Una cravventura
29/03/2009 - RITORNO A MANCHESTER - Farsi scegliere era una delle specialità delle cravatte. Si andava dal macchiarsi all’imbrattare le camicie o insudiciarne i colletti. Se le camicie erano ancora imballate e vi era urgenza, mettevano degli spilli in più, in posizioni irrazionali,
RITORNO A MANCHESTER - Farsi scegliere era una delle specialità delle cravatte. Si andava dal macchiarsi all’imbrattare le camicie o insudiciarne i colletti. Se le camicie erano ancora imballate e vi era urgenza, mettevano degli spilli in più, in posizioni irrazionali, che finivano per strapparle quando il padrone provava ad indossarle. Quella volta sporcarono due o tre camicie e, per sicurezza, anche alcune cravatte che potevano essere accostate alle camicie sopravvissute. Cavalli doveva essere la prima scelta e così fu. Come seconda, a sorpresa, Alfredo scelse Strisce. Era il meno adatto ad un’impresa del genere: Cavalli doveva fare tutto da solo.
A Bruxelles fu difficile. L’aereo era in ritardo e i lunghi corridoi di arrivo che Alfredo fece di corsa sfociarono in un controllo passaporti affollatissimo. Cavalli lanciò il grido di allarme e tutte le altre cravatte, in pochi istanti, diedero una poderosa stretta ai colli dei loro padroni. Tutti andarono di corsa a prendere un po’ d’aria e nella fila restarono solo una signora africana, grande come una botte, e un gruppetto di suore.
Passato l’ostacolo superò il controllo biglietti velocemente perché l’addetto si stava soffocando con la cravatta. Diede un sospiro di sollievo, non ci sperava più di prendere quell’aereo.
Una volta atterrato occorreva prendere un taxi. Ma non bastava chiamarlo, bisognava proprio prenderlo. Cavalli se ne accorse solo quando, con uno scatto felino, Alfredo spinse il povero taxista che, su una enorme carta stradale, stava cercando una destinazione immaginaria. Ma Alfredo non era un professionista e certo sarebbe stato raggiunto se quello non fosse inciampato malamente nella sua cravatta.
Cavalli sperava che Alfredo l’avrebbe riportato da Verde. Dopo decine di giri nel centro di Manchester, vicino ad un canale vide la bella Carlinska, disinvolta nel suo abito scuro, con la bella cravatta Verde al collo, chiedere un taxi. Alfredo si fermò e trattenendo l’emozione chiese dove doveva portarla. Lei gli sussurrò con un sorriso che il piano della lettera era perfetto.
Fino a quel momento.
MALEDETTI OCCHI AZZURRI. Lei aveva avuto cura di fare mille giri ma i suoi occhi azzurri, i capelli biondi fluenti che le circondavano il viso come una cornice d’oro, non passarono inosservati e presto un’auto fu sulla loro scia. Alfredo correva come un pazzo verso l’aeroporto, verso la loro salvezza.
Fu un attimo. Un grosso camion scaricò della sabbia sbarrandogli la strada, le portiere del taxi si aprirono e due brutti ceffi furono vicini a Carlinska.
“Hai finito di scappare bella, ora prendiamo noi il comando”
Alfredo non si scompose:”dove li devo portare signori?”
“Stockport, King’s Road, c’è una baracca comoda comoda dove possiamo fare due chiacchiere”.
Alfredo sentì una fitta al cuore. Erano arrivati a poche miglia dalla libertà e ora invece si trovavano lì, sotto la minaccia delle armi con poche speranze di scappare.
Anche Cavalli rifletteva. La sua amata era vicino ma doveva trovare una soluzione per salvare tutti. E così gli venne in mente un piano.
Il taxi entrò veloce nel vialetto del capannone, facendo sbattere quei gorilla mercenari contro portiere e vetri.
Grugnendo uno dei due scese dal taxi e andò verso l’apertura dell’hangar. Ci entrò spavaldo. E spavalda era la polizia ad aspettarlo. Indietreggiò ma quello rimasto in auto afferrò Carlinska per un braccio, e la minacciò con la pistola.
Una folata di vento, una cravatta davanti al viso, e la pistola volò via lontano mentre Alfredo, incredulo, ancora non si capacitava di quanto stesse succedendo.
Cavalli aveva bloccato il braccio del ceffo e fatto volare via la pistola. La polizia si avventò sui due, ormai disarmati, e li bloccò con le manette.
Alfredo, appena ripreso, andò ad abbracciare il capitano di polizia e gli chiese:
“ma come facevate a sapere che saremmo venuti qui?”
SMS DI AIUTO - Sembrò stupito: “Prima ci manda un SMS chiedendo aiuto e poi si meraviglia che veniamo? Ma come funzionano le cose in Italia?” Male, pensò nella sua testa Alfredo, ma smise di fare domande e andò ad abbracciare la sua amata.
Ma, in fondo, chi aveva mandato l’SMS?
Cavalli riprese fiato. Se il telefonino non fosse stato nel taschino certo non sarebbe riuscito ad avvisare nessuno.
Alfredo e Carlinska si abbracciarono e dietro le loro effusioni da innamorati anche le cravatte si toccarono scambiandosi il loro mondo di affetti. Ignoto agli umani ma non meno grande e nobile. Mondo che si può ascoltare accostando silenziosamente l’orecchio alle ante chiuse di un armadio













“CavallisuRosso”, “PorcellinisuRosso”, “StrisceDiplomatiche”, “VerdiquadettinisuNero”…
…ma che bel viaggio immaginario, nel quale si mescolano fantasia, avventura, emozione e voglia di riuscire!
questo racconto è geniale! Bravo!
Sarà che è un capo di abbigliamento che indosso molto spesso…
sarà che amo i colori a fantasia
sarà che i racconti per bambini spesso mi sembrano migliori deli libri scritti per i grandi…
sarà che mi sei un sacco simpatico…
Ma questo racconto è bellissimo.
C.
Come va? tutto Ok?
(Angelo aspetta…^_^)
Grazie ancora per i complimenti….i nomi delle cravatte sono presi…da mie vecchie cravatte. Purtroppo non ce l’ho con me e quindi non l’ho potute fotografare.
Sul fatto dei racconti per bambini…beh questo era un tentativo ma spero in futuro di esercitarmi di più. Spero di testare 100 storie sulla mia piccola lettrice per poi scegliere le migliori.
Penso che sia stupendo scrivere per i bambini perchè ovviamente i loro sentimenti, entusiasmi, reazioni sono spontanei e non cìè soddisfazione più grande di farli ridere.
@Angelo Cipiciani:
Tutto ok, sta crescendo bene, è vorace come un Galeazzi in forma ma spero che lo metta anche in lunghezza oltre che nei guanciotti sempre più pendenti. Comunque per conoscerla non ti basta la raccomandazione di tuo padre (che non so quanto sia raccomandabile) ma ci vogliono referenze “indipendenti”
Da Angelo Cipiciani per marblestone:
Aghu ghhh ghh aghu eh ohu ghhh aghhuuu ehhhh ahhh
(Traduz: Sono un Angelo di nome e di fatto…Spero mi potrai apprezzare di persona, prima o poi!)
E’ veramente bella.. davvero davvero!!!
Un saluto, Lisa
ps. se posso permettermi vorrei perorare la causa (quale essa sia) del mio nipotino virtuale.. da zia streghetta acquario di un nipotino acquario angioletto… spero possan esser valide come referenze
Scriveremo un “Promessi Sposi” in salsa giornalettistica? E chi lo fa Don Rodrigo? Il perfido Greg?