Il peggio del peggio del giornalismo, come sempre, viene fuori nelle occasioni più tragiche: dallo sciacallaggio mediatico si salvano sempre in pochi.
Si potrebbero riempire decine di rubriche con tutti i tipi di schifezze venute fuori dalla copertura mediatica del terremoto abruzzese. Per l’occasione tutti i grandi classici della tv del dolore sono stati rispolverati, rimessi a nuovo e riproposti su tutti i canali ad ogni orario, e anche i grandi giornali si sono lasciati prendere la mano. Insomma, non ci siamo davvero fatti mancare niente.
FAMO A FIDASSE - L’esempio più imbarazzante è quello del Corriere, che ha pagato piuttosto caro il tentativo di far passare per “citizen journalism” il pubblicare le foto mandate aggratis dai lettori: qualcuno ha voluto mettere alla prova la professionalità di chi sceglieva le foto, e – poco sorprendentemente – la prova non è stata superata: prima è arrivata in homepage una foto del terremoto di Sichuan, in Cina. Poi, quando finalmente è stata rimossa, è stata sostituita da quella del terremoto di Adapazari, Turchia. E allora ha un bel dire, Pratellesi, che la colpa è di quei maligni che mandano le foto sbagliate, e che loro mica potevano pensare, mica potevano prevedere, mica potevano verificare. E insomma, mica li pagano per questo. Anzi, io direi di lanciare un appello ai citizen journalists: mandate le cose giuste, che a noi, di stare a controllare le cose che vi abbiamo chiesto di mandarci senza alcun compenso, non ci va.
SHARE AND SHAME – Repubblica, da parte sua, ha avuto l’accortezza di mantenere la pubblicità Renault in tutti i filmati della sua apposita sezione video. Ma l’orrore vero è arrivato dalla televisione. Da Studio Aperto al Tg2, si sono sprecati i “come si sente?”, i “cosa prova?”, i “vuole lanciare un messaggio? parli nel microfono”, e purtroppo non i “sparite dalla mia vista, bestie”. Soprattutto, io spero vivamente che qualcuno di voi sia scampato alla visione di Porta a Porta, lunedì. Lo spero perché così avrò qualcuno a cui mostrare questo video. Io ce l’ho già su dvd, lo metterò nella mia collezione, giusto tra la telefonata in diretta del Papa e la scena del mestolo e dello zoccolo. L’altro capolavoro l’ha fatto invece il Tg1, che martedì nell’edizione delle 13.30 si è vantato con gli amici al bar dei suoi grandi successi di share. E che gli vuoi dire? Complimenti, bravi a tutti, cento di questi giorni.
PRIVACY, QUESTA SCONOSCIUTA - Ma passiamo alle solite fesserie, sennò ci facciamo il sangue acido. “Il giallo dei siti erotici nel computer di Chiara”. Chiara, ovviamente, è Chiara Poggi, ma tanto ormai siamo in confidenza ed è già molto che non usiamo un nomignolo affettuoso tipo Mez. In pratica, hanno trovato YouPorn nella cronologia del computer di casa
Poggi, hanno indagato e hanno scoperto che comunque non era la ragazza ad andarci ma suo fratello. Che ora è quindi stato esposto al ludibrio (ipocrita) dell’intera nazione come il fratello pornofilo della vittima. Grazie Corriere. “Chi può avere interesse a far passare Chiara come una frequentatrice dei siti porno?”. Non lo so, magari il tuo titolista?
AH, BE’ - Grandi notizie: “Adriano ha perso l’aereo”. In realtà pensavo avessero ripubblicato per sbaglio una notizia vecchia, e invece dice che è successo di nuovo. Se ne deduce che d’ora in poi saremo informati su tutti i (mancati) viaggi di questo tizio qui. Preparatevi. “Quando perdere la verginità? Sono i nostri geni a deciderlo”. Ora, io non vi dico niente, ma quest’articolo è uscito il primo di aprile, e la scienziata che coordinava lo studio si chiama Nancy Sega. “A lungo ho svenduto il mio corpo – adesso ballo solo per il Signore”: incredibile intervista a una malata di mente (abbiate pazienza, ho un limite di sopportazione anch’io). Infine, il mitico mega-spoiler: in un articolo all’apparenza del tutto innocente su uno degli attori della serie House (non leggetelo se non volete rovinarvi la sorpresa), viene buttata lì senza nessun preavviso una frasetta bastarda che rivela il colpo di scena della stagione. Grazie Corriere, come faremmo senza di te.
L’ANGOLO DEL TITOLISTA – Per il resto, titoli da ricordare: Sciatore precipita in un dirupo e muore. Banalotto. Segue ambulanza, sbanda e muore. Molto meglio. Anziano accoltella moglie e figlio poi si getta dal balcone e muore. Non so se dare il Premio Narrativa a questo o alla variazione Repubblica (Accoltella il figlio 41enne disabile poi si lancia nel vuoto e muore). Credo dipenda dal gusto personale. Voi su quale vomitereste di più?























mi piace fare l’avvocato del diavolo e per questo scrivo:c’è che non va nei titoli che hai riportato in fondo al testo?
Tu come avresti fatto?Un bacio, ciao
L’informazione del balcone mi sembra meritevole del Premio Narrativa.
Il vomito comunque è tutto per gli speciali per il terremoto. Da notare che nei commenti al video di Vespa che hai linkato qualcuno gli suggeriva di fare un bel plastico de L’Aquila stile Cogne. Che dite, lo seguirà?
Per mia fortuna (e dei miei figli) la tv è spenta da mesi eccetto per un programma o 2 a settimana ben selezionato [per i bimbi
] quindi ci siamo risparmiati tutte le vomitevoli sedicenti interviste nonché le prodezze sullo share e Porta a Porta… le notizie le cerco in rete…
]: secondo me in momenti come questi dovrebbero fare solo informazione sera e asciutta (quella è necessaria) della parte tragica e poi dettagliare le parti (poche) positive tipo i ritrovamenti impensabili di persone ancora vive e la solidarietà delle persone comuni nonché lo splendido lavoro dei volontari.. un po’ perché le buone notizie fanno bene e un po’ perché forse smetteremmo di essere così morbosamente macabri.
Credo che purtroppo su tanti giornalismi e su tale giornalismo non si possa dire altro che comunque tanti lettori/spettatori son lì a leggere/vedere e poi ti raccontano tutto per filo e per segno [mi è appena successo
Un saluto, Lisa
Da quando il Corriere mi ha svelato la fine della serie del Dr house ho avuto una voglia irrefrenabile di di di… creare un gruppo facebook di protesta, ma non sapevo come intitolarlo e da via Solferino non mi hanno aiutato… e si che loro son proprio bravi coi titoli…
Il problema degli “e muore” è più estetico che altro: a me fanno una brutta impressione. Non che sia un fan delle regole di scrittura, ma mi hanno sempre detto che nei titoli bisogna evitare di usare forme verbali, per cui si preferisce “Tizio morto in un incidente” (o “Incidente mortale per Tizio”) a “Tizio muore in un incidente” o peggio a “Tizio fa incidente e muore”. Chiudere con “e muore” mi sembra un tentativo (anche non voluto) di mettere l’accento sul fatto che poi alla fine è proprio morto, cosa che il più delle volte suona ridicola.
Youporn è un gran sito.
Al post, che sottoscrivo in toto, aggiungerei una sottolineatura secondaria ma significativa dell’imbecillità conformista della nostra classe giornalistica (ove essa meriti davvero questa definizione): non c’è quasi cronista, di quelli mandati sul posto, che prima o poi non se ne esca con il fatidico “sembra una città bombardata”. Come se il terremoto fosse capitato in Vietnam e non nel paese dei terremoti. Come se i terremoti nostrani non ce l’avessero mai procurato, prima d’ora, il triste spettacolo della distruzione, con l’aggravante di macerie piene di cadaveri, perché i terremoti non li annuncia mai una sirena. Come se quegli scaldasedie vestiti e calzati da lagunari per andare a L’Aquila a rompere i coglioni a chi sta dormendo in macchina, in vita loro, l’avessero vista anche solo una volta “una città bombardata”.
il fruitore mediatico non è tutto lo stesso
esiste il lettore di jornalettismo, bene informato, istruito, intelligente ed il cojone di destra o centro o sinistra che nun se commuove si nun ce fai vede’ er sangue, le lacrime, le urla disperate
ora spero non mi direte che il fruitore merita maggior rispetto, visto che da dx a sx fanno a gara a considerare il loro elettorato cojone
alle volte dicendolo in faccia, altre vorte (quasi) in faccia
ma comunque appaiono sempre tutti assisi alla tavola del magna magna coi bicchieri in mano a brindare a “quel fesso e cojone che cu ha votato”
ora, se il cojone esiste e lo si deve far commuovere per distrarlo o per fargli sganciare dei soldi….ben venga il metodo buonista ipocrita dei servi della nefanda politica nazionale…ben vengano lacrime e sangue da mostrare con le angolature giuste………basta che non diano fastidio alle vittime
ma forse mi sbaglio, di cojoni ci sono rimasto io solo, tutti gli altri se so’ emancipati
perdonate, perdonate
sono di Roma e subito dopo la scossa terribile delle ore 3.32 fra domenica e lunedì ho cercato notizie su televideo, invano per molto tempo: in compenso su Rai Uno mi sono accorto di un film erotico non interrotto
Anch’io sono di Roma e confermo parola per parola quel che racconta Romain.
anno zero è come il suo conduttore: UNA MERDA
Ma esiste un giornalista vero in Italia? Solo qualche cariatide in procinto di esalare l’ultimo respiro! Poi tanti, ma tanti venduti!
La terra tremava da ottobre 2008 con punte in scala Mercalli di 4 e 3 gradi, e non era terremoto secondo la comunità scientifica al potere.
Ora non so neppure quando parlare di terremoto. Ho una grande confusione in testa!!.
I giornalisti hanno anche creato il profeta!
Quando la terra trema a quei livelli è già terremoto!!. Qualcuno ha osato dire che vi erano prove inconfutabili che la fase tellurica andava al peggio e non si esauriva come invece risultava nelle dichiarazioni dei nostri grandi scienziati.
@Airos,ok. Capito;)