Il paradosso dei sessi è il titolo di un bel libro di Susan Pinker, psicologa nonché sorella di Steven Pinker. è un libro che per quanto mi è piaciuto ho comprato due volte. La prima volta di venerdì sera, alla libreria Fanucci, insieme all’ultimo di Patricia Cornwell. Lo dico pubblicamente perché me ne vergogno
(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)
Il motivo per cui ho comprato il libro di Patricia è che ho letto nella quarta di copertina che parlava di un nano superdotato e non ho potuto resistere. L’ho letto tutto d’un fiato perché per quanto era brutto non vedevo l’ora di passare al libro successivo. La trama è intricatissima. Un nano di nome Oscar viene rinvenuto accanto a
l corpo della sua fidanzata nana morta. Siccome tutti pensano male dei nani (donna nana tutta tana, dopotutto) allora stai a vedere che il colpevole è proprio Oscar, che dal canto suo preferisce dire di essere affatto da ipostaturalità (‘ipostaturalità’ è la parola chiave in questo libro). Fin dalle prime pagine compare un investigatore con i dreadlock dal nome di Morales. Tutti hanno una funzione nell’intreccio tranne Morales. Key Scarpetta rappresenta l’ideale dell’Io di Patricia Crownell, perché è medico, avvocato e stappa le bottiglie di birra con il culo. La nipote di Key Scarpetta, Lucy, invece rappresenta l’ideale dell’Io di Patricia Crownell perché è un agente dell’FBI, super-esperta di computer, patita di cunnilinguo e genio miliardario. Pete Marino rappresenta invece tutto ciò che Patricia Crownell aborre, gli uomini con la panza che parlano solo di sport e praticano il rutto libero e lo stupro. Solo Morales non si capisce che cazzo ci sta a fare, e quindi a pag. 8 circa il lettore viene colto dal sospetto che forse, ma solo forse, il colpevole sia lui. A pag. 508 questo sospetto diviene certezza e il lettore vorrebbe incularsi con la sabbia Harriet Beecher Stowe, autrice de La capanna dello zio Tom, nonché progenitrice di Patricia Crownell.
UN BEL LIBRO SI COMPRA DUE VOLTE – Quello che volevo chiedervi è: se uno scopre a pag. 8 che il libro che ha comprato pensando fosse una cagata è effettivamente una cagata, può smettere di leggerlo o lo deve comunque leggere tutto visto che lo ha pagato 20 euro? Su questa domanda le masse si dividono. Esistono in merito due scuole di pensiero. Secondo la prima scuola la vita è troppo breve per leggere libri che non ci piacciono. Mi vantavo di appartenere a questa scuola, ma sono finito in un pendio scivoloso, accantonando prematuramente libri su libri per saltare di palo in frasca da un libro all’altro. Questo mi ha portato a leggere le prime otto pagine di circa duemila tomi, diventando povero e incolto, e decidendo infine di passare all’altra scuola. Secondo l’altra scuola nel momento stesso in cui acquisti un libro stai siglando un contratto immaginario – ma non per questo meno vincolante – con l’autore, secondo il quale ti impegni a leggere il suo libro, bello o brutto che sia, fino all’ultima pagina, anche se stai schiumando bava verde agli angoli della bocca e muori dalla voglia di leggere le news della Roma online (intervista al pappagallo di Menez). Puoi passare intere serate a casa per portarti avanti nella lettura di un libro che non ti piace, rifiutando inviti a cascata da danesi ubriache e ninfomani, nella speranza di avere finalmente un po’ di tempo libero da spendere per te. Quando ho comprato l’ultima fatica di Patricia ero in questa seconda fase, e quindi l’ho letto tutto di frettissima (nani, dread, stupri tutto un pout pourri di roba) per passare finalmente a leggere Il paradosso dei sessi di Susan Pinker. Ma ciò che ha fatto veramente la differenza, ciò che mi ha portato dalla prima alla seconda fase, è il fatto che quel maledetto venerdì sera mi hanno fregato (leggi svitato) il bauletto del motorino con dentro i due libri appena comprati. Dal momento che non volevo farmi condizionare la vita dai laTri sabato mattina mi sono recato alla libreria sotto casa e ho comprato una nuova copia di Patricia Cornwell e una nuova copia di Susan Pinker (sono due best seller di merda, quindi si trovano ovunque), per un totale di spesa di 74 euro. E questo ha reso ancora più urticante la mia incipiente dissonanza cognitiva. Se ci si sente in colpa a comp
rare un libro di merda, per di più un best-seller, sapendo che è un libro di merda, che costa 20 euro, che dopo 2 settimane sarà già tra i tascabili a 5 euro, che il nano superdotato non è il colpevole, che l’acquisto è suggerito da un malsano interesse per la gente affetta da ipostaturalità, ebbene pensate a quanto ci si possa sentire in colpa a dover comprare lo stesso libro due volte. Come si fa ad abbandonare un libro del genere? Ti tiene inchiodato dall’inizio alla fine.
E VENIAMO A “IL PARADOSSO DEI SESSI” – Ma non è di questo che volevo parlarvi, quanto dell’altro libro, quello della Pinker. Non vi starò a fare il riassunto di tutte le sue tesi perché non ci ho voglia ma vi citerò dei pezzi a caso per farvi capire che l’ho letto e aprire il dibattito. In primo luogo la Pinker cita alcuni studi, già citati altrove da Eysenck, secondo i quali le donne sono più medie degli uomini. Ad esempio, ai test del QI, la maggior parte delle donne si situa tra i 90 e i 120. Gli uomini si spalmano invece in un range maggiore, diciamo tra i 60 e i 150. Questo proverebbe che i maschi sono più estremi, ci sono molto più idioti e più geni tra gli uomini che tra le donne, nonostante la media dei punteggi sia più o meno la stessa. La spiegazione più plausibile per questa e altre differenze è quella secondo la quale gli uomini hanno i due cromosomi sessuali diversi (X e Y). Se hanno quindi un gene difettoso o bizzarro non hanno quindi un cromosoma di “riserva” come le donne da cui attingere. Questo comporterebbe una variabilità tra gli uomini, che differiscono quindi tra di loro più di quanto non differirebbero le donne. La maggiore variabilità comporterebbe quindi variazioni maggiori dalla media sia in un senso che nell’altro.




“gli uomini hanno i due cromosomi sessuali diversi (X e Y). Se hanno quindi un gene difettoso o bizzarro…”
Non solo, il cromosoma Y,essendo anche più corto, lascia anche campo libero a geni “recessivi”, a differenza dei due cromosomi X (delle donne) che sono anche geni “dominanti”!
Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
Cesare Pavese
Non lo sapevi? mai fidarsi dei nani superdotati, eppure la storia d’Italia dovrebbe dirti qualcosa, diamine!
uomo basso tutto caxxo, si suol dire. In alcuni casi, giusto la testa!
lucia: Pavese spesso non è credibile quando parla di donne: nel caso della tua citazione (dal “mestiere”, suppongo), sembra più una Robin Norwood ante litteram al machile, quella di “Donne che amano troppo” e amenità varie sullo stesso filo conduttore…
@corda: io e il mio metro e ottanta, scarpe bassissime incluse, da sempre combattiamo contro certe leggende metropolitane che ci danneggiano, inoltre ci permettiamo di applaudire il tuo doveroso addendum
però sono divertentissime, ‘ste leggende (sulla cui veridicità non posso pronunciarmi in questa sede). Senti questa sicula come è poetica:
sticchiu di zoppa u cavaddru ‘un azzoppa.
il cavallo simboleggia il sesso maschile che sarà instancabile, in quanto la donna zoppa sarebbe fonte di piacere senza paragone (trovato in Camilleri ma ne ha discettato pure Montaigne:-)
Vanno bene anche le momentanee distorsioni?
Inciampa, prende nà storta, olè “andiamo a verificare la leggenda di Montaigne cara, preshto!!!”
Cordapazza, Pavese potrà anche non essere credibile; ma circa la differenza tra i cromosomi , X femmina più forte
…quella è certezza matematica!
“Una donna che non sia una stupida,” è un clamoroso ossimoro.
Purtroppo però gli uomini sono anche peggio visto che se ne innamorano
Parole di un uomo saggio.
AG, sei già il mio amichetto di feisbucssswsssssz preferito, lo sai?
Che culo! E io che speravo di sedurre qualche ucraina ventenne in cerca di visto.
AG, ma sei tu nell’avatar dei commenti?
…capigliatura alquanto aristocratica!…anzi stile barocco oserei dire…
stile led zeppelin!:-)
vedo con piacere che la foto di AG sta già mietendo vittime…
Sembra Alessandro Canino.
Ricchiuti, sai che prima o poi qualcuno si accorgerà che sei il sosia grasso di Saviano vero?
Sembra uscito da una qualche formazione di black metal norvegese.