Oasi felina Villa Flora ospita e cura centinaia di mici abbandonati o maltrattati. Ma da gennaio non prende più i fondi comunali che le spettano. E i volontari ci devono rimettere di tasca loro.
“Sono fiduciosa”. A parlare è Dolly, volontaria che gestisce l’Oasi felina di Villa Flora di Roma. Un rifugio per gatti maltrattati, abbandonati o perduti. Che qui vengono accuditi da altri volontari, grazie ai contributi del comune. Ma da gennaio le casse si sono chiuse, e ai mici ospitati qui arriva solo del cibo e nemmeno per
tutti (sono 250). Chi li accudisce, spesso e volentieri, anticipa soldi che non vedrà tornare indietro, solo per amore degli animali.
CASE HISTORIES - Oltretutto, l’Oasi non ha una storia fortunata alle spalle. Solo un anno fa fu sequestrata dal Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) del Corpo Forestale, sollecitato dai cittadini. Secondo quanto sarebbe emerso durante le indagini, la gestione precedente del gattile (affidata dall’Ufficio Diritti Animali - UDA - del Comune di Roma all’Anapada) era stata quantomeno disastrosa. Si vocifera che addirittura siano stati rinvenuti cadaveri animali di lunga data nelle celle frigorifere forse perchè, dice qualcuno, “i contributi comunali sono proporzionati al numero di gatti ospitati ed è quindi poco conveniente comunicare ufficialmente i decessi”. Insomma il solito caso di gestione “interessata“, che ha sprecato soldi del comune. L’oasi, come gli altri due rifugi di Porta Portese e Muratella, è infatti una struttura del comune affidata in gestione a onlus e associazioni di volontariato, a cui le casse del Campidoglio versano dei contributi mensili per il mantenimento della struttura e dei felini.
LA SOLITA QUESTIONE POLITICA - Come se non bastasse, il gattile si è trovato anche al centro di aspre polemiche politiche montate dopo la visita di due esponenti del centrodestra capitolino tra cui Fabrizio Santori, che non ha perso tempo per addossare la colpa del sequestro alla Giunta Veltroni, rea - oltre che di esistere - di aver lasciato in mani criminali l’Oasi. Ricordiamo che i fondi, sì, sono stati in
terrotti a gennaio (e quindi dalla giunta precedente), ma in questi mesi non è che siano stati celermente ripristinati. In più, i due sono andati in visita al gattile solo dopo il sequestro e il cambio di gestione. In piena campagna elettorale, per la precisione. Certo, il loro intento era quello di far passare Veltroni per un barbablù felino, ma amici e volontari dell’oasi non hanno preso troppo bene la cosa, come dimostrano alcuni commenti all’indignato pezzo (e fotografie annesse). Eccone un esempio
“Salve, conosco bene l’oasi felina Villa Flora. [...] Ho trovato la situazione generale dell’oasi buona e le condizioni igieniche sono invidiabili. La “custode” sig.ra Dolly, individuata dal Nirda, mi è sembrata un’ottima persona, che nonostante le difficoltà, anche economiche, cura con amore tutti gli ospiti. Chi ha un gatto conosce benissimo la sua natura curiosa, quindi è naturale che non essendoci impedimenti (recinzioni alte) i gatti passeggiano per tutta la zona. Nella foto pubblicata, si vede un gatto cieco. Questo non credo sia responsabiltà di chi amministra. L’apparente fatiscenza della costruzione è da imputare ai vandali, non a chi gestisce. La prego di approfondire gli argomenti che nel corso del suo mandato affronterà.”
“Il pericolo per i nostri piccoli amici è rappresentato più dai cani di grossa taglia che vengono a spaventare i mici e spesso mangiano tutto il loro cibo, con il sorriso soddisfatto dei loro padroni, che li
lasciano senza guinzaglio e museruola in giro per il parco. E soprattutto dalle scorribande di adolescenti che tirano al bersaglio pietre e sassi di varie dimensioni all’interno del recinto mettendo a rischio la vita dei piccoli felini. Mi sembra ingiusto da parte sua descrivere una situazione che non rispecchia la realtà; la gestione è affidata a persone che amano gli animali, li curano, li coccolano.”
COSA SUCCEDE ADESSO - Intanto da gennaio la vita all’oasi è difficile: solitamente i volontari prendevano un rimborso che variava da 300 a 600 euro mensili. Più medicine, visite dal veterinario, cibo. Dolly si dice fiduciosa. Pare che a breve la situazione si risolverà, con l’arrivo di un nuovo direttore, Cignini. Sempre sperando che qualcuno se ne ricordi, anche se non siamo più in campagna elettorale




lasciano senza guinzaglio e museruola in giro per il parco. E soprattutto dalle scorribande di adolescenti che tirano al bersaglio pietre e sassi di varie dimensioni all’interno del recinto mettendo a rischio la vita dei piccoli felini. Mi sembra ingiusto da parte sua descrivere una situazione che non rispecchia la realtà; la gestione è affidata a persone che amano gli animali, li curano, li coccolano.”





















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Roma: la sfortunata storia di un gattile comunale, sequestrato e senza fondi…
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Ho sempre apprezzato la sensibilità di giornalettismo ai problemi dei mici, dai primordi!
http://giornalettismo.ilcannoc.....4&p=29
Ma che maraviglia di micioni… :Q____
Quoto cordapazza.
non puoi farmi questo: adesso mi vien voglia di adottarli tutti!
sono in astinenza da gatti arrgghhhhhh!