionalista nelle sue gerarchie e nel calendario degli appuntamenti. L’anno rugbistico inizia a febbraio col torneo delle Sei Nazioni per nazionali europee e contemporaneamente col “torneo di apertura” australe per club, il Super14 disputato tra le migliori selezioni australiane, neozelandesi e sudafricane; prosegue tra aprile e maggio con le fasi finali delle coppe europee, tra maggio e giugno quelle dei campionati nazionali in Europa. Giugno e’ dedicato ai test match tra nazionali e mega-selezioni come i Lions in tour a sfidare le nazionali australi, tra luglio e settembre c’e’ il Tri-Nations, torneo tra le tre nazionali top australi, negli anni senza Coppa del Mondo tra settembre e  ottobre si disputano i campionati sudafricani e neozelandesi mentre partono campionati nazionali e coppe in Europa , in novembre parte il giro di test match delle nazionali australi in tour in Europa in un ciclo di dodici mesi senza pause. Adesso tocca alle Coppe Europee, giunte come nel calcio alle fasi ad eliminazione diretta; a differenza del fussball dove ci si fa sempre tanta bua ma le partite le saltano tipicamente solo gli squalificati, nello sport di squadra tosto per eccellenza non c’e’ possibilita’ di andate e ritorni, pena squadre massacrate dagli infortuni. Ragion per cui il passaggio del turno se lo giocano mediante partita secca in casa della squadra meglio classificata nella fase a gironi del torneo. Quanto alle due italiane partecipanti alla competizione, Benetton Treviso e Cammi Calvisano, meglio stendere quest’anno un velo pietoso: zero vittorie, c’e’ da dire che erano finite in gironi di ferro. Gli scontri clou del weekend che arriva sono quelli per la Heineken Cup, la Champions League del rugby. Riflettori puntati a Limerick, Irlanda, dove i campioni in carica di Munster riceveranno i gallesi Ospreys di Swansea e Neath. Si tratta delle rappresentative che schierano rispettivamente il maggior numero di nazionali irlandesi (O’Gara, Horan, Flannery, O’Callaghan, O’Connell, O’Leary, arricchita dal talento maori di Doug Howlett) e gallesi (James Hook, Lee Byrne, Ryan Jones, Alu-Wyn Jones, Shane Williams, rinforzati dall’ala irlandese Tommy Bowe). Partita aperta non solo per la parata di stelle, ma anche perche’ trattasi quasi di opportunita’ di vendetta per la recente sconfitta subita in casa dai gallesi nel torneo delle Sei Nazioni; al Thomond Park pero’ le scofitte casalinghe si contano sulle dita di una mano sola: persino gli All Blacks han rischiato grosso lo scorso novembre.

Altro scontro tra titani al Millennium Stadium di Cardiff tra i Blues e lo Stade Toulousain. Soprannominati “Real Madrid del rugby” per i tre titoli conquistati dal ’95 e la parata di campioni  – Michalak, Byron Kelliher, Elissalde, Skrela, Clerc, un monumento come Pelous e tutti i trequarti della nazionale francese – i finalisti francesi della scorsa edizione troveranno impegnativo questa volta superare la squadra rivelazione del torneo – con Shanklin, Jamie Roberts, AndyPowell, Leigh Halfpenny, Martin Williams, Gethin Jenkins ma non solo gallesi: Ben Blair, Maama Molitika etc. Notare che i gallesi furono eliminati proprio dai francesi l’anno scorso e sempre nei quarti ma si giocava a Tolosa.  Al campo di  Twickenham “piccolo” (The Stoop) esaurito da tempo, la squadra inglese forse piu’ in forma del momento, gli Harlequins (Nick Easter, Danny Care, Ugo Monye e australi come Nick Evans, Chris Malone e Gonzalo Tesi), sfidano la contea irlandese diLeinster, quella che detiene l’altra meta’ di nazionali dell’Emerald Island non schierati da Munster (O’Driscoll, Heaslip, D’Arcy etc, piu campioni stranieri come Contepomi e Nacewa). Partita aperta, coi tosti inglesi favoriti se la partita scivolasse sul piano fisico. Infine il derby inglese tra Leicester Tigers - la squadra di Martin Castrogiovanni, Scott Hamilton, Geordan Murphy, Alex Tuilagi, Ben Kay, Tom Croft, Toby Flood e Harry Ellis – e il pericoloso Bath con Butch James, Lee Mears, Mike Lipman. Come tutti i derby sara’ sfida complessa, ma i Tigers visti di recente e il nostro Castro non hanno paura di niente.  

Euro Challenge e’ paragonabile alla Coppa Uefa; in questa competizione il dominio inglese palesatosi gia’ l’anno scorso e’ divenuto schiacciante, basti pensare che tutte le partite dei quarti di finale si giocheranno in Inghilterra, rappresentata da cinque squadre su otto. Va sottilineato il buon comportamento complessivo delle squadre italiane in questa competizione, per la prima volta nella storia ben tre italiane sono state in lotta vera per il passaggio dle turno sino all’ultimo minuto della fase a gironi. Moltissima la sfortuna, per non dire la dabbenaggine; in particolare del Petrarca Padova che s’e’ rovinato il torneo da solo andando a perdere inopinatamente tre punti in casa con le Querce rumene in una giornata da lupi. Anche Viadana puo’ recriminare: ha dominato i francesi del Bayonne, salvo farsi raggiungere e superare negli ultimi dieci minuti dell’ultima partita. Vabbe’, tutta esperienza, sara’ per l’anno prossimo, forse. Nell’anticipo odierno dei quarti di finale, iLondon Irish avranno vita presumibilmente facile contro i francesi del Bourgoin, squadra di medio bassa classifica dall’ottima e giovane mediana Parra-Boyet, battuti due volte su due dai patavini. Nell altre partite die quarti del prossimo weekend pasquale, anche i Saints di Northampton dovrebbero aver ragione senza troppi patemi degli irlandesi della contea di Connacht eliminatori di Rovigo; l’unica francese superstite, il Brive di Andy Goode e del suo vice Luciano Orquera, visitera’ Worcester finalista l’anno scorso; infine altro derby inglese, tra i Saracens coi nostri Ongaro e Aguero titolari e i Falcons di Newcastle, la squadra orfana oramai dall’anno scorso del mitico Jonno Wilkinson.

6 commenti a Coppe Europee nel weekend rugbystico

  1. Noi di Treviso abbiamo una scusa in più per la sfilza di sconfitte alle quali siamo andati incontro: come si fa ad avere attaccamento ai colori sociali quanso si tradisce la classica casacca biancoverde con quella maglietta giallo-evidenziatore da pappagallino (vedi foto in alto coi tre trevigiani uccellati da James Hook degli Ospreys)? Come si fa a sentirsi uomini così fosforescenti e trionfanti di colore? Di un colore da minigonna inguinale o da Carnevale di Rio?

  2. abr

    Checcevoifa’, Zamax? Del resto il dna giovanilista “magliettaro” del main sponsor Benetton non puo’ sempre farsi superare dalla inventiva dello Stade Francais, editore non solo di magliette micidiali ma anche del calendario che piu’ frox non si puo’, titolato “les dieux du rugby”…
    Ecco, m’hai ispirato il prossimo pezzo! I temi adatti al Giornaletto ci sono tutti: rapporto tra ambiente conservatore e fughe in avanti progressive nel look e negli atteggiamenti ambigui, blasfemia … sara’ un successone!

    Nel frattempo, prima partita e solita prima smentita delle mie scarse capacita’ divinatorie: nell’anticipo di stasera il Bourgoin dei francesini Parra e Boyet infrasca clamorosamente in casa loro gli Irish, favoriti totali sulla carta.
    Ancora una volta si dimostra che la Premiership logora chi la fa sul serio e che i francesi sono capaci di tutto.

  3. Mais c’est incroyable, extraordinaire! Ullala et cocorico!!! I francesi sono così stupidamente vanagloriosi che ci credono sempre e a volte ce la fanno pure. La coerenza premia. Ma non è quello stesso Bourgoin che perfino il povero Petrarca di quest’anno è riuscito a battere? Quello stesso Padova che poi riuscì a farsi infilzare come un tordo in casa dai rumeni del Bucarest Oaks, e dico Bucarest “Oaks”?

  4. Io mi scervello a scrivere commenti, e poi non mi accorgo che alla doppia sconfitta del Bourgoin contro quei brocchi di patavini – comunque poi battuti dai buzzurri rumeni – avevi già accennato tu…

  5. abr

    Ma prego Zamax, fai pure …
    Un po’ la invidio questa “fede” in loro stessi tipica dei cugini transalpini, pur se a volte sfocia nella vanagloria, gli da’ quella cosa che a noi manca: non sono mai sconfitti prima di giocare.

    A parziale difesa della dabbenaggine petrarchina con le Quesrce rumene, va detto che essa avvenne (prima e non dopo la seconda vittoria coi francesi) in un pomeriggio di un giorno veramente da lupi, adatto a pack rumeno.
    Brocchi li chiami? Beh i patavini se la sono giocata lo stesso fino all’ultima partia, cosa che non si puo’ certo dire del Benetton …
    Secondo i piu’ classici cliche’ italici, mancarono la fortuna e i mezzi insomma, non l’onore :)

  6. L’onore? Noi manco quello, a dire il vero. Per forza, con quelle magliette!

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