Se davvero il testo definitivo della legge sul testamento biologico dovesse essere quello licenziato la settimana scorsa dal Senato, già si parla di raccogliere le firme per un referendum abrogativo. E Fabrizio già dice quello che tutti pensiamo: “Quando verrà indetto il referendum pochi tra voi andranno alle urne,
preferendo una gita al mare o semplicemente la partita di Champions. La chiesa farà una campagna martellante per l’astensione, il governo sceglierà per il referendum una bella domenica calda d’estate, preferibilmente un ponte. Noi sbraiteremo per mesi cercando di convincervi ma le nostre urla non arriveranno alle vostre orecchie“.
Andrà esattamente in questo modo: per questo è inutile anche provarci. Visto che l’unico risultato che si potrà conseguire sarà un po’ di battage pubblicitario: utile a chi di questo tipo di manifestazioni ci campa e le operazioni di guerrilla marketing ama farle sulla pelle della gente (si sa, così c’è più sugo), ma per il resto difficilmente servirà a qualcosa. Al massimo, ci si potrà consolare con la previsione di Fabristol su quello che accadrà dopo: “Alcuni di voi avranno la stessa sorte di Eluana o di Welby (non che lo auguri, ma le statistiche parlano chiaro). Alcuni di voi bloccati in un letto per anni, chiederanno la rimozione delle sonde gastriche e dei respiratori senza sapere che quel giorno avrebbero potuto votare in un referendum. Ma è giusto che sia cosi’. La vostra morte con tutto quel dolore sarà una pena del contrappasso per la vostra assenza nelle cose pubbliche“. E state sicuri che andrà così, mentre durante i giorni caldi della campagna elettorale la Cei consiglierà al popolo di astenersi. E quando il referendum non raggiungerà il quorum, potrà anche vantarsi di avere un grande seguito nella società italiana. Come se “avere un seguito” significasse spingere qualcuno a non fare qualcosa, invece di spingere qualcuno a farla. Come è successo nelle precedenti occasioni.
Nel ’74 la Chiesa, in una società italiana che stava rapidamente cambiando, si impegnò in una battaglia di retroguardia sul divorzio con tanto di consultazione popolare: la perse rovinosamente. Poi toccò alla legge sull’aborto essere sottoposta a referendum, e anche lì le indicazioni di voto dei vescovi furono disattese. Da quel momento, Santa Romana Chiesa ha cambiato tattica: invece di affidarsi alla sua capillare organizzazione territoriale, ha preferito rivolgersi direttamente alla politica per portare avanti le proprie idee sulla società. Allo strumento del referendum, come nel caso delle staminali, ha dovuto affidarsi l’altra parte, variegata e frastagliata. A questo la Chiesa ha risposto con un’indicazione di voto che stupisce: ha detto ai fedeli di astenersi dal giudicare una legge che la Chiesa stessa aveva promosso. Astenersi: non giudicare. Nascondersi, disinteressarsi. Si lascino fare le leggi a chi le sa fare, lasciamo questi argomenti complessi a chi se ne intende. La democrazia diretta, alla quale la Chiesa stessa era ricorsa ai tempi del divorzio e dell’aborto, ora viene vista con sospetto da quelle gerarchie vaticane che preferiscono le adunate oceaniche di fedeli festanti a piazza S. Pietro, alla libertà di scelta in solitudine nella cabina elettorale. “Meglio andare al mare”, come disse Craxi per un altro referendum, anche se quell’indicazione di voto non ebbe molta fortuna. E la stessa cosa verrà ripetuta quando sarà il momento di votare sul testamento biologico. Anche se stupisce il poco rispetto dimostrato nei confronti delle opinioni dei cittadini, cattolici e non, che vengono trattati quasi come minus habens. Dimenticando quello che diceva un vecchio proverbio yiddish, che si adatta perfettamente a questi tempi: “Dio non ha mai ordinato a nessuno di essere stupido”.
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fa un po’ il pacco postale la fuhostess del grande fratello mi sa
“Daniela Martani,hostess Alitalia poi concorrente del Grande Fratello, diventa conduttrice del programma “Sipario”, rotocalco del tg4″
Invee i cassaintegrati della Fiat puntano ufficialmente alla nuova edizione di Amici…
si può più o meno essere d’accordo su quella faccenda del referendum (no), la soluzione qual è, quindi?
io voto P38
(il problema è che troppa gente vota P2)
io voto parcheggio coppelle con cavalli, Suv e Tir in piazza San Pietro.
traduci per i profani..che è coppelle?:D
“fa un po’ il pacco postale la fuhostess del grande fratello mi sa”
A volte, la bellezza “aiuta” nel trovare un lavoro…
sai perchè questo referendum non è inutile?
perchè quando non sarà raggiunto il quorum chi sarà andato a votare per il si potrà guardare questo paese e togliersi la soddisfazione di dare degli stronzi a tutti quelli che non hanno votato per ignavia, pigrizia o disinteresse.
Vuoi mettere la soddisfazione? (almeno quella…)
e capirai.
Gregorj forse è un fan dei Porfilax???
(attacchiamo il vaticano, demoliamolo pian piano..)
(Seriemante parlando) quale sarebbe la soluzione?
Il referendum è chiaramente inutile, come tutti quelli che non raggiungono il quorum. Bagnasco, dopo aver invocato la rapida approvazione della legge, rifarebbe il pezzo di quello che dice: “Asteniamoci” e tanti saluti a tutti. Concordo con Gregorj: le soddisfazioni fini a se stesse possono servire sul piano individuale, ma in politica no. Infatti i radicali hanno già detto che al referendum non ci pensano nemmeno e batteranno invece l’altra strada classica del loro repertorio, quella della “disobbedienza civile” (che poi, nella loro ottica di militanti, è anche più divertente).