Un disegno poco intelligente
25/03/2009 - In Texas Charles Darwin rischia l’estinzione. I repubblicani dello Stato vogliono mettere in discussione la teoria dell’evoluzione, da sempre controversa negli Stati Uniti. Nel Texas il consiglio direttivo del sistema educativo primario e secondario, Texas State School Board, voterà entro
In Texas Charles Darwin rischia l’estinzione. I repubblicani dello Stato vogliono mettere in discussione la teoria dell’evoluzione, da sempre controversa negli Stati Uniti.
Nel Texas il consiglio direttivo del sistema educativo primario e secondario, Texas State School Board, voterà entro questa settimana per espellere Charles
Darwin dalle scuole. Il presidente dell’organismo, il repubblicano Don McLeroy, ha intenzione di proporre ai 15 membri del consiglio un nuovo curriculum scientifico anti evoluzione. Secondo McLeroy, la vita sulla Terra è iniziata poco meno di 10 mila anni fa, e visto che mancano prove sulla veridicità della tesi darwiniana, è necessario che nelle scuole l’evoluzione sia messa in dubbio, tanto nelle parole degli insegnati quanto nei testi dei manuali. Il presidente dello State School Board è un ardente sostenitore del “disegno intelligente“, la teoria che spiega la nascita della vita con l’intervento diretto di Dio, cercando di ammantare di scientificità il testo biblico.
REPUBBLICANI CONTRO DARWIN – All’interno dello State School Board, composto da 15 persone elette dai cittadini, McLeroy può contare sull’appoggio di 7 social conservatives, l’ala fondamentalista del partito repubblicano, che è maggioritaria nel Gop di molti Stati sudisti. La minoranza democratica ha però formato una coalizione con 3 repubblicani moderati, contrari alle iniziative più scabrose proposte dal presidente, che in passato h
a spinto per corsi di educazione che enfatizzassero solo l’astinenza come metodo per prevenire la gravidanza e le malattie trasmesse sessualmente. Il Texas è il quinto Stato per percentuale di adolescenti incinte. Il Gop texano ha votato nei giorni scorsi una risoluzione favorevole all’iniziativa di McLeroy, chiedendo anche agli esponenti più moderati presenti nello State School Board di appoggiare la mozione anti Darwin, nelle ultime settimane bombardati di telefonate e di email affinché desistessero dalla loro lotta pro evoluzione. Oggi (mercoledì) inizierà un confronto pubblico lungo 3 giorni dove il nuovo curriculum scientifico sarà discusso, e alla fine Darwin potrebbe non trovare più posto tra le pagine sfogliate da bambini e adolescenti locali. Il Texas conta su quasi 25 milioni di abitanti, ed è uno dei mercati più importanti per quanto riguarda la didattica scolastica. Se i testi dovessero essere riscritti, le case editrici venderebbero anche gli Stati vicini manuali dove la teoria dell’evoluzione della vita è pesantemente messa in discussione. Un importante dirigente del National Center for Science Education, Steven Newton, ha definito l’iniziativa dei repubblicani texani come uno dei più seri assalti mai portati alla scienza moderna.
UN’EVOLUZIONE CONTROVERSA – La teoria di Charles Darwin ha rivoluzionato la scienza moderna, ma sin dal primo apparire diventò subito molto controversa. Se il materialista [[Karl Marx]] dedicò il Capitale all’autore dell’Origine delle specie, la Chiesa cattolica non ha mai accettato completamente la tesi scientifica che cancellò il dettato biblico sulla Genesi della Terra. Nel 2005 il cardinale Christoph
Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, si schierò a favore del disegno intelligente sul New York Times, una posizione poi lodata da Benedetto XVI, che in un convegno a Castengandolfo disse di avere “l’impressione che sia stata la provvidenza ad averlo indotto a scrivere l’articolo sul New York Time“. Se Ratzinger ha fatto un passo indietro rispetto a Giovanni Paolo II, che definì più di un’ipotesi la teoria darwiniana, è negli Stati Uniti che l’evoluzione trova i suoi maggiori nemici. Una risoluzione come la 1580 passata dal Consiglio d’Europa nel 2007, che denuncia i pericoli del creazionismo, sarebbe impensabile in molti Stati. Negli anni venti l’America si divise sulla sfida pro evoluzione lanciata dall’ACLU, l’unione per le Libertà civili, nello Stato del Tennessee, dove era vietato l’insegnamento di Darwin nelle scuole. A difendere la legge fu chiamato William Jennings Bryan, che in passato era stato per ben 3 volte il candidato presidente dei Democratici. Bryan, fervente religioso, si opponeva all’evoluzione sia perché metteva in discussione il dettato biblico, ma anche per il pericoloso cascame morale della selezione naturale
. Negli anni precedenti infatti il darwinismo sociale era diventata la teoria preferita dei conservatori per fermare ogni riforma di progresso sociale. Negli anni dieci e venti, la Corte Suprema bocciò ogni legge statale di maggior tutela dei lavoratori, sposando la selezione naturale creata dal mercato. Bryan era un oppositore di questa tesi, tanto che riuscì a cavallo del ‘900 a spostare il partito democratico su posizioni populiste e critiche del libero mercato, una svolta che dura ancora oggi. Nel processo svoltosi di fronte alla Corte suprema del Tennessee, si contrapposero le due anime, quella populista rappresentata da Bryan e il progressismo nei diritti civili dell’ACLU, che poco tempo dopo si fusero nel liberalism roosveltiano.
AMERICA DIVISA – Negli anni sessanta la Warren Court, la fase più progressista della giurisprudenza costituzionale statunitense, annullò l’ultima legge statale che vietava l’insegnamento dell’evoluzione. La normativa, in questo caso vigente in Arkansas, fu dichiarata incostituzionale perché contraddiceva il I emendamento che sancisce la libertà di espressione. Un anno prima il Tennessee aveva già reso possibile insegnare Darwin. Mentre i religiosi sudisti diventavano una colonna del partito repubblicano, qualche decennio dopo proprio dall’Arkansas e dal Tennessee arrivò il ticket democratico, composto dai giovani Clinton e Gore, che pose fine all’egemonia reaganiana tanto apprezzata dalla base fondamentalista della Bible Belt. Negli anni ’80 il creazionismo riprese vigore, diventando una delle battaglie più appassionate della destra evangelica. An
cora oggi l’elettorato più conservatore del Gop è schierato nettamente contro Darwin, tanto che secondo l’ultimo sondaggio Gallup solo il 4% dei repubblicani crede ad un’evoluzione della vita senza intervento divino. Secondo l’istituto attualmente l’opinione è molto incerta: il 39% degli americani crede nella teoria di Darwin, mentre il 25% si oppone e il 36% non ha un’opinione. Il posizionamento riflette uno schema di divisione partitica, con i repubblicani schierati contro l’idea che l’uomo discenda dalla scimma, mentre i democratici sono sicuramente più darwinisti. Una polarizzazione ancora più netta si riscontra analizzando il grado di educazione: la stragrande maggioranza di chi ha un titolo di studio post college appoggia l’evoluzione, mentre la maggioranza di chi ha finito o solo frequentato il liceo è contrario. Pure nelle recente stagione delle primarie presidenziali Darwin era finito al centro dell’attenzione. Il reverendo Huckabee, che tra fine 2007 e inizio 2008 era apparso come il frontrunner per la nomination repubblicana, aveva dichiarato di credere nella teoria del “Disegno intelligente“. Il pastore amico di Chuck Norris ha vinto qualche Stato del Sud, ma la sua corsa è finita presto. Un’evoluzione da studiare anche per il Gop del Texas.













Ma infatti io l’avevo detto che non potevamo discendere dalle scimmie. Semmai sono le scimmie che discendono da noi, nella catena EVOLUTIVA.
Commento libertarian:
La stupidità sul mercato è un problema limitato all’individuo stupido. In politica diventa un dramma sociale perché gli stupidi impongono la loro miseria intellettuale a tutti con la coercizione.
Commento personale:
Gli idioti hanno un’esternalità positiva sul resto della società perché mi fanno un sacco ridere. Sono la prova definitiva che l’uomo non si è distaccato abbastanza dalla scimmia.
Secondo me è una strategia.
Partiamo dal presupposto “Se puoi credere a ciò, puoi credere a qualunque cosa”.
L’introdurre nel cervello nozioni assurde ne aumenta la capacità di assimilarne di altre. Se si esagera un po’, si può arrivare al punto che “si crede a qualunque cosa”. A questo punto la malleabilità della mente è massima e diventa molle creta nelle mani del manipolatore di turno.
Se uno riesce a credere che la Genesi è letteralmente vera e che questa cosa non è del tutto contraria alla ragione è ad un passo dal bispensiero orwelliano che è il massimo del controllo dell’autorità sull’individuo.
Non sono un gran fan della ragione e dubito fortemente che possa risolvere certi problemi dell’esistenza umana, ma è anche l’unico strumento che abbiamo per vagliare ipotesi, e se lo si manomette, si può far credere qualsiasi cosa. Appunto.
devo dire che a volte riflettendo sulla complessità dell’esistente e del vivente non si può non dubitare che tutto sia dovuto al caso, per quanti miliardi di miliardi di miliardi di casualità possano aver portato al risultato.
Certo però se dio proprio ci doveva creare poteva farlo un pochino meglio.
SGuanrdandomi intorno mi viene davvero difficile certi esseri umani possano essere la creazione di un dio onnitutto e perfetterrimo… certo a meno che non ipotizziamo che ci volesse fare uno scherzo…
Il problema per i texani è che secondo Darwin gli uomini derivano dalle scimmie e questo loro proprio non possono accettarlo. Basterebbe dire che sono un’evoluzione delle mucche e si convertirebbero in massa all’evoluzionismo.
@lelith
è come diceva al pacino ne “l’avvocato de diavolo”:
Dio c’ha creati e ora se ne frega bellamente lasciandoci qui tra mille debolezze mentre lui se la ride guardando questa telenovela
Una cosa che non capisco è il fatto che Darwin mica ha mai detto che Dio non esiste e compagnia bella. Ha solo detto che le specie evolvono. A sua immagine e somiglianza è l’uomo come essere capace di creare e pensare a mio avviso. Ma la mia importanza nel dialogo teologico è nulla direi….
“Partiamo dal presupposto “Se puoi credere a ciò, puoi credere a qualunque cosa”.
Partiamo anche da quest’altro presupposto Libertyfirst:
L’intelligenza umana è in grado di comprendere che è vero tutto ciò che è sperimentabile…giusto!
ma, di contro, non può dirsi falso tutto quanto appartiene alla sfera del non ancora “analizzato” in pieno!
Quindi, persino il dichiaratamente “non vero” ha bisogno di un analisi che lo confermi e lo difenda da ogni confutazione!
E se il quibus fosse solo nel nome?
Se la chiamassimo legge di Darwin forse la gente si tranquillizzerebbe un po\\\’… tipo la teoria dei grandi numeri.. chiamandola legge suona proprio meglio!
@Lucia
la matematica l\\\’abbiamo inventata apposta per astrarre concetti senza che essi perdano veridicità
Se io tiro una monetina tutti sono sicuri che ci sono 50% di possibilità di fare testa e altrettante di fare croce.
Se però tiriamo la monetina 100 volte col cavolo che la media dei risultati è 50 e 50
Perché la legge dei grandi numeri ci dice che per verificare questa questione dovremmo fare infiniti lanci.
Ci sono quindi verità che sappiamo essere non verificabili praticamente eppure le accettiamo ugualmente.
La posizione dei fideisti è perfettamente comprensibile.
Solo se impediscono ai bambini di ascoltare altro, possono sperare di convincerli a credere nelle loro favolette.
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