Un racconto per bambini, e anche per adulti: cravatte e avventure
DEBUTTO IN SOCIETA’ - Quando l’anta dell’armadio si richiuse CavallisuRosso ebbe un bel daffare per calmare l’entusiasmo dei piccoli che, come sempre, ridevano alle barzellette di PorcellinisuRosso. Gli diede una mano Strisciediplomatiche che, serio serio, ci teneva all’etichetta.
“Insomma, non è ancora uscito. Potrebbe cambiare idea e riaprire l’armadio. E in quel caso voi passereste un bel po’ di guai” e si girò mostrando tutto il dispetto che gli era consono.
“Su bambini, VerdequadrettisuNero ci potrebbe anche avvisare in tempo ma si preoccuperebbe molto”. Al richiamo affettuoso di CavallisuRosso i bambini si calmarono e anche Porcellini si stette finalmente zitto.
Tutti volevano bene a Verde. Ancor di più Cavalli che era sposato con lei da più di 10 anni. Alcuni dei bambini sghignazzanti erano i loro e il fatto di essere tutti insieme era stato, come sempre, molto difficile.
Ora si apprestavano ad uscire, appena il taxi avesse svoltato l’angolo verso l’aeroporto. Porcellini, con una delle sue azioni avventurose, era riuscito a vedere, durante la doccia di Alfredo, la destinazione del viaggio: Londra, due giorni.
Standard. Verde sarebbe ritornata la sera dopo, sul tardi, a raccogliere i commenti al debutto in società dei tre bimbi.
Porcellini diede il segnale e Cavalli si precipitò ad aprire la porta del cunicolo 27.
“Faccio strada?” bisognava sempre essere cortesi con Strisce. Capace che si offendeva e restava a casa. Non era cattivo ma aveva un’immagine da difendere.
“Va pure figliolo, non c’è nessuno che conosca questi cunicoli meglio di te”.
Cavalli si avviò facendosi seguire dai suoi tre neonati, FantasiasuMarrone, QuadrettisuVerde e RadiovolantisuViola.
Era un giorno importante, per la prima volta avrebbero visitato le caverne e la Sala Comune. Per questo sgaiattolavano allegri, sbandando ai bivi e urtandosi l’uno sull’altro. Quadretti era il più serio del gruppo e non digeriva di buon genio le battute originali di Radio. Fantasia si guardava intorno, estasiata, e non diceva nulla. Era trasognante e non si accorgeva nemmeno dei giochetti dei fratelli.
Strano che Alfredo non avesse portato nessuno con se. Erano stati appena acquistati e generalmente una cravatta nuova se la portava appresso, almeno di riserva. Ma Alfredo era uscito con Verde al collo e FogliesuAzzurro in valigia. Segno che l’occasione era importante e che voleva puntare su cravatte ben fidate. MacchiesuMarrone si era proposto di sostituire Verde ma Alfredo non aveva colto l’invito e l’aveva ripiegata con cura. Va beh, la presentazione l’avrebbero fatta senza la madre.
ATTRAVERSO I CUNICOLI. – Uscendo dai cunicoli di casa arrivarono in strada e lungo la conduttura del gas cominciarono a trovare folla. La sera era importante e centinaia d’invitati si affrettavano verso la Sala. I nostri cercavano di restare compatti sebbene perdessero ogni tanto Porcellini, attratto da nuove e vecchie dame di società.
Arrivarono finalmente nella chiesa. Bella, maestosa e tutta piena d’invitati.
“Forza, andate, raggiungete il vostro posto”. I tre fanciulli reagirono pronti al richiamo del padre e, emozionati, si confusero tra le mille matricole di quella sera.
“Porcellini, sono bellissimi, sai come sarebbe fiera Verde?”. Ma Porcellini era altrove con la testa e diede solo un breve cenno di risposta a Cavalli che, tranquillamente, continuò a parlare da solo.
Come consuetudine, le matricole diedero un breve saggio delle loro inclinazioni naturali. Tutti ascoltavano con cura e applaudivano.
Fantasia fu la prima a parlare. Con un po’ di rosso che compariva d’improvviso nella delicata e sofisticata veste marrone disse che voleva dedicarsi ai tratti delicati, alla ricerca di colori sopraffini. Quindi mostrandosi al meglio, con un lento e studiato girotondo, stupì la platea che ebbe subito a sottolineare che un colore così intenso, linee così delicate e armoniose, non si vedevano da tempo. Cavalli gongolava e pensava che aveva preso tutto da sua madre.
Quadretti aveva un aspetto decisamente più intellettuale e affermò che avrebbe studiato le origini delle cravatte, creando variazioni cromatiche e geometriche che si ispiravano agli antichi sfarzi.
Radio, il più originale, parlò dell’avanguardia, così di moda, che consisteva nell’abbinare vecchi oggetti volanti a semplici colori di sfondo.
Dopo la foto finale ci fu il solito assalto al buffet. Come un branco di anguille impazzite si lanciarono su pezzetti di legno, intonaco, cemento, ferro, acciaio e, delizia tra le delizie, vetro. Nulla da eccepire, anche quella volta CappelliBianchi aveva organizzato tutto alla perfezione e, nel discorso finale, il Presidente, Cavalier PuntinisuNero, ebbe modo di sottolinearlo chiamandolo “il mio grande amico”.
LA FAMIGLIA DI CAVALLI - Cavalli era contento. Una bella famiglia, una bella moglie e tanti tanti amici. Ora li salutava mentre un velo di malinconia gli bagnò di lacrime gli occhi.
Non gli piacevano i viaggi all’estero, non gli piacevano i nuovi giri del padrone, che non capiva, che non seguiva, che erano fuori dal suo controllo.
Una volta era stato a quella maledetta Londra e aveva visto compagni loschi, gonfiori di pistole, sudore di gente grassa e sudicia con costose camicie su misure. E poi si era dovuto fare il viaggio di ritorno in un pacchetto, per posta espressa, dopo che l’avevano recuperato in cassaforte, dove era stato dimenticato una settimana intera. Una cassaforte non si fa bucare nemmeno dalla cravatta più esperta..
Tutti si erano preoccupati e lui non aveva potuto avvisare nessuno.
Chiuse gli occhi. Poche ore e lei sarebbe ritornata dal maledetto viaggio a Londra.

“CavallisuRosso”, “PorcellinisuRosso”, “StrisceDiplomatiche”, “VerdiquadettinisuNero”…
…ma che bel viaggio immaginario, nel quale si mescolano fantasia, avventura, emozione e voglia di riuscire!
questo racconto è geniale! Bravo!
Sarà che è un capo di abbigliamento che indosso molto spesso…
sarà che amo i colori a fantasia
sarà che i racconti per bambini spesso mi sembrano migliori deli libri scritti per i grandi…
sarà che mi sei un sacco simpatico…
Ma questo racconto è bellissimo.
C.
Come va? tutto Ok?
(Angelo aspetta…^_^)
Grazie ancora per i complimenti….i nomi delle cravatte sono presi…da mie vecchie cravatte. Purtroppo non ce l’ho con me e quindi non l’ho potute fotografare.
Sul fatto dei racconti per bambini…beh questo era un tentativo ma spero in futuro di esercitarmi di più. Spero di testare 100 storie sulla mia piccola lettrice per poi scegliere le migliori.
Penso che sia stupendo scrivere per i bambini perchè ovviamente i loro sentimenti, entusiasmi, reazioni sono spontanei e non cìè soddisfazione più grande di farli ridere.
@Angelo Cipiciani:
Tutto ok, sta crescendo bene, è vorace come un Galeazzi in forma ma spero che lo metta anche in lunghezza oltre che nei guanciotti sempre più pendenti. Comunque per conoscerla non ti basta la raccomandazione di tuo padre (che non so quanto sia raccomandabile) ma ci vogliono referenze “indipendenti”
Da Angelo Cipiciani per marblestone:
Aghu ghhh ghh aghu eh ohu ghhh aghhuuu ehhhh ahhh
(Traduz: Sono un Angelo di nome e di fatto…Spero mi potrai apprezzare di persona, prima o poi!)
E’ veramente bella.. davvero davvero!!!
Un saluto, Lisa
ps. se posso permettermi vorrei perorare la causa (quale essa sia) del mio nipotino virtuale.. da zia streghetta acquario di un nipotino acquario angioletto… spero possan esser valide come referenze
Scriveremo un “Promessi Sposi” in salsa giornalettistica? E chi lo fa Don Rodrigo? Il perfido Greg?