La Cei fa beneficenza. Con selezione all’ingresso
01/04/2009 - A leggere il titolo sembra beneficenza vera, invece è come in discoteca: c’è la selezione all’ingresso. “Crisi, Cei garante con le banche per 300 milioni a famiglie povere“, scrivono su Repubblica. Funziona così: “la Cei ha istituito un fondo di
A leggere il titolo sembra beneficenza vera, invece è come in discoteca: c’è la selezione all’ingresso. “Crisi, Cei garante con le banche per 300 milioni a famiglie povere“, scrivono su Repubblica. Funziona così: “la Cei ha istituito un fondo di garanzia da circa 30 milioni di euro in grado di generare prestiti bancari per 300 milioni“. Il sussidio sarà di 500 euro al mese per pagare l’affitto o il mutuo. I soldi saranno erogati dalle banche sotto forma di un prestito garantito da un Fondo che la Conferenza Episcopale Italiana alimenterà appunto con 30 milioni di euro, che saranno raccolti in una colletta nelle parrocchie di tutto il territorio nazionale. Il prestito varrà un anno e sarà rinnovabile per altri 12 mesi“. Trentamila, secondo i vescovi, le famiglie interessate. E il numero è
realistico. Perché per ricevere il prestito bisogna avere tre figli o un familiare a carico, ma soprattutto – dice la Cei - essere delle coppie regolari. E per coppie regolari si intende “sposati“. Ovvero, in primo luogo cominciamo a scremare: la donna con due figli e madre a carico che ha sbagliato marito e ha divorziato può anche morire di fame. La coppia con tre figli che però, per suoi motivi, ha preferito non sposarsi? Cavoli loro. Anzi: “Siete poveri? Cazzi vostri“, come diceva un meraviglioso titolo di Cuore.
A questo punto sorge spontanea una domanda: ma per matrimonio la Cei cosa intende? Una cerimonia civile o una religiosa? E a questo punto sorgerebbe spontanea un’altra domanda: ma per matrimonio religioso, che intendi? Va bene qualsiasi culto, o dev’essere solo quello cattolico? Anche qui, a pensar male si fa peccato ma raramente si sbaglia. Ed ecco che arrivano le altre parole della Cei a darci la certezza: “Ci si dovrà rivolgere al parroco e non ci saranno persone dedicate a questo servizio. Le famiglie che rientreranno in questi parametri (dovranno essere coppie sposate, anche se solo civilmente) saranno indirizzate alla Caritas diocesana o agli uffici delle Acli. La banca poi in 10-20 giorni inizia questo sostegno, con l’erogazione mensile della somma di 500 euro. Servirà per l’affitto o il mutuo per un anno. L’erogazione potrà essere rinnovata poi per un secondo anno e non esclude altri aiuti che la famiglia può chiedere o ricevere“. Ci possiamo tranquillizzare: sono ammessi gli sposati con rito civile. Rimangono fuori divorziati, madri single, conviventi con prole, cittadini sposati in altri paesi con rito civile che non hanno potuto chiedere la parificazione. Tutte categorie che evidentemente la Chiesa non ritiene sia giusto aiutare. Però c’è da dire che alla fin fine è anche normale. Nel senso: ognuno cerca di aiutare i suoi il più possibile, i soldi della Cei sono dei cattolici, è chiaro che preferiscono favorire i loro, o per lo meno quelli che a loro somigliano di più. Se poi questo deve essere a discapito di qualcuno che magari ha più bisogno, ma non ha risposto giusto al loro questionario sulla vita, pazienza. Mors tua, vita mea. Chiariamoci, non che sia reato. Ma questa non è beneficenza. Questa si chiama mafia.
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Era da troppo tempo che non ci occupavamo del nulla con il niente intorno, alias Mario Adinolfi. Grazie a Lakeside Capital veniamo a conoscenza di questo fantastico editoriale su Europa, che lo vede davvero in gran forma: “Cosa bisogna fare di quella straordinaria potenzialità di informazione rappresentato dal web con i suoi blog, i forum, i social network, i portali di videosharing? Si può scrivere decine di giorni prima che Ferruccio De Bortoli rinunciava a fare il presidente della Rai, dopo una nottata di presa in giro, perché trattava altre posizioni; si potrebbe scrivere dello spaventoso cartello di poteri forti che si trova all’incrocio tra quei bravi ragazzi alla Corrado Passera (responsabile tra l’altro con il governo Berlusconi della “fregatura” Alitalia) con Mediobanca di Cesare Geronzi e chi siede nel suo patto di sindacato Rcs; si può raccontare quel che i giornali non raccontano, magari partendo proprio dagli scontri di potere nel backstage proprietari dei giornali stessi“.
Cosa sta facendo qui Adinolfi? Sta ovviamente parlando di sé, perché secondo lui tutte quelle cose lì le ha scoperte lui, e non i giornali dei quali sta parlando male (d’altronde, dove volete che le abbia lette, lui? Credete davvero che qualcuno lo ritenga un interlocutore adatto a discutere di piazzetta Cuccia, Ca’ De’ Sass, via Solferino, via della Magliana – nota per Mario: imparate a usa’ i sinonimi, te ne ho piazzati qualcuno qui: appuntateli, non fare come sempre che poi te li scordi e nei post usi sempre le stesse parole!). Persino noi, qui, ne abbiamo parlato molto prima di lui. E abbiamo parlato anche di altro, oltre alle quattro cose ricicciate sui giornali; anzi, abbiamo scritto anche cose poi finite su L’Espresso. Poi il popolare (?) blogger di sinistra ma papalino, laico ma fiero partecipante alla Giornata della Famiglia (il che non è un dramma, sia chiaro: è solo che lui pretende di fare il leader del PD, o quantomeno una corrente; ma se si dovesse scegliere uno così, si prenderebbe direttamente la Binetti no?), prosegue dicendo che non gli è piaciuta la home di Tocque-ville che parlava della nascita del PdL, troppo celebrativa a suo parere (non avendola vista, non possiamo giudicare). E poi chiudeva: “Ragazzi, ma perché vi rassegnate ad essere così inutili?“. Come se uno, per fare politica, dovesse dissentire per forza, anche soltanto al puro scopo di farsi notare. Ops. Ho appena scritto la biografia di Adinolfi. In quindici parole. Mi sa che è record mondiale.
(Vignetta rubata a Malvino)













Vabbè, immagino che chi fa una colletta in chiesa regali semplicemente soldi alla Chiesa, che deciderà di gestirli come meglio pare a lei. Non credo che chi abbia dato i soldi a fine (perchè si fa alla fine immagino) di una messa si aspetti un ritorno economico diretto. Dopotutto le indulgenze fanno parte della storia della religione cattolica.
Rispetto alla selezione, sono rimasto stupito che anche i “civili” possano attingere al fondo, ma in fondo a dover mettere uno spartiacque questo era il meno mediaticamente doloroso (“Oh ce stanno pure gli atei!”).
Grande vignetta, di Adinolfi è inutile parlare. Sprecare pixel non fa parte della mia impronta morale.
Ma secondo voi a comporre il miracoloso montante contribuiscono le vendite della “Medaglietta Miracolosa” che Google Adsense, con perfida ironia, continua a pubblicizzare sul blog di Malvino?
ROMPICAZZI MODE = ON
Nota pe’ gregghe: “te ne ho piazzati qualcuno qui”
WHAT?
ROMPICAZZI MODE = OFF
Ma poi chi sarebbe stò Adinolfi?
Per Malvino invece lodi su lodi.
E dire che lo IOR è una delle banche (ricilanti) più ricche al mondo.. ahhahahhahahhahahhahah
Parafrasando AG.. il vaticulo (perchè da lì esce tanta merda ops pecunia non olet??? se ti metti il tappo al naso certo che sì, specie se fatto da banconote da 500 euro).. dicevo.. il vaticAno è un prodotto ogm composto da dna mafioso, talebano e “hamasiano”.
Questi fanno i razzisti persino nella carità.. chissà se alle mense dei poveri gestite dalla caritas metteranno un bel bodyguard che seleziona la clientela secondo lo stato civile e la religione di appartenenza.
Beh, sono semplicemente NAUSEABONDI.
Che gente piccola dentro.