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Culturadi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 9 aprile 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il peggio del peggio del giornalismo, come sempre, viene fuori nelle occasioni più tragiche: dallo sciacallaggio mediatico si salvano sempre in pochi.

k2yaurvrplyiomhw5ikpeta Prego, pianga nel microfonoSi potrebbero riempire decine di rubriche con tutti i tipi di schifezze venute fuori dalla copertura mediatica del terremoto abruzzese. Per l’occasione tutti i grandi classici della tv del dolore sono stati rispolverati, rimessi a nuovo e riproposti su tutti i canali ad ogni orario, e anche i grandi giornali si sono lasciati prendere la mano. Insomma, non ci siamo davvero fatti mancare niente.

FAMO A FIDASSE - L’esempio più imbarazzante è quello del Corriere, che ha pagato piuttosto caro il tentativo di far passare per “citizen journalism” il pubblicare le foto mandate aggratis dai lettori: qualcuno ha voluto mettere alla prova la professionalità di chi sceglieva le foto, e – poco sorprendentemente – la prova non è stata superata: prima è arrivata in homepage una foto del terremoto di Sichuan, in Cina. Poi, quando finalmente è stata rimossa, è stata sostituita da quella del terremoto di Adapazari, Turchia. E allora ha un bel dire, Pratellesi, che la colpa è di quei maligni che mandano le foto sbagliate, e che loro mica potevano pensare, mica potevano prevedere, mica potevano verificare. E insomma, mica li pagano per questo. Anzi, io direi di lanciare un appello ai citizen journalists: mandate le cose giuste, che a noi, di stare a controllare le cose che vi abbiamo chiesto di mandarci senza alcun compenso, non ci va.

SHARE AND SHAME – Repubblica, da parte sua, ha avuto l’accortezza di mantenere la pubblicità Renault in tutti i filmati della sua apposita sezione video. Ma l’orrore vero è arrivato dalla televisione. Da Studio Aperto al Tg2, si sono sprecati i “come si sente?”, i “cosa prova?”, i “vuole lanciare un messaggio? parli nel microfono”, e purtroppo non i “sparite dalla mia vista, bestie”. Soprattutto, io spero vivamente che qualcuno di voi sia scampato alla visione di Porta a Porta, lunedì. Lo spero perché così avrò qualcuno a cui mostrare questo video. Io ce l’ho già su dvd, lo metterò nella mia collezione, giusto tra la telefonata in diretta del Papa e la scena del mestolo e dello zoccolo. L’altro capolavoro l’ha fatto invece il Tg1, che martedì nell’edizione delle 13.30 si è vantato con gli amici al bar dei suoi grandi successi di share. E che gli vuoi dire? Complimenti, bravi a tutti, cento di questi giorni.

PRIVACY, QUESTA SCONOSCIUTA - Ma passiamo alle solite fesserie, sennò ci facciamo il sangue acido. “Il giallo dei siti erotici nel computer di Chiara”. Chiara, ovviamente, è Chiara Poggi, ma tanto ormai siamo in confidenza ed è già molto che non usiamo un nomignolo affettuoso tipo Mez. In pratica, hanno trovato YouPorn nella cronologia del computer di casa este0221334237170 Prego, pianga nel microfonoPoggi, hanno indagato e hanno scoperto che comunque non era la ragazza ad andarci ma suo fratello. Che ora è quindi stato esposto al ludibrio (ipocrita) dell’intera nazione come il fratello pornofilo della vittima. Grazie Corriere. “Chi può avere interesse a far passare Chiara come una frequentatrice dei siti porno?”. Non lo so, magari il tuo titolista?

AH, BE’ - Grandi notizie: “Adriano ha perso l’aereo”. In realtà pensavo avessero ripubblicato per sbaglio una notizia vecchia, e invece dice che è successo di nuovo. Se ne deduce che d’ora in poi saremo informati su tutti i (mancati) viaggi di questo tizio qui. Preparatevi. “Quando perdere la verginità? Sono i nostri geni a deciderlo”. Ora, io non vi dico niente, ma quest’articolo è uscito il primo di aprile, e la scienziata che coordinava lo studio si chiama Nancy Sega. “A lungo ho svenduto il mio corpo – adesso ballo solo per il Signore”: incredibile intervista a una malata di mente (abbiate pazienza, ho un limite di sopportazione anch’io). Infine, il mitico mega-spoiler: in un articolo all’apparenza del tutto innocente su uno degli attori della serie House (non leggetelo se non volete rovinarvi la sorpresa), viene buttata lì senza nessun preavviso una frasetta bastarda che rivela il colpo di scena della stagione. Grazie Corriere, come faremmo senza di te.

L’ANGOLO DEL TITOLISTA – Per il resto, titoli da ricordare: Sciatore precipita in un dirupo e muore. Banalotto. Segue ambulanza, sbanda e muore. Molto meglio. Anziano accoltella moglie e figlio poi si getta dal balcone e muore. Non so se dare il Premio Narrativa a questo o alla variazione Repubblica (Accoltella il figlio 41enne disabile poi si lancia nel vuoto e muore). Credo dipenda dal gusto personale. Voi su quale vomitereste di più?

13 commentistampa - fallo leggere