.. la legge sul cosiddetto “testamento biologico” come approvata dal Senato non espropria proprio niente a nessuno: il nostro corpo e’ infatti gia’ fuori dal completo controllo individuale, lo Stato ci ha gia’ messo le mani sopra da tempo. Con la complicita’ di tutti, sedicenti libertari inclusi
Controcorrente è la rubrica periodica di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, nausee, sonnolenza e dare assuefazione
Via libera del Senato al disegno di legge Calabro‘ sul cosiddetto testamento biologico. Il testo ora passa alla Camera. Due sono stati i momenti topici della discussione: il primo quando il Senato ha respinto gli emendamenti che intendevano assimilare l’idratazione e l’alimentazione ai trattamenti terapeutici, rimanendo quindi indisponibili alla volonta’ del singolo; il secondo quando e’ stato accolto un emendamento del senatore Fosson dell’Udc che elimina la definizione di “vincolante” (per il medico) dalle caratteristiche delle DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento). Questo ha scatenato la bagarre in aula: l’opposizione ha accusato la maggioranza di aver «svuotato la legge» che ruota sul concetto del rispetto della volonta’ dell’individuo riguardo ai suoi trattamenti terminali, mentre la maggioranza sostiene che le DAT non possono essere considerate come un testamento vero e proprio e cioe’ definitivo, in quanto la scienza progredisce e va data la possibilita’ al medico di confrontarsi col fiduciario del paziente non in grado di esprimere la sua volonta’ informata. A sinistra c’e’ chi alza alti lai di incostituzionalita’ citando l’art.32, quello che consente all’individuo di opporsi a un trattamento medico. Non siamo costituzionalisti ma e’ come la Bibbia, ognuno cita l’art. che gli fa piu’ comodo; piu’ prosaicamente esiste anche il codice civile, il quale ad esempio nel suo art. 5 recita: “Gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica …“.
BASTIAN CONTRARIO, MICA SCEMO! – Il presente articolo deve come sempre andar “Controcorrente” ma non lo fara’ schierandosi a favore di questa legge. Anche se l’esempio sopra citato e soprattutto la descrizione delle posizioni quanto piu’ “asettica” e priva degli stracciamenti di vesti che si leggono sui titoli del mainstream media, vogliono indicare come gli argomenti branditi contro di essa paiano cheap, come sovente accade quando si raccattano pezzi di libertarismo pret a porter estraneo al retroterra culturale socialista e lo s’accoppia forzatamente alla tutela di categorie “deboli”, filtrate mediante criteri di “correttezza politica: “debole” e’ la donna ma non il feto, l’immigrato ma non la donna bianca; cosi’ come lo sarebbe il morituro che vuol farla finita ma non quello che potrebbe non volerlo piu’ etc.. Inutile e fuorviante prendersela con una legge come questa entrando nel merito: prendere posizione di qua o di la’ e’ fare i polli di Renzo, beccarsi mentre li portano tutti al macello. Il punto vero e’ che, ancora una volta col fattivo contributo dei piu’ libertari o sedicenti tali, siamo a legiferare su un tema di liberta’ individuali. E qui lo dico e qui lo ribadisco quale sia il vero discrimine tra libertarismo e socialismo, alla faccia di tutti i radicaletti chic molto piu’ socialisti di quanto non credano: Legalizzare e’ l’esatto opposto di Liberalizzare. Chi approva la frase e agisce di conseguenza e’ vero libertario,
altrimenti no e’ solo un socialista; tertium non datur, il liberal-socialista esiste solo nei sogni di Norberto Bobbio e altri “Illuminati” (nel senso della Setta). Quando i libertari nostrani si renderanno conto delle loro derive statal socialiste spesso inconsce ma sempre devastanti, sara’ sempre tropo tardi.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE… – Per sottolineare l’inconsistenza degli alti lai a favore o contro “l’esprorpio del corpo del moribondo”, basterebbe ad esempio considerare che a norma di legge, il cadavere di una persona non e’ della persona stessa (ovviamente non esistendo piu’) ma nemmeno dei suoi parenti: forse non tutti sanno che secondo la legge italiana i cadaveri sono proprieta‘ dello Stato, che infatti ne puo’ disporre come crede per tramite dell’autorita’ sanitaria o giudiziaria (ad esempio ordinandone l’autopsia o indicando dove debba essere tumulato). Con questa legge lo Stato ora si appropria oltre che del corpo morto anche di quello moribondo? E capirai la novita’… Il danno non e’ allora togliere o aggiungere l’acqua o i sali minerali alle terapie o rendere “vincolanti” i desiderata, sta piuttosto tutto in questa ansia di NORMARE tutto, questa voglia di REGOLE sempre piu’ omnicomprensive, senza le quali il debbole (politicamente corretto) soccomberebbe. Ne siete sicuri? Nella giungla legislativa che si crea, va a finire come sempre che sopravvive solo il piu’ appoggiato, garantito, statalizzato e capace di navigare, come succede nella realta’ di tutti i giorni nella vostra/nostra occhiuta (e orecchiuta) Repubbica fondata sulla Magistratura. Ricordo bene un paio di braccia sottratte al mattarello come quelle dell’on. Prestigiacomo ai tempi del referendum sulla fecondazione assistita: una delle tante che indipendentemente dal merito (che e’ poco rilevante, ripeto: il corpo e forse anche l’anima ci sono gia’ stati sottratti da mo’), come oggi la sinistra e ieri Pannella o Bonino, straparlava di “Faruest” bisognoso di rregole. Il West sara’ anche stato deregolato, ma ci correvano tutti non solo i bandidos: era il Mito, la Terra Promessa, l’opposto della Siberia gestita dallo Stato per antonomasia dove appunto finivano solo carcerati e secondini, quello sorto per “liberare” le masse, anticipato da Orwell nella Fattoria degli Animali e realizzato nell’Unione Sovietica. Verso il Far West si muovevano tutti quelli che desideravano cercare la propria opportunita’, fuggendo dalla Vecchia Europa ricolma come sempre di cultura, regolamenti, steccati invalicabili e ai tempi anche di fame guerra e morte.























anche stavolta hai sbagliato obiettivo, visto che sono quasi completamente d’accordo con te
“forse non tutti sanno che secondo la legge italiana i cadaveri sono proprieta‘ dello Stato, che infatti ne puo’ disporre come crede”
Questa veramente mi è nuova! nemmeno da morti si è liberi…?
Onestamente non sono d’accordo: non posso dare la responsabilità della mia vita o della mia morte a chi mi ama.. è già costretto a soffrire con me e per me e non trovo giusto che debba anche assumersi l’onere delle decisione! E poi che tra i miei cari dovrebbe decidere? Mia madre, mio padre, mio fratello, mio marito o uno dei miei figli? E se non si trovassero d’accordo? Ti è mai capitato di conoscere una persona che sapevi avrebbe voluto l’espianto degli organi in caso di morte (magari anche con la tesserina dell’aido…) e poi i suoi cari si sono rifiutati perché non potevano sopportare che lo “smembrassero”??? A me sì, e più di una volta! Pensi che non accadrebbe la stessa cosa in casi come quelli del tuo articolo?
No: io ho il diritto di decidere per me.. e forse anche il dovere…
Un saluto, Lisa
Non ci siamo. Sul mio corpo e sulla mia vita decido io ed io soltanto.
Prima del ddl sul fine vita decideva il Vaticano, dopo decideranno Binetti, Sacconi e Roccella. Il problema non è avere o non avere una legge sul fine vita. Il problema è riuscire a garantire la libertà della persona. Sia che voglia decidere di non essere sottoposta a idratazione e alimentazione forzata sia che voglia rimanere per i secoli dei secoli con un tubo in gola. Siamo capaci di garantire questo diritto ?
Risposta : no
Abr, è vero che fai dichiarazione preventiva di abrasività etc.etc., ma espressioni come “un minus quam merdam laureato in medicina”, “morale pret a porter” dei non credenti e “rimanete a far sudoku per favore, se casomai avessimo bisogno, chiameremo noi” più che abrasive mi sembrano inutilmente supponenti (i non credenti secondo te non possono avere principi etici solidi ed elevati, a prescindere dalla inevitabile limitatezza di un dettato normativo? chi sono nella tua ottica gli utili cretini che dovrebbero restare a giocare a sudoku e chi sono i “noi” che invece si arrogano il diritto di chiamare quando ne hanno bisogno?).
Detto questo, concordo che (come ha detto anche Veronesi) sarebbe stato meglio non normare per niente la questione in modo specifico, se il diritto generale sancito nella Costituzione consentisse di gestire sistematicamente la questione in modo ragionevole. Così invece non è:
la “teoria della zona grigia” di Panebianco dipende troppo dal buonsenso dei medici. Se mi ritrovo in un ospedale con dei pro-life oltranzisti che fanno ostruzionismo alla Sacconi, col cavolo che la zona grigia funziona, se il diritto a decidere su di me (o a far decidere il mio tutore designato) non è riconosciuto! Il Far West non ha mai funzionato: i bianchi se ne sono strafregati di ledere la libertà dei pellerossa!
Quanto a far decidere su di me chi mi ama (“Love is the answer”: figo ma inutile), il concetto è ambiguo, nel momento in cui sono incosciente, se non ho definito per iscritto chi ritengo che mi ami. Chi mi ama di più, la mia nuova compagna o la moglie da cui non mi sono ancora separato nel momento in cui entro in coma? Nel caso di Eluana è andata bene: le persone che la amavano erano chiaramente identificate (padre e madre) ed erano concordi. Non sempre è così semplice, per cui in fondo è sempre meglio se per me decido io, in base ai dati a mia disposizione in quel momento (del diman non v’è certezza).
Quella dell’epoca che teme la morte al punto di volerla anticipare, infine, non l’ho capita. Qui mi pare che la prospettiva più probabile sia quella di una morte che viene sempre più posticipata per via artificiale, altro che anticipata!
Bah, la mia impressione è che gli anarco-libertari sono spesso persone a cui è sempre andata bene e dunque pensano che nessuno abbia mai bisogno di tutele!
Un’aggiunta. Scrivere “Con questa legge lo Stato ora si appropria oltre che del corpo morto anche di quello moribondo? E capirai la novita’…” mi pare il colmo del cinismo. Una persona moribonda è ancora viva e può e deve poter disporre (o far disporre dal proprio tutore) della propria vita. Una perona morta viva non lo è più e che lo Stato si appropri del suo corpo non mi fa in fondo né caldo né freddo. La novità di uno Stato che si appropria del corpo dei moribondi, cioè dei vivi, c’è eccome!
“utli cretini” è una frase che mi ricorda gli utili idioti teorizzati da Lenin e penso che si possa riferire benissimo ai libertari che si illudono di avere un sia pur minimo spazio in una coalizione di governo composta per il 90% da socialisti, ex socialisti , ex comunisti ed ex nostalgici di un regime socialista (perchè tale fu il fascismo).
ABR quando dice che difendere questa legge sul testamento biologico potrebbe essere una presa di posizione controcorrente dimentica che essere controcorrente richiede principalmente il coraggio di fare le pulci a chi governa, dato che fare le pulci a chi non conta una fava come l’attuale opposizione mi sembra puro opportunismo.
Poi metti che io abbia due genitori ipercattolici e convinti che la disponibilità della vita (anche mia) sia solo del buon Dio e questo non sia il mio parere, beh, pare che io sia di nuovo in ostaggio anche nel più liberale e nonregolamentato dei mondi possibili. Sicuramente avrai una risposta libertaria anche a questi e altri casi limite no, Abr?
Mi è venuto un sospetto… che Abr non sia lo pseudonimo di un vero anarco-libertario (tipo Libertyfighter) ma di qualcuno che non lo è per niente e che però conosce così bene il genere da riuscire a spacciarsi per tale ed a scrivere dei pezzi come li scriverebbe uno di loro, magari con qualche piccola forzatura, giusto per farsi quattro risate leggendo i nostri commenti più o meno scandalizzati.
Una burla dl genere la vedrei nelle corde di quel geniaccio beffardo di Gregorj, che a quel punto ci avrebbe aggiunto l’ultimo tocco (da vero virtuoso dello sberleffo) del commento autoapprovatorio.
Se è così, tanto di cappello a Gregorj o a chi per lui, che ci avrebbe preso per il naso in parecchi!
Spiace deluderti, grano, ma non sono così geniale
. Abr esiste veramente, ha un blog da anni e l’ho pure incontrato di persona. E si offende pure facile, quindi adesso che leggerà che lo hai confuso con me, ti prenderà anche a male parole
(avevamo comunque una rubrica del genere, un tempo: si chiamava Retropensiero liberale; ma non la tenevo io
)
a forza di andare contro corrente hai sbagliato strada.
Regolamentare non significa per forza ingabbiare.
Ma decidere cosa è legale e cosa no.
Non è una questione etica o morale (o meglio, le regole non stabiliscono la morale e l’etica, semmai scaturiscono da esse).
Facciamo il caso dell’aborto.
E’ legale entro certi limiti, illegale al di fuori di quei limiti.
Quella legge è servita a regolare qualcosa che esisteva ma si faceva clandestinamente.
Non sta a me giudicare se un aborto sia giusto o sbagliato.
Ma SO che in certi termini esso è legale.
E’ tutto ciò che la normativa deve dirmi.
Cosa posso o non posso fare all’interno delle regole.
Poi sono libero anche di infrangerle o di non ricorrere affatto a ciò che mi sarebbe consentito.
Io vorrei poter decidere almeno chi deciderà delle mie cose quando e se io non potessi più farlo.
E non ci vedo niente di statalista, socialista o qualsiasi altro termine ti venga in mente da usare come insulto… quando tale non è.
Questo stato legifera molto male, perché è molto mal governato.
Ma in assenza di leggi inteligenti e rispettose delle diverse culture che, purtroppo per te, convivono in questa nazione, si verifica quella che tu chiami ditattura della magistratura.
E’ una conseguenza.
non è una causa
Più le leggi sono ambigue, soggette ad interpretazione, al limite della costituzionalità, usate come grimaldello per assolvere ai più bassi interessi, più il cittadino farà ricorso alla giustizia per vedere riconosciuti quelli che crede siano i suoi diritti calpestati.
A Beppino Englaro è costato 17 anni di tribunali.
Se fosse esistita una legge ben fatta in materia, lui si sarebbe risparmiato tutta questa sofferenza.
E in definitiva a tutti noi, sarebbe sembrata una cosa giusta, sbagliata, non so, ma comunque avremmo avuto l’impressione di assistere a una cosa che fa parte delle regole condivise del nostro stato.Possibile, non obbligatoria, ne tantomeno vietata.
Senza che qualche sciacallo cercasse di dividerci fra buoni (per la vita ) e cattivi (per la morte), per di più riuscendoci.
Forse Grano ha l’impressione che ABR non sia un vero libertario ma un impostore che scrive allo scopo di scandalizzare qalche ingenuo è dovuta al fatto che il genre di scritti di ABR siano il miglior modo di screditare e ridicolizzare le idee liberali e libertarie.
Perchè a differenza di persone coma Libertyfighter o altri libertari che partono dalle loro idee per poi giudicare i fatti concreti ABR dà quasi sempre l’impressione di partire da posizioni di opportunismo politico e poi adattare i propri discorsi alle esigenze contingenti di una fazione.
L’esempio che si può fare, e chiunque abbia un minimo di cultura nel campo delle idee liberai ad abbia letto Nozick, Bruno Leoni, Rothbard e Ricossa è che in una società liberale il vero arbitrio pericoloso per le libertà individuali è quello del legislatore, del politico che come quel buffo personaggio di nome La Russa cosi si esprime : “il caso del ddl sul testamento biologico e’ corretto perche’ colma un vuoto legislativo” dato che evidentemente per alcune persona non deve esistere nella vita di un cittadino nessun “vuoto legislativo” ogni minimo aspetto della nostra vita deve essere regolamentato sopratutto se i desideri della maggior parte delle persone sono poco compatibili con queli di una gerachia ecclesiastica così utile in tempo di elezioni.
Il disprezzo per la magistratura a per l’idea che il diritto possa essere fondato sulle sentenze come nella tradizione liberale della Common Law anglosassone è ciò che di più lontano dalle idee liberali possa esistere e questo fa di personaggi come ABR i migliori detrattori delle idee libertarie.
Come doceva T.S.Eliot “la peggior abiezione è fare la cosa giusta per il motivo sbagliato”.