Il paradosso dei sessi
25/03/2009 - TESTOSTERONE VS. OSSITOCINA – Ad aggravare la situazione per i maschi c’è il testosterone che induce gli uomini ad assumersi dei rischi semplicemente per dimostrare alle donne di essere partner appetibili. Il testosterone, secondo la Pinker, è responsabile indirettamente del
TESTOSTERONE VS. OSSITOCINA – Ad aggravare la situazione per i maschi c’è il testosterone che induce gli uomini ad assumersi dei rischi semplicemente per dimostrare alle donne di essere partner appetibili. Il testosterone, secondo la Pinker, è responsabile indirettamente del fatto che gli uomini vivano di men
o, si ammalino di più, si uccidano più spesso, e uccidano più spesso i lori simili. Dall’altra parte della barricata c’è invece l’ossitocina, che rende le donne più empatiche e più interessate agli altri esseri umani. L’uomo prototipico invece sarebbe in media più interessato alle cose, e malattie come la sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento, altro non sarebbero che l’estremizzazione del normale comportamento maschile: esclusione o minimizzazione dei rapporti umani, ossessività concentrata su pochi temi. Infine, la Pinker sostiene che le donne fanno meno carriera degli uomini non perché meno dotate o più discriminate, ma semplicemente perché meno interessate a dedicare la loro vita ad un’unica cosa, come la carriera e il denaro. Le donne sarebbero più attratte da motivazioni intrinseche (faccio una cosa perché mi piace) piuttosto che da gratificazioni estrinseche (faccio una cosa anche se non mi piace per ottenere altre cose che mi piacciono).
LA DIFFERENZA C‘E’..E SI VEDE – Ora, fin qui niente di nuovo. La Pinker cita una serie di luoghi comuni e ne dà spiegazioni, peraltro non molto elaborate e quindi plausibili, in termini biologici. Quel che è nuovo, da un po’ di tempo a questa parte, è che delle differenze tra uomini e donne si inizia nuovamente a parlare, non come pregiudizio da combattere, ma come tesi da discutere su basi più o meno scientifiche. Possiamo distinguere tre fasi nello sviluppo del pensiero sulle differenze tra uomini e donne. La prima, che va approssimativamente dal Pleistocene agli anni ’70 del secolo scorso, dava per scontate alcune differenze. Le donne sono mediamente più x, gli uomini sono mediamente meno y. Alcune di queste differenze erano create dalla “cultura”, altre probabilmente non lo erano. Nella seconda fase, dagli anni ’70 agli anni ’70, è diventato tabù parlare di differenze tra uomini e donne. Scioccamente gli uomini e le donne pensavano che qualsiasi differenza media tra i due generi dovesse comportare una differenza dal punto di vista dello status morale. Non si poteva quindi sostenere che gli uomini erano mediamente e biologicamente più bravi nelle operazioni spaziali e le donne nelle prove di vocabolario – come pare che sia – perché ogni differenza doveva essere ridotta all’influsso di fattori ambientali. Gli uomini ce l’hanno più lungo delle donne? Cultura. Pisciano più lontano? Ancora cultura. Se una cosa non ci piace – nella fattispecie la possibilità che uomini e donne differiscano tra di loro anche psicologicamente e neurologicamente -
facciamo finta che non esista e che chiunque provi solo ad adombrare una possibilità del genere sia da considerarsi sessista. Tutto questa fatica improba era basata sulla convinzione che le donne e gli uomini siano tendenzialmente diversi da qualche punto di vista allora dovevano essere trattati in modo diverso, e non doveva essere loro conferito lo stesso rispetto e lo stesso status morale.
RIDATEMI I MIEI SOLDI ! - Questa stessa fallacia si ritrova anche nei discorsi dei razzisti contemporanei. Argomentano a partire da alcune differenza tra le “razze” – i neri sono più neri dei bianchi! – per sostenere che allora debbano essere trattate in modo diverso. Quello che sfugge loro è che nessuna di queste presunte o reali differenze tra esseri umani, o categorie di esseri umani, fa qualche differenza dal punto di vista morale. Infine, grazie al ritorno in auge del darwinismo e delle neuroscienze, si è giunti alla terza fase, in cui si può discutere tranquillamente, senza isterismi, e senza trarne implicazioni surreali, delle differenze medie tra uomini e donne, dovute in ultima analisi – del tutto ovviamente da un punto di vista evoluzionistico – alle differenze nella strategia riproduttiva (un ovulo al mese per una donna, molti milioni di spermatozoi al giorno per un uomo). L’evoluzionismo infine ci ricorda che anche gli altri animali si differenziano tra maschi e femmine. E ci ricordano che, dal momento che siamo animali anche noi, questo dovrebbe, o potrebbe, valere anche per gli esseri umani. Se tutto questo discorso è corretto, e credo che lo sia, Patricia Cornwell, che è una mediocre e una cretina, mi deve ben 40 euro.













AG, ma sei tu nell’avatar dei commenti?
…capigliatura alquanto aristocratica!…anzi stile barocco oserei dire…
stile led zeppelin!:-)
vedo con piacere che la foto di AG sta già mietendo vittime…
Sembra Alessandro Canino.
Ricchiuti, sai che prima o poi qualcuno si accorgerà che sei il sosia grasso di Saviano vero?
Sembra uscito da una qualche formazione di black metal norvegese.