Ratzinger e l’Africa: non solo preservativi

25/03/2009 - Ecco cosa la Chiesa ha da farsi ancora perdonare. Dalla querelle ultima su prevenzione all’aids fino alla schiavitù. Paolo VI è passato alla storia come “il papa della pillola“, Ratzinger rischia di passarci come quello “del preservativo“. Paolo VI, non

     
 

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Ecco cosa la Chiesa ha da farsi ancora perdonare. Dalla querelle ultima su prevenzione all’aids fino alla schiavitù.

Paolo VI è passato alla storia come “il papa della pillola“, Ratzinger rischia di passarci come quello “del preservativo“. Paolo VI, non a caso detto “l’Amleto di Milanodal suo predecessore papa Angelo Roncalli, stava per dar retta alla commissione di studiosi, da lui appositamente istituita, che gli raccomandavano la legittimazione della pillola anticoncezionale per cercare di arginare la tragedia planetaria delle morti per fame e malattie (oggi siamo a un bambino ogni 6 secondi! All’epoca era uno ogni 8 secondi). All’ultimo momento però si arrese alle pretese di un gruppetto di “duri e puri” capeggiati da un cardinale polacco che si chiamava Wojtyla. Analogamente, Ratzinger è pressato da larga parte della Chiesa - compreso il “giro” dell’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini - perché ritiri la anacronistica e dannosissima condanna contro l’uso del preservativo, ma anche lui alla fine capitola di fronte agli ottusi.

OLTRETUTTO - Da notare che NON è più vero che l’uso del preservativo è di per sé contro la concezione di nuovi esseri umani. Anzi! E’ infatti ormai cosa scientificamente validata l’uso del preservativo nel rapporto eterosessuale da parte di uomini sieropositivi o malati di Aids per poter raccogliere lo sperma a fine rapporto, lavarlo del virus veicolo di contagio e introdurlo nella vagina della partner con apposita siringa in modo che possa sì restare incinta, ma NON di un feto dal tragico destino segnato ancor prima di nascere e diventare un neonato. In Italia l’alfiere di questa tecnica è il chirurgo andrologo professor Paolo Marandola, che in Africa ci ha passato una vita e ora è impegnato nello Zaire con una iniziativa ospedaliera e con la diffusione appunto di tale tecnica anti Aids, che ha costi ridicolo, alla portata quindi anche delle donne africane. In Africa NON c’è l’abbondanza di acqua e igiene dell’Occidente, motivo per cui le infiammazioni vaginali sono molto più frequenti che in Occidente, e sono proprio le infiammazioni vaginali, con la conseguente dilatazione dei vasi sanguigni, a far passare i vettori della sieropositività e dell’Aids. Ecco perchémentre in Europa si rischia l’Aids solo dopo alcune centinaia di rapporti sessuali in Africa invece il rischio di contagio compare già dopo un numero di rapporti enormemente più basso.

NON L’UNICA - Anziché le solite chiacchiere e giaculatorie Ratzinger forse avrebbe fatto meglio a parlare di queste tecniche, se proprio di teneva a parlare di preservativi e a rischiare di passare alla storia come un gaffeur inferiore forse solo a Berlusconi, il nostro prossimo presidente della Repubblica. Dopo le infelici battute sul corano e l’altrettanto infelice revoca della scomunica al  vescovo negazionista Williamson, l’incredibile boutade africana sul preservativo “inutile contro la lotta all’Aids” ha sollevato un’altra e più vasta salva di dure bordate, questa volta però sparate anche da vari Paesi europei. Non dall‘Italia però, perché Berlusconi ovviamente non osa contraddire il papa visto che ha bisogno dei clericali anti laici per diventare presidente della nostra sempre meno laica Repubblica. Se la Francia è la patria dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese che ci hanno reso liberi facendoci uscire dagli incubi dell’oscurantismo clericale, l’Italia resta e anzi tende a ridiventare sempre di più al guinzaglio del Vaticano. .    

UN PO’ DI STORIA - Ma il papa non ha parlato solo di preservativi. Visto che era in Africa e il tema fa sempre fare bella figura, ha parlato anche di schiavitù, ma se l’è cavata addebitandola “alla cupidigia umana”, schivando così la Storia. Che però non è schivabile, perché resta pur sempre l’univa Verità rivelata con certezza documentabile. Della schiavitù l’Africa è stata per secoli la principale vittima, perciò meglio avrebbe fatto Ratzinger a ricordare alcune cose, delle quali è responsabile proprio la Chiesa o, se si preferisce, il Vaticano. Correva infatti l’anno di grazia 1452 quando il pontefice Nicola V emanò la bolla “Dum Diversas”, che in base alla teologia cattolica dell’epoca rese legittimo il commercio di schiavi. La bolla autorizzò i portoghesi a ridurre in schiavitù i non cristiani. E tre anni dopo, cioè nel 1455, lo stesso pontefice si premurò di riaffermare la legittimità della schiavitù degli “infedeli” con una nuova bolla, intitolata “Romanus Pontifex”. E così – per responsabilità di Santa Romana Chiesa – che è nato il colonialismo europeo e sono state fornite le basi “religiose” (!!!) per quella orrenda tratta degli schiavi, durata secoli, che ha spopolato gran parte dell’Africa provocandone di conseguenza quella catastrofe della povertà che dura ancora oggi. E se religiosi come Bartolomé de Las Casas e Francisco  de Vitoria hanno in seguito posto con grande passione le basi per la fine della riduzione in schiavitù degli indios nel Centro e Sud America, l’Africa nera invece non ha goduto di simili paladini.

SCRIPTA MANENT - Per chi avesse dubbi, è istruttivo leggere i seguenti passi della bolla del 1455, scritta dal papa ad Alfonso re del Portogallo: “Perciò noi, considerando con la debita attenzione gli argomenti suddetti, sia generalmente che particolarmente, poiché abbiamo concesso precedentemente con altre lettere nostre tra le altre cose, piena e completa facoltà al re Alfonso di invadere, ricercare, catturare, conquistare e soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro regni, ducati, principati, signorie, possedimenti e qualsiasi bene, mobile ed immobile, che sia di loro proprietà, e di gettarli in schiavitù perpetua”. Altri tempi, altra mentalità: bisogna quindi relativizzare il tutto rapportandolo alla cultura e alle credenze della sua epoca? Giusto, più o meno.  Tanto più che all’epoca la riscoperta di Aristotele e quindi anche della sua teoria sulla “schiavitù naturale” furono usate anche dagli intellettuali laici per legittimate la schiavitù degli “inferiori per natura“. Ma è Ratzinger che si frega con le sue stesse mani: da che è papa infatti ci ha tenuto a ripetere come un disco rotto la sua condanna del “relativismo storico“. E’ ovvio che se la Storia non si può “relativizzare“, quelle due bolle papali e tutto ciò che ne è conseguito restano come un macigno di enormi colpe e responsabilità della Chiesa. Responsabilità assolute perché – lo dice il papa! – non relativizzabili. Altro che preservativi!

     
 

7 Commenti

  1. gloria scrive:

    ” infatti ormai cosa scientificamente validata l’uso del preservativo nel rapporto eterosessuale da parte di uomini sieropositivi o malati di Aids per poter raccogliere lo sperma a fine rapporto, lavarlo del virus veicolo di contagio e introdurlo nella vagina della partner con apposita siringa in modo che possa sì restare incinta” sa che non lo sapevo?

    “correva infatti l’anno di grazia 1452 quando il pontefice Nicola V emanò la bolla “Dum Diversas”, che in base alla teologia cattolica dell’epoca rese legittimo il commercio di schiavi.” Questo è molto interessante

  2. Juppes scrive:

    i capi della chiesa ne hanno fatte tante di sciocchezze

    ma che uomini erano ?

    è possibile paragonarli ai capi dei tempi moderni ?

    e il passato, la storia delle loro sciocchezze puè essere preso come giustificazione per provare le sciocchezze attuali ?

    mi piace pensare che la Chiesa si sia sempre mossa adeguandosi ai tempi

    la schiavitù forse potrebbe essere la dimostrazione di questo; era una necessità od opportunità economica da non trascurare, per cui fu autorizzata

    ma autorizzare una pratica vergognosa ed immorale non significa che per questo quella stessa pratica sia moralmente accettabile

    non lo era allora, non lo è oggi

    anche se l’ egoismo economico di un’ economia di sopraffazione ed accumulo la rendeva necessaria

    utilizzando lo stesso metodo del dott. Nicotri e peccando pure io di ipocrita furbizia (ma io mi pento, mi confesso e mi salvo)……possiamo dunque affermare che come fu sbagliato autorizzare in passato una pratica immorale pur se economicamente vantaggiosa, allo stesso modo è immorale autorizzare una forma di controllo delle nascite immorale pur se necessario per lenire la sofferenza degli ignoranti ciucci di qualsiasi colore della pelle

    il suo affezionato papalino

    Juppes

  3. Harry Burns scrive:

    perdonatemi, potrei esimermi dal commentare, ma questo è davvero uno degli articoli più falsi che ho letto in questi giorni.
    Il problema non è mai stato la posizione della Chiesa verso il preservativo (ammessissimo tra l’altro, nel caso in cui un coniuge sia sieropositivo o abbia malattie a trasmissione sessuale), il problema semmai è la “politica del condom e basta” (fallimentare) che le nazioni occidentali stanno sperimentando in Africa da vent’anni. Ovviamente perchè è carità pelosa che copre solo enormi interessi economici.
    Il papa ha parlato anche di donare medicinali per l’adis ma non solo (in africa si muore molto anche di semplici infezioni), di cura dell’uomo per l’uomo (che non si risolve con carghi di condom) ed altro ancora, ma le menti belle et immacolate questo manco l’accennano.
    Poi come dice che non saranno i preservativi a salvare l’Africa apriti cielo… peccato per questi benpensati dei miei stivali che le zone dove “danno retta al papa” corrispondo alle zone dove l’aids regredisce. ma forse è un caso…

    PS
    Di quello che scrisse un papa nel 14oo e rotti m’interessa relativamente, per farmi un’idea dell’oggi mi interessa di più – ad esempio – sapere quali sono i rapporti dei singoli stati occidentali (specie Grermanie Francia) sia con gli stati Africani, sia con talune multinazionali…

  4. danmunty scrive:

    Caro Juppes, temo di non essere affatto d\’accordo con lei, per i seguenti motivi:
    1)\”anche se l’ egoismo economico di un’ economia di sopraffazione ed accumulo la rendeva necessaria\”
    Non la rendeva Necessaria. Si è trattato di una Scelta, di cui gli autori si sono dunque assunti le responsabilità morali.
    2)\”mi piace pensare che la Chiesa si sia sempre mossa adeguandosi ai tempi\”
    In conseguenza di ciò, le basi delle sue decisioni non sono assolute, ma storicamente relativizzabili. Sostenere il contrario è una pura contraddizione.
    3)\”autorizzare una pratica vergognosa ed immorale non significa che per questo quella stessa pratica sia moralmente accettabile\”
    Il problema sta tutto nei criteri che si usano per giudicare la moralità di un\’azione. Ma su questo punto, temo, i nostri criteri divergono in modo irreparabile.
    4)\”allo stesso modo è immorale autorizzare una forma di controllo delle nascite immorale pur se necessario per lenire la sofferenza degli ignoranti ciucci di qualsiasi colore della pelle\”
    Ritorna il problema di prima: in base a quali criteri lei giudica immorale il preservativo?
    Io, che baso la mia etica sul principio di massima utilità per il massimo numero di persone, non vi trovo assolutamente nulla di riprovevole. A meno di criteri comuni, il dissenso è insanabile.

  5. danmunty scrive:

    @ Harry Burns

    <>
    Ci sono degli studi a riguardo? Delle fonti? Potresti indicarle? Ti ringrazio anticipatamente- niente ironia, pura curiosità.

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    Pienamente d’accordo su questo. Ma non vuol dire necessariamente che non possa portare benefici.

    <>
    In realtà è importante in quanto argomentazione di una delle tesi propugnate dall’articolo. Questo, chiaramente, non ti impedisce di trovarlo poco interessante, ma il punto è che l’articolo parla anche di questo.

    <>
    Posso essere d’accordo su questo, ma per quale motivo non potrebbero essere d’aiuto? Questa è una domanda interessante, credo. Ok, non è la soluzione definitiva, ma è davvero del tutto inutile? Non ha contribuito nemmeno un po’ a ridurre il problema?

    <>
    Anche qui ti chiederei, per cortesia, delle fonti su cui verificare queste affermazioni.

  6. danmunty scrive:

    chiedo venia, dev’essere successo qualcosa di strano al precedente post. Riposto le parti citate con numerazione:
    1)Il problema semmai è la politica del condom e basta (Fallimentare)
    2)è carità pelosa che copre solo…
    3)di quel che scrisse un papa nel 1400 e rotti m’interessa relativamente…
    4)non saranno i preservativi a salvare l’africa
    5)le zone dove danno retta al papa corrispondono alle zone in cui regredisce

  7. pino nicotri scrive:

    Che la politica del “preservativo e basta” non basti (scusate il gioco di parole) è evidente. Beh, ma che l’Europa e l’intero Occidente abbia responsabilità gigantesche verso l’Africa è poco ma sicuro. Basta un esempio. Gli Usa hanno destinato poco meno di 1000 miliardi di dollari per la propria economia, banche e industrie d’auto fallimentari comprese. L’Europa per le proprie ha pure stanziato cifre gigantesche. Ma per l’Africa in tutto stanziam0 (Usa compresi) non ricordo se 1 o 15 miliardi di dollari. Una miseria. Per giunta NON sempre spesa bene.
    Credo che come la Germania, e non solo, abbia risarcito economicamente gli eredi della Shoà, così dovremmo fare noi come Occidente nei confronti dell’Africa, facendoci carico di ben di più di una elemosina. Il tema è statao sollevato dagli stessi africani. Ma i primi a non sentirci da questo orecchio sono gli Usa.
    Detto ciò, resta il fatto che di certe cose la Chiesa è l’ultima a poter parlare. Se parla e tuona, anche a vanvera, è perché su certi temi la sua migliore alletata è l’ignoranza delle masse, e non solo in fatto di Storia.
    E’ molto interessante anche la meno sconosciuta bolla «Inter caetera Divinae” di papa Alessandro VI, emanata il 4 maggio 1493, per la divisione dei “nuovi continenti” e l’assegnazione dell’America alla Spagna.
    pino nicotri

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